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MenteLocale: il governo del cambiamento

27 marzo 2013

E ora un bel pezzo deprimente, di quelli che mandano di traverso la giornata a chi è convinto che per cambiare questo Paese sia sufficiente mandare cento deputati a Roma e poi rendicontare le spese del Parlamento per le caramelle. Mentre questi contano le caramelle e si illudono che il cambiamento del potere stia lì, altrove avvengono le cose che contano. Ecco una cosa che conta e una notizia che, stretti tra le chiacchiere sul cambiamento, sui patimenti del governo che non nasce (non è detto che sia un male) e sul fatto che uno il carisma o ce l’ha o non se lo può dare, magari a molti è sfuggita; eppure cambierà loro la vita. Il 23 marzo 2013, la Banca d’Italia ha ceduto alla Cassa Depositi e Prestiti, nella persona del fondo F2i (che è appunto emanazione della Cassa Depositi e Prestiti) la propria quota delle Assicurazioni Generali, il 4,5% delle azioni. Che ci frega, direte voi? Invece ci frega, ed è meglio saperlo, perché questa realtà ci verrà a cercare molto prima di quanto possiamo immaginare.

Chi è la Cassa Depositi e Prestiti?
È una banca. Probabilmente è l’unica banca italiana che va bene. Esiste fin dal lontano 1850, per raccogliere il risparmio in forma strettamente privata, ma poi, dopo l’Unità d’Italia, comincia a raccogliere il risparmio postale: nel 1875 vengono emessi i primi libretti di risparmio postale; nel 1896 le prime cartelle (gli antenati dei Buoni di Stato, ossia i BOT); nel 1924 i buoni fruttiferi postali.
Dal 1898, la CDP era stata inglobata nel Ministero del Tesoro come una vera e propria Direzione Generale. Se una banca è uno strumento di raccolta del risparmio e di successivo investimento, la CDP insomma era una vera banca, pubblica, ma banca. In particolare, uno degli scopi era proprio emettere mutui per comuni ed enti locali, come ben sa l’Amministrazione di Campi Bisenzio che vi ha fatto ricorso più d’una volta (non sempre con esito positivo, però). E va bene proprio grazie alla sua posizione di monopolio, e il motivo si intuisce; finché raccoglie il risparmio postale, al 2,7% lordo di interesse e poi presta ai comuni al 4,5% di interesse, e si trova in posizione di monopolio, è difficile andare male…
Le cose cambiano nel 2003, quando il DL 269 del 30 settembre 2003 trasforma la Cassa Depositi e Prestiti in una società per azioni, dove il 70% è in mano al Ministero dell’Economia e Finanze, e il 30% in mano alle Fondazioni Bancarie. Questo è un graditissimo regalo per le Fondazioni, che sono entrate nell’azionariato acquisendo azioni privilegiate fino appunto al 30% grazie al DL 269/2003. Ma passa poco, e le Fondazioni entrate (sono 65 in totale) si trovano in mano quote che valgono molto di più; e, soprattutto, dopo la trasformazione in SpA, si trovano a godere dei dividendi che la CDP emette. Tra qualche giorno, agli azionisti verrà distribuito un miliardo secco di utile 2012. La cosa buffa è che lo Stato ci ha provato a farsi conguagliare la differenza tra quanto hanno pagato le Fondazioni per acquisire le quote e quanto valgono; la società di revisione dei conti Deloitte, per esempio, ha calcolato che le Fondazioni dovevano versare, per la differenza tra il valore delle quote acquistate in base al DL 269/93 e post, la bellezza di 4,5 miliardi. La cosa non piaceva mica alle Fondazioni; ma grazie alla sagace mediazione di Franco Bassanini, presidente della CDP, ne pagheranno soltanto uno e in rate annuali (peraltro corrispondenti ai dividendi incassati… quindi in realtà non pagano nulla). Come fare ad assicurarsi che questa pacchia continui? Con la continuità del management; e infatti una modifica dello statuto della CDP ha lasciato ai soci privati di minoranza (chi sono? Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa Risparmio Torino, Fondazione MPS…) la facoltà della nomina del presidente di CDP. Ad occhio e croce, diremmo che Bassanini ha la strada spianata per il rinnovo della carica.
Con questo po’ po’ di roba che si trova ad amministrare, e che rappresenta in gran parte il risparmio dei meno abbienti (perchè, diciamo la verità, il risparmio postale non è che sia il mezzo preferito dagli speculatori.. ma siccome ci sono tanti correntisti la CDP si trova a gestire, mentre scriviamo, 200 miliardi di euro di risparmio postale), non c’è ragione di continuare a fare l’elemosina ai soli comuni… tanto vale buttarsi a fare affari.
E infatti dal 2007 CDP istituisce il Fondo strutturale F2i, con due miliardi di capitale iniziale, allo scopo di investire in infrastrutture. E i risultati si vedono; non solo F2i investe generosamente in inceneritori, ma anche in aeroporti. Nell’Aeroporto di Firenze, ad esempio, attraverso SAGAT, la società che gestisce l’aeroporto di Torino e di cui alla fine dell’anno scorso F2i ha acquistato il 28%. Questo 28% era la quota del comune di Torino, indebitato fino al collo, che si è ridotto a vendere i gioielli di famiglia. Nell’esplosione del debito del comune di Torino una buona parte di responsabilità va agli investimenti in infrastrutture fatti dalla Giunta Chiamparino all’epoca delle olimpiadi invernali. Anche allora si disse che ciò era necessario allo sviluppo e che avrebbe arrestato il declino. Invece ha arrestato il futuro; il Comune di Torino ha 3 miliardi di debiti, vende l’argenteria a prezzi di realizzo (le quote di SAGAT sono costate a F2i 35 milioni di euro; il comune si aspettava di incassarne almeno 70…) e i debiti restano tutti in carico ai cittadini. SAGAT però possiede al proprio interno il 55,4% della società Aeroporti Holding, che a sua volta è proprietaria della società Aeroporto di Firenze per il 33,4%, e qui la cosa comincia ad avvicinarsi… Sarà poi un caso, ma, tra i soci di SAGAT, F2i ritrova Sergio Chiamparino, dopo i fasti del Comune di Torino prontamente ricollocatosi nella fondazione Compagnia di San Paolo. Lo capite ora perché quando un esponente di questa classe politica annuncia l’intenzione di fare una legge sul conflitto di interessi noi non la finiamo più di ridere?

