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Rifondazione Campi: Ripristinare quanto prima il pieno utilizzo della scuola Matteucci

24 maggio 2013

Michele di Paola (fonte immagine La Nazione)

Ultime battute per questa campagna elettorale ed ultimi comunicati che fioccano come neve, l’ultimo per adesso quello di Rifondazione Comunista di Campi sulle sorti della scuola media Matteucci, al centro rmai di una annosa e sconvolgente questione.

La chiusura del primo piano della scuola e della palestra Matteucci ha creato in questi anni un forte disagio agli studenti, agli insegnanti ed al personale ATA.
Solo grazie alla iniziativa dei genitori e degli organismi della scuola, l’Amministrazione Comunale ha ridimensionato gli iniziali progetti faraonici di ristrutturazione dell’edificio, giungendo comunque ad una ipotesi di intervento sull’edificio non condivisa, costosa e non ancora definita. Il tutto ha comportato una ulteriore perdita di tempo per le necessità della scuola.
Rifondazione Comunista, insieme ad altri consiglieri dell’opposizione, ha dato doverosamente voce in consiglio comunale alle proposte ed alle proteste dei genitori e degli insegnanti per giungere in tempi utili ad una soluzione funzionale del problema.
La prossima Giunta ed il nuovo Consiglio Comunale avranno il compito di ripristinare quanto prima la funzionalità e la sicurezza della Scuola Matteucci nell’interesse degli studenti e della qualità delle attività scolastiche, con un intervento mirato e senza spreco di risorse, ponendo fine ad una storia durata davvero troppo tempo.
Rifondazione Comunista – Michele Di Paola candidato sindaco

Scuola Matteucci: per Tesi “il candidato sindaco Fossi prende le distanze da se stesso; è una situazione ridicola”, per adesso è solo caos

6 maggio 2013

Alessandro Tesi, candidato sindaco di Alleanza Cittadina per Campi, interviene sulla questione della scuola media Matteucci, a seguito delle dichiarazioni rilasciate l’altro ieri dall’assessore all’istruzione Emiliano Fossi.
«La posizione di Fossi sulla scuola media Matteucci è a dir poco assurda – dichiara Alessandro Tesi, candidato Sindaco di Alleanza Cittadina per Campi. Mi domando se negli ultimi tre anni abbia svolto il ruolo di assessore o quello di passa carte. Assieme a tutta la giunta Chini, della quale Fossi fa ancora parte, ha sempre sostenuto che, per motivi di sicurezza, fosse necessario rifare l’intero tetto della scuola: oggi il problema sicurezza è scomparso? Oppure siamo in campagna elettorale?».
«Questo non è un argomento di secondo piano, un particolare sul quale si può chiudere un occhio, perché c’è di mezzo l’istruzione e la sicurezza di centinaia di ragazzi. Se Fossi aveva un’idea diversa, perché ha taciuto? Al suo posto – prosegue Tesi – piuttosto che stare a scaldare la seggiola, io avrei messo nero su bianco la mia posizione e se non si fosse giunti ad una soluzione, mi sarei fatto da parte. Insomma, avrebbe potuto fare un gesto politicamente forte e rassegnare le dimissioni. Invece Fossi ha preferito guardare altrove – conclude Tesi – e adesso prende pure le distanze dal suo stesso operato; è una cosa ridicola. Peraltro propone un progetto che è ampiamente in contrasto con quanto fino ad oggi prodotto dai tecnici incaricati dal Comune e pagati con soldi pubblici. Dove era quando venivano commissionati quegli studi?»

Il caso della (scuola) Matteucci: “La lettera rubata”

20 febbraio 2013

Oggi in consiglio comunale, sarà portato nuovamente in aula il caso della Scuola Matteucci (..Interrogazione per conoscere gli sviluppi per la riapertura del piano secondo della scuola Matteucci, presentata dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”..) e Mente Locale pubblica un editoriale-inchiesta che ancora una volta chiarisce la situazione di questa annosa questione.

