Il MoVimento 5 Stelle di Campi Bisenzio ha organizzato per domani venerdi 10 alle ore 21 un incontro con i cittadini, presso il Teatro della Pieve parrocchiale di Santo Stefano a Campi (Piazza Matteotti).
L’argomento principale sarà la presentazione della lista dei candidati del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni per il comune di Campi Bisenzio, ma sarà anche un momento per parlare di programmi e di intenti sempre e comunque al servizio dei cittadini, e come di consuetudine per il movimento, l’intento sarà proprio quello di far si che i cittadini indichino le problematiche del paese e possano offrire consigli su come risolverli, nella piena partecipazione alla vita amministrativa che rappresenta la bandiera dei grillini.
All’incontro parteciperà il consigliere della lista Civica No Inceneritore, Roberto Viti; modererà l’incontro Paolo Lombardi alla presenza del candidato sindaco Niccolò Rigacci.
I cittadini campigiani si stanno apprestando a votare in un clima politico devastato e desolante – ci dice proprio Rigacci in una intervista – dei tradizionali partiti popolari uno è ormai al collasso, distante anni luce dal proprio elettorato, in totale crisi di identità e di obiettivi. Un altro è tristemente ridotto ad un comitato d’affari di una classe dirigente corrotta, inquisita e condannata. I partiti minori, salvo rare eccezioni, si aggrappano a quanto resta dello scenario nell’unico tentativo di salvare loro stessi.
E continua .. in questo panorama il Movimento 5 Stelle vuole rappresentare un’alternativa, ma leggere semplicemente i programmi elettorali non basta a percepire la differenza: tutti dicono di volere la raccolta differenziata e il riciclo (eppure qualcuno gli inceneritori li ha costruiti e li vuole costruire), tutti vogliono un centro storico vitale e pulsante (ma le uniche realtà sopravvissute sono i grandi centri commerciali), tutti vogliono preservare l’ambiente (ma il verde continua a diminuire).
Allora per capire le differenze bisogna guardare oltre, ad esempio vedere da dove il Movimento ha avuto origine: l’informazione alternativa (o controinformazione) da anni lavora per spiegare i meccanismi della lobby economiche, delle banche, della globalizzazione, proponendo anche modelli alternativi.
E poi bisogna capire il metodo di azione: il Movimento ha individuato poche regole che possono scardinare il modello fallimentare attuale: niente condannati in politica, limite di due mandati (basta ai politici di carriera), rinuncia ai finanziamenti pubblici.
Siamo sicuri di potervi convincere che il MoVimento 5 Stelle rappresenta una alternativa valida e concreta, conclude Rigacci, invitando tutti i cittadini ad assistere anche ai numerosi incontri che sono stati organizzati in questi ultimi giorni di campagna elettorale.
Archivio per la categoria ‘Scuola’
Movimento 5 Stelle per Campi; l’alternativa che vi merita ascoltare, domani alle 21 presso il Teatro della Pieve
9 maggio 2013Scuola Matteucci: per Tesi “il candidato sindaco Fossi prende le distanze da se stesso; è una situazione ridicola”, per adesso è solo caos
6 maggio 2013Alessandro Tesi, candidato sindaco di Alleanza Cittadina per Campi, interviene sulla questione della scuola media Matteucci, a seguito delle dichiarazioni rilasciate l’altro ieri dall’assessore all’istruzione Emiliano Fossi.
«La posizione di Fossi sulla scuola media Matteucci è a dir poco assurda – dichiara Alessandro Tesi, candidato Sindaco di Alleanza Cittadina per Campi. Mi domando se negli ultimi tre anni abbia svolto il ruolo di assessore o quello di passa carte. Assieme a tutta la giunta Chini, della quale Fossi fa ancora parte, ha sempre sostenuto che, per motivi di sicurezza, fosse necessario rifare l’intero tetto della scuola: oggi il problema sicurezza è scomparso? Oppure siamo in campagna elettorale?».
«Questo non è un argomento di secondo piano, un particolare sul quale si può chiudere un occhio, perché c’è di mezzo l’istruzione e la sicurezza di centinaia di ragazzi. Se Fossi aveva un’idea diversa, perché ha taciuto? Al suo posto – prosegue Tesi – piuttosto che stare a scaldare la seggiola, io avrei messo nero su bianco la mia posizione e se non si fosse giunti ad una soluzione, mi sarei fatto da parte. Insomma, avrebbe potuto fare un gesto politicamente forte e rassegnare le dimissioni. Invece Fossi ha preferito guardare altrove – conclude Tesi – e adesso prende pure le distanze dal suo stesso operato; è una cosa ridicola. Peraltro propone un progetto che è ampiamente in contrasto con quanto fino ad oggi prodotto dai tecnici incaricati dal Comune e pagati con soldi pubblici. Dove era quando venivano commissionati quegli studi?»
LIM atto terzo
15 marzo 2013Mente Locale della Piana torna nuovamente sulla vicenda delle LIM per le scuole di Campi, dopo il recente post di revoca del Bando di Gara per 130 kit-LIM.