La quota Generali
Acquisendo il 4,5% di Generali, F2i ha messo a segno un bel colpaccio: nel portafoglio di Generali ci sono quote significative di Eni, Terna, Snam, Fintecna (ossia Fincantieri), e così via, che messe tutte insieme valgono 30 miliardi di euro. Ma quello che soprattutto salta agli occhi, oltre il valore economico, è la possibilità di intese: la Fondazione Compagnia di San Paolo è ovviamente la prima azionista di Banca Intesa. Chi è al secondo? Ma Generali, parte delle quali è ora posseduta, tramite la CDP, proprio dalla Compagnia di San Paolo. E i primi a spingere sull’operazione relativa all’aeroporto di Firenze sono proprio i torinesi….
Ed improvvisamente questa notizia comincia ad interessarci molto ma molto da vicino… Perché Rossi ha dato un’accelerata al progetto della variante al PIT (pista parallela di Peretola compresa) al costo politico, ampiamente previsto, di mettere insieme non solo i sindaci PD della Piana ma financo pezzi del PDL (a Prato, per esempio)? Forse perché gli interessi che premono dietro quest’operazione sono quelli che abbiamo detto e se ne fanno un baffo di sindaci e popolazioni? E il bello è che dietro tutto questo ci sono i soldi pubblici: quelli del risparmio postale; i soldi della povera gente vengono usati contro quest’ultima…
Il prossimo governo, se veramente fosse del cambiamento (ma ci sia lecito, alla luce di quanto detto, dubitarne), avrebbe molto forse da dire su questo modo di gestire il denaro pubblico. Ma certo finché le forze interessate a far luce su questi intrecci perdono tempo a contare le caramelle, sarà difficile venirne. Addà a passà ‘a nuttata. Messa così, non passerà tanto presto.
(fonte MenteLocale della Piana)

Bilancio 2012-1 del Comune di Campi Bisenzio: “un’azione nè preziosa, nè coraggiosa”, la risposta alle osservazioni di Alessio Colzi