Il 25 gennaio scorso, durante il Consiglio d’istituto della scuola Matteucci, una lettera firmata da 40 insegnanti del medesimo istituto (su 50 in totale) è stata consegnata al sindaco Adriano Chini, perché la consegnasse ai membri del Consiglio comunale. La lettera, a quanto siamo riusciti a sapere — poi vi diremo come — lamentava il fatto che ormai da anni la vicenda della scuola Matteucci si trascina senza che se ne trovi una soluzione e senza che nessuno possa evitare che tutto il peso della situazione ricada in primo luogo sugli studenti, che si trovano a frequentare ambienti inadeguati, non a norma (come certificato dai vigili del fuoco), infestati dai parassiti e ripieni financo di merda di piccione (pardon, di guano… ma secondo noi era proprio merda); e in secondo, ma non ultimo luogo, sugli insegnanti, che si trovano a fare la spola tra la Matteucci e i locali di via Verdi (facendo lo slalom tra il guano e i mobili abbandonati da mesi negli spazi antistanti, come da fotografia allegata), e che si trovano a dover dare una preparazione ai propri studenti pur avendo tutto contro. Di qui il malumore del corpo docente e di qui la lettera — della quale non sappiamo dirvi di più, visto che, nonostante la promessa consegna al Consiglio comunale del 7 febbraio 2013, nessun plico è stato consegnato. E infatti come lo sanno i cittadini che è avvenuto tutto ciò? Come noi, dalla stampa; infatti la notizia è filtrata sulla Nazione del 5 febbraio (pagina 16 dell’edizione della cronaca locale). E qui già siamo in un clima torbido; ma come, un atto consegnato a un’autorità sparisce (a quanto abbiamo capito, il sindaco e l’assessore Betti erano stati invitati al Consiglio per rassicurare lavoratori e genitori sull’esito delle riparazioni alla scuola)? Chi si chiama in questi casi, Nick Carter? O forse è meglio farsi rilasciare una copia firmata per ricevuta, perché non si sa mai? Non c’è che dire: proprio un bel clima di fiducia tra eletti ed elettori…
Ma al di là del fatto formale, pur singolare, resta il mistero assoluto sul destino di questa scuola, tenuto conto del fatto che questa storia va avanti ormai da aprile 2010, e che tra poco spegneremo tre belle candeline sulla torta… con la prospettiva di spegnerne parecchie altre. In questo stesso lasso di tempo a Parigi sono riusciti a completare il nuovo edificio della Biblioteca Nazionale Francese (che non è esattamente piccolissimo e che è stupendo… a forma di libro). A Campi gli amministratori non sono riusciti nemmeno a mettersi d’accordo sull’intervento che vogliono fare. Che volete farne della nostra scuola?
A) costruirne un’altra; B) sostituire il tetto; C) riparare il controsoffitto (sembrava la soluzione più economica e più veloce oltre che salvaguardare tutti, ma non si era tenuto conto dei napoleoni di quaggiù); 4) rialzare l’edificio (sì… così quando avranno fatto finalmente la nuova pista di Peretola il primo aereo si porta via di nuovo il tetto e si ricomincia daccapo); 5) consolidare le fondamenta. Oramai sembra di essere nel Signore degli anelli:
Un progetto per intontirli,
un progetto per stancarli,
un progetto per inebetirli e così meglio fregarli.
C’è qualcuno che ha capito che cosa debba avvenire di questa scuola? Progetti si susseguono a progetti, incarichi a incarichi (magari facendo incazzare qualche dirigente comunale, come il dirigente del settore lavori pubblici, che nell’estate 2011 si rifiutò di firmare un nuovo affidamento progettuale) senza che ci si cavi un ragno nel buco; i ragazzi restano nella merda (di piccione), le carte si sommano alle carte, e nulla accade. E passano tre anni.
Che cosa c’è di più sconfortante di questa inerzia e di questa incapacità amministrativa? E a chi darne la responsabilità? Ai genitori, che hanno contrastato le scelte dell’Amministrazione (a dire il vero con argomenti mica male)? All’Amministrazione, che prima promette la somma urgenza dei lavori, poi ci ripensa, poi cambia progettista, poi vuole fare un’altra scuola, poi, poi, poi…. Decide che siamo a fine mandato e che ci penserà il nuovo sindaco (peraltro sarà forse l’assessore competente nella vecchia amministrazione, che ha vissuto in prima persona tutta la vicenda e che ha nondimeno appoggiato tutti i contorcimenti della Giunta cui apparteneva… quindi c’è proprio da essere fiduciosi)? Al destino cinico e baro? “Sta scuola del cavolo, che proprio ora decideva di farsi inagibile?” Ai marziani?
Ma in fondo, più che stare al gioco delle responsabilità, in Italia sempre molto aleatorio, conta chi vince e chi perde, e qui si va sul sicuro: vince la politica bru-bru, la politica fatta di roboanti discorsi e di fatterelli miseri, di competenze sbandierate ma mai messe in campo; e di sicuro perdono i ragazzi. Ragazzi che magari hanno già completato il loro ciclo di studi alla Matteucci e che hanno passato gli anni migliori del loro apprendimento letteralmente nella merda. Ragazzi a cui quegli anni perduti nessuno restituirà più. Secondo Marco, Nostro Signore disse: “Chi scandalizza uno di questi piccoli, è meglio per lui che gli si metta una macina al collo e venga gettato nel mare”.  Ecco, sarebbe bello crederci… magari alle prossime elezioni.
Ps. E la lettera di partenza? Ah, boh; se qualcuno ne sa qualcosa, saremo lieti di averne notizie. Magari ci rivolgeremo a un certo Dupin, un investigatore che ci ha raccomandato Poe, un ubriacone americano. D’altro canto tra un investigatore letterario, un politico che dice di avere davvero a cuore gli interessi dei propri cittadini e un razzista intelligente, è sempre meglio affidarsi al primo; è noto che gli altri sono personaggi di pura fantasia.

La spazzatura fuori dalla Scuola Matteucci

Le pessime condizione del cortile interno della Scuola Matteucci

Scuola Matteucci: di bene in peggio .. e quanto peggio !

