Imposta di Soggiorno; le reazioni contrarie del Gruppo UDC di Campi Bisenzio

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Ricevo e pubblico il seguente comunicato stampa del Gruppo UDC di Campi Bisenzio:

Nel corso del Consiglio Comunale del 28 luglio u.s. è stata approvata a maggioranza la delibera che introduce l’applicazione dell’ imposta di soggiorno nel nostro Comune, ed il relativo regolamento.
Hanno espresso un voto contrario il nostro Gruppo e gli altri gruppi di opposizione, ad eccezione di quello di Rifondazione Comunista che ha votato a favore.
Secondo il regolamento approvato l’imposta, che va da un importo di uno a cinque euro al giorno per persona, fino ad un massimo di dieci giorni, verrà applicata per tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere che offrono alloggio, quali affittacamere, agriturismi, alberghi, bed and breakfast, campeggi, etc. E’ prevista l’esenzione in pochissimi casi, fra i quali il principale riguarda i minori fino al compimento di 12anni.
Ci siamo dichiarati contrari all’introduzione di questa nuova tassa che è una conseguenza diretta di quel falso federalismo fiscale , che avrebbe dovuto comportare grandi vantaggi e che invece, come avevamo previsto, avrebbe finito soltanto per portare nuove imposte e balzelli vari, con conseguente aumento della pressione fiscale.
La nuova tassa grava sui cittadini che pernottano fuori casa per lavoro e per vacanza e finisce per penalizzare un settore di primaria importanza per il nostro paese, quale quello del turismo. Questo settore infatti produce il dieci per cento del PIL nazionale ed occupa il 10% della forza lavoro.
In un contesto di crisi economica generalizzata, in cui la competizione con altri paesi Europei è sempre più accentuata,questa imposta rischia di penalizzare ed indebolire il settore.
In particolare rischia di penalizzarlo a Campi, visto che altri Comuni contermini, non inseriti nell’elenco delle città turistiche da parte della Regione, non la applicheranno rendendo più competitive le loro strutture ricettive.(Es: Una famiglia composta da marito, moglie e due figli di 13 e 14 anni, calcolando un’imposta media di 3 euro, per una permanenza di 10 gg. dovrà pagare un’imposta complessiva di 120 euro).
Il danno più grave potrebbe verificarsi nei casi di soggiorno per motivi di lavoro e per quanto concerne i tour e i viaggi di gruppo, due tipologie che rappresentano la fetta più grande dei soggiorni sul nostro comune. La scelta degli alberghi da parte degli operatori che costruiscono i pacchetti viaggio avviene infatti sulla base delle offerte più basse e potrebbe spingere i pullman a fermarsi a Sesto Fiorentino.
Inoltre, per quanto riguarda Campi, la maggioranza non indica neanche lo scopo di tale imposta, limitandosi ad indicazioni generiche a favore del turismo,dei beni culturali ed ambientali, e dei servizi pubblici locali.
Insomma, a nostro giudizio, si tratta di un’imposta destinata solo a far cassa, che penalizzerà i cittadini e gli operatori economici del settore, e che non risolverà certamente i problemi di bilancio.
Campi Bisenzio, 29.7.2011
Gruppo UDC – Fedi Piero

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Una Risposta a “Imposta di Soggiorno; le reazioni contrarie del Gruppo UDC di Campi Bisenzio”

  1. ale Dice:

