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La questione Libica.. è ora che i paesi d’Africa scrivano da soli la propria storia

10 luglio 2011

Ricevo e pubblico.
Da molti anni ho iniziato a viaggiare per l’Africa. Ho avuto la fortuna e il privilegio di poterlo fare non irregimentato in comitive o vincolato dai confini angusti di qualche villaggio-vacanze. E’ stata anche una scelta, e mi ha offerto la possibilità di incontri preziosi, altrimenti impossibili, vuoi per i tempi necessariamente obbligati delle comitive, vuoi per la legittima riottosità delle popolazioni locali ad esibirsi come fossero pappagalli colorati.
Ho avuto il privilegio di conversazioni ed amicizie in luoghi che a molti non passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di frequentare. Perché ci hanno raccontato di gente ostile, vendicativa. Ho amici in molte parti dell’Africa, illustri sconosciuti mi hanno pagato il taxi quando, senza una lira in tasca, in qualche periferia del Golfo di Guinea, me ne andavo in cerca di una qualche improbabile ambasciata. Che non avrei mai trovato, incontrando invece – per strada – la solidarietà umana più disinteressata, quella di chi poco ha, ma molto capisce. In questa mia Africa, che è fatta anche di deserti, di Sahara, di Algeria e di Libia, non avevo mai visto bambini-soldato. Non ve n’era memoria.
Fino a ieri.
In quanti hanno veduto la nuova immagine dello sconosciuto bambino-soldato libico che orgoglioso del suo nuovo FAL tra le mani si immerge in un gioco di adulti? In Libia non era mai successo. Da oggi è così, non è uno strappalacrime lungometraggio hollywoodiano, è uno degli effetti (secondari, rispetto ai bombardamenti intelligenti di città e villaggi effettuati dalla NATO, ma non meno devastanti) della guerra di aggressione ad uno stato sovrano.
Oggi i francesi, suscitando le ire di tutti, da Mosca a Città del Capo, sversano alla rinfusa armi sulle regioni desertiche. L’avevano già fatto in Algeria, negli anni ’50, ed i risultati li abbiamo veduti.
E quando ritroveremo quell’Africa povera ma serena che abbiamo conosciuto, non mille ma trente, venti, dieci, due anni fa?
Quando smetterà quel ragazzino di giocare con quel maledetto balocco, la vera mela avvelenata della strega?
E’ ora che i paesi d’Africa scrivano da soli la propria storia, qualcuno non accetta più di farsi reggere la mano nella firma di qualche trattato truffaldino. Gheddafi infatti, reo di non aver accettato di far scrivere ad altri la storia del proprio paese, è stato il bersaglio di una campagna mediatica di disinformazione senza precedenti ( fasulli bombardamenti e carneficine di inermi folle di oppositori) messa in atto da una vile regìa internazionale cui nemmeno il governo italiano si è sottratto, per far terra bruciata intorno all’unico che dagli anni ’70 ha affermato con fermezza i diritti del proprio paese, indipendente dai nuovi colonialismi finanziari e culturali. In una Italia anzi, per la prima volta coesa – destra e sinistra hanno votato per l’intervento militare – strateghi improvvisati in un’orgia di quel delirante patriottismo da camerata hanno coniato perfino la ridicola definizione di Risorgimento Arabo che il buon Napolitano, cui scrissi in Marzo prima della guerra per scongiurarlo di buonsenso, ha sposato come un ridicolo salvagente…
Esportiamo la democrazia: no, signori la democrazia non è coca-cola.
E chi siamo – noi – per poter affermare che i nostri schemi sono gli unici validi e giusti? La nostra pretesa e millantata civiltà che sa esprimersi solo con una esasperata tecnologia?
La Libia era l’unico paese d’Africa che prevedeva per tutti i libici l’indennità di disoccupazione…i libici non sono mai emigrati, se non per studio, ed anche su quel fronte il tiranno aveva compiuto – pur vessato dalle sanzioni – notevoli passi avanti. La donna in Libia godeva diritti altrimenti ignorati, nei paesi cosidetti “arabi”.
Perché non dichiariamo guerra all’Arabia Saudita che tra l’altro applica concretamente la sharia?
L’unica dignità ferma ad oggi è proprio la sua, quella del tiranno Gheddafi, aggredito a casa propria, e come di prassi ci diciamo che sia per un po’ di petrolio.
Ma non è nemmeno questo, vogliono una guerra perenne, una intifada permanente. Vogliono essere in tre o quattro a decidere del mondo, a chi dare i soldi e a chi no, chi processare e chi impiccare.
Emilio Borelli

