Da alcuni commenti ai post ci è chiaro che la Politica Moderna non l’avete ancora digerita. Eppure è facile. Ve la rispieghiamo aiutandoci con esempi pratici:
1) esempio (nazionale): Il Politico Moderno è tenuto a essere coerente con se stesso?
Prendiamo un Politico Moderno che fa campagna elettorale per un partito inesistente (ad esempio il PDDN, Partito Democratico Di Nome), per essere eletto e capire le cose di ultima generazione. Può costui carpire il voto ai cittadini con un programma politico (moderno) di cose anche condivisibili? Assolutamente SI’. Per esempio, può promettere che si batterà per il taglio dei costi della politica, promettendo l’abolizione delle province. Ciò è lecito e permesso. Chi infatti lo voterebbe se promettesse l’aumento dei costi della politica? Ma in tal modo, egli non sarebbe eletto, e non capirebbe le cose di ultima generazione (però ci sembra che sia un bel pezzo avanti). Quindi può promettere; è tutto nell’interesse della Politica Moderna. Ma mettiamo che questi sia eletto. Sarebbe allora tenuto a rispettare il programma con il quale ha chiesto il voto ai cittadini? Assolutamente NO: Ma con questo non crediate che il nostro uomo politico sia incoerente. Egli, al contrario, appena eletto, ha subito capito che la Politica Moderna consente flessibilità e adeguamento costante, non come la Politica Antica dove uno doveva rispondere ai cittadini. Qui è il contrario: sono i cittadini che rispondono all’eletto. Ma, per capirci meglio, come fa il Politico Moderno a non sembrare incoerente? Prendiamo l’esempio delle province, citato assolutamente a caso perché non si è mai dato, in questo paese, un simile comportamento. Ora, l’eletto subito proclama che l’abolizione tout court sarebbe demagogia; ci vuole una pausa di riflessione, poi si procederà con gradualità, tramite accorpamento. La gradualità dura almeno un due-tre anni, così nel frattempo tutti si sono dimenticati del programma. Se poi c’è qualche Politico Antico che, tignoso e dispeptico, la cosa la vuole per forza portare a votazione, ci si astiene, così l’onore è salvo, la coerenza è salva, e il miracolo della Politica Moderna per cui un eletto può passare da una posizione a quella opposta senza nemmeno sgualcirsi un pocolino la giacca (firmata), è realizzato. Capite ora la potenza della Politica Moderna rispetto a quella Antica, dove si era troppo stretti da vincoli e obblighi?
2) esempio (locale): Un partito (è un caso di scuola, quindi inventiamo un altro partito inesistente, l’IdV, Italia del Valium) che al governo nazionale sia all’opposizione può fare campagne con i movimenti sociali e i vituperati comitati, fino a vincere referendum su beni comuni e gloriarsene? Assolutamente SI’. Anzi in questo modo si dà un’immagine piacevolmente popolare e un’elegante coté movimentista. Ma d’altro canto, questo medesimo partito (inesistente, ma MODERNO) potrebbe essere, sul piano locale, al governo, ad esempio nelle non abolite province. Dove ciò accade, deve quel partito votare atti in assoluta continuità con quanto affermato sul piano nazionale? Assolutamente NO. Se per esempio nella provincia (inesistente ma moderna) di Fiorella tale partito fosse al governo, si può stare certi che voterà atti in cui si stigmatizza il comportamento irresponsabile di chi, per meri interessi propagandistici, sfrutta la sensibilità della popolazione per la tutela della salute e della qualità ambientale ossia quegli stessi comitati con cui si allea su scala nazionale (tranne che si sia in campagna elettorale e che sia necessario carpire il voto, ma allora si rientra nel caso 1 ed è opportuno che si carpiscano voti con slogan menzogneri tipo “Chi ama non brucia”). E’ questo il bello della Politica Moderna, nella quale un medesimo partito può essere contemporaneamente e al governo, e all’opposizione e anche nella società civile. Un trittico! Meglio del mantello di Houdini! Naturalmente, bisogna stare molto attenti a ricordarsi con chi si parla in ogni momento. Ma è proprio da questo che si riconosce il vero Politico Moderno, dotato di una abilità innata e camaleontica ad adattarsi ad ogni nicchia da cui possa trarre sostentamento e realizzare una Politica Moderna.