Se la fortuna non aiuta gli audaci, aiuterà almeno i cocciuti.
Dopo l’annullamento del primo bando di gara sulla fornitura di Lavagne Interattive Multimediali, il Comune di Campi Bisenzio ci riprova:
con delibera 46 del 7 marzo 2013, la Giunta ha approvato il nuovo capitolato tecnico di gara, sperando che stavolta superi gli standard europei (le spese di pubblicazione sulla Gazzetta Europea del precedente bando, invece, sono ovviamente andate perdute).
Che dire? Tanta saldezza ci lascia commossi, tanto più che alcune delle lavagne sono destinate a scuole come l’Aurora Gelli, dove, come leggevamo giusto qualche giorno fa, ci piove dentro (anzi drento). Ricordiamo come il sindaco Chini, su Metropoli dell’8 marzo u.s. dichiarava “faremo
l’appalto per dotare tutte le aule delle nostre scuole delle lavagne interattive, un intervento di cui vado molto orgoglioso” (però che un appalto l’avevano già cannato non l’ha mica detto). Siamo certi che i genitori della scuola Aurora Gelli, mentre schivano i secchi in cui cola l’acqua dal tetto,
gliene saranno molto grati.
E a tale proposito, gli dedichiamo questi versi di Ugo Foscolo, di sapore elettorale (e il Foscolo, in queste cose, ci prendeva più dei sopravvalutati Maya): “Sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia avrà nell’urna”.
Ecco, appunto.
Addio LIM: Revocato per autotutela il bando di gara per le Lavagne Interattive Multimediali del Comune di Campi
11 marzo 2013
L’8 febbraio sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, compare questo annuncio: “Con determinazione n. 2 del 7 febbraio 2013 è stato revocato in via di autotutela il bando di gara CIG 4815306437, affidamento della fornitura e posa in opera di n. 130 Kit-LIM (lavagne interattive multimediali)”. Chi ha dimestichezza con i numeri si sarà già accorto che si tratta della famosa gara delle lavagne interattive bandite dal Comune di Campi Bisenzio, oggetto di una famosa presentazione a Villa Rucellai il 20 novembre u.s. (ne abbiamo parlato nel post Cronaca di un pomeriggio da cani) alla presenza delle autorità regionali. La gara, a livello europeo, doveva servire, oltre che a dotare scuole in cui spesso ci piove dentro e che non hanno impianti a norma, di sofisticati mezzi multimediali, anche a dar una riverniciata al blasone comunale, un po’ sbiadito dopo le vicende della scuola Matteucci. Il vernissage del 20 novembre però non ha portato decisamente buono; la gara, di livello europeo, si dimostra al di sopra delle possibilità della macchina comunale; con determinazione n. 2 del 7 febbraio 2013 a firma della dirigente Giovanna Donnini, si fa ricorso alla legge 241/90 e si revoca il bando di gara con la seguente motivazione: “sono pervenute alcune osservazioni sia al protocollo generale del Comune che sul profilo del committente utilizzato per le procedure telematiche di gara, con le quali viene sostenuto che le prescrizioni tecniche inserite nel Capitolato speciale d’appalto potrebbero essere restrittive sul piano della più ampia concorrenza e che tali osservazioni potrebbero sfociare in eventuali contenziosi”. In altri termini; poiché la normativa europea è estremamente rigida sul tema della tutela della concorrenza, il comune si è accorto (si è accorto… glielo hanno detto) che il bando di gara è attaccabile, che rischia di venir impugnato, e dunque ricorre alla Legge 241/90, la quale permette di sanare gli atti amministrativi irregolari con un atto di secondo livello, secondo il procedimento detto appunto di “auto-tutela della P.A.”. Dopo avere strombazzato la vicenda come fiore all’occhiello della politica scolastica dell’attuale Amministrazione, si tratta di una figuraccia niente male; e certo non è il caso di alzare ulteriormente il livello di contenzioso che già il Comune ha in essere (cfr. post Che fai… Ricorri?). Tuttavia, non è la prima volta che questo comitato rileva una certa fiacchezza della macchina comunale; segno che l’attuale Amministrazione o non ha creduto o non ha voluto spendersi troppo per una macchina amministrativa efficiente. Si tratta di un promemoria per le prossime amministrative, chiunque esca vincitore, visto che una macchina amministrativa che gira a vuoto genera solo sprechi e spese improduttive.
P.S. A ulteriore e drammatica riprova di quanto siano scollegati tra loro organi e uffici comunali campigiani vi segnaliamo l’intervista di Adriano Chini a Metropoli di venerdì 8 marzo scorso. Qui, riassumendo i risultati raggiunti dall’Amministrazione in questo esaltante mandato, il sindaco comunica ai cittadini tutto il suo orgoglio per l’imminente (lo faremo “in questi giorni”) appalto per le lavagne interattive. Probabilmente qualcuno si è dimenticato di avvertirlo della revoca del bando di gara. Cose che succedono. Siamo certi che Chini ci sarà grato per l’informazione.
