Archivio per ottobre 2011

Riparte oggi la stagione 2011 del Gorinello

20 ottobre 2011

L’Associazione Amici per Caso organizza la 13° edizione della Castagnata 2011 di Capalle

20 ottobre 2011

“Ultimi gracidii dal padule” (5).. la brutta figura di Sesto sul servizio mense

20 ottobre 2011

Il 13 settembre il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha votato il nuovo regolamento di refezione scolastica, vanificando le attese di un nutrito gruppo di cittadini che, riuniti in una Commissione Mensa, aveva raccolto 2825 firme per richiedere modifiche al regolamento in questione. Le modifiche richieste comprendevano: il controllo della Commissione stessa sui cibi; l’uso di alimenti esclusivamente di origine nazionale (e possibilmente di filiera corta); l’impiego di almeno 4 alimenti biologici (carne rossa, carne bianca, riso, pomodori e frutta), nonché il coinvolgimento dei cittadini nell’aggiudicazione dell’appalto a Qualità e Servizi. Le richieste dei cittadini sono state cassate quasi in blocco dalla maggioranza del Consiglio comunale, che ha accolto solo alcune richieste secondarie, come l’accesso della Commissione alle mense per l’assaggio dei cibi serviti. La partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative resta un lusso nella Piana.

Questa storia vi ricorda qualcosa… ?

19 ottobre 2011

Ripropongo questa storiella dal sito 22 passi d’amore e dintorni, con l’intento di diffonderla. Leggetela e se possibile commentate liberamente ..

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.
Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una. Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 € la settimana successiva, tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli. Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità. Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.
E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?

Odg su Carlo Giuliani: è il PD che non ha il coraggio di schierarsi e prendere una posizione chiara su molte questioni locali e generali ..

18 ottobre 2011

Ricevo e pubblico la replica di Lorenzo Ballerini (PRC) e Sandro Targetti (Rif.Com./Sin.Altern.) a Colzi (PD), dopo le recenti dichiarazioni dello stesso e la richiesta, pubblicata ieri sul blog, di ritirare l’odg che Targetti ha presentato già da tempo, sulla possibilità di intitolazione di una strada a Carlo Giuliani.

Ancora una volta, le dichiarazioni del capogruppo PD Alessio Colzi non hanno alcun nesso logico con la realtà: dice di non voler fare inutili parallelismi tra Genova 2001 e ciò che è avvenuto a Roma sabato scorso, eppoi il primo a farli è proprio lui! Non possiamo sapere se Colzi dieci anni fa partecipò alle manifestazioni contro il G8 di Genova, sicuramente sabato scorso non era a Roma insieme ad altre 500mila persone che hanno manifestato contro il potere delle banche e le logiche capitaliste del profitto. Noi c’eravamo perchè da Campi siamo riusciti ad organizzare un pullman e riempirlo. Questo è il primo elemento che Colzi dimentica e mette in secondo piano: l’immensa forza qualitativa e numerica di tutte quelle donne, uomini, studenti, precari e lavoratori che hanno invaso le strade della capitale, una forza ed una volontà purtroppo scippate da azioni violente che assolutamente non accettiamo, azioni assurde che rafforzano unicamente il potere, alimentando una pericolosa spirale repressiva e di restringimento delle agibilità democratiche (vedi divieto del corteo FIOM, provvedimenti speciali proposti anche da Di Pietro e ripresi subito da Maroni..) Su quanto accaduto durante il corteo, è necessaria una riflessione approfondita e pubblicheremo in merito un comunicato specifico. Ora sarebbe interessante capire cosa intende dire il consigliere Colzi. Qual’è il nesso fra l’omicidio di Carlo Giuliani e i fatti di sabato pomeriggio? Non credo il fatto che alcuni imbecilli abbiano scritto sulla camionetta presa d’assalto la frase “CARLO VIVE”. Sarebbe una generalizzazione stupida e miope. Penso invece che da parte del PD si voglia utilizzare quanto accaduto a Roma per non prendere una precisa posizione sulla nostra proposta ! Ogni volta che come PRC poniamo questioni di rilievo in consiglio comunale, che sia il problema casa, l’urbanistica locale, l’assetto del territorio, il bilancio, l’intitolazione di una via ad un ragazzo ucciso dalle forze dell’ordine.., il capogruppo PD le considera fuori dal tempo o non legate ai problemi del paese. Nel corso del tempo ci ha etichettato in diversi modi. Quando chiedevamo una casa per tutti, ci ha definiti prima “rivoluzionari” e poi “sciacalli”! Il problema è un altro: il PD non ha il coraggio di schierarsi e di prendere una posizione chiara su molte questioni locali e generali. Fin da subito su questo ODG non ha saputo prendere una decisione, e adesso vorrebbe sfruttare i fatti di Roma per evitare di aprire una discussione interna e assumere una chiara posizione. Come PRC non ritireremo per nessun motivo l’ODG che chiede di intitolare una via a Carlo Giuliani. Non lo faremo perchè Carlo è stato una vittima di quella repressione che anche sabato, fra le altre cose, ha colpito in maniera indiscriminata tutti, e che Colzi a quanto pare non ha visto o non ha voluto vedere. Non lo faremo perchè Carlo era parte di quel movimento che già dieci anni fa poneva quei problemi che oggi ci troviamo ancora ad affrontare in un contesto sociale ancora più drammatico, ovvero il fallimento del sistema capitalista e la sua incapacità di offrire un futuro all’umanità ed in particolare alle nuove generazioni. E per questo motivo è stato ucciso brutalmente! Ancora una volta, non ci stupiamo del fatto che il PD, sempre così attento alle compatibilità di questo sistema e alle direttive delle banche, preferisca nascondersi e non fare scelte chiare!
Lorenzo Ballerini Segretario PRC Campi Bisenzio
Sandro Targetti consigliere di “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”