La capite ora la differenza o no? Allora buona digestione.
Il Duo Apostolico Pietro & Paolo
Ps. Ogni accostamento con votazioni realmente accadute alla camera dei deputati e alla provincia di Firenze è assolutamente casuale e indipendente dalla volontà del Dinamico Duo Apostolico.
Archivio per luglio 2011
La Politica Moderna nella Piana e le strutture abilitare (parte terza)
13 luglio 2011La tranquillità in un braccialetto ai Gigli con Baboo Safety, un servizio gratuito per la sicurezza dei bambini
13 luglio 2011
Si chiama Baboo Safety ed è un braccialetto studiato per garantire la sicurezza dei bambini all’interno del centro commerciale: un nuovo servizio gratuito a disposizione dei clienti de I GIGLI.
Da giovedì 7 luglio presso la Casa di Baboo (Corte Magnani), il Ginfo e i negozi che espongono la vetrofania “Baboo Safety” è disponibile un nuovo servizio, completamente gratuito, riservato ai clienti del centro commerciale I GIGLI con figli. Nei punti di distribuzione è disponibile il Babbo Safety, un braccialetto in Tyvek colorato che viene messo al polso del bambino. All’interno ci sono una serie di informazioni tra cui il nome del bambino, il telefono cellulare dei genitori e degli accompagnatori, un numero di telefono del servizio accoglienza del centro commerciale. Oltre al braccialetto ai clienti viene consegnato un vademecum e un album illustrato per i più piccini dove sono indicate alcune azioni per una agire sicuro e che i bambini possono completare colorandolo con le matite.
I genitori ricevono anche un “biglietto da visita” con i numeri del servizio accoglienza e alcune elementari norme da adottare in caso di smarrimento del proprio figlio.
Il nuovo Baboo Safety garantisce un servizio in più per assicurare tranquillità alle famiglie.
All’interno del centro commerciale, in Corte Magnani, è disponibile lo spazio bimbi assistito dove è anche possibile festeggiare compleanni e altre ricorrenze oltre a garantire la sorveglianza dei bambini con l’assistenza di personale e animatori specializzati.
La grande assente dal panorama della Piana .. questa sera la Marson diserta l’incontro a Campi Bisenzio
12 luglio 2011Ancora una volta l’assessore Marson fugge di fronte al confronto pubblico con le istituzioni e con gli stessi cittadini.
Un comunicato stampa dell’ultimo momento, recita che la Marson si è sentita “..costretta a ritirare la propria disponibilità, inizialmente accordata all’iniziativa, perchè non condivido il metodo di attribuire a un relatore taglio e contenuti del suo intervento. Questo intento era palese nell’enfasi e nella strumentalità con cui la mia presenza all’incontro è stata annunciata. I temi proposti alla discussione, cioè il Pit, un atto ancora all’attenzione del consiglio regionale, erano chiari e a questi mi sarei attenuta. Non mi presto a forzature che non fanno parte del mio modo di concepire il dibattito, tecnico e politico, su un tema così importante per il futuro dell’area metropolitana e dell’intera regione“.
Una tecnica discutibile che pone ancora una volta seri dubbi sul sistema di relazionarsi, ma anche la stessa presenza di questa persona nella carica che riveste. L’abilità di questi nuovi amministratori nel sottrarsi al confronto è semplicemente paradossale e di cattivo gusto.
Questa sera l’assessore si è probabilmente sentita attratta in una trappola, questo traspare dal modo con cui etichetta “il dibattito tecnico e politico, fuori dalla sua concezione“. Un dibattito voluto dal suo stesso partito e dai suoi rappresentati nel comune di Campi Bisenzio. Una vera perdita di stile inflitta a quel partito di Di Pietro, che a livello italiano fà della sua bandiera la trasparenza ed il confronto degli atti e dei personaggi che conducono la pubblica amministrazione.
Fatto è che anche stasera come spesso accade, i cittadini verranno abbandonati senza alcuna possibilità di farsi ascoltare ma soprattutto di ricevere risposte concrete, e la lettera aperta all’assessore Marson, già pubblicata sul blog rimarrà per ora inascoltata.
Un vero peccato anche che un partito come l’IDV, che a livello italiano ha molte prerogative interessanti e responsabili, debba cadere nella nostra regione per simili soggetti.