10 dicembre 2012

MenteLocale riporta all’ordine delle cronache la vicenda Matteucci, “Ormai è come sparare sulla Croce Rossa.” come dice MenteLocale, “Ogni volta che ci occupiamo della scuola Matteucci, di Campi Bisenzio saltano fuori azioni amministrative le più abborracciate possibili; atti e provvedimenti scritti alla bell’e meglio e con una sana dose di sprezzo del ridicolo, decisioni confuse che fanno capire che la macchina amministrativa non gira (o, per meglio dire, fa girare…) e che le decisioni sono accentrate in una volontà politica che non vuole o che non può confrontarsi con la realtà delle cose, ma solo dominare per forza. Con i risultati che descriviamo di seguito.” Ecco una nuova cronostoria su tutta la vicenda:
Io dò un incarico a te…
In data 21 maggio 2010, con determinazione n. 71, il dirigente del settore Lavori Pubblici e Servizi tecnici, Andrea Bichler, affida all’Università di Firenze l’incarico di valutare il rischio sismico degli edifici pubblici siti a Campi Bisenzio e di redigere le linee guida per la progettazione esecutiva degli interventi necessari alla messa in sicurezza della scuola Matteucci. Allegata alla determina, una convenzione tra il Comune e l’Università di Firenze (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale). La convenzione è in bianco, non riempita né firmata; se questa è la maniera di pubblicare una determina… Speriamo che si siano almeno ricordati di perfezionare l’atto.
Nella convenzione salta però subito una cosa all’occhio: non c’è un articolo che preveda il recesso. Quindi l’incarico si dà, ma non si può revocare, perché la convenzione non lo prevede. Giuriamo che è la prima volta che ci capita di vedere una cosa simile. Potrà sembrare un particolare insignificante, ma si rivelerà un dettaglio di un certo peso nel prosieguo di questa storia.
L’università ottempera, nel senso che produce un progetto di intervento (contenuto nell’elaborato “Valutazione della sicurezza del plesso scolastico F. Matteucci”) che prevede, oltre che una spesa di euro 1.217.000,00 per risolvere le problematiche relative al controsoffitto (di cui abbiamo già parlato nel precedente post All’avanguardia sulla scuola), anche un costo di ulteriori 2.250.199,00 euro per l’adeguamento sismico dell’edificio. A questo punto insorgono i genitori, i cui figli sono stati spostati armi e bagagli nei fondi di via Verdi e a cui era stato promesso un pronto ritorno nella scuola. Anche perché, dal punto di vista sismico, la scuola non sembra così malmessa (anzi è di gran lunga messa meglio di molti altri edifici scolastici e non sul territorio comunale). Gli agguerriti genitori sono in grado di procurarsi un preventivo, antitetico a quello presentato dall’Università, che prevede un intervento di sistemazione al controsoffitto che con un quarto della spesa prevista permetterà in breve tempo ai ragazzi di tornare nella loro scuola, salvo il dolore per il distacco dagli animaletti che infestavano via Verdi, ma a cui i ragazzi si erano a modo loro affezionati. Lo scontro tra la volontà dell’Amministrazione di procedere comunque a un intervento massivo e quella dei genitori che rivogliono la loro scuola senza dover passare per forza (ma poi: per forza di chi?) per un’operazione che appare agli occhi dei cittadini ingiustificata, sfocia in un clima di mutismo istituzionale; la campagna di ascolto verso i cittadini finisce ben presto (verrà ripresa solo durante l’attuale campagna elettorale).
Ma tu poi dai un incarico… a un altro
Nel 2011 la Giunta matura la decisione di effettuare lo stesso l’intervento massivo, anche al costo dell’ostilità dei cittadini-utenti, e di affidare un nuovo incarico a un professionista, Enrico Baroni, cui nel frattempo ha già chiesto un nuovo preventivo, che Baroni produce con una relazione datata 21 luglio 2011 in cui quantifica il costo dell’adeguamento sismico dell’edificio in euro 360.000,00 e quello dei restanti lavori (ivi compreso la realizzazione di un piano rialzato) in euro 550.000,00. All’Amministrazione questo preventivo piace, e vorrebbe dare un nuovo incarico; ma a questo punto, a quanto pare, si mette di mezzo il Dirigente del settore Lavori Pubblici, il quale aveva già affidato l’incarico di progettazione all’Università di Firenze e ora evidentemente non vuole dare un nuovo incarico, anche perché il precedente – come ricorderete – non è revocabile. Quindi non firma la relativa determina.
Ahi ahi, come facciamo? Presto detto, l’8 novembre 2011 la Giunta si riunisce e approva una strabiliante delibera (la n. 227), consistente in un atto di indirizzo. L’indirizzo è questo: poiché c’è già un progetto presentato dall’Università, poiché i genitori contestano quel progetto (“l’entità del costo dei lavori è stato contestato dai genitori del plesso scolastico Matteucci-Garibaldi, ritenendolo incongruo a seguito delle valutazioni di un ingegnere da tale comitato interpellato”, delibera la Giunta; in realtà i genitori contestavano la scelta sull’intervento, non la congruità del preventivo, ma insomma lasciamo perdere), e poiché, in tale “divergenza di valutazioni” la Giunta è disorientata, meglio affidare l’incarico a un professionista terzo, Baroni appunto.
Il problema è che il dirigente del settore di competenza non ne vuole sapere di conferire quest’incarico, perché ritiene valido quello già assegnato all’Università, e deve averlo anche messo per scritto con nota del 19 ottobre 2011. Dunque la Giunta incarica un altro dirigente, il Segretario e Direttore Generale del Comune, di dare lui l’incarico (perdonateci per questo bisticcio… questi atti sono scritti con i piedi) che il dirigente del settore competente non vuole dare. E Baldi, evidentemente più sensibile alla volontà dell’Amministrazione, dà l’incarico, con determina n. 7 del 14 novembre 2011. E nel conferimento di incarico che è allegato alla determina del 14 novembre 2011 si legge che “la Giunta con atto di indirizzo adottato nella seduta dell’8 novembre 2011 ha stabilito di incaricare il Prof. Ing. Paolo Baroni”; e che “Il Direttore Generale, all’uopo incaricato… ha formalmente conferito l’incarico professionale”, come se l’incarico del 14 novembre fosse un mero atto formale. Eppure il Dlgs. 165/2001 sanciva una netta differenziazione tra politica e gestione nella Pubblica Amministrazione; agli eletti tocca l’atto di indirizzo politico, ossia l’indicazione dello sfondo generale; ma l’atto della gestione spicciola (tipo, l’affidare l’incarico al taluno invece che al talaltro e con una certa procedura invece che con la talaltra) spetta al dirigente. Qui invece si assiste ad atti politici che servono… ad indicare chi sia l’affidatario di una procedura di appalto. Sic! Peraltro il Dlgs. 29/1993, all’art 3, recita che “gli organi di governo definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare”, mentre a Campi, a quanto pare, gli organi di governo entrano anche nella gestione tecnica che invece spetterebbe all’autonomia dei dirigenti.
