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Bisenzio in salita per le pioggie: il primo livello superato alle 7.00 di questa mattina

18 marzo 2013

Nelle ultime ore il Bisenzio sta crescendo molto rapidamente, dalle 2.00 di questa notte ha incrementato la portata di circa 50 cm l’ora arrivando praticamente a quasi 80 cm nell’ultima ora ed attestando il livello a San Piero a Ponti a 4 metri alle 9.00. Il primo livello di 2,50 metri è stato superato alle 7.00 di questa mattina. Le incessanti piogge della notte nella lunga vallata alta del Bisenzio hanno fatto confluire una ingente quantità di acqua che adesso deve smaltire in Arno. Nonostante l’innalzamento repentino e la alta portata del fiume, non c’è da preoccuparsi, il secondo livello di guardia de 6 metri è molto lontano e l’Arno sembra ricevere molto bene. Vi terrò informato sull’andamento del Bisenzio nell prossime ore con aggiornamenti sul livello delle acque.
Aggiornamenti:
- ore 10.30 il livello è salito ancora raggiungendo 4,54 metri
- ore 11.30 ancora in salita con 4,82 metri
- ore 12.00 ancora in salita con 4,90 metri
- ore 12.30 La protezione Civile sta allertando i volontari per il controllo del fiume.
- ore 13.30 brusca impennata il livello si avvicina al secondo livello di guardia dei 6 metri con 5,34 metri
- ore 14.00 in calo la Marina che confluisce a Santa Maria nel Bisenzio, ma ancora stabile il livello del Bisenzio a Vaiano. Le nubi cupe sopra alla Calvana non preannunciano un miglioramento delle precipitazioni.
- ore 14.00 il livello si avvicina al secondo livello di guardia dei 6 metri con 5,62 metri
- ore 14.00 La Protezione Civile con i volontari stanno eseguendo delle ronde per il controllo degli argini del Bisenzio. Si raccomanda di non sostare sugli argini.
- ore 14.00 il livello del Bisenzio a Vaiano è salito bruscamente di altri 30-40 centimetri, ancora critica la situazione a Campi per le prossime ore.
- Attivati gli impianti del Fosso di Piano e della Viaccia, collocati fra Signa e Campi Bisenzio, per il pompaggio delle acque dei canali minori che Arno e Bisenzio, dato il livello di piena, non sarebbero altrimenti in grado di ricevere. In assenza del meccanismo di sbarramento e di parallelo pompaggio artificiale che viene attivato grazie agli impianti, l’impossibilità degli affluenti di riversare acqua nei fiumi principali provocherebbe allagamenti “a catena” nelle zone pianeggianti (come appunto la Piana fiorentina), a causa della progressiva “risalita” delle acque verso monte.
- ore 14.30 prossimo il secondo livello di criticità con 5,90 metri
- ore 15.15 il Bisenzio ha superato il secondo livello di guardia dei 6 metri con 6,15 metri
- ore 15.15 il Bisenzio a Vaiano è sceso di circa 30 cm, facendo quindi sperare positivamente per il livello del Bisenzio a Campi .. è forse finita la Piena ?
- ore 15.30 il livello sale ancora con 6,33 metri
- ore 16.00 il livello sale ancora con 6,40 metri mente a Vaiano scende di altri 30 cm, la cosa fa ben sperare.
- ore 17.00 finalmente il livello scende a 6,25 metri
- ore 17.30 il livello scende ancora, ora siamo a 6,06 metri, sono previsti miglioramenti sotto il fronte delle precipitazioni.
- ore 18.30 emergenza rientrata, ora siamo a 5,42 metri
- ore 20.00 ancora in calo 4,74 metri
- ore 21.30 siamo in netta discesa 4,30 metri
- ore 23.00 4,03 metri