30 giugno 2012

Dopo aver pubblicato le considerazioni di Alessio Colzi sull’opera di bilancio 2012-1 del comune di Campi Bisenzio, approvato nello scorso consiglio; ricevo e pubblico anche le osservazioni di Paolo Lombardi:

A volte mi domando se i sedicenti politici prestano veramente fede alle illusioni che ci raccontano, o se invece, cinici, fidano in una naturale dabbenaggine dei cittadini. Per motivi di compassione, mi auguro quasi la seconda cosa.
Farò qui solo due osservazioni:
1) chi sa come è stato chiuso il bilancio 2008, trae poco conforto dal fatto che i conti 2013 siano migliori (per gli altri sarebbe utile leggere la relativa relazione della corte dei conti di cui ha già parlato Mente Locale). Colzi vanta l’attivo del bilancio, di oltre 5 milioni di euro. Quest’attivo, però, si realizza davvero se si realizzano tutta una serie di previsioni per ora aleatorie ed è quindi un attivo contabile, un puro segno più su un pezzo di carta; ma la realtà delle casse del comune è ben diversa, visto che Colzi stesso ammette che il comune paga in ritardo i fornitori. Se ne deduce che il bilancio comune soffre di una mancanza di liquidità, ossia il bilancio sarà in attivo ma i soldi in tasca non ci sono, altrimenti il comune farebbe fronte ai propri obblighi nei tempi prescritti dalla legge. Lo squilibrio finanziario rimane tutto. Tra l’altro, un’entità che non riesce a far fronte ai propri obblighi se non ricorrendo a nuovi prestiti, da un punto di vista tecnico, è un soggetto fallito. Quindi la lezione di questi anni di Islanda, Grecia, Portogallo, Islanda, Spagna non ha insegnato nulla.
2) Traffico, inceneritore e aereoporto non c’entrano nulla con lo sviluppo demografico del territorio, tanto più che l’indice di natalità, secondo la relazione programmatica 2011-2013 dello stesso comune di Campi, è salito dal 2006 al 2010 dall’11,15 per mille alla iperbolica cifra dell’… 11,24 per mille. E le cifre degli altri comuni non sono molto diverse. Quindi non è che nascono più bambini; è che la popolazione viene espulsa dalla città e riversata sui centri minori nella Piana dove trova alloggi a prezzi sostenibili mentre la città metropolitana è sempre più vuota di cittadini e sempre più in mano ai grandi interessi finanziari e agli immobiliaristi (vedi caso Castello).
Quindi c’è una politica voluta, attuata e attivamente ricercata che ha preferito attuare il consumo di territorio e il gigantismo infrastrutturale spedendo fuori dalla cerchia urbana i cittadini dove potevano e relegandoli al rango di consumatori.
Ma facciamo un esempio: se, come caldeggia AdF dal 2003 (e il comune di Firenze, da sempre amministrato PD, è socio di AdF), si fosse già realizzata la pista parallela e il transito dei passeggeri dell’aereoporto fosse arrivato agli sperati 4.000.000, con 2.200.000 persone in più nella Piana concentrate nei mesi estivi, come si potrebbe affrontare la crisi idrica di quest’anno? Ecco un bell’esempio di consumo del territorio e delle risorse allegramente sperperate, tanto i futuri aumenti della risorsa diminuita e quindi più cara ricadranno in tasca ai cittadini. Forse si poteva e si doveva attuare una politica diversa, che amministrasse con attenzione le magre risorse ambientali e comuni rimaste e puntasse sullo sviluppo della qualità della vita anziché sulle infrastrutture.
Ma chi l’ha attuata questa politica ? Renzi e Rossi con l’aereoporto ? Chini con i centri commerciali ?
Quindi l’azione di quest’amministrazione non è stata né preziosa né coraggiosa, e i cittadini non mancheranno, alle prossime amministrative, di sanzionarla come merita. Per allora, sarà inutile frignare sull’antipolitica.
Paolo Lombardi

“Meglio un Caco oggi che ..” la nuova commedia in vernacolo della Compagnia Teatrando dal 9 all’11 giugno a Capalle

7 giugno 2012

Dal 9 all’11 giugno la compagnia Teatrando ovvero un po sul serio un po scerzando, rappresenta al teatro Juventus di Capalle, la commedia “Meglio un Caco oggi che …”. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto in beneficenza. La prenotazione dei posti potrà essere effettuata presso la Cartoleria Eleonora in via della Colonna a Capalle. Gli interpreti: Paolo Ciampolini, Stefani Daddi, Letizia Vizzini, Sara Grassi, Marco Cocci, Giada Biagini, Matteo Scali, Chiara Ceccarelli, Clarissa Guerrini e Patrizia Rossi. Con le suggeritrici: Viola Pieri e Miranda Grossi.