Alle prossime quindi, con le reazioni dei rappresentanti Giannerini e Porcu da Campi Bisenzio, ma soprattutto con i firmatari della lettera aperta alla Marson, che a questo punto avranno già affilato la scure per la battaglia..
“Il Viandante e la sua Ombra, aforisma 125″, le installazioni di Ignazio Fresu in via Santo Stefano a Campi
12 luglio 2011Fino al 18 luglio, in via Santo Stefano e in piazza Fra Ristoro, è visibile la mostra, a cura di Sandra Gesualdi con le installazioni di Ignazio Fresu “Il Viandante e la sua Ombra, aforisma 125″.
Il viandante è colui che si trova a passare, colui che transita in un preciso istante in un luogo proprio; la vita è quella dell’adesso, quella del momento dell’attraversamento e in questo divenire continuo si annida la bellezza vera delle cose, la bellezza dell’essenza che resta non dell’apparenza che passa.
Il viandante di Fresu non ha nessun altro punto di riferimento se non in se stesso e nella sua smisurata creatività; prosegue libero senza una meta e al pari dell’Oltre uomo di Nietzsche interpreta e indaga i suoi giorni, senza valori imposti. Il suo transito perenne sperimenta diversi comportamenti, lontani dai luoghi comuni del genere, razza, cultura, religione, purché sempre fedeli alla vita, reinventa continuamente e vissuta acutamente.
I vestiti stesi o le scarpe adagiate e spaiate sulla strada, ne vivificano l’idea con immagini nostalgiche; il viandante percorre la sua via e l’ombra segna il suo passaggio momentaneo, precario, mai definitivo, ma per questo carico di quella vita, intesa nella sua immediatezza, come forza caotica e generatrice di profili, universi, gioie e sofferenze personali e universali, slegate dalle imposizioni e dalle menzogne comuni.
La scultura di Fresu permette di selezionare un estratto delle infinite ombre e possibilità di ogni uomo-viandante e ce le restituisce sotto forma di abiti marmorizzati, logori e grigi, pesanti e arrugginiti.
Le vesti invecchiate divengono luogo della memoria collettiva e ci rammentano che ognuno di noi è un migrante; l’uomo vive in un eterno divenire dove tutto ciò che è, non rimane tale per sempre ma si definisce col mutamento e col passaggio.
“Il metallo non è metallo, ma spesso cartone o polistirolo travestito da metallo. L’usura e l’ossidazione dei materiali sono soltanto un abile gioco di interventi manuali. La leggerezza è travestita da pesantezza”.
“L’intrinseca bellezza – afferma lo scultore – oggetto della mia ricerca, consiste in una nuova consapevolezza che le cose che non vediamo più, non sono improvvisamente entrate nel nulla ma sono semplicemente scomparse dall’orizzonte degli eventi. Continuano ad esistere in una dimensione che non è quella apparente ed è pertanto proprio in questo divenire che risiede l’eternità di tutto.”
Le installazioni si inseriscono, come progetto collaterale, all’interno della rassegna di Lugliobambino 2011, il festival internazionale di teatro di strada per bambini, , in una sorta di collaborazione creativa e inaspettata tra arti, forme e linguaggi.

Biografia
Ignazio Fresu è nato a Cagliari nel 1957.
Nel 1975 si è trasferito a Firenze per frequentare l’Accademia di Belle Arti. E’ in questa città che ha avuto inizio la sua carriera artistica. Da anni vive e lavora a Prato. La sua attività espositiva è molto intensa e si svolge in Italia e in varie nazioni estere. Per realizzare le sue opere Fresu prevalentemente si serve di scarti delle lavorazioni industriali e di residui delle attività di consumo; ciò al fine di testimoniare sia lo spreco che la civiltà moderna, guidata soltanto dalla logica del profitto, produce inutilmente; sia la possibilità di creare da quelle montagne di rifiuti, un mondo nuovo.
Le sue creazioni nascono da lamiere di metallo, da tubi, da residui industriali, vecchi abiti e oggetti che vengono trattati con tecniche particolari e sottoposti a processi di ossidazione.
Il pensiero dei primi filosofi greci (in particolare quello di Eraclito) e la filosofia di Nietzsche costituiscono il “tappeto”estetico su cui si sviluppa l’umanesimo di Ignazio Fresu.