CMT@Live 2011; il 22 Ottobre ore 21.00 al Teatro Dante

18 ottobre 2011

CMT@Live il 22 Ottobre ore 21:00 al Teatro Dante di Campi Bisenzio è una serata di Spettacolo promossa da AIGEM – Associazione Italiana Genetica Medica Onlus per la ricerca sulle neuropatie ereditarie tipo Charcot – Marie – Tooth (CMT) alla quale parteciperanno (in ordine alfabetico):
Andrea Muzzi
Andrea Kaemmerle
Elisabetta Salvadori

Jubilee Shouters diretti da Gianna Grazzini
Leonardo Brizzi
Le Riffe di Raffa

Marco Azzurrini e Daniela Romano del Teatro Santandrea 
I Sacchi di Sabbia
(Pisa)
Maria Grazia Campus
Progetto Zagarà
(Anna Granata, con Amedeo Ronga,  e Rocco Zecca)
Sergio Staino
Silenzio è Sexy

e Paolo Hendel con il maestro Ranieri Sessa
La serata sarà presentata da Alessandra Maggio, speaker di Lady Radio, radio partner ufficiale di CMT@Live 2011.

Credito Fiorentino: 55 indagati nell’inchiesta G8

17 ottobre 2011

Questa mattina la Procura di Firenze ha chiuso le indagini su 55 persone, tra cui Marcello Dell’Utri, Denis Verdini, i vertici della Btp di Riccardo Fusi e l’intero Consiglio di amministrazione del Credito cooperativo fiorentino, per finanziamenti e crediti milionari concessi senza “garanzie”, a “persone ritenute vicine” a Verdini stesso sulla base di “documentazione carente e in assenza di adeguata istruttoria”.
L’avviso di chiusura delle indagini preliminari parla chiaro: la nuova inchiesta della magistratura che ruota attorno all’uso fatto della banca ha portato alla luce un impressionante giro di soldi e tutta una serie di contestazioni a partire dall’associazione per delinquere per i vertici del Credito cooperativo e del gruppo Fusi-Bartolomei (Baldassini Tognozzi Pontello in testa) oltre a persone a loro collegate. Fino alle accuse di finanziamento illecito e appropriazione indebita, passando per i reati bancari, tra i quali spicca il falso in bilancio. Di queste accuse dovrà rispondere Denis Verdini, mentre a Marcello dell’Utri è contestata solo l’appropriazione indebita, ma per una somma davvero notevole: 3.200.000 euro.
In totale, secondo la magistratura che ha ricostruito il volume d’affari attraverso l’attento lavoro dei carabinieri dei Ros di Firenze, si parla di “un importo di circa 100 milioni di euro” di finanziamenti deliberati dal Cda del Credito i cui membri, si legge, “partecipavano all’associazione svolgendo il loro ruolo di consiglieri quali meri esecutori delle determinazioni del Verdini”. In sintesi secondo l’accusa, Verdini decideva a chi dare, e quanto, mentre gli altri si limitavano a ratificare “senza sollevare alcuna obiezione”. In alcuni casi poi provvedeva “in favore di se stesso e della coniuge Simonetta Fossombroni”, anche lei raggiunta dall’avviso di garanzia.
Il terremoto di stamani ha travolto anche molti avvocati, oltre a Niccolò Pisaneschi, già presidente Antonveneta, indagato con il figlio Andrea, ci sono i legali Pier Ettore e Gian Paolo Olivetti Rason, e l’avvocato Marco Rocchi, difensore proprio di Verdini. Rocchi è indagato in qualità di membro del Cda così come Luca Enrico Biagiotti, Simonpiero Ceri, Franco Galli, Mauro Marcocci e Fabrizio Nucci. Antonio Marotti, Luciano Belli e Gianluca Lucarelli invece sono indagati nelle vesti di componenti del collegio sindacale, e Italo Biagini in qualità di direttore del Credito cooperativo fiorentino. Partecipavano all’associazione, secondo l’accusa, anche personaggi ritenuti vicini a Fusi e Bartolomei come Monica Manescalchi, Emanuela Corsini, Leonardo Rossi, Umberto Gambarelli, Giancarlo Cecchi.
(Tratto dal Fatto Quotidiano di oggi, leggi qui l’articolo completo)