Foto inviata da Linda -la passerella di S.Piero a Ponti ore 17.00

Foto inviata da Linda -la passerella di S.Piero a Ponti ore 15.00

Foto di Giulia Malinconi - Capalle ore 15.30

Foto di Giulia Malinconi – Capalle ore 15.30

Immagine inviata da Giancarlo Mosca alle ore 15:25

Immagine inviata da Giancarlo Mosca alle ore 15:25

Fatta la legge (pardon… il referendum) trovato l’inganno

6 febbraio 2013

by mentelocaledellapiana:
Altre buone notizie per il cittadino e il contribuente italiano. Il 23 dicembre scorso, con delibera 585/2012/R/idr., l’apposita autorità (Autorità per l’energia elettrica e il gas) istituita con DL 201/2011 ha emanato a firma del presidente Guido Bortoni, il regolamento per il calcolo del nuovo sistema tariffario (provvisorio) del servizio idrico integrato.
Come molti di voi ricorderanno, a giugno 2012 si sono svolti due referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, uno dei quali cassava il principio che in tariffa fosse inserita la remunerazione obbligatoria del capitale. Ebbene, non solo alla ripubblicizzazione dell’acqua non si è dato seguito, nonostante si fosse espressa con compiuta espressione la maggioranza del corpo elettorale, ma anche il principio della remunerazione obbligatoria, cassato dai cittadini, rientra dalla finestra, limitandosi a cambiare nome; da adesso si chiamerà “costo della risorsa finanziaria”.
Nella delibera, che si arrampica sugli specchi per far finta di rispettare l’esito referendario, si trova infatti il principio tariffario di tale “costo riconosciuto dall’attuale sistema transitorio (quantificabile in 0,6 punti percentuali)”, andare oltre il quale finirebbe per andare contro l’esito referendario vincolante. Peccato però che il referendum non stabilisse una soglia minima oltre la quale la remunerazione del capitale obbligatoria in tariffa fosse illegittima, ma che fosse illegittima ogni remunerazione del capitale obbligatoriamente inserita in tariffa. In sostanza, padrini della politica, amministratori della malora, consorzi avidi del nostro denaro, hanno stabilito che chi gestisce la NOSTRA acqua abbia a guadagnarci sopra ope legis… anche se i cittadini italiani costituiti in corpo elettorale sovrano hanno decretato che ciò non deve essere possibile. A che serve allora far svolgere votazioni e referendum, se poi il loro esito può essere disatteso a tavolino? Che razza di Paese è diventato il nostro? Che razza di democrazia?
Oltre il danno, c’è anche la beffa: la delibera stessa fa aperto riferimento alla “incongruità dell’applicazione di un processo di efficientamento già a partire dall’anno 2011, anno in cui non è più possibile mettere in atto i necessari processi organizzativi”. A parte l’italiano da paura con cui sono scritti questi atti – abbiamo controllato sul dizionario Sabatini Coletti, e efficientamento non c’è; sarebbe possibile prima di nominare i presidenti delle varie autorità quanto meno sottoporli a una prova di italiano? – c’è il rischio concreto che, poiché non è stato possibile varare il sistema tariffario transitorio, la tariffa sia pure retroattiva; e infatti i Comitati per l’acqua pubblica hanno già calcolato che gli aumenti tariffari potrebbero andare anche al 35%.
Ciliegina finale sulla torta, non c’è nemmeno da imputare quella che a noi pare con palmare evidenza una truffa ai danni dei cittadini alla responsabilità di una parte politica in particolare, perché su questo punto sono state tutte d’accordo. Si è infatti svolta a Milano il 3 dicembre 2012 la Conferenza Nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, a cui sono stati invitati enti pubblici e aziende private, e in cui tutti coloro che ne facevano semplice richiesta potevano far osservazioni critiche. Ebbene, la delibera citata può vantare apertamente il fatto che “le risposte ai documenti di consultazione, così come i commenti ricevuti durante gli incontri svolti, hanno, in generale, evidenziato un’ampia condivisione dei principi di base delineati dall’autorità”. Tutti d’accordo nel non rispettare la volontà degli elettori, dunque.
