Posts Tagged ‘monti’

A proposito di impronte digitali ai Gigli, la precisazione sulle affermazioni del Prc di Campi Bisenzio

19 aprile 2012

Dopo il comunicato stampa del comunicato del 16 aprile da parte del PRC-Sinistra Alternativa di Campi, riguardo l’articolo 18 e le liberalizzazioni, ho ricevuto una replica da parte della direzione del Centro Commerciale i Gigli che pubblico:

In riferimento ad un comunicato del Partito della rifondazione comunista di Campi Bisenzio riportato sul Vs. blog si precisa quanto segue.
Il sistema di ingresso al Centro Commerciale durante le ore di chiusura (dalle 23.01 alle 8.59) è consentito ai soli autorizzati attraverso una tecnologia biometrica (ovvero le impronte digitali), tecnologia che è stata adottata già 3 anni e mezzo fa. Tale tecnologia, a suo tempo, è stata testata in primis con i rappresentanti sindacali/lavoratori de I GIGLI e, pertanto, non è corretto parlare di adozione di un sistema di controllo in assenza di confronto sindacale. Tale sistema è solo un modo per garantire maggiore sicurezza, dato che ogni dipendente non risponde a I GIGLI ma ha un proprio datore di lavoro e relativi strumenti di registrazione ingressi/uscita, la cosiddetta marcatura. Ancora una volta si cerca di strumentalizzare banalmente e politicamente uno strumento oramai di uso comune e verso il quale nessun dipendente da tre anni e mezzo ad oggi ha mai protestato.

Articolo 18 e liberalizzazioni: l’ipocrisia del Partito Democratico!

16 aprile 2012

Difesa dell’art.18. Il PD preferisce stare con Monti!
Per il Consiglio del 27 marzo abbiamo presentato un ordine del giorno a difesa dell’art.18, subito dopo lo sciopero ed il corteo degli operai GKN che raggiunse il Comune di Campi. Questo odg, proposto al di fuori del programma dei lavori già definito, aveva però bisogno del consenso di tutti i gruppi consiliari. Nonostante la disponibilità manifestata dal Sindaco a sostenere questa importante presa di posizione, è stato proprio il Capogruppo PD Alessio Colzi (!) a porre obiezioni alla discussione dell’odg, accampando la necessità di maggiori approfondimenti.
L’antifona era chiara: nel Consiglio del 12 aprile, lo stesso Capogruppo ha chiesto di ritirare l’odg alla luce e in attesa delle mediazioni in corso tra PD e Governo Monti sull’art.18, altrimenti il PD avrebbe votato contro.  Proposta inaccettabile sia perchè così si rinuncia ad una chiara presa di posizione dell’assemblea elettiva, sia perchè le suddette mediazioni sull’art.18 rappresentano in ogni caso un arretramento pesante e inaccettabile nella tutela dei lavoratori.
In un Consiglio presente ai minimi termini (16 consiglieri) la votazione ha visto 3 favorevoli (Targetti, Rif.com.ital/Sin.Alt, Giannerini, Italia dei Valori, Brandino, Futuro e Libertà), 10 contrari (PD) e 3 astenuti tra cui il Sindaco Chini. Una questione centrale di civiltà del lavoro bocciata senza scrupolo dal PD !!
Contro la liberalizzazione, dalla parte dei lavoratori/trici del commercio.
Nel Consiglio Comunale del 27 marzo il Sindaco Chini ha chiesto di sottoscrivere un appello contro la liberalizzazione degli orari del commercio e della grande distribuzione, decisa dal Governo Monti, in linea con la posizione critica espressa dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e per distinguersi dalle posizioni estreme del Sindaco di Firenze Renzi.
Sicuramente un’ottima iniziativa e valide argomentazioni, peccato però che nel testo si preveda di non superare addirittura ben 28 giorni festivi di apertura (!), quando l’accordo del 26 luglio 2010 riguardante la Piana Fiorentina, contestatissimo dai lavoratori/trici e dalle organizzazioni sindacali, prevedeva di aprire 22 domeniche e la festa del Patrono.
Ovviamente non abbiamo firmato! Al Sindaco Chini, al Presidente Rossi diciamo con chiarezza che se intendiamo davvero lottare contro la liberalizzazione di Monti ed organizzare in modo equilibrato tutto il settore del commercio (che, salvo eccezioni, non è un servizio essenziale come quello svolto da pompieri, infermieri e ferrovieri), dobbiamo partire dai diritti rivendicati dai lavoratori/trici del commercio (tempi di vita e tempi di lavoro, contrattazione sindacale, occupazione, lavoro stabile), dalla necessità di tutelare l’assetto del territorio, il ruolo degli Enti Locali e il piccolo commercio, che rischia di essere travolto dalla liberalizzazione, con una forte perdita di posti di lavoro. Soprattutto in questa fase è necessario contrastare il peggioramento delle condizioni di lavoro e l’arroganza delle imprese, che ai Gigli, senza alcun confronto sindacale, intendono addirittura usare le impronte digitali dei lavoratori/trici per regolare l’ingresso e l’uscita dai luoghi di lavoro. E’ tempo di chiarezza, non di furbizie..
Lorenzo Ballerini segretario Circolo Rifondazione Comunista
Sandro Targetti gruppo consiliare “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”
www.rifondazionecampi.orgrifondazione.campibisenzio@gmail.com  

