Posts contrassegnato dai tag ‘fiorentino’

Prima dello Tsunami ..

10 marzo 2013

Passata la mulinata elettorale, e venuta ai baldi amministratori in carica tanta paura dei barbari che, con frinire di grilli, si dispongono intorno ai palazzi romani e, in prospettiva, anche a parecchi palazzi comunali nostrani, ecco che l’annosa historia dell’aeroporto di Peretola, senza il quale saremo tutti dannati al declino e alla crisi economica, riprende corpo. Qualche settimana fa il presidente della Regione Toscana Rossi aveva annunciato che il tema sarebbe stato posto in frigo aspettando il passaggio della carovana elettorale; un modo per capire che assetti sarebbero usciti dalle urne e se l’operazione si poteva fare con tranquillità. Ma ora, con in corpo la fifa causata da fastidiosi insettucci del genere grillus campestris, ecco che il progetto esce dal frigo e va avanti a tutta birra. Prima che sia troppo tardi. Ed ecco gli aggiornamenti.
Leggi tutto l’articolo su MenteLocale della Piana ..

“Salvate il soldato Richard Ginori”, vogliamo difendere i nostri valori locali e l’occupazione italiana ?

15 gennaio 2013

lavoratori-richard-ginori

Richard Ginori, GKN, Ataf, Maggio Musicale Fiorentino, ISI .. quante sono le realtà locali e fiorentine che stanno mettendo in crisi migliaia di famiglie per non parlare poi addirittura di quelle toscane. E’ quasi impossibile fare una mappa di tutte le aziende che corrono il rischio di essere spazzate via nel 2013. «Solo nel settore delle costruzioni, si viaggia al ritmo di 100 posti di lavoro persi al giorno», racconta Daniele Quiriconi della Cgil Toscana.Questo è il futuro del lavoro e della tradizione manifatturiera, industriale e artistica della nostra amata regione, che rischia seriamente di scomparire. Riporto a tal proposito, un editoriale a cura del Comitato Mente Locale della Piana a proposito della Richard Ginori, ma dobbiamo pensare anche a tutte le altre identità minori e poco conosciute che rischiano o sono già scomparse, nel più assoluto silenzio e nell’indifferenza delle amministrazioni locali, regionali e nazionali.