Il bello è che il principio della remunerazione fu invocato perché era necessario per far confluire i necessari, cospicui investimenti per mettere a norma la rete idrica. Quale norma? A Pisa, Livorno e Montecatini hanno ancora l’acqua all’arsenico. Ancora una volta, la questione si svolge tutta nella caccia al portafoglio dei cittadini allo scopo di trasferire ricchezza pubblica nelle mani private, possibilmente amiche. Che cosa aggiungere a questa vicenda? I Comitati per l’acqua pubblica hanno già avviato una mobilitazione; per parte nostra, auspichiamo un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini elettori alle prossime consultazioni, perché puniscano duramente quelle forse che si sono rese colpevoli di queste nefandezze. È in atto un tentativo da parte di tali forze per mutar pelle e approntare un’operazione di restyling, tramite il richiamo a primarie, liste pulite, rottamazioni e quant’altro. I comportamenti, invece, restano sempre gli stessi. Confidiamo che l’intelligenza dei cittadini saprà vedere dietro alla vacuità di questo restyling; altrimenti non si potrà che concludere che, più che truffa, qui si sarà trattato di vera e propria circonvenzione di incapace.
AGGIORNAMENTO del 2 FEBBRAIO 2012
La situazione è in continuo movimento, e il pezzo precedente esige già un aggiornamento. Giovedì 31 gennaio 2013 il Consiglio di Stato si è espresso su un ricorso presentato dai Comitati per l’Acqua Pubblica circa le tariffe praticate dai vari gestori del servizio a partire dal 21 luglio 2011 e che NON prevedevano la restituzione della remunerazione obbligatoria (7% ma tra IVA e oneri vari si arriva anche oltre il 10%) abolita dalla vittoria referendaria. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso. Immediata la reazione dell’Autorità (che, come scritto sopra) ha emesso un comunicato che chiarisce come essa intenda applicare la sentenza. la restituzione del 7%, resa esecutoria dal Consiglio di Stato, avverrà al netto della trattenuta degli oneri finanziari (il nuovo nome della remunerazione obbligatoria, calcolata nella nuova tariffa al 6,4%). Quindi c’è il forte rischio che gli utenti si vedano restituito solo lo 0,6%, in barba all’espressione del popolo sovrano nel referendum. Nè ciò è bastato; son saltati su i managers dei vari gestori, primo fra tutti Erasmo d’Angelis di Publiacqua, a sostenere che la restituzione è impossibile; che la remunerazione obbligatoria del capitale ci deve essere per forza, in quanto “è il meccanismo finanziario che consente molto banalmente di poter accedere a un prestito bancario e restituirlo man mano con il pagamento delle bollette, pagando i relativi interessi come qualsiasi mortale che si avventura in banca per accendere un mutuo”. Nell’ottica di questi grandi managers, l’acqua è come un prestito: si va in banca a chiederlo (per comprare un bene, diciamo una casa), e poi si pagano gli interessi. Con due differenze, che i garruli managers tacciono: che l’acqua è già nostra e non loro (il referendum infatti ha affermato questo), e che quindi non si deve pagare nulla di remunerazione obbligatoria a nessuno. Chi ci dà l’acqua ci dà una cosa nostra; l’amministra ma non ne è il proprietario, come invece la banca che ci presta soldi altrui. E che a differenza del mutuo, qui secondo i garruli managers gli interessi si pagano a vita; il mutuo non finisce mai. Il che la dice lunga sul concetto che questi garruli managers hanno dell’acqua e dei beni comuni, che considerano alla stregua di un prestito bancario che loro fanno a noi, per cui bisogna pagare caro e pagare tutto. L’idea che la comunità, che rimane la proprietaria ultima di quei beni, possa decidere diversamente, non li sfiora; la remunerazione del capitale ha ragioni che la democrazia non conosce a quanto pare. Di qui l’intemerata finale: la causa dell’acqua bene comune è un’illusione, e chi la sostiene “non rende un buon servizio alla causa di una sinistra che vuole assumersi responsabilità di governo”. SIC! Forse la sinistra vuole assumersi responsabilità di governo, ma visto quello che fa, ecco un buon motivo per toglierle questo incomodo e rimandare a casa un po’ di garruli managers lautamente stipendiati da noi. Alle convinzioni di d’Angelis, oltre 27 milioni hanno detto no. Com’era il motto di Occupy Wall Street, “Noi il 99% voi l’1%”? Ecco, appunto.