IL GIALLO DEL MERCOLEDI GIALLO – Incontro con Marco Vichi e Paolo Roversi

16 maggio 2012

Oggi mercoledì 16 Maggio ore 21.00, presso il Teatro Dante, Paolo Roversi e Marco Vichi presentano “Le città nere, i gialli metropolitani”.
Milano è la capitale del noir italiano e Firenze si candida a diventarlo, con commissari che indagano tra i vicoli della città e nella sua storia. Paolo Roversi è un autore capace di costruire trame gialle e di organizzare eventi in cui la letteratura di genere prende forme e occupa spazi. Marco Vichi è un autore instancabile e la sua scrittura va di pari passo alla descrizione di Firenze e delle sue periferie e campagne. Due autori, due città. Un’idea: se i milanesi, scriveva Scerbanenco, ammazzano al sabato, dalle nostre parti il mercoledì si legge. A campi.
La forza del destino Autore – Vichi Marco
È la primavera del 1967. L’alluvione di novembre, con il suo strascico di tragedie e di detriti, sembra essersi placata e Firenze comincia di nuovo a respirare. Ma non il commissario Bordelli. Per lui non c’è pace dopo un fatto che gli è successo. Indagando sull’omicidio di un ragazzino, si è scontrato con i poteri occulti della massoneria ed è stato costretto alla resa con un “messaggio” molto chiaro: lo stupro di Eleonora, la giovane commessa con cui aveva appena intrecciato una relazione appassionata, e una lista con i nomi di tutte le persone a lui più care. Sconfitto e amareggiato, Bordelli si è dimesso dalla polizia e ha lasciato San Frediano. Che altro avrebbe potuto fare? si chiede nel silenzio della casa sulle colline. Continuare a fare il poliziotto sapendo che non sarebbe mai riuscito a mettere in galera gli assassini? Adesso trascorre le giornate cucinando, facendo lunghe passeggiate nei boschi, imparando a far crescere le verdure nell’orto. Il pensiero di quella resa, di quella violenza senza giustizia, però, non lo abbandona. Ma il destino, in cui fino ad ora non ha creduto, gli offre inaspettatamente l’occasione di fare i conti con il passato, e Bordelli non si tira indietro.
Milano criminale – Paolo Roversi
Via Osoppo, Milano, 27 febbraio 1958. Una banda di rapinatori assalta un furgone portavalori in una sequenza degna di Hollywood che resterà impressa nella memoria collettiva. Per Antonio Santi e Roberto Vandelli, due bambini del quartiere che assistono sbalorditi all’azione, è il giorno della vocazione. Il primo entrerà in polizia e darà la caccia ai più pericolosi criminali degli anni futuri, dal ladro gentiluomo Lampis (il Solista del Mitra) al folle e geniale Carminati. Il secondo diventerà il bandito più imprendibile e carismatico che l’Italia ricordi. Attraverso il loro duello e le loro storie private, Paolo Roversi ricostruisce, con un ritmo e una scrittura che non danno tregua, un’epoca indimenticabile della nostra storia recente e ci guida alla scoperta di una Milano dal fascino irresistibile.