Venerdì 18 gennaio, alle ore 17.00 a Sesto Fiorentino ci sarà una manifestazione convocata dai sindacati di categoria ma aperta a tutta la cittadinanza in sostegno del salvataggio della Richard Ginori.
Nel 1735 iniziava la lunga storia della Manifattura di Doccia, oggi Richard Ginori, quando Carlo Ginori, che dopo lunghi studi e investimenti aveva trovato finalmente un modo per ottenere una porcellana perfetta nonostante il fatto che il materiale a disposizione non fosse in partenza adatto, iniziava la sua lunga vita. La storia di come si arrivò in Europa alla fabbricazione di una porcellana perfetta è una delle grandi avventure della civiltà. Fino a quell’epoca, la porcellana era importata dalla Cina, in regime di quasi monopolio, dato che la terracotta cinese, ricca di caolino, permetteva la fabbricazione di oggetti perfetti. Non che non fosse possibile fabbricare porcellana anche in Europa, ma il risultato erano oggetti pieni di difetti (come la celebre, ma ahimè imparagonabile ai manufatti cinesi, porcellana medicea). Non a caso, ancora oggi in Inghilterra il servizio da tè in ceramica si chiama China.
Ci volle tempo, scienza, applicazione, per ottenere un prodotto perfetto come le porcellane che iniziarono a uscire dalla fabbrica di Doccia. A questo sapere dei materiali, a questo sapere manifatturiero, si unì il gusto per il design e l’amore per l’arte; gli artisti chiamati a disegnare e a decorare gli oggetti di  ceramica fecero dei prodotti di Doccia l’esempio di un buon gusto e di una bellezza che durava ancora tre secoli dopo, quando a realizzare il design delle porcellane Ginori venivano chiamati artisti del calibro di Giò Ponti. Perché quelle porcellane non erano semplici oggetti industriali; erano anche esempi di bellezza, dimostrazioni che il lavoro, con i suoi saperi (la cura dei materiali, la loro trasformazione, la loro decorazione) non è solo fatica, ma è anche l’attività con cui gli esseri umani trasformano il mondo e, a partire da una terra che sembra fango, realizzano cose belle. I greci antichi avevano un nome per chi realizza e trasforma le cose; lo chiamavano poietès, il facitore, ma anche: il poeta. Ora questo sapere, questa poesia della porcellana è a rischio; il recente fallimento della Richard Ginori pone a rischio sparizione questo sapere secolare, questo saper fare cose belle, questo aumentare il tasso di bellezza del mondo. Possibile che ci dobbiamo rassegnare a un mondo che produce solo cose brutte, cose dozzinali fatte in fabbriche infernali all’altro capo del mondo, dove gli operai vivono vite talmente miserabili che si suicidano? Davvero dobbiamo rassegnarci alla sparizione di ogni bellezza e di ogni buon gusto, sacrificate all’incombere della produzione di massa?
Se però è vero che la sparizione di un’azienda come la Richard Ginori non significa solo la sparizione di qualche centinaio di posti di lavoro, ma significa anche un impoverimento di tutti, perché un mondo più brutto rende tutti infinitamente più poveri, allora è giusto che la comunità difenda ciò che è suo; ed è giusto in primo grado rivolgersi ai governanti ad ogni livello di governo, nazionale e locale, e domandare loro:
“Voi, che si siete adoprati attivamente e con grande sforzo per difendere infrastrutture orribili come l’Ilva di Taranto, come gli inceneritori, come gli aeroporti, che cosa avete fatto per difendere questo nostro patrimonio? Voi, che avete permesso scempi ambientali ed estetici in nome della salvezza dei posti di lavoro che creavano malattie e morte, che cosa fate per difendere questi posti di lavoro che creano bellezza? Salvate la Richard Ginori, perché lo merita. Perché noi lo meritiamo. Se avete trovato i soldi per la discarica di Malagrotta e per gli F16, non è possibile che non li troviate per questa causa infinitamente più degna. Dimostrate per una volta di essere veri amministratori, se ne siete in grado. Oppure continuate a mandare in malora tutto, con la scusa che ce lo impone qualcun altro, non si sa chi, non si sa perché. In questo caso, potrebbe tornarvi utile questa citazione: ‘Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno chiamerò il mio servo…., lo rivestirò della tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani’ (Isaia, 22,19-21). Perché i crimini contro la bellezza non saranno mai perdonati.”
Il 18 gennaio, tutti a Sesto Fiorentino.

Viti (No Inceneritore) consegna un Tapiro al Sindaco Chini durante il Consiglio Comunale

20 dicembre 2012

Colpo di scena di pochi minuti fa, nell’odierno consiglio comunale.  Nell’interrogazione al Sindaco sulla richiesta di sospendere la disponibilita’ ad appoggiare la costruzione dell’inceneritore cosi’ come dichiarato dal Sindaco di Sesto Fiorentino Gianassi nel loro Consiglio Comunale dell’11 dicembre u.s., presentata dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”. Dopo la risposta negativa del Sindaco Chini, il consigliere Roberto Viti si alza e gli consegna un pacco regalo all’interno del quale si trova un bel Tapiro, in pieno stile Striscia La Notizia. Una provocazione che mette in evidenza ancora una volta l’atteggiamento di questa amministrazione sull’annoso tema dell’inceneritore di Case Passerini. La risposta di Chini è stata quella della condivisione della decisione di Gianassi e nonostante l’interrogazione di Viti, le decisioni del comune di Campi Bisenzio non sono equiparabili a quelle di Sesto Fiorentino, che accoglierebbe fisicamente la costruzione del complesso dell’inceneritore.