Fonte: Mentelocale della Piana
Il caso della (scuola) Matteucci: “La lettera rubata”
20 febbraio 2013Oggi in consiglio comunale, sarà portato nuovamente in aula il caso della Scuola Matteucci (..Interrogazione per conoscere gli sviluppi per la riapertura del piano secondo della scuola Matteucci, presentata dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”..) e Mente Locale pubblica un editoriale-inchiesta che ancora una volta chiarisce la situazione di questa annosa questione.
Il 25 gennaio scorso, durante il Consiglio d’istituto della scuola Matteucci, una lettera firmata da 40 insegnanti del medesimo istituto (su 50 in totale) è stata consegnata al sindaco Adriano Chini, perché la consegnasse ai membri del Consiglio comunale. La lettera, a quanto siamo riusciti a sapere — poi vi diremo come — lamentava il fatto che ormai da anni la vicenda della scuola Matteucci si trascina senza che se ne trovi una soluzione e senza che nessuno possa evitare che tutto il peso della situazione ricada in primo luogo sugli studenti, che si trovano a frequentare ambienti inadeguati, non a norma (come certificato dai vigili del fuoco), infestati dai parassiti e ripieni financo di merda di piccione (pardon, di guano… ma secondo noi era proprio merda); e in secondo, ma non ultimo luogo, sugli insegnanti, che si trovano a fare la spola tra la Matteucci e i locali di via Verdi (facendo lo slalom tra il guano e i mobili abbandonati da mesi negli spazi antistanti, come da fotografia allegata), e che si trovano a dover dare una preparazione ai propri studenti pur avendo tutto contro. Di qui il malumore del corpo docente e di qui la lettera — della quale non sappiamo dirvi di più, visto che, nonostante la promessa consegna al Consiglio comunale del 7 febbraio 2013, nessun plico è stato consegnato. E infatti come lo sanno i cittadini che è avvenuto tutto ciò? Come noi, dalla stampa; infatti la notizia è filtrata sulla Nazione del 5 febbraio (pagina 16 dell’edizione della cronaca locale). E qui già siamo in un clima torbido; ma come, un atto consegnato a un’autorità sparisce (a quanto abbiamo capito, il sindaco e l’assessore Betti erano stati invitati al Consiglio per rassicurare lavoratori e genitori sull’esito delle riparazioni alla scuola)? Chi si chiama in questi casi, Nick Carter? O forse è meglio farsi rilasciare una copia firmata per ricevuta, perché non si sa mai? Non c’è che dire: proprio un bel clima di fiducia tra eletti ed elettori…
Ma al di là del fatto formale, pur singolare, resta il mistero assoluto sul destino di questa scuola, tenuto conto del fatto che questa storia va avanti ormai da aprile 2010, e che tra poco spegneremo tre belle candeline sulla torta… con la prospettiva di spegnerne parecchie altre. In questo stesso lasso di tempo a Parigi sono riusciti a completare il nuovo edificio della Biblioteca Nazionale Francese (che non è esattamente piccolissimo e che è stupendo… a forma di libro). A Campi gli amministratori non sono riusciti nemmeno a mettersi d’accordo sull’intervento che vogliono fare. Che volete farne della nostra scuola?
A) costruirne un’altra; B) sostituire il tetto; C) riparare il controsoffitto (sembrava la soluzione più economica e più veloce oltre che salvaguardare tutti, ma non si era tenuto conto dei napoleoni di quaggiù); 4) rialzare l’edificio (sì… così quando avranno fatto finalmente la nuova pista di Peretola il primo aereo si porta via di nuovo il tetto e si ricomincia daccapo); 5) consolidare le fondamenta. Oramai sembra di essere nel Signore degli anelli:
Un progetto per intontirli,
un progetto per stancarli,
un progetto per inebetirli e così meglio fregarli.
C’è qualcuno che ha capito che cosa debba avvenire di questa scuola? Progetti si susseguono a progetti, incarichi a incarichi (magari facendo incazzare qualche dirigente comunale, come il dirigente del settore lavori pubblici, che nell’estate 2011 si rifiutò di firmare un nuovo affidamento progettuale) senza che ci si cavi un ragno nel buco; i ragazzi restano nella merda (di piccione), le carte si sommano alle carte, e nulla accade. E passano tre anni.
Che cosa c’è di più sconfortante di questa inerzia e di questa incapacità amministrativa? E a chi darne la responsabilità? Ai genitori, che hanno contrastato le scelte dell’Amministrazione (a dire il vero con argomenti mica male)? All’Amministrazione, che prima promette la somma urgenza dei lavori, poi ci ripensa, poi cambia progettista, poi vuole fare un’altra scuola, poi, poi, poi…. Decide che siamo a fine mandato e che ci penserà il nuovo sindaco (peraltro sarà forse l’assessore competente nella vecchia amministrazione, che ha vissuto in prima persona tutta la vicenda e che ha nondimeno appoggiato tutti i contorcimenti della Giunta cui apparteneva… quindi c’è proprio da essere fiduciosi)? Al destino cinico e baro? “Sta scuola del cavolo, che proprio ora decideva di farsi inagibile?” Ai marziani?
