Archivio per marzo 2011

Da Amici, Annalisa ospite alla Fnac di Campi Bisenzio il 23 marzo

22 marzo 2011

Mercoledì 23 marzo alle ore 17.00 presso la Fnac al Centro Commerciale i Gigli di Campi Bisenzio, direttamente da Amici, sarà ospite Annalisa, la vincitrice morale di “Amici 10″. L’edizione 2011 di Amici ha sfornato un’interprete che, puntata dopo puntata, ha attirato sempre più l’attenzione della critica e degli addetti ai lavori. Dopo essersi aggiudicata il premio della critica nel talent show condotto da Maria De Filippi, Annalisa incontrerà ai Gigli il pubblico che l’ha sostenuta in questi mesi in un incontro organizzato dalla Fnac. Una breve intervista aperta a tutti e poi Annalisa inizierà questa nuova esperienza di firmacopie del suo album d’esordio, intitolato semplicemente “Nali” co­me il suo soprannome da bambina. Intanto, a meno di tre settimane dall’uscita, “Nali” sta scalando le classifiche di i­tunes trasci­nato dal successo del singolo “Questo bellissimo gioco”. Ha 26 anni e vive a Carcare, in provincia di Savona, con il padre e la madre. Fin da piccolissima si è appassionata alla musica grazie a un’invidiabile collezione di dischi, messa insieme dai genitori. È laureata in Fisica, ha studiato canto e diversi strumenti musicali. Il sogno di Annalisa è costruire la sua vita intorno alla musica.

“Il Compostaggio Domestico” una pratica interessante per il recupero e la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti domestici (2)

22 marzo 2011

Segnalo e vi invito a partecipare ad un’altro incontro di formazione sul recupero e la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti domestici che si terrà Giovedì 24 Marzo alle ore 21.00 presso il Circolo MCL San Lorenzio in Via San Lorenzo a Campi Bisenzio. Per informazioni contattare l’Uff.Ambiente del Comune allo 055.8959215 oppure inviare una email a amb@comune.campi-bisenzio.fi.it

La migliore tecnologia possibile

21 marzo 2011

Non voglio speculare su quanto accade in Giappone, ma il testo di Paolo Lombardi e la mia stessa volontà di affrontare questo importante argomento, mi inducono a rompere il silenzio su di un sistema anomalo, dettato troppo spesso da luoghi comuni, che è diventato regola di scelte nel nostro paese. Noto che è entrata a far parte in modo preponderante la frase “di ultima generazione” per giustificare scelte assurde e spesso mai sperimentate, che sono mirate solo ed esclusivamente a speculazioni economiche. Forse varrebbe la pena definirle a fondo “quelle che pensiamo possano essere le migliori”, perché troppo spesso sono riferite a tutto ciò che può essere dannoso per la salute, ma che si vuol far passare in tutti i modi come “migliori di prima” in assoluto, senza avere la minima cognizione di quello che porteranno.