Piena del Bisenzio; raggiunto il primo livello di guardia

21 gennaio 2013

E’ iniziata ieri mattina molto presto, la salita del livello del Bisenzio, raggiungendo in poche ore 3,4 metri, solo 10 centimetri sotto al primo livello di guardia a San Piero a Ponti. Poi nell’arco della giornata di ieri il livello si è mantenuto stabile, per la costante caduta di pioggia nell’alta valle del Bisenzio, ma alle 21.00 di ieri sera è iniziata una lenta ma costante risalita che alle 3.00 di questa mattina ha rasentato nuovamente il primo livello di guardia, mantenendosi stabile tutt’ora mentre vi sto scrivendo (08.00). Intanto anche l’Arno ha superato il primo livello di guardia. A Ponte a Signa si trova attualmente a quasi 7 metri (1,5 metri sopra il primo livello di guardia) ed agli Uffizi il livello ha raggiunto 3,9 metri (90 centimetri oltre il primo livello di guardia), riscendendo al momento.
Si sono attenuate le piogge, almeno al momento e per venerdì è attesa la prima neve, vi terrò informato sugli sviluppi qualora si verificassero ulteriori innalzamenti dei livelli, per adesso niente di preoccupante, perchè siamo lontani dal livello considerato di pericolo.
Aggiornamento delle 23.00: nell’intera giornata, il livello del Bisenzio è gradualmente sceso fino agli attuali 2,50 metri,  mantenendo la sua corsa del livello, verso il basso. Valori del tutto normali che sono la conseguenza delle pioggie raccolte dal bacino della Valle del Bisenzio ed anche della vallata di Calenzano con il torrente Marina. Altre piogge sono previste anche nei prossimi giorni ma sempre costanti e non particolarmente violente ed improvvise.

Bisenzio in piena, mobilitata la Protezione Civile

15 dicembre 2012

E’ cresciuto rapidamente il Bisenzio nelle ultime ore, superando i 4,70 metri alle ore 14.00 ed il primo livello di guardia di 3,50 metri già alle 7.30 di questa mattina. Attualmente squadre della protezione civile di Campi Bisenzio si stanno mobilitando per il controllo del fiume.
Aggiornamento delle ore 22.30: il picco di massima piena è stato toccato alle 16.30 con 6 metri registrati alla stazione di rilevamento a San Piero a Ponti, è stato quindi toccato il secondo livello di allerta. Poi rapidamente il livello è sceso fino a 3,99 metri, registrati alle ore 22.00. Il conzorzio si legge in una nota: ha messo in funzione le idrovore negli impianti di pompaggio di Crucignano, Fosso di Piano e Viaccia e chiuso le porte vinciane del Fosso Reale.
Il fiume ha sempre una portata considerevole, ma l’acqua scorre molto rapidamente per il buon ricevimento da parte dell’Arno. Anche all’intersezione con la Marina non ci sono stati problemi, l’acqua è stata assorbita bene dall’alveo del fiume.
Non sono stati registrati (nonostante siano circolate notizie del tutto allarmanti) cedimenti degli argini o falle di alcun genere, solo alcune infiltrazioni in alcune abitazioni. Il ponte del centro è stato chiuso dai Vigili Urbani per maggiore sicurezza, visto che in quel punto l’alveo si restringe in modo sensibile, ma è stata solo una precauzione, poi come si legge dai post è stato subito riaperto nel tardo pomeriggio.
Da contatti con la Protezione Civile della Misericordia, che pochi minuti fa ha finito di pattugliare gli argini, risulta una situazione tranquilla ed in rapido rientro nei valori normali.
La causa della piena è da ricercarsi nelle abbondanti piogge cadute specialmente nell’alta valle del Bisenzio e dal rapido scioglimento della neve, abbondantemente caduta in questi giorni. Domani è prevista una giornata senza pioggia e questo farà rientrare completamente tutta la situazione.
Ringrazio a nome di tutti i campigiani tutti quei volontari che si sono prodigati per il controllo degli argini e per aver rassicurato la popolazione.
Vi posto alcune immagini che sono state scattate in vari momenti del tardo pomeriggio a testimonianza di questa giornata che è stata veramente vissuta con apprensione da tutti. Se volete inviare altre foto mandatele a campibisenzio@gmail.com vedrò di accontantere tutti con la pubblicazione nel post.