Tra l’altro, credevamo che la formula “all’uopo” fosse stata bandita dal lessico della Pubblica Amministrazione all’epoca del Codice del ministro Cassese… Ah, sarà un caso ma nella convenzione allegata stavolta la clausola di recesso c’è.
Determina… determinuccia mia…
Quest’ultimo atto è però parecchio problematico. In primo luogo da un punto di vista formale: se, come prescrive il Dlgs. 29/93 la determina è l’atto unilaterale anzi monocratico del dirigente in quanto detentore nella Pubblica Amministrazione della gestione finanziaria, amministrativa e tecnica dell’organizzazione, che senso ha incaricarlo di fare una determina? È chiaro che le deve fare lui. La ragione è semplice: il dirigente competente non ha inteso avallare quell’atto. Ma non è che con un atto di indirizzo che incarica un altro dirigente non competente si sana la situazione; è un escamotage per aggirare il problema, ma che dal punto di vista del diritto amministrativo non sta in piedi, almeno non nel panorama della separazione tra politica e gestione voluta dal legislatore con i Dlgs. 29/1993 e 165/2001. Con questa disinvoltura, è chiaro che fioccano i rilievi della Corte dei Conti…
Ma non finisce qui: l’incarico dato all’esterno del Comune va motivato, anche perché il Comune ha già nei suoi ruoli paga almeno una risorsa con la necessaria professionalità: ossia un ingegnere. Si tratta del medesimo Bichler, che però non concorda con quest’atto. Perciò nelle motivazioni della nuova determina il ricorso a un professionista esterno è giustificato con il fatto che il dirigente del settore è “oltremodo oberato per l’assolvimento del proprio carico di lavoro” e che “si trova in una situazione di sostanziale incompatibilità”. Che è un arrampicarsi sugli specchi; il carico di lavoro non giustifica nulla perché in un’amministrazione pubblica (e a dire il vero anche in qualunque altra azienda) è il datore di lavoro a stabilire le priorità delle lavorazioni. Se il datore di lavoro ti chiede di fare una cosa che ritiene urgente, non è che si possa rispondere “ma io ho da fare”. Ci abbiamo provato anche noi, ma non c’è stato verso di sgabellarla. Ma a quanto pare in Comune hanno altre idee. Surreale poi la motivazione che il dirigente del settore competente sia in una situazione di incompatibilità; perché sarebbe in tale situazione, solo perché voleva confermare un incarico già dato avendo evidentemente un’opinione diversa da quella della Giunta?
Ma forse non è neanche il peggio: secondo la nuova determina, l’incarico all’Ing. Baroni, che rientra tra quelli citati al punto n. 12 dell’allegato IIA al Dlgs. 163/2006, il cosiddetto Codice degli Appalti , viene affidato direttamente, senza espletamento di gara, rifacendosi all’art. 125 del medesimo Dlgs. 163/2006. Siamo sicuri? Perché al numero 12 dell’allegato sono citati i servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata; e a questi ultimi si applica non l’art. 125, ma l’art. 91 del detto decreto legislativo, il quale recita al comma 2: “Gli incarichi di progettazione di importo inferiore alla soglia [di 100.000,00 euro] possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento … nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la proceduta prevista dall’articolo 57, comma 6, l’invito è rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti idonei”. Cosa che ovviamente nel nostro caso non è stata nemmeno presa in considerazione. Dove sono infatti i cinque preventivi?
Nel più ci sta il meno
Potrebbero sembrare questioni di lana caprina e da azzeccagarbugli, ma come sempre il diavolo sta nei dettagli: emerge infatti con chiarezza il quadro di uno stile amministrativo, nel quale chi amministra, quando decide una cosa, la vuole per forza, persino quando si tratta di una decisione controversa e che, come tale, genera dissenso; in tal caso l’amministratore si impunta e forza le procedure pur di ottenere la cosa voluta, anche in presenza di un diniego da parte della struttura amministrativa. Un diniego da parte di un dirigente della pubblica amministrazione non è uno scherzo; non si tratta di capricci, ma, in quanto si tratta di atti che hanno precise responsabilità anche patrimoniali, il diniego del dirigente ha anche il senso di salvaguardare il datore di lavoro da una decisione potenzialmente dannosa. Inutile accampare ragione: quando chi ha deciso di decidere, tutti devono chinare la testa, e se non la chinano, vengono bypassati da procedure amministrative create ad hoc. Che è uno stile di governo quanto meno singolare, in piena rotta di collisione con le istanze espresse dalla cittadinanza e, vorremmo aggiungere, in potenziale conflitto anche con le ragioni della macchina amministrativa che tende sempre a salvaguardare il più possibile la correttezza dei procedimenti (a ovvia garanzia di se stessa).
E questo stile di governo è stato avallato da tutti i membri della Giunta e in particolare da quello che ora, in qualità di candidato sindaco, proclama a gran voce l’ascolto dei cittadini, la partecipazione, la reimpostazione del rapporto con la cittadinanza e tante altre belle cosine; ma in qualità di assessore ha avallato tutte queste scelte. Gli atti prima citati, a cominciare dalla delibera 227/2011 (l’atto di indirizzo sopra citato) sono stati da lui approvati; a quella riunione era presente, e non risulta che si sia opposto al provvedimento. Costui sapeva di star votando un atto contrario a quelli che i genitori degli alunni della scuola avevano più volte chiesto; sapeva di firmare un atto che era il preludio a un rialzamento di un piano della scuola; e l’ha approvato. Qualunque cosa possa venire detta in seguito, questo resta un fatto incontrovertibile.
Un’ultima notazione: atti che a noi sembrano così confusionari potevano essere approvati e redatti solo da un’amministrazione che sapeva di non pagare dazio; ossia, che sapeva che nessuno avrebbe letto le carte e avrebbe chiesto conto. E questo solleva la questione del ruolo dell’opposizione, che avrebbe il diritto-dovere di controllare gli atti della maggioranza; perché questa è la ripartizione dei ruoli nella democrazia. Eppure questo controllo è stato labile. Se uno stile amministrativo, diciamo così, peculiare, ha potuto affermarsi senza colpo ferire, è perché si è sviluppato nel vuoto e senza contrasto, a riprova del fatto che la responsabilità della conduzione, nel bene e nel male, di una comunità non è mai un fatto meramente individuale; ci riferiamo qui in particolare alla maggiore forza di opposizione, ammesso che qui il termine “opposizione” si possa usare, che proprio perché tale porta le maggiori responsabilità di questo stato di cose. Insomma per arrivare a un risultato del genere bisogna essere in parecchi; nel più ci sta il meno, come dicono.