Info www.ignaziofresu.it
Cara Assessora .. un gruppo di campigiani chiede “spiegazioni e chiarimenti” alla Marson sul Parco della Piana
11 luglio 2011All’Assessora Regionale Anna Marson
Campi Bisenzio, 10 luglio 2011
Gentile assessora,
siamo un gruppo di cittadini di Campi Bisenzio e quindi direttamente interessati nell’annosa vicenda del Parco della Piana, sin da quando fu ideato come opera di compensazione per la costruzione di un inceneritore a Case Passerini, ossia in occasione di una delle tante fregature che la classe politica ci ha dato. Eravamo presenti all’incontro pubblico di Villa Montalvo del 24 luglio 2010, dove ci fu subito chiaro che di questo tanto vantato parco poco si sapeva di che cosa fare. C’era chi proponeva (lo ricorderà bene anche lei) di farci un parco delle macchine di Leonardo da Vinci, e chi invece aveva già delineato un potenziale attrattivo di 14 milioni di visitatori (per vedere che? L’inceneritore?) e sognava già gare a livello mondiale per lo sfruttamento di un tanto grasso mercato. Non ci metteremmo a ridere per decenza e per rispetto nei suoi confronti. A febbraio abbiamo invece capito che l’unica cosa che si era sicuramente deciso di fare era… un aereoporto internazionale. Questo tanto per la mitigazione. La cosa buffa è che di tutto il percorso partecipativo sbandierato dalla Regione (non è che di ciò facciamo colpa a lei, però) non si era materializzato nulla. Chi le aveva prese queste decisioni? A che livello? Perché i cittadini dovevano apprendere queste cose sui giornali, tanto più che c’è un garante della comunicazione (tanto per parlare di costi della politica…)? Poi la battaglia sul PIT dei sindaci, preoccupati dei loro preziosi piani strutturali.
E siamo arrivati all’oggi, incontro di Villa Montalvo il 12 luglio. Immaginiamo che sia una ripetizione dell’incontro precedente di cui abbiamo detto, perciò non sappiamo se saremo della partita. Ma una cosa è sicura: non è questa la partecipazione che la Regione ci aveva promesso. E, anche se non le imputiamo ciò, visto che lei è stata magna pars di tutta questa faccenda, riteniamo che ci debba qualcosa. Quindi la pregheremmo di rispondere a qualche domanda che da tempo vorremmo porre e a cui, francamente, vorremmo una risposta seria.
Crediamo di averne diritto. Ecco le domande per lei:
1) chi ha deciso, e a che livello, che il Parco della Piana dovesse essere un parco agricolo?
2) Chi ha preso questa decisione, era consapevole del fatto che gli inceneritori emettono diossina e che la diossina si insinua nella catena alimentare, accumulandosi irreversibilmente nei tessuti perché l’organismo non riesce a eliminarla?
3) Chi ha preso questa decisione era consapevole del fatto che per le emissioni di diossina non sono possibili mitigazioni (l’ha scritto anche la vecchia VIS, parte II) e che forse coltivare piante destinate all’alimentazione sotto un inceneritore non è una grandissima idea?
4) E’ vero come ha sostenuto il sindaco di Campi che la Regione rinuncerà alla perimetrazione del Parco (in altri termini, autorizzerà i piani strutturali dei comuni) in cambio del sì all’aereoporto?
5) E’ in grado di citarci un qualunque parco agricolo, o un qualunque parco, nel mondo in cui siano presenti sia un inceneritore che un aereoporto?
6) Che fine faranno le alberature previste come opera di mitigazione, contro le quali la Società Aereoporto di Firenze aveva fatto ricorso al TAR (perdendolo) e che comunque sono un ostacolo alla pista parallela?
7) Lei è ancora delle idee che le alberature citate al punto 6, qualora fossero realizzate, debbano essere periodicamente abbattute per andare a alimentare l’impianto a biomasse (ossia, un altro inceneritore) di Calenzano, come fu detto all’incontro di Villa Montalvo di luglio 2010?
Con ciò la salutiamo. Copia della presente missiva sarà inviata anche agli organi di informazione, e la invitiamo a rispondere stesso mezzo, visto che si tratta di argomenti di interesse pubblico. In caso di non risposta, faremo pubblicamente le nostre valutazioni.
Non saranno benevole.