Ma in fondo, più che stare al gioco delle responsabilità, in Italia sempre molto aleatorio, conta chi vince e chi perde, e qui si va sul sicuro: vince la politica bru-bru, la politica fatta di roboanti discorsi e di fatterelli miseri, di competenze sbandierate ma mai messe in campo; e di sicuro perdono i ragazzi. Ragazzi che magari hanno già completato il loro ciclo di studi alla Matteucci e che hanno passato gli anni migliori del loro apprendimento letteralmente nella merda. Ragazzi a cui quegli anni perduti nessuno restituirà più. Secondo Marco, Nostro Signore disse: “Chi scandalizza uno di questi piccoli, è meglio per lui che gli si metta una macina al collo e venga gettato nel mare”. Ecco, sarebbe bello crederci… magari alle prossime elezioni.
Ps. E la lettera di partenza? Ah, boh; se qualcuno ne sa qualcosa, saremo lieti di averne notizie. Magari ci rivolgeremo a un certo Dupin, un investigatore che ci ha raccomandato Poe, un ubriacone americano. D’altro canto tra un investigatore letterario, un politico che dice di avere davvero a cuore gli interessi dei propri cittadini e un razzista intelligente, è sempre meglio affidarsi al primo; è noto che gli altri sono personaggi di pura fantasia.

La spazzatura fuori dalla Scuola Matteucci

Le pessime condizione del cortile interno della Scuola Matteucci
Giorno della Memoria oggi (28 gennaio) al Teatro Dante ore 10, spettacolo per i ragazzi
28 gennaio 2013Nel Giorno della Memoria, sono state organizzate in tutto il territorio nazionale cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione in attuazione dell’art. 2 delle L. 211/2000, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.
Oggi al Teatro Dante alle ore 10.00 i ragazzi delle scuole di Campi Bisenzio, dopo la Presentazione del Viaggio della Memoria 2013assisteranno allo Spettacolo teatrale Il Vento della Follia – L’inizio a cura dell’Associazione Dyoniso – Attori per caso, con attori ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni. Con la partecipazione dell’Orchestra a Plettro Ottocento Toscano.

Scuola Matteucci: di bene in peggio .. e quanto peggio !
10 dicembre 2012MenteLocale riporta all’ordine delle cronache la vicenda Matteucci, “Ormai è come sparare sulla Croce Rossa.” come dice MenteLocale, “Ogni volta che ci occupiamo della scuola Matteucci, di Campi Bisenzio saltano fuori azioni amministrative le più abborracciate possibili; atti e provvedimenti scritti alla bell’e meglio e con una sana dose di sprezzo del ridicolo, decisioni confuse che fanno capire che la macchina amministrativa non gira (o, per meglio dire, fa girare…) e che le decisioni sono accentrate in una volontà politica che non vuole o che non può confrontarsi con la realtà delle cose, ma solo dominare per forza. Con i risultati che descriviamo di seguito.” Ecco una nuova cronostoria su tutta la vicenda:
Io dò un incarico a te…
In data 21 maggio 2010, con determinazione n. 71, il dirigente del settore Lavori Pubblici e Servizi tecnici, Andrea Bichler, affida all’Università di Firenze l’incarico di valutare il rischio sismico degli edifici pubblici siti a Campi Bisenzio e di redigere le linee guida per la progettazione esecutiva degli interventi necessari alla messa in sicurezza della scuola Matteucci. Allegata alla determina, una convenzione tra il Comune e l’Università di Firenze (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale). La convenzione è in bianco, non riempita né firmata; se questa è la maniera di pubblicare una determina… Speriamo che si siano almeno ricordati di perfezionare l’atto.
Nella convenzione salta però subito una cosa all’occhio: non c’è un articolo che preveda il recesso. Quindi l’incarico si dà, ma non si può revocare, perché la convenzione non lo prevede. Giuriamo che è la prima volta che ci capita di vedere una cosa simile. Potrà sembrare un particolare insignificante, ma si rivelerà un dettaglio di un certo peso nel prosieguo di questa storia.
L’università ottempera, nel senso che produce un progetto di intervento (contenuto nell’elaborato “Valutazione della sicurezza del plesso scolastico F. Matteucci”) che prevede, oltre che una spesa di euro 1.217.000,00 per risolvere le problematiche relative al controsoffitto (di cui abbiamo già parlato nel precedente post All’avanguardia sulla scuola), anche un costo di ulteriori 2.250.199,00 euro per l’adeguamento sismico dell’edificio. A questo punto insorgono i genitori, i cui figli sono stati spostati armi e bagagli nei fondi di via Verdi e a cui era stato promesso un pronto ritorno nella scuola. Anche perché, dal punto di vista sismico, la scuola non sembra così malmessa (anzi è di gran lunga messa meglio di molti altri edifici scolastici e non sul territorio comunale). Gli agguerriti genitori sono in grado di procurarsi un preventivo, antitetico a quello presentato dall’Università, che prevede un intervento di sistemazione al controsoffitto che con un quarto della spesa prevista permetterà in breve tempo ai ragazzi di tornare nella loro scuola, salvo il dolore per il distacco dagli animaletti che infestavano via Verdi, ma a cui i ragazzi si erano a modo loro affezionati. Lo scontro tra la volontà dell’Amministrazione di procedere comunque a un intervento massivo e quella dei genitori che rivogliono la loro scuola senza dover passare per forza (ma poi: per forza di chi?) per un’operazione che appare agli occhi dei cittadini ingiustificata, sfocia in un clima di mutismo istituzionale; la campagna di ascolto verso i cittadini finisce ben presto (verrà ripresa solo durante l’attuale campagna elettorale).