Il pomeriggio nel Parco della Villa Montalvo con il Mercatino della Solidarietà, Sport e Motori

3 giugno 2012

Tanti appuntamenti oggi pomeriggio al parco della Villa Montalvo, in una giornata non troppo soleggiata può far piacere fare un salto le verde e trovare attività interessanti da vedere e partecipare alla solidarietà.

- Il Comitato Pro-Saharawi di Campi organizza dalle 15.30 per tutto il pomeriggio una manifestazione nel parco della Villa Montalvo alla quale sono invitati tutti i bambini e ragazzi, insieme ai loro familiari. Sarà disponibile infatti il mercatino “Balocco di nuovo in gioco”, presso il quale tutti potranno partecipare portando i giocattoli che non usano più e che vogliono disfarsi. Acquistando eventuali giocattoli che piacciono tra quelli presenti potranno partecipare al mantenimento dell’Ospedale situato nei campi dei rifugiati Saharawi nel deserto algerino, costruito grazie ai contributi della Regione Toscana, del comune di Campi Bisenzio e della Pubblica Assistenza di Campi. Al termine del pomeriggio a tutti i presenti sarà offerta una merenda favolosa.

- Nella manifestazione in attuazione “Musica e Sport” alle ore 16.00 si terrà l’esibizione di Boomerang a cura di BELFI ed alle ore 22.00 la serata musicale con i Secret Lane e Betty Tarducci.