Libia: appello per fermare i bombardamenti e intanto la NATO si appresta a bombardare Leptis Magna

16 giugno 2011

Fermare l’aggressione! è il grido unanime che si leva sempre da più persone ed è già attiva una petizione on-line per raccogliere firme. Sul sito della petizione si legge:
La nostra guerra di Libia continua, nella piena illegalità con cui è cominciata.
L’abbiamo fatta sulla base di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che viola la Carta delle Nazioni Unite, perché la Libia non stava affatto minacciando la pace e la sicurezza internazionale. L’abbiamo fatta sulla base di un’ondata di informazioni false che non sono state mai verificate: non c’erano i 10 mila morti, non c’erano le fosse comuni; non ci sono mai stati bombardamenti su manifestazioni civili. Migliaia di missioni di bombardamento della Nato, cui noi partecipiamo, hanno già prodotto centinaia di morti di civili. Noi uccidiamo e non proteggiamo. Siamo intervenuti in una guerra civile sostenendo una parte contro l’altra senza nemmeno sapere chi sono quelli che diciamo di sostenere.
E finanziamo la rivolta con decine di milioni di euro. Tutto questo non è nemmeno scritto nella risoluzione dell’Onu. Senza nessuna legittimità noi puntiamo all’uccisione del capo di uno Stato sovrano. E questo assassinio, già eseguito contro uno dei suoi figli, viene pubblicamente auspicato e conclamato dai capi delle potenze occidentali di cui siamo alleati. Stiamo assistendo inerti a un ritorno alla barbarie.
La vergogna di questo atteggiamento infame deve essere distribuita equamente tra tutte le forze politiche italiane. Solo rare voci si levano a protestare. Il pacifismo è inerte e tace anch’esso. Ma noi non possiamo accettare in silenzio tutto ciò. Non è in nostro nome che si uccide, violando ancora una volta la nostra Costituzione. Noi non abbiamo voce, ma vogliamo parlare a chi è ancora in grado di ascoltare. Questa aggressione deve finire.
Intanto si apprende (AGI) anche che la citta’ romana di Leptis Magna, uno dei capolavori della storia antica 130 km ad sud-est di Tripoli, potrebbe essere bombardata dai jet Nato. Le truppe di Muammar Gheddafi, infatti, la stanno usando come “scudo archeologico” per nascondersi e celare lanciatori di razzi Grad. Lo hanno detto al britannico Times fonti degli insorti del Cnt di Bengasi.
Il comando dell’Alleanza atlantica a Napoli, riferisce la Cnn, non esclude di poter bombardare Leptis Magna, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1982, ove mai fosse accertata la presenza di forze lealiste. Un ufficiale della Nato, dietro condizione di anonimato, ha ripetuto che i jet “colpiranno veicoli militari, truppe ed armamenti o infrastrutture militari che minaccino il popolo libico” come prevede la risoluzione Onu 1973. Nel suo momento di massimo splendore nel 200 D.C. Leptis Magna era la terza piu’ grande citta’ romana in Africa dopo Alessandria e Cartagine ed e’ anche nota, oltre che per essersi preservata molto bene, per aver dato i natali all’imperatore Settimio Severo. (AGI) .

O.d.G. Consiglio comunale del 31 marzo 2011

29 marzo 2011

Giovedì 31 marzo avrà luogo la nuova seduta inizia alle ore 15.30, presso La Sala Consiliare Sandro Pertini, in Piazza Dante 36 con i seguenti punti iscritti all’ordine del giorno:

* Comunicazioni del Presidente, del Sindaco e quesiti a risposta immediata.
* Interpellanza urgente sull’attuale modalità di raccolta dei rifiuti domestici porta a porta, presentata dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
* Interrogazione sull’ordinanza nr.56 del 10.02.2011 attinente la riduzione degli orari e temperature degli impianti termici, presentata dal consigliere comunale A. Esposito del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
* Interrogazione su applicazione dello Statuto del Comune di Campi Bisenzio con riferimento all’art.27, comma 1, presentata dal consigliere comunale P. Fedi del gruppo “U.D.C.”.
* Interrogazione sulle problematiche sollevate dagli abitanti di via Rossini, presentata dal consigliere comunale S. Targetti del gruppo “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”.
* Ordine del Giorno: Lavoratori de “I Gigli”, presentato dal gruppo consiliare “Italia dei Valori”.
* Ordine del Giorno: introduzione del bilancio ambientale nel comune di Campi Bisenzio, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
* Ordine del Giorno contro la guerra in Libia, presentato dal consigliere comunale S. Targetti del gruppo “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”.
* Ordine del Giorno: Fonti rinnovabili, una risorsa per l’Italia, presentato dal gruppo consiliare “P.D.”.