Un mercoledì da scrittori con Paolo di Paolo al Teatro Dante

9 maggio 2012

Oggi mercoledì 9 maggio, per Un mercoledì da scrittori, incontro con l’autore Paolo Di Paolo ed il suo libro “Dove eravate tutti” al Teatro Dante di Campi Bisenzio
Dove eravate tutti. Dov’erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l’essere giovani contro l’età adulta, contro l’assenza, contro il silenzio.
Italo Tramontana archivia la memoria degli ultimi vent’anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l’evidenza della sua storia, con la caduta di Bettino Craxi, l’interminabile Seconda repubblica, l’attentato alle Torri Gemelle e l’elezione di Barack Obama. Ma intanto, nei giorni del calendario privato, il padre di Italo, insegnante neo-pensionato, investe con l’auto un ex studente davanti alla scuola. A tutti sembra un atto deliberato di violenza. E tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici.
Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. Che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare, bella e insinuante, di quella che era stata la bambina Scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. Lo spazio che si apre tra la cupa attualità e un amore possibile disegna una strada, spazza gli anni senza nome che il giovane Italo ha vissuto e ripercorso in una ostinata “archeologia di se stesso”. Ci vuole uno scatto, fuori dalla passività delle emozioni. Quasi fosse la nuova città simbolo dei destini incrociati, Berlino diventa la scena in cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. In attesa di sapere dove siamo, tutti. Paolo Di Paolo esprime una volontà di memoria che racconta e spiazza, insegue la lucidità della coscienza e mette ordine nella confusione di questi anni provando finalmente a darle un nome.
Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte. Ha pubblicato libri-intervista con scrittori italiani come Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria e Dacia Maraini. È autore di Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (2007) e di Raccontami la notte in cui sono nato (2008). Ha lavorato anche per la televisione e per il teatro: Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001), scritto per Franca Valeri; L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010.

Il Prefetto Paolo Padoin si racconta da oggi in un libro, presentato a Libri in Toscana a Campi Bisenzio

20 gennaio 2012

Libri di Toscana e Comune di Campi Bisenzio presentano, oggi Venerdì 20 gennaio 2012 alle ore 21.00, il libro “Il Prefetto questo sconosciuto” di Paolo Padoin, presso Libri di Toscana in via B. Buozzi 22 a Campi Bisenzio.
Alla presentazione interverranno: Fabrizio Nucci – Direttore di Metropoli, Adriano Chini – Sindaco di Campi Bisenzio e l’autore Paolo Padoin – Prefetto di Firenze.
Nella programmazione degli eventi, Libri di Toscana ha avuto come suoi ospiti personaggi più svariati, da assessori, critici, attori, chef; oggi sarà la volta di un autore insospettabile: il Prefetto di Firenze Paolo Padoin. Uscendo dalla sfera del potere governativo e dal riserbo prefettizio, Padoin si racconta con sincerità e ironia in un libro che narra sia del suo importante ruolo che della sua vita privata, dalle visite con Capi di Stato e Papi, nel corso della sua carriera (come il Presidente Mitterand, Carlo e Diana Principi di Galles, Sandro Pertini, Giovanni Paolo II), al tifo irrefrenabile per la sua squadra del cuore, da fiorentino autentico, nella tribuna dello Stadio Franchi.
Padoin è stato nel 1997 Prefetto di Pavia, nel 2000 di Pisa, da febbraio a dicembre 2003 di Campobasso, dove ha affrontato i problemi dell’emergenza post terremoto che colpì San Giuliano di Puglia, infine dal 2004 a marzo 2008 è stato Prefetto di Padova. Prefetto di Torino dal 2008 („proprio io, nella città dei gobbi“ è stato il suo commento), è divenuto Prefetto di Firenze dal 30 agosto 2010. Esperto di diritto comunitario, di amministrazione locale, di sicurezza e di protezione civile, è autore di diversi volumi e articoli. E‘ collaboratore della Guida Normativa per l’Amministrazione Locale (ed. CEL); dal 2007 gestisce e aggiorna personalmente il sito www.rinnovareleistituzioni.it dedicato alla tutela della legalità.

