Alla vigilia di questo faticoso Natale 2009 quale messaggio educativo verso i nostri giovani già avviliti da droghe, alcool e quanto altro?
Questa proposta ci trova “inferociti” ma pronti a difendere il rispetto per la nostra vita e per la vita degli altri. Si conoscono benissimo i rischi legati all’aumento della velocità, che più volte discusso in autorevoli sedi, ha trovato tutti concordi nel definirlo la prima causa di morte sulle strade.
Dal dolore più atroce per la perdita dei propri cari, di amici o conoscenti si elevi un coro unanime di protesta e opposizione.
Concordi con l’indignazione del Presidente dell’ASAPS Giordano Biserni, la dottoressa Doretta Boretti, Presidente della Fondazione Elisabetta e Mariachiara Casini Onlus e Sergio Cianti, Presidente della Associazione La Strada per amica, chiedono un coordinamento nazionale che sostenga l’opposizione a questa proposta di legge che lede la memoria di milioni e milioni di morti sulle strade del mondo e in particolare della nostra bella Italia.
Le vittime della strada non hanno età, ne nazionalità, ne colore.
Doretta Boretti e Sergio Cianti
L’ASAPS rilancia la sua nota Campagna di sensibilizzazione per il contrasto alle stragi del sabato sera con un forte ma efficace messaggio:
È meglio che torni a casa un figlio senza patente che una patente senza figlio!
Ogni lunedì nei comandi della Polizia Stradale e delle altre forze di Polizia, dopo i servizi di contrasto alle stragi del sabato sera e ai conseguenti incidenti, si girano due film.
In uno dei film, quello meno drammatico, i genitori telefonano o si presentano per sapere come mai è stata ritirata la patente al loro ragazzo (o ragazza) visto che lui, (il figlio) di solito non beve, (vagli a spiegare magari che aveva un valore di 1,2 g/l) e chiedono quando la patente gli verrà restituita, cosa dovrà fare per riaverla, il tutto accompagnato qualche volta da una serie di frasi del tipo: fareste meglio ad occuparvi dei banditi e delinquenti, andate a cercare i pirati!
L’altro film, quello più triste, vede per protagonisti genitori che vanno a fare riconoscimenti agli obitori o, quando va bene, attendono dietro alle altrettanto fredde porte a vetri delle sale di terapia intensiva. Magari il loro ragazzo era solo trasportato, o era nell’altra macchina senza responsabilità.
Questi genitori passano poi dalla Polizia per ritirare la patente e il portafoglio del figlio.
La strada sa essere crudele come pochi luoghi al mondo. Sa emettere un verdetto di condanna a morte, inappellabile, immediatamente eseguita sul posto, anche a carico di innocenti.
Fermiamo la strage.

Ricevo e pubblico con piacere questa comunicazione di Sergio Cianti dove si parla di un’altra azione concreta per la prevenzione sulla strada, ormai tutti sappiamo quanti incidono su la nostra società gli incidenti stradali, pochi combattono, ci stiamo arrendendo alla fatalità, al destino, alla casualità. Il comune di Campi Bisenzio, primo Comune a intitolare una sua scuola ad una vittima della strada, la pensa diversamente con un’azione concreta; su “DiSegnoComune” di agosto, il mensile del comune di Campi Bisenzio, si parlerà di trasporto sicuro dei bambini. E per farlo il mensile toscano ha scelto di pubblicare alcuni stralci presi dall’opuscolo “La sicurezza dei bambini in auto e sulla strada”, realizzato dall’
Oggi al Senato è caduto un controsenso. L’aula quasi all’unanimità ha cancellato lo “strampalato” emendamento – così lo ha definito il sottosegretario Carlo Giovanardi – che eliminava il limite di orario delle 2 di notte al divieto di somministrazione degli alcoli nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo. E’ noto quanto si sia impegnata l’Asaps su questo versante con il sostegno costante e convinto dell’Aicat. Sono stati spediti centinaia di messaggi e mail ai capi gruppo del Senato e ai singoli senatori con la ferma contrarietà delle associazioni che si curano della sicurezza stradale senza se e senza ma, senza interessi economici da difendere. I nostri messaggi sono stati infarciti di ampie schede documentative dei risultati ottenuti a tutt’oggi. L’eliminazione del divieto sarebbe stata assurda come l’eliminazione del divieto di fumare nei locali. Quando le associazioni come Asaps, Aicat e Vittime della strada fanno quadrato i risultati si vedono.

















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