Il Bisenzio a san Piero a Ponti - Foto scattata da Leonardo

Il Bisenzio a san Piero a Ponti – Foto scattata da Leonardo

Una curiosa infiltrazione in uno scalino dell'argine a San Piero a Ponti

Una curiosa infiltrazione in uno scalino dell’argine a San Piero a Ponti

Se non ci fossero i soci privati: l’antitrust e le società di gestione pubblico-private

29 settembre 2012

Da Mente Locale della Piana: Il 27 settembre si è saputo che l’autorità Antitrust aveva multato per 11 milioni i due soci privati di Publiacqua, Acea e GDF Suez, per avere fatto cartello contro la concorrenza. Eh… le liberalizzazioni fanno scendere i prezzi dei prodotti. Il privato è più efficiente.  I soci privati ci vogliono perché sono gli unici che investono. Intanto hanno investito i cittadini, ma negli aumenti in bolletta. Non bastando i referendum per farsi ragione, per fortuna ci sono le autorità antitrust. Che hanno un solo difetto: i soldi delle multe sulle bollette dell’acqua gonfiate se li incamera lo Stato. I soldi versati dai cittadini in più sulle bollette invece se li cuccano i soci privati. Che vincono lo stesso e non c’è referendum sull’acqua pubblica che tenga. D’altra parte, come ci disse un alfiere del “nuovo che avanza” nella Piana, c’è referendum e referendum.

Fontanelli Acqua Pubblica: da settembre l’acqua gassata è a pagamento

31 luglio 2012

Dai fontanelli di Piazza Togliatti e via Masaccio, l’acqua gassata non uscirà più gratuitamente. A settembre infatti (dal 1°del mese), come già accade a San Donnino, le spese di gestione per la CO2, necessaria a rendere l’acqua gassata, saranno coperte da una piccola spesa (8 centesimi al litro e mezzo se si effettua la ricarica di una apposita chiavetta in via Pasolini, oppure 10 centesimi se si vuole pagare direttamente in moneta al fontanello). L’acqua naturale rimane sempre gratuita, e colgo l’occasione per rinnovare l’attenzione verso alcune regole che anche io, spesso non ho visto rispettare:
1. non si possono sciacquare le bottiglie al fontanello
2. rispettare la regola di riempire massimo 6 bottiglie da 1,5-2 litri per poi rimettersi in coda
3. non usare il fontanello per altri usi (spesso accade che venga usato per sciacquarsi il viso o le mani)
Insomma la buona educazione e l’opportunità di usuifruire dell’acqua pubblica dovrebbe imporre un maggiore rispetto ed una maggiore attenzione a questa preziosa risorsa.