“Targetti.. ritiralo”; le considerazioni di Colzi in merito all’odg di Rifondazione Comunista per l’intitolazione di una strada a Carlo Giuliani

17 ottobre 2011

Dopo l’ultima pubblicazione su giornali e quotidiani (non effettuata sul blog per problemi di tempi) di un comunicato stampa del PRC di Campi in merito alla mancata discussione sull’odg di Targetti in consiglio comunale (vedi Il Pd si è perso per le vie di Campi?…Vediamo se trova “via Carlo Giuliani” ), non si è fatta attendere la replica di Colzi (PD) a fronte anche dei fatti accaduti sabato a Roma, ve la propongo:

L’odg di Targetti sull’intitolazione di una strada a Carlo Giuliani mi è parso inopportuno fin dall’inizio e lo è ancora di più oggi, che sono ancora fresche le immagini di sabato a Roma. Chiedo a Sandro di ritirarlo, per evitare di ripetere anche in Consiglio Comunale a Campi, la solita avvilente farsa all’italiana sulle interpretazioni del giorno dopo. Il governo del territorio deve affrontare ben altri temi che non quello di assegnare responsabilità a destra e a manca, rischiando tra l’altro di dare vita a facili parallelismi tra Genova del 2001 e ciò che è avvenuto a Roma. Meglio una dichiarazione o un documento comune in cui per una volta la politica, se davvero ha cuore le sorti del Paese in un momento così difficile, si schierasse compatta nel condannare senza appello quanti hanno usato violenza sabato sulle forze dell’ordine e sulla città di Roma. E fosse altrettanto compatta nell’operare una ferma distinzione tra quei teppisti criminali che hanno incendiato camionette e auto, e quanti invece erano là a manifestare un disagio reale che ha superato il livello di guardia. Non credo infatti si possa liquidare quanto visto, con le solite frasi di circostanza che si usano in occasione delle periodiche piazzate. Il Paese vive i suoi anni più difficili e quei giovani abbandonati e con idee spesso confuse e radicali, figlie del risentimento, sono il segnale più forte che per la politica è suonata davvero la campana dell’ultimo giro. Interroghiamoci su questo. Interroghiamoci sulla distanza che i voti di fiducia a suon di poltrone regalate o le scelte fatte dalle sedi di partito hanno creato con la gente comune, pronta sempre di più a dare battaglia in maniera civile grazie a metodi come le Primarie aperte e raccolte di firme come sulla legge elettorale. Interroghiamoci sulla frustrazione di una generazione con molti dubbi per il domani e la rabbia di chi ha sempre lavorato onestamente nelle piccole o grandi aziende italiane, e vede oggi l’Italia senza credibilità internazionale, incapace di attuare misure sulla crescita. Un’Italia legata alle sorti degli stessi dirigenti che a parole sostengono di credere nei giovani, ma poi corrono a mettergli i bastoni tra le gambe come manifestano velleità riformatrici. Diamo un esempio positivo da Campi, se ci riesce, perché anche sui territori è già venuto e verrà ancora di più il tempo delle scelte impopolari, si parli di sanità, trasporto pubblico o rete idrica. L’ennesimo dibattito ideologico non servirebbe a nessuno.
Alessio Colzi (capogruppo Pd)

A tavola con i prodotti Equo-Solidali per una barra lampeggiante dell’auto trasporto organi, alla Pubblica il 23 ottobre