Ma tu poi dai un incarico… a un altro
Nel 2011 la Giunta matura la decisione di effettuare lo stesso l’intervento massivo, anche al costo dell’ostilità dei cittadini-utenti, e di affidare un nuovo incarico a un professionista, Enrico Baroni, cui nel frattempo ha già chiesto un nuovo preventivo, che Baroni produce con una relazione datata 21 luglio 2011 in cui quantifica il costo dell’adeguamento sismico dell’edificio in euro 360.000,00 e quello dei restanti lavori (ivi compreso la realizzazione di un piano rialzato) in euro 550.000,00. All’Amministrazione questo preventivo piace, e vorrebbe dare un nuovo incarico; ma a questo punto, a quanto pare, si mette di mezzo il Dirigente del settore Lavori Pubblici, il quale aveva già affidato l’incarico di progettazione all’Università di Firenze e ora evidentemente non vuole dare un nuovo incarico, anche perché il precedente – come ricorderete – non è revocabile. Quindi non firma la relativa determina.
Ahi ahi, come facciamo? Presto detto, l’8 novembre 2011 la Giunta si riunisce e approva una strabiliante delibera (la n. 227), consistente in un atto di indirizzo. L’indirizzo è questo: poiché c’è già un progetto presentato dall’Università, poiché i genitori contestano quel progetto (“l’entità del costo dei lavori è stato contestato dai genitori del plesso scolastico Matteucci-Garibaldi, ritenendolo incongruo a seguito delle valutazioni di un ingegnere da tale comitato interpellato”, delibera la Giunta; in realtà i genitori contestavano la scelta sull’intervento, non la congruità del preventivo, ma insomma lasciamo perdere), e poiché, in tale “divergenza di valutazioni” la Giunta è disorientata, meglio affidare l’incarico a un professionista terzo, Baroni appunto.
Il problema è che il dirigente del settore di competenza non ne vuole sapere di conferire quest’incarico, perché ritiene valido quello già assegnato all’Università, e deve averlo anche messo per scritto con nota del 19 ottobre 2011. Dunque la Giunta incarica un altro dirigente, il Segretario e Direttore Generale del Comune, di dare lui l’incarico (perdonateci per questo bisticcio… questi atti sono scritti con i piedi) che il dirigente del settore competente non vuole dare. E Baldi, evidentemente più sensibile alla volontà dell’Amministrazione, dà l’incarico, con determina n. 7 del 14 novembre 2011. E nel conferimento di incarico che è allegato alla determina del 14 novembre 2011 si legge che “la Giunta con atto di indirizzo adottato nella seduta dell’8 novembre 2011 ha stabilito di incaricare il Prof. Ing. Paolo Baroni”; e che “Il Direttore Generale, all’uopo incaricato… ha formalmente conferito l’incarico professionale”, come se l’incarico del 14 novembre fosse un mero atto formale. Eppure il Dlgs. 165/2001 sanciva una netta differenziazione tra politica e gestione nella Pubblica Amministrazione; agli eletti tocca l’atto di indirizzo politico, ossia l’indicazione dello sfondo generale; ma l’atto della gestione spicciola (tipo, l’affidare l’incarico al taluno invece che al talaltro e con una certa procedura invece che con la talaltra) spetta al dirigente. Qui invece si assiste ad atti politici che servono… ad indicare chi sia l’affidatario di una procedura di appalto. Sic! Peraltro il Dlgs. 29/1993, all’art 3, recita che “gli organi di governo definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare”, mentre a Campi, a quanto pare, gli organi di governo entrano anche nella gestione tecnica che invece spetterebbe all’autonomia dei dirigenti.
Tra l’altro, credevamo che la formula “all’uopo” fosse stata bandita dal lessico della Pubblica Amministrazione all’epoca del Codice del ministro Cassese… Ah, sarà un caso ma nella convenzione allegata stavolta la clausola di recesso c’è.