Firenze con Publiacqua ha l’acqua più cara d’Italia. Referendum traditi da Regione e Comuni

10 maggio 2012

Le bollette più care d’Italia sono per le famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). In fondo alla classifica Isernia (110 euro all’anno). Questo è dovuto alla gestione di Publiacqua, società di diritto privato in mano a speculatori privati, nel silenzio assordante degli amministratori locali Enrico Rossi, Annarita Bramerini, Matteo Renzi e compagnia bella.
Il referendum dello scorso anno continua ad essere tradito dagli stessi politici che poi si lamentano dell’antipolitica non rendendosi conto che sono proprio loro i primi nemici della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Altrimenti, come successo a Napoli, avrebbero seguito le indicazioni dei loro elettori e affidato la gestione degli acquedotti toscani a società di diritto pubblico. Inutile dire infine, che il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis, ha in questi giorni smentito questi dati elaborati dall’organizzazione indipendente dalla politica CittadinanzAttiva e rilanciati dal Sole24Ore. Ecco l’articolo che presenta la ricerca.
dal Sole24Ore – Ad Agrigento l’acquedotto costa in bolletta 11 volte in più rispetto a Milano, anche se in Lombardia la rete perde il 19 per cento dell’acqua che gestisce mentre in Sicilia se ne va in media più del doppio. Tra le tasse e tariffe comunali che continuano a procedere a passo di corsa ci sono anche quelle idriche. L’anno scorso, secondo l’analisi annuale sul servizio idrico integrato che l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva diffonderà oggi, una famiglia media di tre componenti con un consumo annuo di 192 metri cubi ha speso 290 euro, con un incremento del 5,8% sul 2010 e del 24,5% rispetto al 2007. È una crescita silenziosa, perché la bolletta dell’acqua pesa meno di altre voci e continua ad attestarsi su livelli inferiori rispetto ad altri Paesi europei, ma come mostra la dinamica degli ultimi anni le bollette hanno incrementato il ritmo e doppiano abbondantemente i tassi d’inflazione. Nel caso dell’acqua, oltre alla corsa dei prezzi a colpire è la loro variabilità, che si traduce in una girandola di cifre a seconda delle zone. La bolletta è divisa in tre componenti: la quota fissa (nata come noleggio del contatore, e quasi triplicata in cinque anni), quella relativa all’acquedotto, che rappresenta la componente più importante, e quella destinata a pagare depurazione e fognatura. L’unione delle tre componenti fa primeggiare le città toscane, anche se fra 2010 e 2011 a sentire più drasticamente gli aumenti sono stati gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto fare i conti con un incremento dell’80,5% rispetto all’anno prima (a Lodi gli aumenti sono stati del 35%, e a Benevento del 27,4%). Le bollette più care d’Italia, sempre per la famiglia-tipo presa in esame dall’Osservatorio di Cittadinanzattiva, sono state invece recapitate alle famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). All’altro capo della classifica si trova Isernia, dove la stessa famiglia paga un conto che da cinque anni rimane ancorato ai 110 euro all’anno. Il conto in bolletta, naturalmente, non basta da solo a indicare la qualità, e soprattutto la sostenibilità, del servizio. Il Molise, con le sue tariffe immobili nel tempo, è infatti di gran lunga la regione più economica d’Italia per gli utenti del servizio idrico, ma è percorsa da una rete che con il suo tasso di dispersione al 65% reclama a gran voce investimenti e manutenzione. Situazioni simili tornano in larga parte del Mezzogiorno: anche la Basilicata perde per strada più di metà (53%) dell’acqua che circola sulla rete regionale, mentre Calabria, Abruzzo e Sardegna ne lasciano andare il 44 per cento. Tassi insostenibili dai quali, oltre alla Lombardia, solo Piemonte, Emilia Romagna, Ligura, Trentino Alto Adige e Marche si tengono lontane riuscendo a condurre a destinazione più del 75% dell’acqua gestita dalla rete. Quello infrastrutturale, del resto, è uno degli snodi critici dell’intero sistema dell’acqua, e nella gestione delle tariffe si lega al tema dei controlli, essenziali vista la varietà del quadro. Giusto in queste settimane l’autorità per l’energia e il gas ha ereditato dal ministero dell’Ambiente i compiti di approvazione e controllo dei piani tariffari elaborati dagli ambiti territoriali (sul punto si veda anche il servizio a pagina 11 del dorso Norme e tributi), e dovrà trovare una soluzione al bisogno di investimenti che caratterizza il settore: secondo il Blue Book realizzato ogni anno dalla Fondazione Utilitatis, il servizio idrico avrebbe bisogno di investimenti da 2 miliardi all’anno per i prossimi 20 anni. In tempi grami per la finanza pubblica, rispondere a questa esigenza senza gravare troppo sulle bollette non sarà un’impresa semplice.
Fonte: altracitta.org