17 ottobre 2011

Ricordo e vi invito, a nome di tutti i volontari della Pubblica e della Bottega del Sole, ad aderire al pranzo di autofinanziamento per il prossimo 23 Ottobre alle ore 13.00, presso la Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio, in collaborazione con la Bottega del Sole, per l’acquisto della barra lampeggiante per l’autovettura trasporto organi e sangue della P.A. Il menù è veramente ricco di portate e verrà preparato dalle volontarie della Bottega del Sole, impiegando prodotti etnici equo e solidali, qui trovate l’elenco delle portate. Il prezzo è stato fissato a: 18 euro, bambini fino a 7 anni 10 euro. Le prenotazioni possono essere eseguite sia presso la Bottega del Sole inviando una email a bottegadelsole@pacampi.it, o recandosi di persona in via Roma, 2 dal martedì al sabato ore 16; oppure presso il Circolo GniGni (Bar Pubblica Assistenza) in via Orly 35 o telefonando allo 0558949945. Inutile ribadire l’importanza dell’evento e dell’obiettivo utile e vitalmente necessario.

“Ultimi gracidii dal padule” (4).. inceneritore di Montale, la sicurezza dentro e fuori

17 ottobre 2011

Lo scorso 13 settembre incidente mortale all’inceneritore di Montale. Un operaio addetto alla manutenzione è precipitato dall’alto con conseguenze, purtroppo, fatali. Che lavori di manutenzione c’erano in corso? Dietro, c’è una storia… Il 1 agosto 2011 l’Arpat di Pistoia, nella persona di Claudio Coppi, invia alla Provincia di Pistoia una lettera da cui risulta che, nell’ambito dei controlli effettuati a maggio 2011, è stata registrata “la mancanza di passaggio del carbone attivo”. Tale fatto può determinare “una fuoriuscita di inquinanti”. Che cosa vuol dire? Vuol dire che, in mancanza del filtro a carboni attivi, il trattamento di abbattimento di inquinanti quali diossine e PCB non è stato effettuato. E allora, che significa scrivere come fa l’ARPAT “può determinare”? Gli inquinanti sono fuoriusciti o no? Lo deve stabilire la ASL, che infatti si incazza, con e-mail del 3 agosto 2011, e sottolinea che queste comunicazioni, oltre che alla Provincia, devono essere inviate anche alla ASL medesima, tanto più che , come recita l’e-mail, “al momento attuale l’impianto non appare essere sotto adeguato controllo gestionale”. Il gestore in questione è Ladurner impianti srl, che il 2 agosto 2011 si becca una diffida dalla provincia di Pistoia il Dlgs. 133/2005 prescrive infatti che eventuali episodi di malfunzionamento, in impianti del genere, siano strettamente limitati sia come numero che come durata temporale. Invece i malfunzionamenti durano da mesi, e la Provincia lo sa benissimo, come mostra il verbale della riunione del 3 marzo 2011 tra Provincia, ARPAT, ASL e Comune di Montale, con oggetto proprio la Ladurner impianti. Né si tratta della prima diffida della Provincia alla Ladurner; con ordinanza n. 2275 del 29 ottobre 2009 era stata intimata la stessa cosa. Insomma, c’è tutto il motivo per ritenere che la faccenda vada avanti da anni. La faccenda trapela sui giornali e compare su La Nazione (edizione Pistoia) di sabato 6 agosto 2011, p. 13, con presa di posizione dei comitati civici contrari all’impianto che reclamano la revoca all’autorizzazione all’esercizio dell’impianto. A questo punto si incazza l’ARPAT di Pistoia, che controreplica con un comunicato stampa del 9 agosto 2011 ove sostiene che l’evento che ha condotto alla diffida del 2 agosto è corrisposto a “diverse fisiologiche situazioni di funzionamento dell’impianto”. Nessuna emissione fuori della norma, insomma. Ma se tutte queste anomalie non hanno nessuna conseguenza, né provocano emissione di inquinanti, che senso ha la diffida al gestore? Giusto l’adempimento di un dovere burocratico? Con queste premesse, è chiaro che, come le precedenti, anche questa diffida va a finire nel nulla. E difatti il 12 settembre 2011 la Provincia, dopo aver esaminato i documenti inviati dalla Ladurner in seguito alla diffida, giudica quest’ultima idonea a continuare a proseguire nella gestione dell’impianto. Ci sono tutti i requisiti tecnici e di sicurezza. Il giorno dopo muore un disgraziato lavoratore, titolare di un’impresa che svolge manutenzione in nome della CIS, il consorzio che gestisce l’impianto per conto dei comuni di Montale, Agliana e Quarrata. Non c’è che dire: ci sono proprio tutti i requisiti tecnici e di sicurezza, sia fuori che dentro l’impianto.. (tratto dalla newsletter del Comitato MenteLocale della Piana – mentelocale.dellapiana@gmail.com)