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Due uova alla diossina e .. il resto

14 gennaio 2011

Sembra risolto anche il mistero della diossina nei mangimi tedeschi, la storia è stata ricostruita e la fonte è la Suddeutsche Zeitung (uno dei più importanti quotidiani tedeschi che viene stampato a Monaco di Baviera dal 1945 ed è vicino alle posizioni dei liberali ma con grande attenzione ai temi sociali. Vende circa 440 000 copie al giorno).
Come al solito, pur essendo drammaticamente grave, voglio cercare di raccontarla in modo scherzoso, come il nostro carattere toscano che ci contraddistingue, se non altro per sdrammatizzare il tutto e pacare giustamente un allarmismo che in certi casi segue vicende come questa. Ecco come sono andate le cose:
La Harles und Jentsch che dovrebbe produrre olii industriali e mangimi per allevamento, in realtà non li produce affatto: li compra. Dove ? dalla Ditta Olivet, che è olandese, ma la cosa buffa è che nemmeno la Olivet produce olii industriali; anche lei si limita a comprarli ed a rivenderli. La vera produttrice risulta essere la Petrotec di Emden, che fra l’altro produce biodiesel e per far ciò compra olii di scarto dagli stabilimenti industriali come le fonderie (.. ed io che pensavo che il biodiesel provenisse dall’olio di colza!).
Faccio una parentesi per portarvi a conoscenza del fatto che gli olii industriali, riscaldati ad altissima temperatura, producono diossina; ce lo hanno insegnato tecnici come Rossano Ercolini e quindi, malignamente, ci viene da pensare anche che nel biodiesel della Petrotec ci sia la diossina ! .. ma non corriamo troppo con le considerazioni ! è solo una supposizione, immagino che non troverete nessuno in grado di affermarlo con precisione (anche perchè così vanno queste cose), quindi possiamo fare solo una considerazione del tipo: “proprio un bel diesel ecologico!”, ma questa è un’altra storia.
Torniamo a noi: vi sarete chiesti “che se ne fa la Harles degli olii industriali di scarto della Petrotec?”, la risposta è fin troppo semplice, una tonnellata di olio industriale esausto, se rivenduta come tale vale 550 euro; ma se viene venduta come MANGIME ANIMALE ne vale 1.000, niente male vero ? Ecco cosa si intende quando si dice che i rifiuti sono una risorsa e una ricchezza, ovviamente bisogna vedere per chi … e come !
Perciò la Harles infila i suoi olii nei mangimi, tanto si tratta sempre di grassi “polinsaturi”, per cui l’animale, rimpinzato di questa “roba”, in breve tempo ingrassa da far paura con sommo gaudio degli allevatori. Da ciò capirete il perchè il sistema è andato avanti per mesi (ma più probabilmente per anni) .. ovviamente tutti i soggetti “economici” erano contenti, e vorrei vedere !!? Ma alla fine la verità vien fuori ed il sistema, che sembrava perfetto e (è proprio il caso di dirlo) liscio come l’olio, mostra tutto il marcio che c’era sotto.
La vicenda che lascia ammutoliti ci impone di fare qualche considerazione che vale la pena sottolineare in tutta questa faccenda.
E’ fin troppo chiaro che le filiere estremamente lunghe sono sinonimo di criminalità. Se una ditta compra da un’altra, che poi rivende a una terza, che gira alla quarta, che infine cede alla quinta, non è più certa la cosa che si era comprata all’inizio. A parte il prezzo che aumenta (e che viene scaricato sul consumatore) in tutti questi opachi passaggi c’è spazio continuo per la truffa e per l’intervento della criminalità. Ciò è particolarmente vero nel campo dei rifiuti, come ben sappiamo. In sostanza, una rete economica troppo complessa come quella in cui viviamo equivale a costituire purtroppo troppo spesso un’economia criminale.
I controlli alimentari sono quelli rafforzati dopo la faccenda della BSE, però alla prima crisi, hanno dimostrato tutta la loro scandalosa inefficacia ! Questo ci deve aprire gli occhi su come vanno questi processi, che alla lettera trasudano garanzia da tutti i pori (è così che ce li vendono..), perché la stessa cosa vale anche per gli inceneritori, dove purtroppo i cosiddetti controlli certificano sempre l’avvenuto danno (quando si scoprono), ma non servono a nulla dal punto di vista preventivo. L’unica sicurezza è non produrre schifezze e/o rifiuti. Fidare nei controlli è come andare dal medico quanto già hai incubato la malattia !
Tutti strillano per le uova, ed è un contro-senso, perché sono le uniche tracciabili, ma così facendo non si crea allarmismo. Diversa è la prospettiva se si considera che la faccenda vale per tutti gli animali nutriti con quei mangimi e per i loro prodotti (come dimostra la scoperta recente della diossina anche nei maiali), in primo luogo latte e formaggio, che invece non sono tracciabili, perchè la legge non prevede l’etichettatura di provenienza. E sono anche gli alimenti più diffusi !
In nove mesi, i nostri figli quante uova hanno mangiato? e quanto latte hanno bevuto? Abbiamo visto purtroppo con Montale che il pericolo è maggiore per le donne in stato interessante, perché la diossina salta la barriera placentare. Credo che i distributori di alimenti dovrebbero sentirsi moralmente obbligati ad essere più attenti, dal momento che le istituzioni delegate a monitorare, sono spesso distratte da perverse logiche e fin troppo latitanti, lo abbiamo visto troppo spesso e non ci fidiamo più.
Vi invito a riflettere ed a mantenervi informati, come abbiamo fatto assieme a Paolo Lombardi, che mi ha ancora una volta aiutato a redigere questa incredibile commedia, dove ancora una volta noi siamo gli inconsapevoli ed indifesi spettatori … cerchiamo invece di essere i protagonisti del nostro futuro, se non altro per i nostri figli.
Ovviamente sono graditi i vostri commenti …