“Publiacqua e deposito cauzionale; l’amministrazione di Campi Bisenzio non difende la condizione dei cittadini”, l’accusa di Alleanza Cittadina per Campi

8 maggio 2012

Ricevo e pubblico da parte del Gruppo Alleanza Cittadina per Campi, sulla gravosa situazione delle illegittime quote, richieste come deposito cauzionale da Publiacqua, al centro di numerose polemiche.

Con una nostra interrogazione relativa alle recenti sentenze del Tribunale di Prato e dei Giudici di Pace della stessa Prato e di Pistoia, che hanno giudicato illegittima l’applicazione del deposito cauzionale da parte di Publiacqua condannando la stessa al pagamento delle spese legali, chiedevamo alla nostra amministrazione comunale se intendesse assumere – in virtù del proprio ruolo nell’assemblea di ATO 3 – una posizione decisa nei confronti della partecipata affinché quanto sancito dai magistrati fosse recepito dall’azienda ed applicato a tutti gli utenti.
Ancora una volta si sono ricevute risposte vaghe che non solo hanno dimostrato la subalternità degli enti locali, Campi Bisenzio compreso, che compongono ATO 3 nei confronti di Publiacqua ma la mancanza totale di sensibilità nei riguardi dei cittadini/utenti che sono costretti a subire oltre a tariffe tra le più alte d’Italia l’applicazione di oneri difficilmente non catalogabili come “balzelli”.
Abbiamo segnalato come risulti ormai inammissibile che a fronte di bilanci in attivo di somme consistenti gli utili non vengano mai impiegati per una riduzione, sia pure modesta ancorché fortemente simbolica, delle tariffe ma distribuiti in vari rivoli a partire dal premio di produttività distribuito a tutti i dipendenti nella misura – come riportato dalla stampa – di oltre 2.000 euro per ciascuno. Duemila euro che rappresentano due/tre mensilità di salario per molti cittadini e quattro per i pensionati che sono costretti a vivere con 500 euro mensili largamente erosi da tariffe e bollette (comprese quelle di Publiacqua) o addirittura l’ammontare di un anno intero per tutti quei giovani con lavori precari e scarsamente retribuiti e che ambirebbero ad avere le stesse possibilità di chi ha la certezza del posto di lavoro, una buona paga – per i tempi che corrono – e la gratifica annuale.
Quando potremo pensare ad amministrazioni locali che si fanno carico di questi problemi e non difendere (e tutelare) lo status-quo?
I Consiglieri comunali Antonio Esposito, Piero Fedi, Alessandro Tesi

I “fontanelli dell’acqua” a Campi, finalmente l’inaugurazione sabato 21 aprile ore 11-12

16 aprile 2012

Sabato 21 aprile, in via Masaccio alle ore 11.00 ed in piazza Togliatti alle ore 12.00, verranno inaugurati due fontanelli per l’erogazione di acqua ad alta qualità, refrigerata, naturale e gasata anche a Campi Bisenzio, dopo quelli di Impruneta, Calenzano e Signa. Per l’occasione saranno presenti Serena Pillozzi vicesindaco, Renzo Crescioli assessore all’Ambiente della Provincia di Firenze e Erasmo D’Angelis presidente di Publiacqua. Questa occasione ha un doppio significato economico ed ambientale, sicuramente gradito da tutti i cittadini, che speriamo possa proiettare il nostro comune verso le buone pratiche tanto auspicate e mai totalmente realizzate.