“Nessuno ha accolto il corteo operaio della GKN”, Rifondazione accusa il PD Campigiano di aver ignorato la protesta dei lavoratori contro l’articolo 18

23 marzo 2012

Ricevo e pubblico da parte di Rifondazione Comunista di Campi Bisenzio, in relazione alla protesta contro la riforma del mercato del lavoro.
Come in molte altre parti del nostro paese, l’altro ieri i lavoratori Gkn sono scesi ieri in sciopero contro la controriforma dell’articolo 18 (vedi in fondo articolo Nuovo Corriere). Sono arrivati in corteo fin sotto il Comune dove naturalmente nessun esponente del Pd li ha accolti. Già, perché i Democratici ora sono tutti presi con i loro mal di pancia. Hanno fatto i loro bei giri di valzer, sono entrati al Governo “responsabilmente”, caricandosi sulle spalle tutto il peso di applicare in Italia quanto chiesto dalla Banca Centrale Europea (forse non avevano letto che la Bce chiedeva tra l’altro la modifica dell’articolo 18 ?).
Si sa, i dirigenti del Pd non sono estremisti come noi. Non sono irresponsabili come noi. Loro sono gente seria, accolta benevolmente nei salotti bene delle persone che contano nel paese….E allora, caro Pd, perché tutto questo mal di pancia? Ah, capiamo… l’articolo 18 cancellato… la Cgil… una storia di lotte… e voi che dovete votare tutto….Votate la controriforma delle pensioni, i salvataggi delle banche, i licenziamenti facili…. Su, su, allegri. Su con la vita! Se siete così abbacchiati voi, che siete al Governo e come sempre ce la state infilando in quel posto, cosa dovrebbero dire quegli operai che da domani rischieranno il licenziamento per aver osato alzare il capo in fabbrica? Imparate da loro. Dovrebbero essere gli unici giù in questo paese, gli unici con il mal di pancia.
E invece ieri hanno sfilato per il nostro comune. A testa alta. Con l’allegria e la dignità di chi nella vita non ha altra alternativa che lottare. E lo stesso si dica per tutte quelle persone che lungo il percorso ci hanno salutato. Chi diceva: “bravi”, chi ci salutava con il pugno, chi sventolava un fazzoletto rosso. Ve le vogliamo raccontare queste scene, cari dirigenti del Pd, perchè a voi non è dato vederle.
Perché in questo paese ormai c’è una barricata. Di qua ci stanno gli operai, i diritti sociali, il salario, la resistenza di tutti i giorni. Di là ci stanno le banche, il potere finanziario, i grandi gruppi industriali.
Noi stiamo da questa parte della barricata. Voi al Governo. Punto e a capo.
Rifondazione Comunista Campi Bisenzio