Diritti alla Cultura; incontri, dibattiti e formazione dal 12 al 15 dicembre al Teatro Dante di Campi Bisenzio

12 dicembre 2011

Tra il 12 e il 15 dicembre al Teatro Dante di Campi Bisenzio si terrà Diritti alla Cultura, una manifestazione che darà spazio alle iniziative e alle attività sostenute dall’amministrazione sul fronte delle politiche culturali e educative che si svolgono sul territorio di Campi Bisenzio e organizzate in collaborazione con le scuole e i soggetti del terzo settore.
La quattro giorni ospiterà varie personalità del mondo della cultura: lo scrittore Tito Barbini e il presidente dell’AssoStampa Toscana Paolo Ciampi che presenteranno il nuovo libro di Tito Barbini Don Patagonia; Folco Terzani che presenterà il suo A piedi nudi sulla terra; Pino Scaccia giornalista di Rai Uno e il suo ultimo reportage, Shabab. La rivolta in Libia vista da vicino; infine Angela Terzani e Alen Loreti che oltre a consegnare i premi ai vincitori del concorso Fogli di Viaggio – sulle orme di Tiziano Terzani, presenteranno i Meridiani Mondadori dedicati a Tiziano Terzani e che raccolgono le opere complete del grande giornalista.
Inoltre durante la manifestazione sarà presentata la nuova pubblicazione di Un mercoledì da scrittori che raccoglie tutti gli interventi e le interviste della rassegna del 2011 che ha visto tra gli ospiti personalità come Wu Ming 1, Federico Rampini, Fausto Bertinotti, Nicola Gratteri e molti altri giornalisti e scrittori Italiani.
A completare il programma della quattro giorni ci saranno due momenti di formazione rivolti a insegnanti e operatori sociali, formazione che sarà incentrata principalmente sui percorsi didattici che si svolgeranno nelle scuole del territorio. Quattro gli workshop previsti: laboratorio teatrale a cura del CIT, laboratorio di manipolazione a cura di Spazio Arte e laboratorio didattico su regole e diritti a cura di Macramè e laboratorio di scrittura Verso la Scrittura Democratica, dall’autobiografia dell’altro alle guide del territorio curato da Leonardo Sacchetti direttore di NovaRadio.
La manifestazione è organizzata dall’Assessorato alle Politiche Educative e Culturali di Campi Bisenzio e dalla Cooperativa Sociale Macramè in collaborazione con: Avventure nel mondo, FNAC I Gigli, ARCI Provinciale di Firenze, NovaRadio CittàFutura, Teatri D’Imbarco, Libera Toscana, C.I.T., Spazio Arte
Il programma:
Lunedì 12 Dicembre
Ore 17.00 – GiocoLiberaTutti – Formazione per insegnanti e operatori. Con Spazio Arte, C.I.T. e Coop. Soc Macramè. Per iscriversi al workshop telefonare al 340/6201079 o scrivere a info@coopmacrame.it
Martedì 13 Dicembre
Ore 17.00 – Verso una scrittura democratica – Formazione per insegnanti e operatori. Con Leonardo Sacchetti direttore di NovaRadio. Per iscriversi al workshop telefonare al 340/6201079 o scrivere a info@coopmacrame.it
Ore 21.00 – Pino Scaccia – Shabab La rivolta in Libia vista da vicino.
Mercoledì 14 Dicembre
Ore 21.00 – Presentazione della pubblicazione di Un mercoledì da scrittori. Incontro con Folco Terzani – A piedi nudi sulla terra
Giovedì 15 Dicembre
Ore 18.00 – Tito Barbini e Paolo Ciampi – Don Patagonia
Ore 21.00 – Premiazione del concorso Fogli di Viaggio. Incontro con Angela Terzani e Alen Loreti – Sulle Orme di Tiziano Terzani
In collaborazione con: Avventure nel mondo, FNAC I Gigli, ARCI Provinciale di Firenze, NovaRadio CittàFutura, Teatri D’Imbarco, Libera Toscana, C.I.T., Spazio Arte.
Per informazioni: Cooperativa Sociale Macramè – ONLUS – Via Giusti 7 – 50013 Campi Bisenzio (Firenze) – Tel. 055 8979391 Fax 0558940845 info@coopmacrame.ithttp://www.coopmacrame.it

La Politica Moderna nella Piana e le strutture abilitare (parte terza)