Quando si cerca di persuadere i cittadini ad accettare sul proprio territorio infrastrutture pericolose, non di rado si ricorre a due argomenti: lo sviluppo e l’impiego della migliore tecnologia possibile.
A pensarci bene si tratta di due argomenti capziosi. L’infrastruttura è pericolosa, inquina, ruba spazio e tempo ai residenti? Però in compenso assicura lo sviluppo di tutti, e quindi i residenti non devono mica essere egoisti. Ma, a parte il fatto che se i residenti si oppongono è perchè non gli migliora mica la vita, e quindi lo sviluppo non è di TUTTI, ma di QUALCUNO; ma anche l’assunto iniziale che le infrasttutture, magicamente, assicurino lo sviluppo è una solenne fesseria, almeno per chi voglia vedere le cose oltre a quel breve orizzonte temporale che di solito per i politici coincide con la prossima rielezione.. Volete una dimostraziome migliore del Giappone di questi giorni? Giappone che, per assicurare lo sviluppo si è riempito di infrastrutture nucleari, al grido “Non vogliamo essere i presidenti del declino”. Finchè è andato tutto bene, nulla quaestio. Ma cosa accadrebbe, ed è nella possibilità di questi giorni, se il Giappone, che dopo queste scelte sciagurate dipende per l’80% dei propri consumi elettrici dalle centrali nucleari (perché avendo assicurato lo sviluppo, che motivo c’era di investire nelle rinnovabili?) fosse costretto a chiudere tutte assieme le centrali nucleari come ha già chiuso quella di Fukushima? Cosa accadrebbe se la Francia, che ospita 58 impianti nucleari, fosse improvvisamente costretta, per motivi di sicurezza, a spegnerle? Non ricadrebbero immediatamente nel sottosviluppo? Dite che non può accadere? Ci dicevano anche che una nuova Chernobyl non era possibile, ed eccoci qui a Fukushima. E magari ora in Giappone si augurerebbero di averlo avuto, in passato, qualche presidente del declino. Questo per dire che lo sviluppo giapponese si è basato su un azzardo, o se preferite su un sogno; ora il sogno è finito, ed è il momento di pagare il conto. Ed è salato.
Quanto alla migliore tecnologia disponibile, argomento sempre ricorrente in bocca ai politici (soprattutto a quelli che non sanno di che cosa parlano), è un altro mito che, se si guarda bene, poco ha di solido. Eppure illustri (si fa per dire) esponenti governativi si sbracciano a dare a intendere che la tecnologia dei reattori nucleari è diversa è più sicura. Allora, tanto per fare un po’ di chiarezza, ecco una storia: il 24 febbraio 2009, l’Enel firma con l’Areva francese un protocollo per la fornitura di 4 reattori nucleari EPR (European Pressurized Reactor) nell’ambito del programma governativo italiano.
E’ la famosa tecnologia migliore, quella buona di fronte a quella giapponese che è cattiva (peccato che sia più o meno la stessa). Ora, si dà il caso che ci sia un unico reattore EPR in costruzione in Europa; è in Finlandia, dove il cantiere va avanti da anni. Il motivo per cui va avanti da anni si trova in un rapporto di Greenpeace del 2008: l’ente per la sicurezza nucleare finlandese si accorse che il costruttore (l’Areva medesima) usava cemento con troppa acqua per costruire la gabbia del nucleo, e che anche le saldature non erano affatto a norma. Di qui la necessità di ricominciare; ed ecco il perchè dei ritardi e soprattutto dell’enorme lievitazione dei costi (in Finlandia, quando hanno rivisto i conti, si sono molto pentiti delle scelte). Non vi ricorda qualcosa questa storia…tipo,,,l’Aquila? Che cosa sarebbe successo se un simile reattore fosse stato costruito in Italia, dove terremoti e tsunami non sono fenomeni sconosciuti (il terremoto di Messina ricorda qualcosa a qualcuno)?
E qui c’è la lezione più dura di questi giorni: la garrula superficialità con la quale la classe dirigente italiana -a tutti i livelli- insiste nel voler realizzare infrastutture pericolose in luoghi dove vivono centinaia di migliata di persone senza né prendere in esame alternative né riflettere minimamente su che cosa accadrebbe in caso di disastro.
Prendiamo l’aereoporto di Peretola. Un disastro aereo (che speriamo non accada mai ma che in un aereoporto affollato è sempre possibile) è una cosa molto grave. Un disastro aereo in città è una cosa doppiamente grave. Un disastro aereo in una città e in un parco (ossia in un luogo dove si portano le famiglie) è triplamente grave. Ci sarà un motivo per cui di solito gli aereoporti internazionali si costruiscono lontano dai centri abitati più grandi. Credete che nella famosa variante al PIT ci sia una riga in merito?
Non c’è però motivo di essere del tutto pessimisti. Credo che, a differenza di quello che sosteneva Gaetano Mosca, ormai i cittadini siano di gran lunga migliori di coloro che hanno la pretesa di volerli governare. Spesso sono più informati, più riflessivi e più dotati del buon senso del padre di famiglia di cui parla il codice civile e che risolverebbe (da sé) tanti problemi. Senz’altro sono meno arroganti. Tra qualche mese (verosimilmente il 12 giugno) ci sarà il secondo referendum sul nucleare. E’ un buon modo per sconvolgere i piani dei vari presidenti dello sviluppo. Quanto ai problemi di casa nostra e della Piana, è ora che siano i cittadini a far sentire la propria voce. Invito tutti coloro che abbiano ancora amore per il proprio territorio, non vogliano vederlo svenduto e abbiano qualche ora da buttare via a lasciare un recapito come commento a questo post. Organizzamoci insieme. Non bruciamoci il futuro.
Paolo Lombardi