Libia, la nuova terra di conquiste. Il punto di vista di Emilio Borelli

23 marzo 2011

Ricevo e pubblico questo contributo sulla vicenda della Libia, da parte di Emilio Borelli, che recentemente ha scritto un appello a Napolitano. Emilio è unprofondo conoscitore di quei luoghi e quel popolo, trovo importante proporre il suo punto di vista per aprire gli occhi si questa nuova guerra mossa solo (come sempre) da interessi di conquista.

Dopo i primi attacchi francesi.
Credevo che no-fly-zone significasse impedire a qualcuno di volare, non “veniamo a bombardarvi a casa vostra”. Ma si sa il gergo della politica e dei militari è del tutto singolare, l’argomento oramai mi ha amareggiato, disgustato a tal punto nella consapevolezza della assoluta impotenza, nella consapevolezza della inutilità di queste nostre – sensate -riflessioni. Non vedo – oggi – buonsenso nelle sale di Montecitorio e al Campidoglio.
Anche perchè adesso, dopo i bombardamenti “veri” qualunque osservatore ONU si recherà in Libia potrà constatare che le bombe son cadute davvero. Non le “bombe” di Al Jazeera ed Al Arabiya ma quelle francesi.
E ce n’è per tutti, ero a Firenze in centro fino a poco fa, sono salito sul campanile di Giotto, ogni tanto lo faccio, per guardarmela da lassù, col sole, il vento, nel vento tante bandiere tricolori, una enorme davanti alla stazione ferroviaria. Ma non mi inorgogliva. Non ho partecipato alla recente fasulla e modaiola indigestione di patriottismo dei boiardi di stato. Non ho condiviso la loro ubriacatura di glorie passate, mentre orchestravano da parvenus questa demenziale operazione di guerra nata dalla menzogna e dalla disinformazione. Ingenui e vili, per vergogna hanno rinnegato l’unica cosa intelligente fatta negli ultimi anni ovvero il trattato con la Libia (lo dimostra il fatto che gli altri colleghi europei – gelosi – lo hanno da subito osteggiato), è vero – e sono il primo ad averlo detto e scritto, vivaddio, alla presidenza della Repubblica – che il cerimoniale era un pochino ridicolo ma d’altra parte se Berlusconi si è circondato di yes-men c’era poco da aspettarsi. Certo se gli esperti lo hanno indottrinato in questo modo su usi, costumi e rituali dei popoli del nordafrica non c’era da aspettarsi niente di meno che cerimonie da operetta o da villaggio-vacanze. Sarkozy per parte sua ha fatto montare la tenda beduina nel giardino di casa…
Non credevo che il dilagante delirio di patriottismo avrebbe suggerito al Presidente di vagheggiare addirittura “un Risorgimento del Mondo Arabo”. Tanta roba!
Ma non voglio usare nemmeno il sarcasmo in una situazione di questa gravità, che la gente comune peraltro percepisce in pieno come percepisce il ridicolo in cui ci ha catapultati il nostro revirement e come percepisce il disonore della perdita della parola data (le culture tradizionali hanno alcuni punti fermi, la dignità e la rispettabilità sono i principali). I francesi più d’una volta hanno armato gli alleati sbagliati, prendendosi di ritorno le fucilate delle loro stesse armi. La storia andrebbe studiata.
Qualcuno ha messo in acqua un’esca e questi qua (i nostri politici) si sono inghiottiti verme, amo, piombo e galleggiante.
La Lega Araba ha soffiato sulle braci e subito dopo il volo del primo Rafale (si scrive così? chissenefrega, adesso dovremo sorbirci anche gli strafalcioni di giornalisti pseudo-esperti di guerra che nemmeno sanno quante canne ha una doppietta o di siliconate esperte di alberghi superlusso da inviati speciali). La signora Annunziata sul TG3 si è esibita in una disinvolta analisi strategica con l’americano Luttwak al quale ha chiesto serenamente “quanto dureranno le incursioni” e quanto ci vorrà “perchè Gheddafi si tolga di mezzo”. Eh beh, certo, adesso che per di più le centrali nucleari non sono più tanto di moda tornerà in voga il petrolio…e questo è bipartisan.
Una volta quando viaggiavamo liberamente in Algeria sospiravano di sollievo e simpatia nello scoprire che non eravamo francesi ma Italiani…chissà adesso che ci siamo precipitati di diritto nel XXXII° canto dell’Inferno (traditori de’ parenti, direi, dopo il baciamano) o tra gli ignavi, che nemmeno venivano ammessi all’Inferno…
Ripeto quello che ho già detto anche in precedenza e scritto in uno dei miei racconti, avevamo avuto anche la dignità e l’orgoglio di essere su fronti opposti, all’epoca della prima guerra del Golfo. Ed era ricambiata questa sensazione, con cameratismo. Questa volta no. Questa volta non c’è davvero orgoglio, c’è stato lo sciacallesco affannarsi di quasi tutte le parti politiche a saltare sul carro del vincitore, “ti piace vincere facile?” anche la Danimarca invia i suoi aerei! la Danimarca? ma chi sono? Non c’entra Kierkegaard vero? Nostalgici di Karen Blixen?
Sono anime buone? che vanno in soccorso di chi? Ma saranno mica, i danesi, quelli delle famose vignette sul Profeta che causarono non poche sommosse anni addietro e qualche morto?
Rispetto dell’intelligenza media delle persone non ne vedo neanche da parte della stampa in genere. Intelligenza strategica? Ma chi, Frattini? La Russa? Ma non scherziamo.
Emilio Borelli

