Archivio per 4 maggio 2012

All’avanguardia sulla Scuola: INCHIESTA sulle politiche scolastiche a Campi Bisenzio

4 maggio 2012

Si parla di Scuola Matteucci e nei genitori di Campi compare una smorfia di disappunto. Una scuola comoda e spaziosa fino a qualche anno fà, è diventata oggi una scelta scomoda, ma come mai si chiedono tanti genitori che a settembre avranno i propri figli alle medie, ripercorriamo quello che è successo fino ad arrivare allo stato attuale dei fatti, con una nuova inchiesta del Comitato Mente Locale.

Confessiamo un certo disagio ad affrontare quest’argomento, dato che avevamo promesso ai nostri lettori di riferire le notizie che la stampa locale non prova nemmeno a riportare. La vicenda della scuola Matteucci di Campi Bisenzio è invece stato oggetto di decise attenzioni da parte della stampa, specie dopo l’intervento di un agguerrito e coraggioso comitato di genitori di alunni della scuola (che ringraziamo per averci fornito parte dei materiali su cui è basata quest’inchiesta) che ha sollevato il caso fino a farlo diventare di rilevanza nazionale (la vicenda della scuola Matteucci è stata oggetto di interrogazione parlamentare urgente dal parte dell’onorevole Rosa De Pasquale nel settembre 2010 per chiarire il punto se le spese per la messa in sicurezza e l’adeguamento a norma degli edifici scolastici fossero interventi ricadenti sotto la mannaia del Patto di stabilità che limite le spese degli enti locali). Ma, appunto, se c’è un caso nazionale, che bisogno c’è un’inchiesta di Mente Locale?
Infatti il nostro interesse si basa su un particolare che è sfuggito alla stampa, concentrata sulla vicenda della Matteucci e che ha puntato l’albero ma ha perso di vista la foresta: qual’é la politica scolastica dell’amministrazione campigiana, di cui la Matteucci è un esempio anche se quello più visibile? L’attuale amministrazione, su Disegno Comune del novembre 2010, si è vantata del fatto che “la nostra città è indubbiamente all’avanguardia” per quanto riguarda il sostegno alla scuola, in quanto a tale scopo ha speso 25 milioni di euro tra il 1990 e il 2010 di cui 15 per costruire nuove scuole e 10 per manutenzione a adeguamento alle normative sulle sicurezza. Può sembrare una cifra colossale, ma in realtà, se si fa il conto di tutte le scuole pubbliche presenti nel solo territorio comunale (8 per l’infanzia; 8 primarie; 2 medie; 1 liceo; 1 istituto comprensivo), fa 1,25 milioni di euro l’anno, quindi sono 62.500 euro a scuola per anno, cifra che, tra l’altro, rende molto improbabile programmare con continuità una manutenzione annuale puntuale. Ciò spiega perché tante scuole campigiane presentino i problemi come, ad esempio, ha presentato la scuola Aurora Gelli, che il 3 novembre 2011 ha mostrato infiltrazioni di acqua tali da dover richiedere un incontro tra Consiglio di Circolo e Sindaco, vari assessori e personale del settore Lavori Pubblici del Comune. Né si tratta dell’unica scuola in queste condizioni, tanto per far capire che l’avanguardia, in questo caso, non c’è. Tuttavia non è solo questo: l’incapacità dell’amministrazione comunale di dire una parola chiara e definitiva sulla questione della scuola Matteucci, tra infinite giravolte, comunicati alla stampa, prese di posizioni immediatamente rimangiate e atti contraddittori, fanno capire che una vera capacità di programmazione e una vera e strategica visione della scuola manca completamente. Per fare un esempio: l’amministrazione comunale ha presentato, nel gennaio 2011, una variante al Regolamento Urbanistico Comunale secondo la quale “l’esigenza di una nuova scuola media deriva dalle problematiche di stabilità sismica recentemente evidenziate” nei confronti della scuola Matteucci. Se l’esito può non soddisfare tutti, almeno sembrerebbe un punto di chiarezza in tutta la vicenda; al posto della Matteucci, che ha problemi di stabilità sismica, sorgerà una nuova scuola “in fregio a via Palagetta” (come recita, in un italiano approssimativo, la citata variante). Se non altro è un punto fermo in questa vicenda. Punto fermo? E allora che ci fa uno stanziamento previsto di 600.000 euro e iscritto nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune nel triennio 2012/2014 sotto la codifica ES3 “Per messa in sicurezza, adeguamento sismico e ampliamento scuola Matteucci” con la specifica “Studio di fattibilità”. A che serve questa spesa, se si è già deciso di costruire un edificio nuovo? Il mistero è presto risolto: quando è stato deciso l’intervento più cospicuo sull’edificio (si veda più avanti), è stata introdotta una modifica al piano triennale delle opere pubbliche. Quando poi è stata tracciata la nuova rotta verso la nuova scuola, ci si è dimenticati della modifica apportata -che peraltro, per future giravolte, potrebbe anche tornare buona. Questo per dire la trasparenza con cui opera l’amministrazione e il fatto che le decisioni prese assomigliano più a esternazioni improvvisate che a meditate programmazioni annuali, quali il Comune si vanta, secondo noi a sproposito, di effettuare da vent’anni. Nella politica scolastica, insomma, questa città non è all’avanguardia; e c’è motivo di ritenere che non si tratti della sola politica scolastica… Ne riparleremo in fondo. Intanto eccovi i fatti sulla Matteucci … leggi tutto >>>

Una lettera sulle scelte in materia di RIFIUTI, a Pistoia e nell’area metropolitana

4 maggio 2012

Ricevo e pubblico questa breve email da Giuliano Ciampolini, che pone nuovi sul Piano Interprovinciale Rifiuti recentemente adottato:

Una domanda agli iscritti del Pd residenti nell’area da Firenze a Pistoia: siete a conoscenza che il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’Ato “Toscana Centro”, recentemente adottato dalle Giunte e dai Consigli Provinciali delle Province di Firenze, Prato e Pistoia, prevede di quintuplicare l’incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 T/a nel 2015)?
Siete consapevoli che questo Piano è in notevole contrasto con una moderna politica sui rifiuti, che costerebbe assai meno alle tasche e alla salute di un milione e mezzo di cittadini residenti in questa area vasta?
Questa scelta è stata discussa e decisa in una riunione di un organismo dirigente del Pd legittimato a decidere (oppure in stanze separate e verticistiche, senza nessuna legittimazione democratica)?
Questo Piano Interprovinciale deciderà la politica sui rifiuti per molti anni, con conseguenze che dureranno diversi decenni (conseguenze che colpiranno anche i nostri figli e nipoti): provocherà un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in un’area metropolitana con un’aria che è gia di pessima qualità (con i conseguenti danni per la salute) e anche un notevole aumento delle tariffe, perché il sistema attuale di smaltimento (aggiungendoci i costi per ammortizzare oltre 200 milioni di euro finalizzati a potenziare l’incenerimento) costa assai di più di un sistema moderno di raccolta differenziata domiciliare e di impiantistica finalizzata al riciclaggio effettivo delle “materie seconde” (come dimostra l’esempio del Consorzio Priula a servizio di 22 Comuni in provincia di Treviso).
Giuliano Ciampolini


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