Circolo Rifondazione Comunista “A.Gramsci” di Campi Bisenzio si dichiara contro la guerra “umanitaria”, senza se e senza ma

20 marzo 2011

Ricevo e pubblico.

Da sabato pomeriggio arei della “Coalizione dei volenterosi” stanno bombardando la Libia. Secondo gran parte del mondo occidentale le ragioni di questo intervento militare sono umanitarie, ma l’uso di questa parola ci richiama alla mente degli scenari già visti.
Tutte le volte che al governo degli Stati Uniti arriva un democratico, le guerre sporche dei repubblicani e delle lobbies delle armi e del petrolio, si trasformano in guerre umanitarie. E anche i democratici italiani cambiano atteggiamento. Non più ostili alle guerre che esportano la democrazia, ma favorevoli alle guerre che esportano i diritti umani.
Noi sappiamo come andò a finire nell’ex jugoslavia: le bombe umanitarie e i missili intelligenti ammazzarono i civili. La pulizia etnica fatta dai serbi nei confronti dei kossovari venne sostituita da un’altra pulizia etnica, a parti invertite però. Trascorsero pochi anni dalla fine di quella guerra e i civili e militari scampati alla morte si ammalarono di tumore, perchè i “democratici” eserciti occidentali avevano usato delle armi all’uranio impoverito.
Noi sappiamo come andrà a finire questa volta. Nello stesso modo.
Anche gli appetiti delle vecchie potenze occidentali non sono cambiati più di tanto. La Francia e l’Inghilterra sono così determinate perchè sperano di arrivare per prime alla spartizione dei pozzi petroliferi libici. Chissà che contratti d’oro firmeranno la Total e la Bp, ma anche le compagnie petrolifere americane e perchè no, un posticino all’Eni non lo troviamo? E’ vero, il governo italiano non moltissimo tempo fa aveva ricevuto Gheddafi in Italia con tutti gli onori che si riservano ad un alleato strategico, ad una potenza che si rispetta. Quindi grandi festeggiamenti, baciamano, lezioni sul corano a tante belle signorine, qualche vagonata di milioni di euro e un lager costruito sulle coste libiche per far contenti la Lega Nord e buona parte della popolazione italiana. Ma queste cose si dimenticano facilmente. Adesso c’è da spartirsi la torta libica ed è immaginabile che al banchetto del dopo Gheddafi l’Italia rimanga a bocca asciutta?
Dei diritti umanitari le “democratiche” potenze occidentali se ne fregano perchè non si spiega in altro modo il mancato bombardamento di Israele durante l’operazione “piombo fuso”, che provocò la morte di 1417 palestinesi. Se l’idea è quella di far intervenire gli eserciti a difesa dei diritti umani, perchè la Turchia è stata risparmiata quando stava sterminando il popolo curdo?
Qualche giorno fa l’Arabia Saudita ha invaso il Baharain per reprimere le manifestazioni di piazza contro la monarchia sunnita al potere. Si trattava dell’invasione di uno stato sovrano nei confronti di un altro stato sovrano, una roba che il diritto internazionale vieta categoricamente e che le varie carte internazionali prevedono come condizione per un intervento militare della comunità internazionale. Ovviamente nessuno ha mosso un dito. L’Arabia Saudita è un fedelissimo alleato degli Stati Uniti.
Rifondazione Comunista – Circolo “A.Gramsci” Campi Bisenzio

Il Pd metropolitano di Firenze aderisce a “Il nostro tempo è adesso”, la manifestazione generazionale del 9 aprile