Circolo Rifondazione Comunista “A.Gramsci” di Campi Bisenzio si dichiara contro la guerra “umanitaria”, senza se e senza ma

20 marzo 2011

Ricevo e pubblico.

Da sabato pomeriggio arei della “Coalizione dei volenterosi” stanno bombardando la Libia. Secondo gran parte del mondo occidentale le ragioni di questo intervento militare sono umanitarie, ma l’uso di questa parola ci richiama alla mente degli scenari già visti.
Tutte le volte che al governo degli Stati Uniti arriva un democratico, le guerre sporche dei repubblicani e delle lobbies delle armi e del petrolio, si trasformano in guerre umanitarie. E anche i democratici italiani cambiano atteggiamento. Non più ostili alle guerre che esportano la democrazia, ma favorevoli alle guerre che esportano i diritti umani.
Noi sappiamo come andò a finire nell’ex jugoslavia: le bombe umanitarie e i missili intelligenti ammazzarono i civili. La pulizia etnica fatta dai serbi nei confronti dei kossovari venne sostituita da un’altra pulizia etnica, a parti invertite però. Trascorsero pochi anni dalla fine di quella guerra e i civili e militari scampati alla morte si ammalarono di tumore, perchè i “democratici” eserciti occidentali avevano usato delle armi all’uranio impoverito.
Noi sappiamo come andrà a finire questa volta. Nello stesso modo.
Anche gli appetiti delle vecchie potenze occidentali non sono cambiati più di tanto. La Francia e l’Inghilterra sono così determinate perchè sperano di arrivare per prime alla spartizione dei pozzi petroliferi libici. Chissà che contratti d’oro firmeranno la Total e la Bp, ma anche le compagnie petrolifere americane e perchè no, un posticino all’Eni non lo troviamo? E’ vero, il governo italiano non moltissimo tempo fa aveva ricevuto Gheddafi in Italia con tutti gli onori che si riservano ad un alleato strategico, ad una potenza che si rispetta. Quindi grandi festeggiamenti, baciamano, lezioni sul corano a tante belle signorine, qualche vagonata di milioni di euro e un lager costruito sulle coste libiche per far contenti la Lega Nord e buona parte della popolazione italiana. Ma queste cose si dimenticano facilmente. Adesso c’è da spartirsi la torta libica ed è immaginabile che al banchetto del dopo Gheddafi l’Italia rimanga a bocca asciutta?
Dei diritti umanitari le “democratiche” potenze occidentali se ne fregano perchè non si spiega in altro modo il mancato bombardamento di Israele durante l’operazione “piombo fuso”, che provocò la morte di 1417 palestinesi. Se l’idea è quella di far intervenire gli eserciti a difesa dei diritti umani, perchè la Turchia è stata risparmiata quando stava sterminando il popolo curdo?
Qualche giorno fa l’Arabia Saudita ha invaso il Baharain per reprimere le manifestazioni di piazza contro la monarchia sunnita al potere. Si trattava dell’invasione di uno stato sovrano nei confronti di un altro stato sovrano, una roba che il diritto internazionale vieta categoricamente e che le varie carte internazionali prevedono come condizione per un intervento militare della comunità internazionale. Ovviamente nessuno ha mosso un dito. L’Arabia Saudita è un fedelissimo alleato degli Stati Uniti.
Rifondazione Comunista – Circolo “A.Gramsci” Campi Bisenzio


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