Viti e Chini con il Tapiro (Foto di Piananotizie)

CCF: in fondo all’indagine c’è la Bancarotta

17 dicembre 2012

Da MenteLocale della Piana un flash sulla nota vicenda del Credito Cooperativo Fiorentino, che ancora una volta ha messo al centro dell’attenzione Campi Bisenzio. Stavolta con la conclusione delle indagini: il 17 dicembre la procura ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini a tutti coloro che a vario titolo erano coinvolti nell’inchiesta al Credito Cooperativo Fiorentino. I destinatari dell’avviso sono il presidente Verdini, i membri del Consiglio di Amministrazione, i sindaci revisori, il direttore, più alcuni clienti “VIP”, tra cui Marcello dell’Utri, Riccardo Fusi, Roberto Bartolomei nonché la moglie di Verdini. Per effetto della sentenza di fallimento del CCF pronunciata dal tribunale fallimentare di Firenze lo scorso 19 novembre, l’ipotesi di reato ravvisata dalla procura è stata derubricata nella ben più pesante bancarotta fraudolenta.

“L’inceneritore non si fà !” ricatto o realtà ? La giunta di Sesto Fiorentino dice No

12 dicembre 2012

Non sappiamo se si tratti di un ricatto dopo le dichiarazioni del sindaco Gianassi, dopo la riunione dell’altro giorno, fatto sta che ieri la giunta di Sesto Fiorentino si è è espressa in un netto no all’inceneritore sul territorio sestese. Vediamo gli sviluppi.
Secondo alcune dichiarazioni: “Non si tratta di bizze o di ricatti – ha dichiarato Camilla Sanquerin parlando a nome del gruppo Pd – ma di una decisione volta a salvaguardare il territorio. Gli accordi si basavano su un equilibrio che è stato rotto”. Soddisfazione è stata espressa da Lorenzo Falchi (Sel – in maggioranza) e da alcuni esponenti di minoranza (Massimo Doni – Rifondazione e Massimo Ferrucci (Ds). Preoccupazione invece negli interventi di Silvana Giovannini (Udc), per la rimessa in discussione e l’ennesimo procrastino della decisione, e di Giandomenico Salvetti (Pdl) che ha invece accusato l’amministrazione di fare davvero “le bizze” e di seguire la “solita logica comunista del ricatto”.

“Una figlia da maritare” al Teatro Gorinello fino al 9 dicembre

13 novembre 2012

“Se tu dai una VAS a me .. io poi do una VIS a te ..”: le ultime sull’aereoporto di Peretola, dal Comitato MenteLocale