Diventa amico del “Tandem di Pace” su Facebook

28 agosto 2009

Tandem a Augusta

Il gruppo di amici campigiani che dal 22 agosto stanno compiendo il viaggio in bicicletta verso Berlino, ricordano a tutti che per vedere tutte le loro foto del viaggio e per richiedere la loro amicizia su Facebook, dovete cercare Tandem di Pace tra gli amici da conoscere. Non perdete tempo! unitevi a questa mirabilante impresa. Potete consultare anche il loro diario di viaggio su untandemsopraberlino.splinder.com, sosteniamoli con i commenti sul loro blog !!

Anche oggi dopo aver lasciato presto la città di Naumburg, dove sono stati accolti come vecchi amici e salutati con la promessa di rincontrarsi molto presto, dopo una veloce colazione sono partiti in pulmino per andare a Barby, una città sul fiume Elbe, dove inzia la ciclabile per Wittenberg. Ma una lunga fila in autostrada li ha costretti a ritardare di quasi un’ora e quindi hanno deciso di diminuire la tappa di 30 km per poter arrivare puntuali all’incontro con Franck, presidente dell’Associazione sportiva di Wittemberg, che gestisce una palestra vecchia di 150 anni. La maggior parte della strada l’hanno fatta lungo il fiume e attraverso boschi, prendendo perfino un traghetto per poter continuare il viaggio. E domani finalmente arriveranno a Berlino, anche se non sarà facile perchè sulle  gambe pesa la fatica di questa settimana di viaggio con una ulteriore tappa lunga di più di 100 Km. Sarà bello risentirli domani dalla capitale tedesca.

Quinto e Sesto giorno.. un nuovo amico ed una lunghissima pedalata per gli amici del Tandem di Pace

27 agosto 2009

Riporto per intero il racconto degli ultimi due giorni di pedalate degli amici del Tandem di Pace, impegnati nel viaggio in bicicletta “Un Tandem Sopra Berlino”; leggi il resto delle loro imprese su untandemsopraberlino.splinder.com

23018

Quinto giorno: Questa mattina ci siamo diretti a Saalfeld, tappa intermedia prima di arrivare a Naumburg, dove ci aspetterà la cooperativa Sociale “Arbeit und Leben” per parlare con noi del tema dell’Educazione alla Pace e alla Libertà.
Il percorso di oggi è stato molto duro con dislivelli molto alti e continui saliscendi, e in molti punti la strada era sterrata e piena di sassi, infatti uno dei nostri ha forato ben due volte. Ci siamo fermati a mangiare sulla riva di un fiume in mezzo alle montagne nel piccolo paese di Ziegenruck dove abbiamo mangiato il quotidiano pane e salame Fiorentino offerto dalla Rino D’agati, ma piano piano è iniziato a piovere sempre più forte finchè non è venuto un grande acquazzone e siamo stati costretti a ripararci in un piccolo forno locale dove abbiamo assaggiato ogni tipo di dolce e biscotto.
Riposati e sfamati siamo ripartiti alla volta di Saalfeld sotto la pioggia violenta che ci ha seguito per quasi 2 ore rendendoci le salite e le discese ancora più difficili. Alla fine, verso l’ora del tramonto siamo giunti nella città di Saalfeld da dove abbiamo pedalato fino al parco naturale di Scwharzburg per arrivare all’Ostello dove passeremo la notte.
Sesto giorno: Dopo aver passato una nottata sentendo le barzellette di Gigi e Marco ci siamo svegliati alle 7,00 pronti per partire per una lunghissima pedalata, ben 120 Km, verso Naumburg. Durante il percorso due persone sono cascate per terra, per fortuna nessuno si è fatto male e siamo ripartiti. Abbiamo affrontato molte salite, ma ormai siamo bravissimi e non siamo scesi quasi mai. La pista ciclabile passa nel mezzo a un parco naturale e abbiamo visto dei bellissimi panorami.
Alla cooperativa “Arbeit und leben”, che si occupa di ritrovare il lavoro alle persone che lo hanno perso, dormiremo tutti insieme in una grande palestra all’interno di una struttura che stanno recuperando piano piano e che al nostro arrivo ersa piena di gente per una mostra su Nietsche.
Domani affronteremo una nuova avventura verso la città di Wittenberg, città natale di Martin Lutero dove saremo nuovamente ospiti dell’amministrazione locale.
Adesso dobbiamo andare a mangiare con i nostri nuoi amici della cooperativa che hanno preparato una grigliata apposta per noi, a domani!
Giovanni e Agustin

Le prossime tappe:
28/08 Naumburg–Wittenberg
29/08 Wittenberg-Berlino
30/08 Ciclabile del Muro
31/08 Ciclabile del Muro
01/09 Ciclabile del Muro
02/09 Ritorno

I primi 200 chilometri verso Berlino del Tandem di Pace ..