Se la Toscana .. fa Acqua ! l’acqua in una regione con i costi più alti d’Italia

19 marzo 2012

Finalmente anche il Ministero dell’Ambiente ha certificato ciò che su questo blog avevamo scritto più volte: che il modello toscano di gestione mista pubblico-privata dell’acqua fa proprio acquama di brutto. Secondo il Ministero, la Toscana è la regione dalle tariffe idriche più elevate d’Italia, con i maggiori ricarichi in bolletta.
Quindi la notizia, uscita sulla Nazione del 6 marzo 2012, che annuncia che il Ministero in questione ha sollevato 15 rilievi nei confronti di cotanto modello, in particolare per il fatto che ha prodotto le tariffe più alte d’Italia, non sorprende nessuno. Semmai sorprende la pervicacia di qualche mediocre funzionario di partito che continua a magnificare le virtù di detto modello. Detto modello, tuttavia, per quanto caro ai funzionari di partito, è proprio inviso ai cittadini toscani che, ogni qual volta hanno potuto, hanno manifestato in tutti i modi la propria opposizione.
Chi è più attempato ricorderà senz’altro le proteste e le campagne sorte nell’aretino negli anni novanta contro i vergognosi aumenti delle tariffe, e poi un po’ in tutta la regione, esperienze che portarono alla campagna per la legge regionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che fruttò 50.000 firme e che fece la fine che fece, in Regione almeno, perchè in Italia divenne il modello per la successive iniziativa di proposta di legge nazionale prima e per l’indizione dei referendum poi (e i toscani parteciparono massicciamente sia alla raccolta di firme che al voto referendario).
Il resto è storia di oggi: le vergognose manfrine per evitare il rispetto della volontà popolare, il penoso distinguo tra referendum da applicare e quelli ambigui, sporchi e cattivi (da non applicare) e tutto il vasto e ributtante teatrino di quella che è diventata la politica italiana. Al momento, almeno.
La notizia della Nazione va però integrata con un’ulteriore notizia, rinfrescante come un bel bicchiere d’acqua (pubblica). Mentre a Marsiglia si sta tenendo, proprio in questi giorni, il Forum Alternativo dell’Acqua, il vicesindaco di Parigi, Anne Le Straat, che è al contempo, presidente di Eaux de Paris, la società speciale di gestione dell’acquedotto di parigi (totalmente pubblica) ha annunciato che, grazie alla ripubblicizzazione dell’acqua parigina a partire dal gennaio 2010, le bollette sono calate dell’8%. Con l’acqua pubblica, insomma, si risparmia.
Qualcuno ricorderà che su questo blog era stata data qualche tempo fa la notizia che grazie alla pronta reazione dei comitati per la ripubblicizzazione dell’acqua erano stati stralciati i commi dell’art. 25 del decreto sulle lberalizzazioni partorito dal governo Monti che vietavano la creazione di società speciali totalmente pubbliche per la gestione dei pubblici servizi. In pratica si vietava di percorrere le strada che a Parigi avevano già percorso e che Napoli si apprestava a percorrere anch’essa. Grazie alla vigilanza dei cittadini e CONTRO i pareri dei partiti (che a parole dicono di favorire la partecipazione democratica, ma poi…) quella minaccia fu sventata.
Ora la ciliegina sulla torta; il modello toscano, tanto vantato dai nostri amministratori, rincara, secondo i rilievi ministeriali, dell’8,5% annuo; l’esecrato e ideologico modello pubblico votato dai cittadini fa risparmiare, a Parigi, l’8% annuo sulle bollette. Lo spread è tutto nostro. Ai cittadini materiale per utili meditazioni in vista delle prossime amministrative.