Cordialmente, i suoi
Paolo Lombardi, Pietro Mugione, Massimo Biagiotti, Maurizio Monticelli, Daniela Losi, Maresca Mattei, Ersilio Masi, Francesca Di Nola, Monica Matini, Fabio Giovannoni
La questione Libica.. è ora che i paesi d’Africa scrivano da soli la propria storia
10 luglio 2011Ricevo e pubblico.
Da molti anni ho iniziato a viaggiare per l’Africa. Ho avuto la fortuna e il privilegio di poterlo fare non irregimentato in comitive o vincolato dai confini angusti di qualche villaggio-vacanze. E’ stata anche una scelta, e mi ha offerto la possibilità di incontri preziosi, altrimenti impossibili, vuoi per i tempi necessariamente obbligati delle comitive, vuoi per la legittima riottosità delle popolazioni locali ad esibirsi come fossero pappagalli colorati.
Ho avuto il privilegio di conversazioni ed amicizie in luoghi che a molti non passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di frequentare. Perché ci hanno raccontato di gente ostile, vendicativa. Ho amici in molte parti dell’Africa, illustri sconosciuti mi hanno pagato il taxi quando, senza una lira in tasca, in qualche periferia del Golfo di Guinea, me ne andavo in cerca di una qualche improbabile ambasciata. Che non avrei mai trovato, incontrando invece – per strada – la solidarietà umana più disinteressata, quella di chi poco ha, ma molto capisce. In questa mia Africa, che è fatta anche di deserti, di Sahara, di Algeria e di Libia, non avevo mai visto bambini-soldato. Non ve n’era memoria.
Fino a ieri.
In quanti hanno veduto la nuova immagine dello sconosciuto bambino-soldato libico che orgoglioso del suo nuovo FAL tra le mani si immerge in un gioco di adulti? In Libia non era mai successo. Da oggi è così, non è uno strappalacrime lungometraggio hollywoodiano, è uno degli effetti (secondari, rispetto ai bombardamenti intelligenti di città e villaggi effettuati dalla NATO, ma non meno devastanti) della guerra di aggressione ad uno stato sovrano.
Oggi i francesi, suscitando le ire di tutti, da Mosca a Città del Capo, sversano alla rinfusa armi sulle regioni desertiche. L’avevano già fatto in Algeria, negli anni ’50, ed i risultati li abbiamo veduti.
E quando ritroveremo quell’Africa povera ma serena che abbiamo conosciuto, non mille ma trente, venti, dieci, due anni fa?
Quando smetterà quel ragazzino di giocare con quel maledetto balocco, la vera mela avvelenata della strega?
E’ ora che i paesi d’Africa scrivano da soli la propria storia, qualcuno non accetta più di farsi reggere la mano nella firma di qualche trattato truffaldino. Gheddafi infatti, reo di non aver accettato di far scrivere ad altri la storia del proprio paese, è stato il bersaglio di una campagna mediatica di disinformazione senza precedenti ( fasulli bombardamenti e carneficine di inermi folle di oppositori) messa in atto da una vile regìa internazionale cui nemmeno il governo italiano si è sottratto, per far terra bruciata intorno all’unico che dagli anni ’70 ha affermato con fermezza i diritti del proprio paese, indipendente dai nuovi colonialismi finanziari e culturali. In una Italia anzi, per la prima volta coesa – destra e sinistra hanno votato per l’intervento militare – strateghi improvvisati in un’orgia di quel delirante patriottismo da camerata hanno coniato perfino la ridicola definizione di Risorgimento Arabo che il buon Napolitano, cui scrissi in Marzo prima della guerra per scongiurarlo di buonsenso, ha sposato come un ridicolo salvagente…
Esportiamo la democrazia: no, signori la democrazia non è coca-cola.
E chi siamo – noi – per poter affermare che i nostri schemi sono gli unici validi e giusti? La nostra pretesa e millantata civiltà che sa esprimersi solo con una esasperata tecnologia?
La Libia era l’unico paese d’Africa che prevedeva per tutti i libici l’indennità di disoccupazione…i libici non sono mai emigrati, se non per studio, ed anche su quel fronte il tiranno aveva compiuto – pur vessato dalle sanzioni – notevoli passi avanti. La donna in Libia godeva diritti altrimenti ignorati, nei paesi cosidetti “arabi”.
Perché non dichiariamo guerra all’Arabia Saudita che tra l’altro applica concretamente la sharia?