26 agosto 2009

untandemsopraberlinoL’associazione “Tandem di pace”, nasce come idea nel Gennaio 2005 a Campi Bisenzio con l’obiettivo di dare nuovo vigore ai gemellaggi come vero e proprio incontro tra due comunità, favorire l’utilizzo della bicicletta, diffondere una cultura di pace e di solidarietà, far conoscere il territorio in tutti i suoi aspetti culturali e naturalistici. Perché, la bicicletta? perché ha con sé tutti quei significati che la rendono davvero un segno tangibile di pace in quanto mezzo di trasporto “democratico” che non inquina, che permette di percorrere grandi distanze, riappropriandosi, contemporaneamente, di un punto di osservazione a misura di essere umano, nel rispetto della necessaria lentezza. Nel girare di ruota che accompagna la fatica si annulla il mare che divide il dire dal fare, di dare fiato a parole come tempo, pazienza, fatica, mediazione, ascolto, lungimiranza, sobrietà, facendole pedalare in tandem con fatti conseguenti e coerenti. Su queste idee semplici un gruppo di persone delle istituzioni, del mondo dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale e internazionale e della scuola, che negli anni hanno lavorato insieme a Campi Bisenzio nell’ambito della solidarietà, dei diritti, della cooperazione hanno costruito un percorso che li porterà sempre più lontano dal punto di partenza, dalle loro radici. Berlino e la sua storia pedalando verso e dentro la città simbolo delle divisioni del secolo scorso e delle speranze del nuovo millennio. Partiti Sabato mattina arriveranno a Berlino Sabato prossimo dove pedaleranno sulla pista ciclabile costruita lungo tutto il percorso dell’ex-muro. Sicuramente un viaggio carico anche di emozioni, l’immagine della fine del 1989, del crollo del Muro di Berlino, delle centinaia di migliaia di tedeschi che passano festanti dall’est all’ovest gustando quella libertà che i regimi dell’Europa orientale avevano impedito, ha un significato storico enorme: è la fine di un’epoca e, al contempo, è percepita come l’avvio di una stagione “nuova”, piena di speranza.
A venti anni di distanza, al di là della portata storica, il senso della caduta del muro si è affievolito, ci sembra un’immagine sgranata della quale, sempre meno, riusciamo a focalizzare le figure ed i contorni. La cura della memoria è l’unico antidoto alla banalizzazione della storia, al conformismo delle idee, dei giudizi: è l’unica possibilità di costruire cittadini consapevoli del valore della legalità, della giustizia, della democrazia e della pace. Dei sentimenti esplosi in quella fine dell’89 dobbiamo raccogliere la convinzione che le idee di libertà non possono essere arrestate da nessun muro: nessun ostacolo sarà così alto da impedire la circolazione dei sogni che disegnano un futuro migliore. Questo messaggio può avere un veicolo migliore di una bicicletta, meglio, di un tandem?
Gli artefici di questa avventura sono: Claudia Carroccia, Augustin Barbieri, Giovanni Grossi, Giovanni Mazza, Michele Arena, Francesca Banchelli, Iacopo Di Tommaso, Marco Bonechi, Lorenzo Arena, Fiorella Alunni e Tommaso Bossi, che a ieri hanno già percorso più di 170 chilometri da  Malles Venosta, a pochi Km dal Passo Resia fino a Norimberga, passando per il 1500 metri del Passo Resia, fino a Landeck ,per poi attraversare il confine tedesco fino ad Ausburg, dove hanno incontrato altri amici locali accomunati dalla stessa passione della bici e con lo stesso ideale di pace.
Continuate a leggere le loro avventure di questo fantastico viaggio, sul blog untandemsopraberlino.splinder.com, oppure sulle pagine di Campi Bisenzio Notizie Blog che racconterà i chilometri di emozioni e le fatiche di questo gruppo di simpatici e temerari amici campigiani .. ancora in bocca al lupo ragazzi e buon viaggio …

Le prossime tappe:
26/08 Nurnberg–Saalfeld
27/08 Saalfeld- Naumburg
28/08 Naumburg–Wittenberg
29/08 Wittenberg-Berlino
30/08 Ciclabile del Muro
31/08 Ciclabile del Muro
01/09 Ciclabile del Muro
02/09 Ritorno


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