    Come ho avuto modo di replicargli in Consiglio, ci sono delle perplessità generali che ho anch’io su questo tipo di imposta, e su tutte le imposte aggiuntive che lo stato introduce (tra l’altro calza a pennello in questo caso, la battuta sul “chi siete, cosa portate, un fiorino”). Ma un conto sono le battute e le valutazioni generali come fa Fedi o fanno altri consiglieri, lanciando forzati discorsi sui flussi turistici, che non sono mutati e muteranno in ragione di una imposta di soggiorno esigua (basti pensare che molti paesi stranieri già la applicano da anni e nessuno si sogna di dire che le presenze turistiche dipendano da quello), un conto sono le analisi particolari e precise che riportano la situazione reale nell’area fiorentina.
    I flussi turistici, e credo che qualsiasi operatore mi darebbe ragione, non sono cambiati per e tasse di soggiorno introdotte in numerose zone del Mondo, bensì per mille altri motivi, dalla maggiorata offerta low cost, allo sviluppo di nuove mete turistiche fino a 10 anni fa sconosciute, dalla diversa tipologia e composizione dell’utenza, dalla crisi economica che penalizza alcuni luoghi e ne favorisce altri, dal turismo giovanile che si è fatalmente allargato perchè oggi i nuclei familiari nascono in ritardo o sono sensibilmente ridotti in numero di unità.
    Mi sembra strano allora che un consigliere come Fedi, sempre molto pacato e attento, anche sui numeri, rilasci un comunicato che non tiene conto di tutto questo e presenta inasattezze che vanno chiarite. Intanto occorre subito dire subito che non si paga 1 euro a stella su tutte le categorie, poichè sulla fascia più presente a Campi tra le 9 strutture alberghiere (2 e 3 stelle) è richiesta un’imposta di 2 euro, mentre 1 euro è previsto sugli alberghi a 1 stella e 4 € sulle strutture a 4 e 5 stelle (tra l’altro le 5 stelle non sono neanche presenti a Campi, come invece viene erroneamente indicato). Le esenzioni non riguardano solo, come dice Fedi, i minori di 12 anni, ma anche quelle strutture che nel comunicato sono messe nel calderone, vedi campeggi, bed&breakfast, agriturismi, cosa non da poco, considerando che a Campi alcune ce ne sono e considerando che questo indirizzo potrebbe essere recepito anche da altre zone della Toscana, Regione che abbonda di questi esercizi. Le esenzioni ci saranno anche per gli accompagnatori e per chi pernotta x ragioni straordinarie (obblighi dettati da pubblica autorità, ragioni sanitarie). Un punto importante da ricordare è che mentre altrove questa imposta ha creato malcontento da parte degli albergatori e le delibere sono state approvate unilateralmente, a Campi c’è stato accordo tra Comune e categorie, che hanno pienamente condiviso l’atto votato. La storia della famiglia di 4 persone con figli sopra i 12 anni che soggiorna 10 giorni a Campi è una casistica che al 99,9% non si verificherà mai. Secondo le analisi fatte, mi risulta che il rapporto tra presenze e prenotazioni sia di 2 persone e che i soggiorni non superano quasi mai 1 o 2 giorni, ragion per cui, saranno più unici che rari i casi in cui qualcuno si troverà a pagare cifre importanti. Cmq ripeto, non siamo a parlare di una cosa bella o nobile, semplicemente parliamo di una prima applicazione di quello che viene definito federalismo fiscale e che secondo noi è ancora invece un’abbozzo di federalismo, una semplice compensazione a tagli forti e ai vincoli sulla spesa, due elementi da cui non possiamo prescindere perchè la situazione dei conti pubblici italiana è drammatica, ma che potrebbe essere attuata in altra maniera. Io credo che applicando questa imposta in maniera tale da non gravare su strutture e utenti, Campi Bisenzio abbia fatto una scelta intelligente, che non si priva di un gettito minmo ma che potrà essere reinvestito laddove necessario e non affossa proprio nessuno. Tra l’altro bisogna ricordare che quasi tutti i Comuni della zona ormai l’hanno applicata e non si creerà nessuna fuga.
    Ultimo dato, visto che qualcuno ha messo in dubbio il fatto che Campi possa essere definito comune turistico, se andate a vedere le presenze, emerge che nel nostro Comune (dove l’utenza non è solo turistica, ma anche business x la forte presenza di aziende) le presenze sono più alte rispetto a tanti comuni della costa che generalmente associamo al turismo e persino rispetto a città più grandi come Livorno e Pistoia. Sono numeri su cui vale la pena di riflettere.

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