Determina… determinuccia mia…
Quest’ultimo atto è però parecchio problematico. In primo luogo da un punto di vista formale: se, come prescrive il Dlgs. 29/93 la determina è l’atto unilaterale anzi monocratico del dirigente in quanto detentore nella Pubblica Amministrazione della gestione finanziaria, amministrativa e tecnica dell’organizzazione, che senso ha incaricarlo di fare una determina? È chiaro che le deve fare lui. La ragione è semplice: il dirigente competente non ha inteso avallare quell’atto. Ma non è che con un atto di indirizzo che incarica un altro dirigente non competente si sana la situazione; è un escamotage per aggirare il problema, ma che dal punto di vista del diritto amministrativo non sta in piedi, almeno non nel panorama della separazione tra politica e gestione voluta dal legislatore con i Dlgs. 29/1993 e 165/2001. Con questa disinvoltura, è chiaro che fioccano i rilievi della Corte dei Conti…
Ma non finisce qui: l’incarico dato all’esterno del Comune va motivato, anche perché il Comune ha già nei suoi ruoli paga almeno una risorsa con la necessaria professionalità: ossia un ingegnere. Si tratta del medesimo Bichler, che però non concorda con quest’atto. Perciò nelle motivazioni della nuova determina il ricorso a un professionista esterno è giustificato con il fatto che il dirigente del settore è “oltremodo oberato per l’assolvimento del proprio carico di lavoro” e che “si trova in una situazione di sostanziale incompatibilità”. Che è un arrampicarsi sugli specchi; il carico di lavoro non giustifica nulla perché in un’amministrazione pubblica (e a dire il vero anche in qualunque altra azienda) è il datore di lavoro a stabilire le priorità delle lavorazioni. Se il datore di lavoro ti chiede di fare una cosa che ritiene urgente, non è che si possa rispondere “ma io ho da fare”. Ci abbiamo provato anche noi, ma non c’è stato verso di sgabellarla. Ma a quanto pare in Comune hanno altre idee. Surreale poi la motivazione che il dirigente del settore competente sia in una situazione di incompatibilità; perché sarebbe in tale situazione, solo perché voleva confermare un incarico già dato avendo evidentemente un’opinione diversa da quella della Giunta?
Ma forse non è neanche il peggio: secondo la nuova determina, l’incarico all’Ing. Baroni, che rientra tra quelli citati al punto n. 12 dell’allegato IIA al Dlgs. 163/2006, il cosiddetto Codice degli Appalti , viene affidato direttamente, senza espletamento di gara, rifacendosi all’art. 125 del medesimo Dlgs. 163/2006. Siamo sicuri? Perché al numero 12 dell’allegato sono citati i servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata; e a questi ultimi si applica non l’art. 125, ma l’art. 91 del detto decreto legislativo, il quale recita al comma 2: “Gli incarichi di progettazione di importo inferiore alla soglia [di 100.000,00 euro] possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento … nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la proceduta prevista dall’articolo 57, comma 6, l’invito è rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti idonei”. Cosa che ovviamente nel nostro caso non è stata nemmeno presa in considerazione. Dove sono infatti i cinque preventivi?
Nel più ci sta il meno
Potrebbero sembrare questioni di lana caprina e da azzeccagarbugli, ma come sempre il diavolo sta nei dettagli: emerge infatti con chiarezza il quadro di uno stile amministrativo, nel quale chi amministra, quando decide una cosa, la vuole per forza, persino quando si tratta di una decisione controversa e che, come tale, genera dissenso; in tal caso l’amministratore si impunta e forza le procedure pur di ottenere la cosa voluta, anche in presenza di un diniego da parte della struttura amministrativa. Un diniego da parte di un dirigente della pubblica amministrazione non è uno scherzo; non si tratta di capricci, ma, in quanto si tratta di atti che hanno precise responsabilità anche patrimoniali, il diniego del dirigente ha anche il senso di salvaguardare il datore di lavoro da una decisione potenzialmente dannosa. Inutile accampare ragione: quando chi ha deciso di decidere, tutti devono chinare la testa, e se non la chinano, vengono bypassati da procedure amministrative create ad hoc. Che è uno stile di governo quanto meno singolare, in piena rotta di collisione con le istanze espresse dalla cittadinanza e, vorremmo aggiungere, in potenziale conflitto anche con le ragioni della macchina amministrativa che tende sempre a salvaguardare il più possibile la correttezza dei procedimenti (a ovvia garanzia di se stessa).
E questo stile di governo è stato avallato da tutti i membri della Giunta e in particolare da quello che ora, in qualità di candidato sindaco, proclama a gran voce l’ascolto dei cittadini, la partecipazione, la reimpostazione del rapporto con la cittadinanza e tante altre belle cosine; ma in qualità di assessore ha avallato tutte queste scelte. Gli atti prima citati, a cominciare dalla delibera 227/2011 (l’atto di indirizzo sopra citato) sono stati da lui approvati; a quella riunione era presente, e non risulta che si sia opposto al provvedimento. Costui sapeva di star votando un atto contrario a quelli che i genitori degli alunni della scuola avevano più volte chiesto; sapeva di firmare un atto che era il preludio a un rialzamento di un piano della scuola; e l’ha approvato. Qualunque cosa possa venire detta in seguito, questo resta un fatto incontrovertibile.