10 luglio 2012
“Non fai in tempo a fare un dossier sull’aeroporto, che subito tocca un aggiornamento…”, ecco come inizia il nuovo editoriale del Comitato Mente Locale della Piana, pubblicato proprio ieri sera, a ridosso fra l’altro, dell’incontro sul tema della “Mobilità nella Piana”, alla Festa Democratica di Campi alla presenza del Presidente della Provincia Barducci, del vicesindaco Serena Pillozzi del Comune di Campi e dei rappresentanti PD della piana. In effetti la controversa situazione dell’aereoporto di Peretola, con i suoi innumerevoli cambiamenti finisce per confondere e non poco, specie quando le cose sembrano andare per il meglio .. ma vediamo cosa si nasconde dietro questa nuova iniziativa che coinvolge i sindaci del quadrilatero racchiuso fra Campi, Sesto, Calenzano e Signa.
Ecco l’aggiornamento: secondo le notizie filtrate sulla stampa (ahimè, stavolta siamo gli ultimi a sapere; forse che gli uffici stampa dei comuni non ci amano molto?), i sindaci di Campi, Sesto, Calenzano e Signa hanno formalizzato al presidente della regione la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul “quadrante geografico della piana fiorentina e su quello pratese interessati dall’ipotesi di potenziamento dell’aeroporto Vespucci. Scopo della nuova VIS sarebbe quella di “definire il numero di persone coinvolte e individuare eventuali aree protette e sensibili ai cambiamenti ambientali che potrebbero derivare dall’intervento”. Come avverrà ciò? La nuova VIS dovrebbe “raccogliere e analizzare i dati relativi all’ospedalizzazione e alla mortalità della popolazione, stimandone gli effetti a breve e a lungo termine”. Ciò è già stato fatto in passato, ad esempio nella VIS del 2003 sul previsto inceneritore di Case Passerini (se ne occuparono ARPAT e Università di Firenze), ma evidentemente i sindaci non si fidano e suggeriscono che alla redazione della VIS partecipi un”istituto terzo extraregionale”. Fin qui le anticipazioni sulla stampa della lettera inviati dai suddetti sindaci a Rossi.
Come valutare questa contromossa dei sindaci, che interviene dopo la mossa di Rossi che ha reso noto il parere di Enac sulla pista parallela (vedi in proposito il gracidio Aeroporto: chi vince e chi perde)? In sé e per sé, sembra una mossa tutta a difesa dell’ambiente della piana; si prende tempo, si fanno studi più approfonditi, si studia meglio l’impatto. Ecco i cavalieri verdi della piana, in lizza contro il maligno aeroporto. La popolazione si stringa a loro! Essi difenderanno noi e la nostra aria!
Si fa presto a farsi l’idea che il verde di questi cavalieri è piuttosto pallido, ma parecchio sbiadito, e che la contromossa è più una contromossa della disperazione, nel tentativo di accreditarsi (se qualcuno ci crede) come difensori dell’ambiente, piuttosto che una robusta reazione di amministratori che hanno deciso di giocarsi la rielezione sulla difesa del territorio. E il perchè eccolo qui.
Se io do la VAS a te
E’ utile ai cittadini sapere che non è la prima volta che viene chiesta una nuova VIS sull’aeroporto. In effetti, al tempo della redazione della Variante al PIT che la giunta regionale votò nel febbraio 2010 e la cui prima parte è costituita dal Rapporto Ambientale, le amministrazioni e gli enti avevano già avuto tutti la bozza della variante, prima ancora che la giunta la votasse, e avevano potuto fare le loro osservazioni. Orbene, non ci risulta da tali atti che il comune di Sesto né quello di Calenzano avessero minimamente intenzione di chiedere una nuova VIS. Tale richiesta partì esplicitamente dalla ASL, che ne fece richiesta “nella fase preliminare di screening”, p. 30 del Rapporto Ambientale, almeno per quanto riguardava le varie alternative di potenziamento dell’aeroporto (pista obliqua, pista parallela, ecc.); e, in modo più velato, il comune di Campi. A questa richiesta di VIS la regione rispose picche, nei termini seguenti: “La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa, ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una configurazione di impatto si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alle pianificazioni e programmazioni discende da normative comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche” (pagina 41 del Rapporto Ambientale).
Sostanzialmente, la regione diceva questo: la VIS è una procedura che non ha forza di legge (infatti è volontaria) e che serve semplicemente a comparare l’impatto di due localizzazioni possibili. In altri termini: l’inceneritore fa meno male se lo metto a Case Passerini, o se lo metto a Osmannoro 2000? E infatti la VIS dell’inceneritore fu fatta esattamente in questo modo. Al contrario, dice la regione (e in questo ha ragione, se ci passate il gioco di parole) la valutazione di scelte strategiche prima che esse vengano fatte va fatto con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e non con la VIS (che invece valuta possibili ipotesi di realizzazione di una scelta già fatta), tanto più che la VAS è prevista dalla normativa europea oltre che da una legge regionale; e il Rapporto Ambientale è già la prima parte della VAS. Tradotto in pillole: nella VAS c’è già anche la VIS e non rompeteci più le scatole.