- Presso la Villa Montalvo da oggi fino al 10 giugno si potranno scoprire i segreti dei padri del Motore a scoppio Barsanti e Matteucci, tramite una mostra promossa dalla Fondazione Barsanti e Matteucci, in collaborazione con il comune di Campi Bisenzio. Nella cappella di Villa Montalvo è presente infatti la tomba di Felice Matteucci. L’inaugurazione della mostra sarà dalle ore 15.30 e sarà aperta fino alle 19.00, alla presenza dei partecipanti del secondo raduno di auto e moto d’epoca.

Scuola Matteucci; il Comitato dei genitori minaccia una “Class Action per il Progetto di ampliamento, adeguamento sismico dell’edificio scolastico e ristrutturazione della palestra”

28 maggio 2012

E’ la notizia che sconvolgerà questi ultimi giorni di scuola ed arriva dopo anni di proteste (dei genitori della Scuola Matteucci di Campi costituiti in Comitato GAR-MAT) a fronte delle promesse mai realizzate dall’attuale amministrazione comunale nella persona del Sindaco. Ecco quindi che i genitori, “cittadini, rappresentati dal Comitato genitori Gar-Mat, in qualità di parti portatrici di interessi sia personali che collettivi per quanto riguarda la difesa di beni costituzionalmente garantiti quali la salute e l’istruzione”, promettono ed “intimano di prendere atto che, in mancanza di provvedimenti atti al ripristino delle condizioni di igiene e sicurezza negli edifici di via Buozzi e via Verdi nonché alla tutela delle condizioni igieniche durante i lavori di ristrutturazione della palestra, riservano di valutare di avviare azioni legali nella forma di denunce penali, richieste di risarcimento danni biologici e morali, class action collettive.”
E non finisce qui perché, come si legge nel testo della diffida “Il comitato in qualità di rappresentante di cittadini di Campi Bisenzio si riserva inoltre di valutare la possibilità di ritenersi parte lesa nell’utilizzo inappropriato di fondi pubblici viste le condizioni in cui versano gli altri istituti scolastici.”
Ecco quindi che a pochi giorni dal termine della scuola, la vicenda della Matteucci, si scalda nuovamente e rischia di esplodere con tutta la sua forza proprio in vista del nuovo anno scolastico e di quei lavori troppe volte promessi e mai realizzati; ma vediamo le premesse che hanno portato a questa azione.
Innanzitutto va detto che “il comitato genitori Gar-Mat ha provveduto ad informare le figure in indirizzo dal Settembre 2010 sulle violazioni delle leggi di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro e studio nel plesso scolastico Matteucci e via Verdi, oltretutto tali violazioni rendono la permanenza a scuola difficile e mettono a rischio la salute degli alunni, dei professori e del personale Ata.”  Oltre a ciò va detto anche che “gli alunni della scuola media Matteucci non svolgono il numero di ore di educazione fisica previsto dalle leggi ministeriali.”
Il Comitato ricorda che il sindaco dopo avere incontrato l’ingegnere di fiducia del comitato genitori ha pubblicamente ammesso che la scuola può essere riparata con un semplice intervento di sostituzione del contro soffitto ed oltretutto l’ing. Baroni al quale il sindaco si è rivolto per un parere, ha confermato le tesi sostenute dal comitato. D’altro canto “secondo la graduatoria della vulnerabilità sismica degli edifici di pubblica utilità redatta dall’università degli studi di Firenze la scuola Matteucci non presenta alcuna criticità strutturale (tale graduatoria è stata redatta per indicare su quali edifici pubblici è necessario agire per primi).” A tale proposito il Comitato Gar-Mat fa notare che a Campi ci sono cinque scuole con un valore di vulnerabilità sismica più alto della Matteucci.
A questi si aggiungono i “numerosi studi scientifici che sconsigliano di effettuare ampliamenti e rialzamenti su edifici in muratura” e che l’intervento di ristrutturazione della palestra “è stato deciso solo seguendo una logica “stilistica” senza tenere conto della tempistica, della presenza degli studenti durante i lavori, della sostenibilità ambientale e del costo (si sorpasserà il milione di euro).”
E concludono con una “stoccata” non da poco sulle reali intenzioni dell’amministrazione campigiana: “l’ampliamento della scuola Matteucci ed il suo adeguamento sismico sono la conseguenza di una personale volontà del sindaco e della giunta e non di una oggettiva necessità”, oltretutto come si legge nella diffida “gli spazi ottenuti ampliando l’edificio potranno essere utilizzati dagli studenti solo in parte, e comunque non in un futuro prossimo, con un impegno economico che sorpassa di gran lunga il milione di euro.”
Secondo il Comitato l’atto è stato spedito al Sindaco di Campi Bisenzio, ai membri della Giunta del Consiglio Comunale, al Presidente del Consiglio Comunale, ai Consiglieri comunali, al Dirigente Scolastico, ai membri del Consiglio di Istituto Garibaldi-Matteucci, ai Responsabili della sicurezza della scuola Matteucci, al Provveditorato di Firenze, alla ASL 10G ed al Direttore della Corte dei Conti Dir.Reg. Toscana.
Un capitolo quindi che sta entrando veramente nel vivo, in un momento nel quale vengono prodotti ingenti tagli alla spesa pubblica da parte dello stato, ad appena un anno dalle prossime amministrative a Campi. Un ulteriore neo che potrebbe giocare un ruolo molto negativo alla continuità dell’attuale amministrazione comunale, assieme alla vicenda dell’inceneritore, della raccolta differenziata, dei contributi alle associazioni e tante altre voci che in questi ultimi anni hanno fatto sollevare più di una contestazione all’amministrazione Chini. Vedremo come andrà a finire se non altro nell’interesse di tanti giovani ed innocenti studenti catapultati al centro di una vicenda che lascerà loro un indelebile ricordo.
Per contatti con il Comitato genitori GAR-MAT: comitatogenitoriscuolamediagarmat@hotmail.it