Un’ultima notazione: atti che a noi sembrano così confusionari potevano essere approvati e redatti solo da un’amministrazione che sapeva di non pagare dazio; ossia, che sapeva che nessuno avrebbe letto le carte e avrebbe chiesto conto. E questo solleva la questione del ruolo dell’opposizione, che avrebbe il diritto-dovere di controllare gli atti della maggioranza; perché questa è la ripartizione dei ruoli nella democrazia. Eppure questo controllo è stato labile. Se uno stile amministrativo, diciamo così, peculiare, ha potuto affermarsi senza colpo ferire, è perché si è sviluppato nel vuoto e senza contrasto, a riprova del fatto che la responsabilità della conduzione, nel bene e nel male, di una comunità non è mai un fatto meramente individuale; ci riferiamo qui in particolare alla maggiore forza di opposizione, ammesso che qui il termine “opposizione” si possa usare, che proprio perché tale porta le maggiori responsabilità di questo stato di cose. Insomma per arrivare a un risultato del genere bisogna essere in parecchi; nel più ci sta il meno, come dicono.
Cronaca di un pomeriggio da cani .. il difficile rapporto fra genitori e istituzioni a Campi Bisenzio
9 dicembre 2012Da MenteLocale della Piana, ecco la cronaca della presentazione del “progetto di digitalizzazione” delle scuole campigiane avvenuta il 20 novembre scorso a Villa Rucellai, così come è stata riferita da un testimone oculare:
Arrivate a villa Rucellai la segretaria del sindaco ci dice che non siamo autorizzate ad assistere alla presentazione e la presidente del Comitato le fa notare che i giornalisti presenti avevano pubblicizzato tale incontro non come un tavolo di lavoro, ma come una “presentazione di un progetto”, pagato peraltro da noi cittadini. A quel punto la segretaria riferisce al sindaco il quale, con una dialettica degna della carica che ricopre, ci viene incontro dicendo: ” Noeh non vu potete assistere all’incontro perché l’è una conferenza stampa”.
I membri del Comitato insorgono ed insistono sulla legittimità di essere presenti alla presentazione.
Chini insiste nel dire che sono ammessi solo i giornalisti; allora la presidente dice al sindaco che il Comitato genitori ha un giornalino interno e che quindi almeno una persona ha il diritto di assistere al conclave. Adriano non cede, allora viene spiegato uno striscione con scritto “VERGOGNA” ed una serie di cartelli dove si ricordano al sindaco e ai dirigenti presenti tutte le violazioni che sono in atto nei confronti dei bambini che frequentano le scuole campigiane.
Apriti cielo spalancati terra….
Il primo cittadino con la bava alla bocca ci dice :” quello striscione portatelo a chi vi ha mandato qua!”.
Ovviamente ciò che si leva dal Comitato è :” i nostri figli ci hanno mandato qua!, vergognati…”
Adriano invece di vergognarsi chiama i vigili che arrivati a sedare la rivolta ci chiedono con gentilezza di allontanarsi dai corridoi di palazzo!
Il vigile ci dice anche che se proviamo ad insistere, forse almeno una di noi può assistere all’incontro e quindi le due diavolesse Delli e Menconi irrompono nelle stanze del sindaco e là davanti si trovano, al tavolo delle trattative, la Pillozzi che era passata da qualche corridoio secondario per paura di incontrarci, i due dirigenti scolastici, la Stella Targetti, il sindaco Chini e alcuni giornalisti (assente Fossi, di sicuro qualche talpa nel Comitato lo aveva avvertito prima).
Menconi e Delli chiedono di nuovo di potere assistere, ma Chini urlando dice:” ho detto no! Enne O, NO, mettetevi in lista con la mia segretaria per un appuntamento se volete spiegazioni sul progetto!” e fa cenno ai vigili di portarle fuori.”
Fin qui la testimonianza. Il commento è presto fatto. A quanto pare i cittadini non hanno diritto a recarsi in un palazzo PUBBLICO (pagato da LORO) ad ascoltare alcuni funzionari PUBBLICI che spiegano come sono stati spesi i soldi PUBBLICI. Perché, a quanto abbiamo capito, l’incontro è PRIVATO. L’è una conferenza stampa (parola del sindaco!) e quindi lui invita chi vuole – e che gli altri si tengano al largo sennò arrivano i vigili come guarnigione a difesa del castello violato dai nemici (i cittadini). Quindi solo gli oneri sono PUBBLICI. L’uso del palazzo è PRIVATO. E qui diventa difficile sfuggire all’impressione che, a forza di chiamarlo “l’imperatore”, il sindaco abbia finito per crederci davvero… Però questa concezione proprietaria dello spazio pubblico, per cui il capo decide di decidere, dà i soldi pubblici a chi gli pare, invita negli spazi pubblici chi vuole e gli altri li fa cacciare dai vigili, ha veramente stufato. Anche perché la concezione è proprietaria, ma i danni che fa restano tutti a carico dei cittadini… il debito comunale per esempio.