Queste cose le amministrazioni lo sanno. E allora perchè insistere su una richiesta così poco incisiva, tenendo anche conto del fatto che, se la VIS non ha forza di legge, anche se contraddicesse la VAS, non servirebbe a nulla, perchè è quest’ultima la procedura prevista dalla legge. Qui si entra nel campo dell’interpretazione e la nostra è buona come quella di un altro. Però è verosimile. Nella lotta contro l’aeroporto, che rischia di danneggiare in modo irreparabile non solo i cittadini dei comuni della piana (i cui immobili ovviamente si deprezzeranno) ma anche i piani strutturali delle amministrazioni ora e in futuro (il Rapporto Ambientale ha avvertito chiaramente che in base alle scelte infrastrutturali che si fanno sull’aeroporto è ben possibile che occorrano fare cambi di destinazione d’uso dei terreni -su ciò si veda il dossier sull’aeroporto) i sindaci in carica (ancora per poco) devono decidere quale strategia adottare in un gioco che vede vincente la metropoli e perdenti i comuni della cintura. Occorre prendere di petto l’avversario, oppure cercare di prendere tempo e giocarsi una partita di astuzia cercando di non spaccare in modo irrimediabile gli equilibri politici all’interno del partito dominante cui appartengono TUTTI questi amministratori? Nel primo caso si va verso una situazione simile a quella della Val di Susa, con gli amministratori (o buona parte di essi) che si schierano alla testa dei propri cittadini e in difesa dei propri territori contro gli accordi centrali (nazionali o regionali fa lo stesso) e che si espongono al rischio dell’espulsione (è successo davvero ad amministratori valsusini eletti nelle file del PD; Filippo Penati invece non è stato espulso dal partito); nel secondo si va verso un gioco di ombre in cui la resistenza è già destinata a cadere ma dopo aver dato l’impressione di aver resistito eroicamente fino all’ultimo; quel gioco di ombre che si chiama politique politicienne o, se preferite, teatrino. Nel primo caso si ha un effettivo movimento civico; nel secondo, è una battaglia di partito.
Io poi do la VIS a te
Ma mettiamo che Rossi decida di non rompere con decisione, per evitare uno scenario valsusino, e conceda ai sindaci della piana la sospirata VIS in maniera da salvare loro la faccia. Mettiamo anche che la VIS si faccia. A che cosa servirebbe? Continuerebbe a essere una procedura priva di efficacia (e quindi la regione potrebbe ignorarla a piacere). C’è però di peggio; così come l’hanno chiesta i sindaci non servirebbe assolutamente a nulla. A che serve infatti chiedere di analizzare i dati sulle ospedalizzazioni (oltretutto mentre le tagliano)? Nulla di quanto i sindaci si avvicina infatti al vero nodo che la VIS sull’inceneritore aveva ignorato e che quelli di voi che hanno firmato la famosa diffida ben conoscono: quali sono gli inquinanti già presenti nella Piana e che sono penetrati nella catena alimentare? Qualcuno li ha mai analizzati? Chi sa a che punto siamo con PCB, diossine, mercurio, ossia con inquinanti che si accumulano lentamente e che l’organismo non riesce a eliminare, e che oltretutto non provocano ospedalizzazione se non in tempi molto lunghi? Quindi capite anche voi che l’eventuale VIS non avrebbe gran che senso dal punto di vista della difesa dell’ambiente; si rischia di fare la fine di Montale, dove, quando misurarono diossine e PCB, si accorsero che erano a livelli allarmanti, ma poi dissero che non derivavano dall’inceneritore ma da fonti di inquinamento di cui non si sapeva nulla. Peraltro, se si deve fare una nuova VIS come quella dell’inceneritore, in cui si diceva che sì, l’impianto fa male, ma le opere di mitigazione e la diminuzione delle fonti inquinanti (ci saranno meno camion che portano i rifiuti alla discarica) faranno sì che poggio e buca facciano pari, allora forse possiamo risparmiare tutti qualche euro. Perciò, a parere di chi scrive, la richiesta della VIS non è un’iniziativa forte; non è nemmeno un’iniziativa sensata, se non in direzione della ricomposizione all’interno di un partito dello scontro sull’aeroporto. Dà l’idea che qualcosa si muova; e qualcosa si muove. Ma in che direzione?
Non è però inutile però per i cittadini sapere a che punto è lo scontro. Che i sindaci della piana non siano in piena rotta di collisione con regione e comune di Firenze è ovvio; altrimenti avrebbero impugnato la VAS anziché chiedere una VIS. E’ possibile però per i cittadini scompaginare le carte richiedendo un’indagine epidemiologica sugli inquinanti già presenti nella piana e in particolare nella catena alimentare. Una raccolta di firme in tal senso sarebbe una campagna facile da attuare per quelle forze che non vogliano rassegnarsi all’esito di uno scontro che altrimenti sembra già segnato.