Se la Toscana .. fa Acqua ! l’acqua in una regione con i costi più alti d’Italia

19 marzo 2012

Finalmente anche il Ministero dell’Ambiente ha certificato ciò che su questo blog avevamo scritto più volte: che il modello toscano di gestione mista pubblico-privata dell’acqua fa proprio acquama di brutto. Secondo il Ministero, la Toscana è la regione dalle tariffe idriche più elevate d’Italia, con i maggiori ricarichi in bolletta.
Quindi la notizia, uscita sulla Nazione del 6 marzo 2012, che annuncia che il Ministero in questione ha sollevato 15 rilievi nei confronti di cotanto modello, in particolare per il fatto che ha prodotto le tariffe più alte d’Italia, non sorprende nessuno. Semmai sorprende la pervicacia di qualche mediocre funzionario di partito che continua a magnificare le virtù di detto modello. Detto modello, tuttavia, per quanto caro ai funzionari di partito, è proprio inviso ai cittadini toscani che, ogni qual volta hanno potuto, hanno manifestato in tutti i modi la propria opposizione.
Chi è più attempato ricorderà senz’altro le proteste e le campagne sorte nell’aretino negli anni novanta contro i vergognosi aumenti delle tariffe, e poi un po’ in tutta la regione, esperienze che portarono alla campagna per la legge regionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che fruttò 50.000 firme e che fece la fine che fece, in Regione almeno, perchè in Italia divenne il modello per la successive iniziativa di proposta di legge nazionale prima e per l’indizione dei referendum poi (e i toscani parteciparono massicciamente sia alla raccolta di firme che al voto referendario).
Il resto è storia di oggi: le vergognose manfrine per evitare il rispetto della volontà popolare, il penoso distinguo tra referendum da applicare e quelli ambigui, sporchi e cattivi (da non applicare) e tutto il vasto e ributtante teatrino di quella che è diventata la politica italiana. Al momento, almeno.
La notizia della Nazione va però integrata con un’ulteriore notizia, rinfrescante come un bel bicchiere d’acqua (pubblica). Mentre a Marsiglia si sta tenendo, proprio in questi giorni, il Forum Alternativo dell’Acqua, il vicesindaco di Parigi, Anne Le Straat, che è al contempo, presidente di Eaux de Paris, la società speciale di gestione dell’acquedotto di parigi (totalmente pubblica) ha annunciato che, grazie alla ripubblicizzazione dell’acqua parigina a partire dal gennaio 2010, le bollette sono calate dell’8%. Con l’acqua pubblica, insomma, si risparmia.
Qualcuno ricorderà che su questo blog era stata data qualche tempo fa la notizia che grazie alla pronta reazione dei comitati per la ripubblicizzazione dell’acqua erano stati stralciati i commi dell’art. 25 del decreto sulle lberalizzazioni partorito dal governo Monti che vietavano la creazione di società speciali totalmente pubbliche per la gestione dei pubblici servizi. In pratica si vietava di percorrere le strada che a Parigi avevano già percorso e che Napoli si apprestava a percorrere anch’essa. Grazie alla vigilanza dei cittadini e CONTRO i pareri dei partiti (che a parole dicono di favorire la partecipazione democratica, ma poi…) quella minaccia fu sventata.
Ora la ciliegina sulla torta; il modello toscano, tanto vantato dai nostri amministratori, rincara, secondo i rilievi ministeriali, dell’8,5% annuo; l’esecrato e ideologico modello pubblico votato dai cittadini fa risparmiare, a Parigi, l’8% annuo sulle bollette. Lo spread è tutto nostro. Ai cittadini materiale per utili meditazioni in vista delle prossime amministrative.


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