Ma al di là delle escandescenze di un vecchio politico ormai al tramonto e forse un po’ imbolsito, fa veramente specie che candidati alle primarie prima e candidato sindaco ora, non abbiano nulla da dire in merito. Eppure hanno fatto campagna elettorale piatendo l’ascolto, la partecipazione, e tante altre belle cosine. C’era perfino chi ha promesso di reimpostare il rapporto con i cittadini. Non c’è che dire, bel modo di reimpostare davvero. Signor Fossi, ha qualche dichiarazione da fare in merito? Qualche distanza da prendere? Ha intenzione di proseguire con questa linea? O preferisce glissare come ha sempre fatto? Eppure non è ancora sindaco (quindi ancora quello non è il suo spazio PRIVATO), e questa è proprio materia del SUO assessorato. Aspettiamo a dire il vero con poca fiducia, ma con una certezza in più; che mentre voi non prendete le distanze da questo stile amministrativo degno del basso impero, i cittadini prendono le distanze LORO da voi.
Lo Spazio Reale inaugura il Nuovo Spazio Multifunzionale (oggi alle 17.00)
6 dicembre 2012Oggi, giovedì 6 Dicembre, alle ore 17.00 presso la Fondazione Spazio Reale, avrà luogo l’inaugurazione del nuovo Spazio Multifunzionale. Con la nuova struttura, Spazio Reale arricchisce e qualifica un centro già oggi significativo
per gli spazi e le proposte offerte: parco ludico interattivo, auditorium e sale per eventi, centro sportivo, attività formativa, educativa e interculturale. Nel nuovo Spazio Multifunzionale avranno sede la biblioteca digitale, le aule didattiche, la foresteria, gli uffici. La biblioteca rappresenta una novità in se stessa e un primo passo verso la costituzione di un Centro di Documentazione Digitale specializzato in alcuni ambiti specifici, per la cui realizzazione la Fondazione Spazio Reale ha sottoscritto vari accordi, fra i quali: RAI: collaborazione per lo sviluppo di progetti tecnologici e servizi multimediali; INFOCAMERE: banche dati e server per la raccolta documentale; ITTG-CNR, collaborazione scientifica e progetto per la raccolta digitale della legislazione sulle disabilità.
Nella foresteria alloggeranno 32 studenti di diverse nazionalità (inclusa quella italiana) per un progetto di interazione/integrazione realizzato con l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario.
Il programma della giornata:
Ore 17.00, Saluto Istituzioni, Saluti Partner, Intervento rappresentanti RAI, Introduzione del filmato in 3D “Un gigante…” sul Beato Papa Giovanni Paolo II realizzato dalla Direzione Strategie Tecnologiche della RAI
Ore 17.45 Proiezione filmato
Ore 18.15 Presentazione del filmato in 3D, Rai – Spazio Reale, in fase di realizzazione
Ore 18.30 Saluto dell’Arcivescovo di Firenze, Giuseppe Cardinale Betori
Ore 18.45 Taglio del nastro, visita alla struttura e alla biblioteca digitale; dimostrazioni RAI dei progetti tecnologici ATLAS (Piattaforma per la traduzione automatica in Lingua Italiana dei Segni – LIS) e RaiNewsbook (Piattaforma multimediale di notiziari provenienti da TV, stampa e web) sviluppati dalla Direzione Strategie Tecnologiche con il Centro Ricerche. A seguire il Buffet.
La Fondazione Spazio Reale si trova in Via di San Donnino, 4/6 a Campi Bisenzio (Coordinate satellitari: 43°47’29.96 N e 11°08’55.74 E) Tel. 055 899131 – Fax 055 8991339, e-mail: segreteria@spazioreale.it – http://www.spazioreale.it
Matteucci: Foss..e la volta buona !
29 novembre 2012La vittoria di Fossi alle primarie ha decretato il nuovo candidato Sindaco del centrosinistra per il nostro comune; ma permettetemi di essere critico alla maniera del comitato MenteLocale nei suoi confronti. E lo faccio prendendo spunto proprio dall’argomento che lo ha visto coinvolto, con il suo incarico in prima persona almeno in questa ultima legislatura, ossia la scuola. Durante la sua campagna per le primarie non lo abbiamo sentito prodigarsi a voler intervenire a favore delle proteste avvenute proprio nello stesso periodo, (che hanno fra l’altro portato ad una inaudita risposta da parte della nostra amministrazione), sia per la Matteucci, ormai da anni nel limbo dei progetti e delle promesse, ma anche per l’acquisto delle LIM ed altri problemi che preoccupano i genitori degli alunni. La sua presenza, in questi casi come in tanti altri casi più caldi, accaduti in questi ultimi anni se non per presenziare qualche avvenimento, è stata senza dubbio ancora una volta più che “discreta”. Ora leggiamo nei punti del suo programma, che dopo la sua futura elezione vorrà: “Risolvere rapidamente il problema della scuola media Matteucci in modo da tornare a rendere pienamente fruibile l’intero edificio”. Una promessa lodevole e gradita, ma forse, visto il suo attuale incarico avrebbe potuto intervenire già da tempo ..
Alla mia critica si aggiunge anche quella del caro amico disegnatore DeMente Locale, che con molta sagacia ed ironizzando sui fatti accaduti, ne immagina i frutti del futuro impegno nella figura di primo cittadino ..



















NEWS