13 luglio 2011

Da alcuni commenti ai post ci è chiaro che la Politica Moderna non l’avete ancora digerita. Eppure è facile. Ve la rispieghiamo aiutandoci con esempi pratici:
1) esempio (nazionale): Il Politico Moderno è tenuto a essere coerente con se stesso?
Prendiamo un Politico Moderno che fa campagna elettorale per un partito inesistente (ad esempio il PDDN, Partito Democratico Di Nome), per essere eletto e capire le cose di ultima generazione. Può costui carpire il voto ai cittadini con un programma politico (moderno) di cose anche condivisibili? Assolutamente SI’. Per esempio, può promettere che si batterà per il taglio dei costi della politica, promettendo l’abolizione delle province. Ciò è lecito e permesso. Chi infatti lo voterebbe se promettesse l’aumento dei costi della politica? Ma in tal modo, egli non sarebbe eletto, e non capirebbe le cose di ultima generazione (però ci sembra che sia un bel pezzo avanti). Quindi può promettere; è tutto nell’interesse della Politica Moderna. Ma mettiamo che questi sia eletto. Sarebbe allora tenuto a rispettare il programma con il quale ha chiesto il voto ai cittadini? Assolutamente NO: Ma con questo non crediate che il nostro uomo politico sia incoerente. Egli, al contrario, appena eletto, ha subito capito che la Politica Moderna consente flessibilità e adeguamento costante, non come la Politica Antica dove uno doveva rispondere ai cittadini. Qui è il contrario: sono i cittadini che rispondono all’eletto. Ma, per capirci meglio, come fa il Politico Moderno a non sembrare incoerente? Prendiamo l’esempio delle province, citato assolutamente a caso perché non si è mai dato, in questo paese, un simile comportamento. Ora, l’eletto subito proclama che l’abolizione tout court sarebbe demagogia; ci vuole una pausa di riflessione, poi si procederà con gradualità, tramite accorpamento. La gradualità dura almeno un due-tre anni, così nel frattempo tutti si sono dimenticati del programma. Se poi c’è qualche Politico Antico che, tignoso e dispeptico, la cosa la vuole per forza portare a votazione, ci si astiene, così l’onore è salvo, la coerenza è salva, e il miracolo della Politica Moderna per cui un eletto può passare da una posizione a quella opposta senza nemmeno sgualcirsi un pocolino la giacca (firmata), è realizzato. Capite ora la potenza della Politica Moderna rispetto a quella Antica, dove si era troppo stretti da vincoli e obblighi?
2) esempio (locale): Un partito (è un caso di scuola, quindi inventiamo un altro partito inesistente, l’IdV, Italia del Valium) che al governo nazionale sia all’opposizione può fare campagne con i movimenti sociali e i vituperati comitati, fino a vincere referendum su beni comuni e gloriarsene? Assolutamente SI’. Anzi in questo modo si dà un’immagine piacevolmente popolare e un’elegante coté movimentista. Ma d’altro canto, questo medesimo partito (inesistente, ma MODERNO) potrebbe essere, sul piano locale, al governo, ad esempio nelle non abolite province. Dove ciò accade, deve quel partito votare atti in assoluta continuità con quanto affermato sul piano nazionale? Assolutamente NO. Se per esempio nella provincia (inesistente ma moderna) di Fiorella tale partito fosse al governo, si può stare certi che voterà atti in cui si stigmatizza il comportamento irresponsabile di chi, per meri interessi propagandistici, sfrutta la sensibilità della popolazione per la tutela della salute e della qualità ambientale ossia quegli stessi comitati con cui si allea su scala nazionale (tranne che si sia in campagna elettorale e che sia necessario carpire il voto, ma allora si rientra nel caso 1 ed è opportuno che si carpiscano voti con slogan menzogneri tipo “Chi ama non brucia”). E’ questo il bello della Politica Moderna, nella quale un medesimo partito può essere contemporaneamente e al governo, e all’opposizione e anche nella società civile. Un trittico! Meglio del mantello di Houdini! Naturalmente, bisogna stare molto attenti a ricordarsi con chi si parla in ogni momento. Ma è proprio da questo che si riconosce il vero Politico Moderno, dotato di una abilità innata e camaleontica ad adattarsi ad ogni nicchia da cui possa trarre sostentamento e realizzare una Politica Moderna.
La capite ora la differenza o no? Allora buona digestione.
Il Duo Apostolico Pietro & Paolo
Ps. Ogni accostamento con votazioni realmente accadute alla camera dei deputati e alla provincia di Firenze è assolutamente casuale e indipendente dalla volontà del Dinamico Duo Apostolico.