All’avanguardia sulla Scuola: INCHIESTA sulle politiche scolastiche a Campi Bisenzio

4 maggio 2012

Si parla di Scuola Matteucci e nei genitori di Campi compare una smorfia di disappunto. Una scuola comoda e spaziosa fino a qualche anno fà, è diventata oggi una scelta scomoda, ma come mai si chiedono tanti genitori che a settembre avranno i propri figli alle medie, ripercorriamo quello che è successo fino ad arrivare allo stato attuale dei fatti, con una nuova inchiesta del Comitato Mente Locale.

Confessiamo un certo disagio ad affrontare quest’argomento, dato che avevamo promesso ai nostri lettori di riferire le notizie che la stampa locale non prova nemmeno a riportare. La vicenda della scuola Matteucci di Campi Bisenzio è invece stato oggetto di decise attenzioni da parte della stampa, specie dopo l’intervento di un agguerrito e coraggioso comitato di genitori di alunni della scuola (che ringraziamo per averci fornito parte dei materiali su cui è basata quest’inchiesta) che ha sollevato il caso fino a farlo diventare di rilevanza nazionale (la vicenda della scuola Matteucci è stata oggetto di interrogazione parlamentare urgente dal parte dell’onorevole Rosa De Pasquale nel settembre 2010 per chiarire il punto se le spese per la messa in sicurezza e l’adeguamento a norma degli edifici scolastici fossero interventi ricadenti sotto la mannaia del Patto di stabilità che limite le spese degli enti locali). Ma, appunto, se c’è un caso nazionale, che bisogno c’è un’inchiesta di Mente Locale?
Infatti il nostro interesse si basa su un particolare che è sfuggito alla stampa, concentrata sulla vicenda della Matteucci e che ha puntato l’albero ma ha perso di vista la foresta: qual’é la politica scolastica dell’amministrazione campigiana, di cui la Matteucci è un esempio anche se quello più visibile? L’attuale amministrazione, su Disegno Comune del novembre 2010, si è vantata del fatto che “la nostra città è indubbiamente all’avanguardia” per quanto riguarda il sostegno alla scuola, in quanto a tale scopo ha speso 25 milioni di euro tra il 1990 e il 2010 di cui 15 per costruire nuove scuole e 10 per manutenzione a adeguamento alle normative sulle sicurezza. Può sembrare una cifra colossale, ma in realtà, se si fa il conto di tutte le scuole pubbliche presenti nel solo territorio comunale (8 per l’infanzia; 8 primarie; 2 medie; 1 liceo; 1 istituto comprensivo), fa 1,25 milioni di euro l’anno, quindi sono 62.500 euro a scuola per anno, cifra che, tra l’altro, rende molto improbabile programmare con continuità una manutenzione annuale puntuale. Ciò spiega perché tante scuole campigiane presentino i problemi come, ad esempio, ha presentato la scuola Aurora Gelli, che il 3 novembre 2011 ha mostrato infiltrazioni di acqua tali da dover richiedere un incontro tra Consiglio di Circolo e Sindaco, vari assessori e personale del settore Lavori Pubblici del Comune. Né si tratta dell’unica scuola in queste condizioni, tanto per far capire che l’avanguardia, in questo caso, non c’è. Tuttavia non è solo questo: l’incapacità dell’amministrazione comunale di dire una parola chiara e definitiva sulla questione della scuola Matteucci, tra infinite giravolte, comunicati alla stampa, prese di posizioni immediatamente rimangiate e atti contraddittori, fanno capire che una vera capacità di programmazione e una vera e strategica visione della scuola manca completamente. Per fare un esempio: l’amministrazione comunale ha presentato, nel gennaio 2011, una variante al Regolamento Urbanistico Comunale secondo la quale “l’esigenza di una nuova scuola media deriva dalle problematiche di stabilità sismica recentemente evidenziate” nei confronti della scuola Matteucci. Se l’esito può non soddisfare tutti, almeno sembrerebbe un punto di chiarezza in tutta la vicenda; al posto della Matteucci, che ha problemi di stabilità sismica, sorgerà una nuova scuola “in fregio a via Palagetta” (come recita, in un italiano approssimativo, la citata variante). Se non altro è un punto fermo in questa vicenda. Punto fermo? E allora che ci fa uno stanziamento previsto di 600.000 euro e iscritto nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune nel triennio 2012/2014 sotto la codifica ES3 “Per messa in sicurezza, adeguamento sismico e ampliamento scuola Matteucci” con la specifica “Studio di fattibilità”. A che serve questa spesa, se si è già deciso di costruire un edificio nuovo? Il mistero è presto risolto: quando è stato deciso l’intervento più cospicuo sull’edificio (si veda più avanti), è stata introdotta una modifica al piano triennale delle opere pubbliche. Quando poi è stata tracciata la nuova rotta verso la nuova scuola, ci si è dimenticati della modifica apportata -che peraltro, per future giravolte, potrebbe anche tornare buona. Questo per dire la trasparenza con cui opera l’amministrazione e il fatto che le decisioni prese assomigliano più a esternazioni improvvisate che a meditate programmazioni annuali, quali il Comune si vanta, secondo noi a sproposito, di effettuare da vent’anni. Nella politica scolastica, insomma, questa città non è all’avanguardia; e c’è motivo di ritenere che non si tratti della sola politica scolastica… Ne riparleremo in fondo. Intanto eccovi i fatti sulla Matteucci … leggi tutto >>>

