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Sesto giorno di resistenza passiva .. Niente Carabinieri !

5 marzo 2009

Dopo 6 settimane di resistenza civile finalmente mi ha contattato il Comandante della Caserma (oramai tutte le caserme della zona conoscono la mia battaglia e la rispettano) abbiamo concordato per la mia scrittura firmata di tali contenuti, inviati alle caserme competenti di zona così che non debbano più essere disturbate per una cosa del genere:
“Nell’ordine di attuare una dignitosa e necessaria resistenza civile, e consapevole di farmi carico di eventuali querele di parte: comunico che, sino all’esito della prossima udienza, ogni mercoledì non riporterò Flora alla casa materna nell’orario stabilito, ma continuerò ad offrirle l’unico pernottamento settimanale, qui a casa sua dal padre, di cui ella dispone e gode, riaccompagnandola a scuola il giorno successivo come sempre da 6 anni. Come la madre stessa asserisce nel ricorso (“per il bene di flora, mantenere l’attuale regime di frequentazione”), è una cosa doverosa che faccio per il bene di Flora, perché continui ad esserci quella costanza di affetto, educazione ed intimità di cui ella ha sempre goduto” (firmato).
Ovviamente questo non mi esime dalle denuncie di parte ma almeno respiro e abbiamo io e flora il nostro giorno tutto per noi fino all’esito della sentenza.E’ un risultato anche questo.
Fabio B.(www.paternita.info)
E’ PREVISTA per l’11 marzo 2009 (ore 9:00 – 13:00) una manifestazione di fronte al tribunale di Firenze (seguirà un post).

Vedi anche, di Fabio B. L’intervista di un padre separato, penalizzato dalla legge sul divorzio, Il mitra per portarla via … la libertà negata di un padre separato.

L’intervista di un padre separato, penalizzato dalla legge sul divorzio

1 febbraio 2009

Dopo la pubblicazione del post “Il mitra per portarla via … la libertà negata di un padre separato“, Fabio B. (che non è il sottoscritto), torna a parlare di se e della sua vicenda, che purtroppo si equivale a quella di tantissimi padri, vittime spesso di leggi mal applicate o ancor peggio che negano necessità essenziali, quale appunto quella di stare vicino ai propri figli in modo umano e paterno. Non si può non essere genitori o esserlo in parte solo per compiacere una forma di regolamentazione di una separazione, l’affetto per i propri figli è la stessa nostra vita, quindi comprendo chi, come Fabio B., possa sentirsi in situazioni spiacevoli come quella raccontata nel video che vi propongo, tratto dal TGToscana andato in onda in questi giorni.

Fabio mi comunica con una email che nei prossimi giorni verrà indetta una Conferenza Stampa con personalità politiche, giornalisti, professionisti, per la quale si chiede la presenza di padri e figli separati che vogliano raccontare la loro storia, per contatti con Fabio B.  scrivere a paternita@email.it


Il mitra per portarla via … la libertà negata di un padre separato

28 gennaio 2009

Il mio primo giorno di resistenza passiva, contro la sentenza del giudice che ha tolto a me e mia figlia il nostro unico pernottamento settimanale.
76c9178(ore 23.25) – E’ questo il titolo della email appena ricevuta da Fabio, anche lui di Campi Bisenzio, un padre separato, in lotta per avere il diritto di vedere sua figlia e che da anni si sta battendo per i diritti di tutti i padri separati, il racconto di come a volte la legge si accanisce contro un genitore, animato solo dalla volontà di stare vicino ai propri figli … a voi le considerazioni…

Cari Amici, Signori e Signore,
stasera alle 22:00 circa ho aperto la porta, sono entrati due carabinieri, muso duro e aria spavalda: uno ragazzo (avrà avuto qualche anno meno di me) col mitra in mano, l’altro dicendo testualmente: “qui c’è una sentenza, dobbiamo portarla via”.
Con me Sonia, la mia compagna, e Antonio un padre mio amico, mia figlia l’avevo messa già a letto. La Sonia si è spaventata per la loro arroganza. Dopo mezz’ora se ne sono andati, ovviamente sapevo che non avrebbero potuto prendere mia figlia (è un loro classico trucco per far paura).
Mi ha colpito una cosa. Antonio ha chiesto al Carabiniere capo: “quanti casi del genere lei ha avuto in un anno?” il carabinere ha risposto: “tantissimi” e Antonio: “e quante volte ha rilevato una situazione di pericolosità per la bambina?” il carabiniere ha risposto: “mai”, ha detto infine Antonio “allora perché non facevate venire il padre domani a deporre tranquillamente invece di precipitarsi alle 22:00 dentro una casa col mitra se non c’è pericolosità?”, – il carabiniere ha taciuto.
In fondo quei due carabinieri, la loro auto ed il mitra, potevano essere usati per le “vere” emergenze piuttosto che correre a salvare una bambina che sta beatamente dormendo da suo padre.
Ecco, penso che domani chiederò al mio avvocato di denunciare l’arma (ricorso l’ho già fatto e per il giudice sto preparando la denuncia in questi giorni), o chi di dovere, per procurato allarme, inoltre il mitra in casa (mi ha detto Antonio, che è ufficiale pure lui) non può entrare se non per situazioni di pericolo.
Anzi faccio denuncia già ora, UNA DENUNCIA MORALE A TUTTE LE AUTORITA’ CHE MI LEGGERANNO, girando questa lettera anche ai giornali, dicendo a tutti che una chiamata al 112 per stupro, omicidio o rissa, è paragonata per urgenza ad una chiamata dove una madre dice: “la bambina è col padre, ma l’orario non è esatto sono le 21:00 doveva portarmela alle 20:00!”
.. perciò al diavolo se qualcuno da qualche parte sta morendo o è aggredito (e non ci sono mai sufficienti forze dell’ordine per correre in tutti i posti dove c’è bisogno) o ha problemi seri.. perché in questo momento i due carabinieri con macchina e mitra sono impegnati a fronteggiare un pericolosissimo padre che ha appena raccontato a sua figlia la favola della buona notte
Ciao Democrazia. Ciao Libertà. Oh bella Ciao.
Fabio B.
www.paternita.info

Vedi anche il video del TGToscana con l’intervista a Fabio B.


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