Terremoto in Emilia Romagna. La Misericordia di Campi, una presenza importante a favore della popolazione

30 maggio 2012

Come avevo già scritto, sono molte le iniziative di soccorso che sono partite da Campi Bisenzio a favore della popolazione dell’Emilia. Una di queste è stata quella dei Confratelli della Misericordia di Campi che possono contare, oltre che sulla disponibilità delle sedi di San Mauro, San Piero a Ponti e Sant’Angelo a Lecore, anche sulla collaborazione dei Confratelli di Sesto Fiorentino, con i quali hanno formato un gruppo più organizzato di Protezione Civile a livello di piana territoriale, il Raggruppamento delle Misericordie della Piana.
“Una volta appresa la notizia del terremoto, abbiamo prontamente dato al nostra disponibilità a partire, ma fino a domenica 20 siamo stati messi in stand by”, ci racconta l’addetto stampa della Confraternita di Campi, “poi finalmente lunedì mattina, ci è stata richiesta la partenza di una nostra squadra da impiegarsi per due giorni per la zona di Mirandola e composta da due nostri confratelli”. Lo scopo della presenza, vista la alta preparazione dei volontari campigiani, “è stato quello di valutare la situazione, ed indicare alla nostra colonna nazionale, le attrezzature necessarie alle nostre Confraternite impegnate a gestire un campo in zona”. Oltre a questo mercoledì 23, “dopo l’attivazione da parte delle regione Toscana” ci dice ancora Simone, “è stata richiesta la nostra presenza al campo della regione Toscana di San Possidonio, con lo scopo di collaborare alla logistica del campo. La squadra era composta da un confratello di Campi Bisenzio, uno di San Mauro e uno di Sesto Fiorentino, fondatori del Raggruppamento delle Misericordie della Piana, che li ha visti impegnati ancora per due giorni”. Ed ancora venerdì 25, visto il peggiorarsi della situazione, ci dice ancora, “è stata attivata nostra la Colonna Nazionale di Protezione Civile delle Misericordie d’Italia, con lo scopo di realizzare e gestire un campo da 400 sfollati, presso San Felice sul Panaro, anche in questa occasione è stata inviata una squadra di supporto logistico, da Campi che ha visto impegnati i nostri Confratelli per due giorni.”
Un impegno importante e concreto, che nonostante i suoi frutti è stato beffato, come abbiamo visto dalla natura, perchè ieri 29 maggio, viste le nuove drammatiche scosse che hanno colpito la zona, due squadre sono nuovamente ripartite per San Felice sul Panaro (due volontari di Campi, due di Sesto e due di San Mauro), con il compito di aiutare i confratelli presenti al raddoppio dei posti disponibili per gli sfollati al campo. E nonostante questa nuova prova, conclude Simone “sono già pronte altre squadre per garantire al momento, una copertura almeno per altre due settimane nelle zone terremotate.”
Un impegno che porta tutta la solidarietà e la volontà campigiana, verso quelle persone che hanno perso tutto. Ma c’è molto da imparare anche da queste persone, la volontà di ripartire e ricominciare a vivere, a lavorare ed a ricostruire quello che la natura ha devastato in pochi terribili istanti. Questo lo sanno bene i confratelli delle Misericordie che rispondono a tutti con la loro presenza e la loro incessante volontà, ripagati solo da semplici sorrisi, al motto “Che Dio te ne renda merito”.