L’unica dignità ferma ad oggi è proprio la sua, quella del tiranno Gheddafi, aggredito a casa propria, e come di prassi ci diciamo che sia per un po’ di petrolio.
Ma non è nemmeno questo, vogliono una guerra perenne, una intifada permanente. Vogliono essere in tre o quattro a decidere del mondo, a chi dare i soldi e a chi no, chi processare e chi impiccare.
Emilio Borelli
La Lirica Conquista La Notte Bianca ai Gigli, per la prima volta si canta in un centro commerciale italiano
9 luglio 2011Una “Notte bianca” da sbalordire. 58mila visitatori per la notte dei saldi ed un eccezionale concerto di arie da opere liriche che ha abbattuto un tabù: una vera orchestra classica e cantanti d’opera si esibiscono un un centro commerciale italiano.
Ieri è stata una “Notte bianca” delle novità che ha attratto 58mila visitatori al centro commerciale I Gigli per la stagione dei saldi ma anche per i tanti spettacoli innovativi organizzati per l’occasione.
Prima di tutto il concerto dell’Orchestra Nuova Europa diretta dal maestro Simone Maria Marziali che ha accompagnato il soprano Maria Gaia Pellegrini ed il tenore Giorgio Casciarri. Il pubblico del centro commerciale, solitamente abituato ad altri tipi di spettacolo ed esibizioni, ha ascoltato per quasi due ore le arie più famose da alcune opere di autori dell’800 e del ‘900. Il commento di molti è stato “emozionante” tanto da far “accapponare la pelle”.
“Siamo particolarmente soddisfatti per la buona riuscita della serata – commenta il direttore I Gigli Alessandro Tani – abbiamo tentato una strada nuova con la musica lirica, era la prima volta che accadeva in un centro commerciale in Italia ed abbiamo registrato un gradimento di pubblico strepitoso. L’abitudine delle notti bianche sta dilagando e, oltre alla convenienza dei prodotti in vendita nei singoli negozi, il nostro centro commerciale ha deciso di sperimentare nuove forme di spettacolo e intrattenimento. Sembra che il pubblico ci abbia dato ragione”.
Domenica 10 luglio il centro commerciale I Gigli osserverà un’apertura straordinaria (ore 9-22) con un intenso programma di intrattenimento tra cui spicca LA BATTAGLIA DEI CUSCONO: in Corte Tonda, alle 16. migliaia di cuscini scenderanno dal cielo per consentire a tutti i presenti di scatenarsi in una divertente (e innocua) battaglia a suon di cuscinate. Dalle 11 alle 20 in Corte Tonda funzionerà un PARCO AVVENTURA riservato ai più piccini.
CNCC SUMMER EVENT ai Gigli, il 7 e l’8 luglio l’incontro tra gli addetti al settore
7 luglio 2011Il 7 e l’8 luglio si terrà al centro commerciale I Gigli il “CNCC Summer Event”.
Il centro commerciale I Gigli ospiterà oggi e domani l’ormai tradizionale “CNCC Summer Event”, la riunione annuale della Commissione Consultiva Servizi del Consiglio nazionale dei centri commerciali. Il primo appuntamento per i circa 80 ospiti attesi sarà il 7 luglio alle 14.30 al Forum di Fnac interno ai Gigli per l’inizio dei della Commissione che si svolgerà con il seguente programma: relazione del Presidente della Commissione Consultiva Servizi (avv. Roberto Folgori) a cui seguirà il contributo del Vicesegretario generale del CNCC (arch. Corrado Vismara) per poi discutere del ruolo e delle prospettive della Commissione considerando i trends di mercato.
Alle 18 si terrà una visita guidata ad alcune attività del centro commerciale I Gigli proposte dai soci componenti la Commissione Servizi e GLL – Gruppo di Lavoro Leisure presso il Mondo di Baboo (nell’occasione sarà inaugurato il nuovo servizio Baboo safety: un braccialetto per i genitori da far indossare ai loro bambini che, in caso di necessità, servirà per chiamare i genitori attraverso una semplice telefonata. Il servizio sarà gratuito e disponibile al Ginfo e presso i vari spazi bimbo all’interno del centro commerciale).
