Questa mattina la Procura di Firenze ha chiuso le indagini su 55 persone, tra cui Marcello Dell’Utri, Denis Verdini, i vertici della Btp di Riccardo Fusi e l’intero Consiglio di amministrazione del Credito cooperativo fiorentino, per finanziamenti e crediti milionari concessi senza “garanzie”, a “persone ritenute vicine” a Verdini stesso sulla base di “documentazione carente e in assenza di adeguata istruttoria”.
L’avviso di chiusura delle indagini preliminari parla chiaro: la nuova inchiesta della magistratura che ruota attorno all’uso fatto della banca ha portato alla luce un impressionante giro di soldi e tutta una serie di contestazioni a partire dall’associazione per delinquere per i vertici del Credito cooperativo e del gruppo Fusi-Bartolomei (Baldassini Tognozzi Pontello in testa) oltre a persone a loro collegate. Fino alle accuse di finanziamento illecito e appropriazione indebita, passando per i reati bancari, tra i quali spicca il falso in bilancio. Di queste accuse dovrà rispondere Denis Verdini, mentre a Marcello dell’Utri è contestata solo l’appropriazione indebita, ma per una somma davvero notevole: 3.200.000 euro.
In totale, secondo la magistratura che ha ricostruito il volume d’affari attraverso l’attento lavoro dei carabinieri dei Ros di Firenze, si parla di “un importo di circa 100 milioni di euro” di finanziamenti deliberati dal Cda del Credito i cui membri, si legge, “partecipavano all’associazione svolgendo il loro ruolo di consiglieri quali meri esecutori delle determinazioni del Verdini”. In sintesi secondo l’accusa, Verdini decideva a chi dare, e quanto, mentre gli altri si limitavano a ratificare “senza sollevare alcuna obiezione”. In alcuni casi poi provvedeva “in favore di se stesso e della coniuge Simonetta Fossombroni”, anche lei raggiunta dall’avviso di garanzia.
Il terremoto di stamani ha travolto anche molti avvocati, oltre a Niccolò Pisaneschi, già presidente Antonveneta, indagato con il figlio Andrea, ci sono i legali Pier Ettore e Gian Paolo Olivetti Rason, e l’avvocato Marco Rocchi, difensore proprio di Verdini. Rocchi è indagato in qualità di membro del Cda così come Luca Enrico Biagiotti, Simonpiero Ceri, Franco Galli, Mauro Marcocci e Fabrizio Nucci. Antonio Marotti, Luciano Belli e Gianluca Lucarelli invece sono indagati nelle vesti di componenti del collegio sindacale, e Italo Biagini in qualità di direttore del Credito cooperativo fiorentino. Partecipavano all’associazione, secondo l’accusa, anche personaggi ritenuti vicini a Fusi e Bartolomei come Monica Manescalchi, Emanuela Corsini, Leonardo Rossi, Umberto Gambarelli, Giancarlo Cecchi.
(Tratto dal Fatto Quotidiano di oggi, leggi qui l’articolo completo)
Etichette: associazione, banca, bisenzio, campi, chiusura, cooperativo, credito, delinquere, fiorentino, inchiesta, indagini, nomi, preliminari, verdini
18 ottobre 2011 alle 08:52
Niente di nuovo sotto il sole, finalmente si indaga e questo è un bene, dove per anni, complicità, connivenze anche politiche, omertà, non avevano permesso che tutto questo marcio emergesse.
Certo è che Campi Bisenzio è già balzato agli onori della cronaca due volte in pochi anni per inchieste giudiziarie esplosive; “appaltopoli” e questa, legate tra loro da un filo sottile di strane coincidenze.
Campanelli d’allarme che non dovrebbero essere sottovalutati, sintomi di una propensione al malaffare, spesso sottovalutato anche a livello politico.
19 ottobre 2011 alle 20:44
Toh … chi si legge tra i nomi … Fabrizio Nucci, proprio il direttore di Metropoli, il sapientone che spara giudizi su tutti nella Piana… proprio vero si parla bene …. e si razzola male