Formazione del Raggruppamento delle Misericordie della Piana

La stagione del Teatro S.Stefano riparte domani (sabato 11 febbraio) con un classico del Vernacolo Fiorentino

10 febbraio 2012

Riprende domani (11 febbraio ore 21.15) la stagione del Teatro Santo Stefano di Campi (in Piazza Matteotti), con la commedia “Benportante sposerebbe affettuosa” di Emilio Caglieri interpretata dalla Compagnia Teatrale Santo Stefano con la regia di Filippo Faggi. La commedia è un classico del vernacolo fiorentino, che racconta le vicende di un ragioniere in pensione (tale Dante Damiani), che ad un certo punto della sua vita travagliata, decide di pensare a se stesso e mettere su famiglia. E lo fa con una inserzione sul giornale dal titolo “Benportante sposerebbe affettuosa”, ma ciò comporterà le risposte di ben 84 donne .. ed un impegno non da poco per sceglierne una sola ..! Lo spettacolo andrà in replica anche sabato 18 e 25 febbraio sempre alle 21.15 e domenica 12 e 26 febbraio alle 15.30.
E dal prossimo mese di marzo, la Compagnia di Satnto Stefano sarà impegnata in uno spettacolo di altro genere dal titolo “E le parole come musica di seta mi invitano a danzare” in un insieme di musica, poesia e danza che incanteranno lo spettatore. Lo spettacolo vedrà la collaborazione del gruppo I Chiuini e delle ballerine Chiara Papiani e Claudia Giuntini ed andrà in scena sabato 10 marzo 2012 alle ore 21.15.
Info e prenotazioni allo 055-890714 (ore pasti).

“La piana è antifascista” la risposta della sinistra locale all’iniziativa politica organizzata dalla destra di Storace a Calenzano il prossimo 20 gennaio

18 gennaio 2012

Ricevo e pubblico il seguente comunicato stampa:

La piana fiorentina, le comunità cittadine di Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi Bisenzio sono antifasciste e antirazziste, la piana è la terra del Compagno Partigiano Lanciotto Ballerini, ucciso dai fascisti il 3 gennaio del “44” a Calenzano. Respingiamo con forza la contaminazione del nostro territorio da qualsiasi richiamo al fascismo vecchio e nuovo, lanciamo un appello alla mobilitazione contro l’iniziativa politica organizzata dai fascisti della “destra di Storace, che si terrà in un noto ristorante di Calenzano “I Cantuccio”. I Circoli PRC, di Calenzano, Campi e Sesto Fiorentino, si appellano a tutti gli antifascisti, i democratici, ad attivarsi per impedire l’iniziativa, che rientra nell’organizzazione della marcia fascista prevista nella capitale per il prossimo febbraio. Chiediamo alla proprietà del locale il Cantuccio di ritirare la loro disponibilità, alla cena di finanziamento prendendo così le distanze dal nuovo fascismo. Firenze e la piana hanno già dato una forte risposta democratica al fascismo e al razzismo di CasaPound, con la grande manifestazione al fianco della comunità senegalese dopo l’omicidio fascista di piazza Dalmazia. Come antifascisti militanti è nostro dovere impedire ogni alzata di testa del fascismo. Personaggi come Storace costituiscono il volto di una destra fascista, che ha dilapidato la sanità romana, che sostiene e promulga l’odio razziale, è nostro preciso dovere fermare ogni manifestazione di fascismo politico nel nostro territorio. La piana è terra di ispirate tradizioni democratiche, di integrazione sociale, ha un corpo sociale sano non accettiamo l’agibilità politica dei fascisti, gridiamo con forza fuori i fasci dalla Piana, che nessuno serva i fascisti, nessun ristoratore si presti a dare spazio all’evento, dimostrando di far prevalere il senso di appartenenza alla storia della comunità Calenzanese a discapito della esclusiva logica d’impresa.
Segretrio PRC/FDS – Sesto Fiorentino – Calenzano
Sergio Canzi
Segretario PRC Campi Bisenzio
Lorenzo Ballerini


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 48 follower