Emergenza Meteo: rinviata assemblea alla Garibaldi – Matteucci in programma per sabato 4 febbraio

1 febbraio 2012

Il tempo condiziona le normali attività. Il dirigente scolastico della scuola secondaria di 1° grado Garibaldi-Matteucci, professor Severino Loiero, comunica che l’assemblea con i genitori delle classi quinte delle scuole primarie del Comune, relativa alle informazioni sulle modalità d’iscrizione alla scuola media, convocata per sabato 4 febbraio ore 11.30, a causa delle difficili condizioni meteorologiche è rinviata a sabato 11 febbraio 2012 ore 11.30. E’ stato rinviato a data da stabilire anche il Consiglio di Istituto previsto per giovedì 2 febbraio.

La “Memoria” rivissuta con l’AUSER ai Gigli dal 21 al 28 gennaio in Corte Tonda

20 gennaio 2012

Una mostra dedicata ai “Viaggi della memoria” promossi dall’amministrazione comunale e dall’Auser di Campi per i giovani delle scuole medie e delle superiori sarà ospitata in Corte Tonda al centro commerciale I Gigli dal 21 al 28 gennaio.
Il 27 gennaio alle 18 al Forum di Fnac, l’amministrazione comunale e l’Auser di Campi promuovono un incontro con Marcello Martini un ex deportato pratese che racconterà, in occasione del “Giorno della Memoria”, la sua terribile esperienza in un lager nazista.
Dal 21 al 28 gennaio, in Corte Tonda, una mostra fotografica illustrerà le visite effettuate, negli ultimi anni, dai ragazzi del liceo scientifico “Agnoletti” di Campi e delle scuole medie Matteucci-Garibaldi e Verga all’interno dei lager. Per l’intero periodo della mostra, i ragazzi che hanno partecipato ai “Viaggi della memoria” saranno disponibili per incontrare i frequentatori del centro commerciale per illustrare loro le proprie esperienze.

La scuola Garibaldi Matteucci in Parlamento per l’iniziativa ‘Alla scoperta delle istituzioni’, voluta dalla Presidenza del Consiglio comunale per i 150 anni dell’Unità d’Italia

29 ottobre 2011

Prossima e conclusiva tappa a giugno, quando andranno a Montecitorio i ragazzi del Verga.
Prosegue con successo l’iniziativa ‘Alla scoperta delle istituzioni’, promossa dalla Presidenza del Consiglio comunale all’interno del più vasto programma di celebrazioni realizzato dal Comune di Campi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Un centinaio i ragazzi delle scuole medie Garibaldi Matteucci e Verga che hanno approfondito il mondo delle istituzioni, grazie a visite guidate che li hanno portati nella sede del Comune di Campi Bisenzio, in quella della Regione Toscana e in Parlamento. In Comune, dove gli studenti hanno anche visitato alcuni uffici, ad accoglierli sono stati il Presidente del consiglio Tesi e il Sindaco Adriano Chini. Lo scorso 18 ottobre i ragazzi della scuola Garibaldi Matteucci sono andati a Roma, alla Camera dei Deputati.
«Questo ciclo di incontri, pensato per far conoscere agli studenti le istituzioni dello Stato – commenta il Presidente del consiglio, Alessandro Tesi – traccia un percorso ideale che, dall’ambito locale del comune, giunge fino agli organi centrali dello stato, dove il parlamento rappresenta anche l’unità territoriale. Una chiave di lettura che naturalmente tiene conto sia dell’importante ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia, sia delle riforme in ambito di federalismo e del grande dibattito che si è svolto intorno a tale argomento. Il federalismo non può infatti esistere senza che sia accompagnato da un profondo senso di appartenenza allo stato». «Ringrazio perciò – conclude Tesi – tutti i docenti, i dirigenti scolastici e chi ha collaborato a vario titolo all’organizzazione degli incontri».
L’iniziativa, per la quale sono stanziati circa 2.000 euro a copertura delle spese di viaggio, si concluderà il prossimo giugno.


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