Chi Swappa e chi no .. un importante aggiornamento

18 marzo 2012

Un aggiornamento dell’ inchiesta “Chi swappa e chi no” di Mente Locale della Piana.
A volte le notizie vere sembrano finte. Non abbiamo fatto a tempo a completare questa veloce inchiesta che sulla newsletter  Bloomberg Brief Risk è uscito questo avviso: lo stato italiano ha pagato 3,4 miliardi di euro a Morgan Stanley. Il che spiega, peraltro, perché a gennaio 2012 Morgan Stanley avesse a sua volta annunciato di aver ridotto l’esposizione verso l’Italia.
Perché l’Italia ha pagato 3,4 miliardi di euro a Morgan Stanley? ma si tratta di contratti swap, naturalmente, vecchi contratti per i quali era ormai meno oneroso pagare e cancellare il debito che rinegoziarli. Da notare che 3,4 miliardi è più o meno la somma che il governo si aspetta di incassare aumentando l’IVA al 23%…
Il 17 febbraio, il presidente del consiglio Monti ha ammonito che “se veramente teniamo al futuro, e crediamo gli uni negli altri, allora bisogna cedere qualcosa rispetto al legittimo interesse di parte”. Si pensa che si riferisse ai lavoratori e ai pensionati italiani, e non alla Morgan Stanely, la quale infatti nulla ha commentato a questa uscita. Nemmeno noi.

Acqua Pubblica: la replica di Colzi (PD) a Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa

3 gennaio 2012

Dopo il comunicato relativamente alla proposta di Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa, di inserire nello Statuto del Comune di Campi il “diritto all’acqua come servizio pubblico essenziale di interesse generale da gestire fuori dalle leggi del mercato con un Ente di Diritto Pubblico“, in coerenza con quanto indicato nel referendum dello scorso giugno 2011; respinta nel corso dell’ultimo consiglio comunale, giunge la replica di Colzi (PD di Campi).

Ma cosa spera di ottenere Rifondazione Comunista attaccandoci un giorno sì e l’altro pure, impestando anche internet con comunicati deliranti in questi giorni di festività? Dispiace soltanto che ancora una volta non si voglia spiegare alla gente la differenza tra gestione e proprietà dell’acqua, che era e resta 100% pubblica come noi crediamo fortemente debba essere. È proprio non spiegando questa differenza, che si strumentalizza il voto di migliaia di campigiani e il significato reale di un referendum che non aveva la scopo di imporre una gestione pubblica al 100% del servizio idrico, ma quello di fermare l’obbligo di andare a maggioranza privata nelle società quotate entro il 2015. Un’operazione che avrebbe riguardato in concreto solo poche aziende italiane, ma che anche noi abbiamo combattuto per impedire al governo Berlusconi di minare l’autonomia dei Comuni e aprire in futuro un varco a una gestione solo privata. È inutile che Rifondazione ci scarichi addosso i peggiori aggettivi, dimostrando peraltro uno stile che di civile ha davvero poco. Oggi come a giugno, la nostra posizione è chiara e per quanto mi riguarda, sui giornali, nelle riunioni pubbliche o di partito e in Consiglio comunale, ho sempre negato che una gestione tutta pubblica sia l’unica alternativa possibile a quella tutta privata, auspicata dal Pdl e dai teorici del mercato senza controlli. Non importa che la gestione del servizio sia 100% pubblica, misto pubblico-privata o 100% privata: l’importante è che ci sia una vigilanza pubblica forte e che i Comuni possano scegliere la propria forma di gestione in funzione dell’efficienza del servizio, della tutela degli utenti, dei costi, soprattutto oggi che le casse degli Enti Locali e dello Stato non permettono scelte improponibili come riacquistare le quote dai privati, laddove ci sono società miste, vedi Publiacqua da noi. Mi pare che in questa polemica pubblico-privato, ci siano molto delle differenze che passano tra un centrosinistra moderno, che sceglie il meglio sulle base delle carte che ha in mano, e una sinistra che sbandierando la difesa della volontà popolare gioca una partita che è un’offesa all’intelligenza delle persone, visto che chiede ai Comuni e allo Stato, sforzi economici e di materiale umano, oggi, domani e dopodomani impossibili da fare. Credo che un Pd che aspira a essere forza centrale del cambiamento, una volta superato il tunnel degli ultimi 10 anni, non possa rincorrere certe strade solo perché più facili e popolari. Non deve temere invece di difendere le scelte giuste, coltivando il suo progetto anche attraverso un’idea chiara sui servizi fondamentali, alternativa alle camicie di forza ideologiche che vorrebbero imporci Berlusconi e la sinistra populista.
Alessio Colzi (PD Campi Bisenzio)