Dal 1° al 31 luglio in Corte Magnani le ceramiche di Paolo Galletti ai Gigli

1 luglio 2011

Il prossimo mese di luglio Magnanimania proporrà le ceramiche artistiche di Paolo Galletti in mostra in Corte Magnani al centro commerciale I Gigli dal 1° al 31 luglio.
La tradizione ceramica dell’area fiorentina approda al centro commerciale I Gigli nell’ambito dello spazio “Magnanimania”, lo spazio dell’arte che, ogni mese, propone un artista diverso, nel percorso realizzato in Corte Magnani al primo piano di Corte Tonda: dal 1° al 31 luglio sarà la volta di Paolo Galletti e le sue ceramiche d’arte.
La ceramica rappresenta una delle attività artigianali e produttive dell’area fiorentina e i suoi massimi esempi si sono concretizzati a Montelupo Fiorentino, all’Impruneta, nelle Signe e a Sesto Fiorentino. Marchi famosi e conosciuti in tutto il mondo con punte eccelse che hanno raggiunto la definizione di ceramica artistica.
Paolo Galletti appartiene a questa categoria di creatori opere che trasfigurano la materia prima fino a diventare vere e proprie icone del quotidiano.

Paolo Lombardi presenta: “Un altro Seicento”, Vampiri, mummie, follia e profezia nel secolo della Rivoluzione scientifica

11 giugno 2011

Il prossimo lunedì 13 Giugno 2011 alle ore 21.00 presso la Sala Polivalente di Metropoli, in Via Bruno Buozzi, 24 a Campi Bisenzio, presentazione dell’ultimo libro di Paolo Lombardi “Un altro Seicento”, Vampiri, mummie, follia e profezia nel secolo della Rivoluzione scientifica (ed. Le Lettere). Il libro verrà presentato dalla scrittrice Selene Ballerini e sarà presente l’autore Paolo Lombardi.

Le Sibille, antiche indovine pagane che attinsero il rango dei profeti biblici del Vecchio e del Nuovo Testamento per essere alla fine obliterate e dimenticate; gli strani vampiri, che a fine Seicento conparvero masticando nelle proprie tombe tutto cio che potevano, e che ebbero un posto di assoluto rilievo nel dibattito filosofico per scomparire altrettanto rapidamente nel breve volgere di una stagione; l’avvio degli esperimenti sulla trasfusione di sangue, e dei temi mitico-religiosi che li seguirono, generando l’idea della possibile contaminazione tra le specie; i medici famosi e i pazienti colti che, in pieno Seicento, ritenevano affatto normale l’ingestione di pezzi di mummie antiche quale forma reale e persino miracolosa di terapia medica; infine la storia dello scrittore Grimmelshausen, che attraverso l’intera Guerra dei Trent’anni descrivendo in una serie di romanzi una straordinaria visione cosmica ammantata di follia. Cinque vicende narrate per intricare la comune visione del XVll secolo, ancora ampiamente considerato il Secolo del razionalismo meccanicista, della nascita della manifattura industriale, della fine del mondo magico. ln realta il Seicento fu un secolo complicato e ricco, ove visioni magiche della natura erano ancora assai diffuse e in cui persino i programmi di ricerca scientifica si rifacevano a concezioni mitiche. Attraverso queste cinque storie, nell’esperienza concreta dei personaggi anzichè in un’analisi astratta, si dipana la complessità di uno sfondo storico che nel Seicento dette vita a quell’evento eccezionale chiamato Rivoluzione scientifica.

Paolo Lombardi è stato presidente del Centro Studi Storici di Psicoanalisi e Psichiatria di Firenze. E’ autore di numerosi saggi sulla stregoneria tra cui ll filosofo e la strega (premio Castiglioncello sezione filosofia 1998) e ll secolo del diavolo. Esorcismi, magia e lotta sociale in Francia 1565-1662 (2005). La sua ultima pubblicazione è Streghe, spettri e lupi niannari. L’arte maledetta in Europa tra Cinquecento e Seicento (2008). Nel 2006 ha curato il volume di atti del convegno Osservazioni dalla casa dei folli. I saperi sulla follia. ll corpo e le passioni nel Settecento in Europa e nel Granducato di Toscana (2006).


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