Venerdì 8 luglio, alle 10, si terrà una visita guidata al centro commerciale e varie attività proposte dalla direzione dei Gigli tra cui una tappa al “Mercatino dell’artigianato toscano” allestito in occasione della Notte bianca, un “giro” presso alcuni negozi del centro in compagnia della personal shopper di cui è dotato il centro commerciale, una tappa allo spazio del Book Crossing. A questo sarà affiancato un tour per i tecnici “dietro le quinte” del centro per la visione degli impianti del Centro.
Il CNCC – Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali è un’associazione trasversale che riunisce in un unico organismo tutti i soggetti privati e pubblici collegati, a vario titolo, all’industria dei Centri Commerciali, dei Parchi Commerciali e dei Factory Outlets. Il CNCC è stato costituito nel 1983 con sede in Milano. Il CNCC è inoltre rappresentante unico per l’Italia dell’International Council of Shopping Center, l’Organizzazione mondiale che raggruppa oltre 38.000 soci in 75 diversi Paesi.
“Siamo lieti di ospitare i partecipanti a questo importante appuntamento del Cncc – spiega il direttore dei Gigli Alessandro Tani – che rappresenta unp dei più significativi eventi nel campo dell’innovazione ai servizi dei centri commerciali dell’accoglienza. Aver scelto I Gigli per questo incontro significa ricevere un riconoscimento autorevole per lo sviluppo e l’ammodernamento dei servizi alla clientela che riusciamo a fornire e ad aggiornare costantemente”.

NO-GAP Festival di Campi, al via domani la sesta edizione; il programma
7 luglio 2011
Dall’8 al 10 luglio presso il circolo Dino Manetti di San Piero a Ponti si terrà la sesta edizione del No Gap Festival. Caratterizzato per l’impegno nella promozione di una cultura di pari opportunità, il festival è promosso dall’Associazione Nessun Dorma e dal Circolo Arci Dino Manetti di San Piero a Ponti.
L’associazione Nessun Dorma è nata nel 2011 con lo scopo di dare continuità al progetto di ristorazione sociale Nessun Dorma e di promuovere attività che favoriscano lo sviluppo delle autonomie, l’inclusione sociale e le pari opportunità di persone diversamente abili. Per realizzare questi obiettivi, l’associazione ha scelto di creare percorsi educativi e di socializzazione, nell’ambito della ristorazione sociale, che mettano le persone con disabilità in condizione di partecipare autonomamente alla vita associativa. Il Festival, patrocinato dal Comune di Campi Bisenzio avrà, com’è ormai tradizione, un ricco calendario di eventi ed attività.
Il programma
Venerdì 8 luglio
Ore 19.30 Inaugurazione del Festival e tavola rotonda sul tema della partecipazione, dell’impegno sociale e del valore aggiunto per il territorio dalla nascita dell’Associazione Nessun Dorma. Interverranno i rappresentanti delle autorità locali, dell’Arci, di cooperative e associazioni del territorio.
Ore 21.30 Gatti Mézzi in concerto, tappa del tour estivo di presentazione del loro nuovo album Berve tra le berve.
Sabato 9 luglio
ore 20.00 Trent’anni di solitudine, ovvero, un Basaglia fu primavera, spettacolo teatrale a cura dell’Associazione Fra(m)menti di luna verde. Percorso di musica e parole visto dalla parte dei pazienti, con la “normalità” a fare da sfondo.
Ore 21.30 Duo Symbiosis in Avanti Popolo, concerto per fisarmonica, elettronica e video arte su canti partigiani, della Resistenza, dell’Unione Sovietica e del Duo Symbiosis.
Domenica 10 luglio
Ore 21.30 The Jash in concerto, eclettico quartetto fiorentino che unisce la rabbia intransigente dei Clash con lo spirito del jazz
Ore 23.30 Chiusura del Festival con lo spettacolo di danza orientale di Ki Dojo in danza.
All’interno della manifestazione è aperta l’Osteria Sociale Nessun Dorma, il progetto di ristorazione sociale che vede coinvolte persone diversamente abili nella veste di camerieri. Sono inoltre presenti: pizzeria, birreria all’aperto con panini, mercatini.
Info: Nessun Dorma associazione di Promozione Sociale, via Baracca 2 San Piero a Ponti, presso il Circolo Arci Dino Manetti, tel. 055 8999802 e-mail osterianessundorma@gmail.com




















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