Acqua Pubblica:il PD si è già dimenticato dei referendum sull’acqua…in barba alla volontà espressa dai cittadini di Campi per l’acqua bene comune

3 gennaio 2012

In un comunicato stampa del 27 dicembre scorso (con simpatica ed eloquente vignetta annessa, che riporto), relativamente alla proposta di Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa di inserire nello Statuto del Comune di Campi il “diritto all’acqua come servizio pubblico essenziale di interesse generale da gestire fuori dalle leggi del mercato con un Ente di Diritto Pubblico“, in coerenza con quanto indicato nel referendum dello scorso giugno 2011, si legge che “è stata respinta dal PD, che ha così dimostrato tutta la doppiezza e la strumentalità del sostegno dato ai SI nello scorso 13 giugno“.
Ed il comunicato continua attaccando gli esponenti del PD intervenuti (Colzi e Paolieri), i quali avrebbero detto esplicitamente “che allora si trattava di fermare <l’eccessiva liberalizzazione> voluta dal Governo Berlusconi, ma che questo non significa escludere la presenza dei privati nella gestione del servizio idrico e di altri servizi pubblici”, riproponendo quindi il modello toscano misto pubblico-privato (vedi Publiacqua). La delibera è stata respinta nel consiglio comunale del 22 dicembre scorso con 5 favorevoli (Rif.Com – IdV – No Inceneritore – 1 cons “per un buon futuro” ed 1 cons.PdL) 16 contrari e 4 astenuti, in barba alla volontà espressa dai cittadini di Campi per l’acqua bene comune e dimostrando così una netta spaccatura all’interno della maggioranza che guida il Comune. Questa divergenza si è ripetuta sull’OdG contro la manovra del Governo Monti presentato da Rif.Comunista e da Italia dei Valori, respinto con 6 voti favorevoli (Rif.Com, IdV, No inceneritore, FLI, 1 consigliere di “Alleanza Cittadina per Campi”) e 12 contrari (PD e centristi).
Il comunicato cita ancora che “Il PD in particolare ritiene inevitabile e senza alternativa la stangata di Monti ai ceti popolari, nonostante i tagli agli Enti Locali e la netta contrarietà espressa dal movimento sindacale, dimostrando così tutta la sua subalternità alla linea delle banche ed al presidenzialismo di Napolitano.”
“Patrimoniale, riduzione delle spese militari, rimessa in discussione delle grandi opere, lotta all’evasione possono aspettare insieme ai bisogni sociali colpiti dalla crisi!”
Rifondazione Comunista, anche a Campi Bisenzio, lancia un appello a tutte le realtà sociali e politiche per costruire l’opposizione di classe al Governo Monti ed un’alternativa alla crisi del capitalismo.
Firmato da Lorenzo Ballerini, segretario PRC Campi B. e Sandro Targetti, consigliere Rif.Com.Ital/Sin.Alternativa, Campi Bisenzio 23 dicembre 2011
Ulteriori approfondimenti sul testo presentato in consiglio lo scorso 22 dicembre.


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