20 marzo 2011

Il segretario Mecacci: “I giovani devono andarsi a prendere ciò che spetta loro”.
“Questo movimento può diventare tanto grande da non fermarsi più”. Con queste parole il segretario metropolitano Patrizio Mecacci annuncia l’adesione del Partito democratico di Firenze a “Il nostro tempo è adesso”, la prima manifestazione generazionale che si svolgerà in Italia. L’appuntamento è per il 9 aprile.
“Siamo la grande risorsa di questo paese – si legge nell’appello lanciato da 14 reti sociali, rappresentate da altrettanti giovani precari, e che si può trovare sul sito internet www.ilnostrotempoeadesso.it –. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo”. E ancora: “La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita. (..) Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare”.
Il Pd metropolitano di Firenze parteciperà alla manifestazione del 9 aprile e ha comunicato ai promotori anche la disponibilità a collaborare all’organizzazione dell’iniziativa. “Il 9 aprile saremo in piazza – dice il segretario Patrizio Mecacci – perché i giovani italiani devono andare a prendersi il tempo che spetta loro. Questo movimento può diventare tanto grande da non fermarsi più, se sapremo farlo crescere insieme. Io personalmente e tutto il Partito Democratico fiorentino siamo a disposizione per dare tutta la mano che serve”.

In rampa di lancio il primo Fondo toscano per l’housing sociale; Obiettivo, 900 alloggi a prezzi calmierati tra Firenze e Prato

20 marzo 2011

Uno strumento che, come dimostrano i progetti dello stesso tipo già avviati, consente di diminuire gli affitti di circa 300 euro e il costo del metro quadro anche di 700
Oltre 500 nuovi appartamenti da affittare e vendere a prezzi convenzionati. In particolare 290 destinati alla locazione e 232 all’acquisto convenzionato, per una superficie di 45.277 metri quadri interamente dedicata all’edilizia sociale privata. Sono i numeri del Fondo housing toscano, il fondo immobiliare per l’edilizia sociale che si sta costituendo nella regione: in sostanza, il primo tentativo di dare gambe ad uno strumento finalizzato al social housing anche in Toscana.
Il Fondo housing toscano ha già 400 abitazioni affittate tra Firenze, Scandicci e Prato, patrimonio dei soggetti promotori del fondo: Affitto Firenze spa (una società composta da cooperative di abitanti come Unica, cooperative edili, aziende come la Costruzioni Spagnoli, una banca come la Cassa di Risparmio di San Miniato), il Consorzio Nuova Badia (“formula” simile a quella di Affitto Firenze), le cooperativa L’Amicizia e Abitcoop di Prato.
Il Fondo punta a realizzare nei prossimi anni altri 522 alloggi, e per 122 di questi è già pronta l’area per essere sviluppata: si tratta di un terreno di 11.527 metri quadrati che si trova a Paperino di Prato. Altre aree tra il territorio pratese e Firenze sono al centro delle valutazioni dei promotori di Fht.
Del progetto si è parlato in conclusione del convegno “Edilizia sociale, città, governo del territorio”, organizzato dall’Istituto nazionale di Urbanistica, l’Anci e la Cassa depositi e prestiti investimenti sgr, che si è svolto ieri alla stazione Leopolda di Pisa.
Per capire i vantaggi del social housing è sufficiente fare un esempio. A Parma, città ben più piccola e “periferica” di Firenze e dove il Fondo per l’housing sociale è già una realtà, l’affitto di un’abitazione a prezzi di mercato si aggira sui 700-800 euro al mese e la vendita sui 2500 euro a metro quadro; un alloggio sociale, invece, viene dato in locazione ad un canone di 300-400 euro mensili e ceduto a 1800 euro al metro quadrato.
Il Fht è un’idea nata nel giugno del 2009, poco dopo il varo del cosiddetto “Piano casa” che ha aperto le porte al social housing in Italia. Attualmente il regolamento istitutivo di Fht è all’esame della Banca d’Italia, dopo aver ricevuto il via libera dalla banca depositaria e dalla società di gestione del risparmio Polaris, un operatore vigilato da Consob e Bankitalia. L’approvazione del Regolamento dovrebbe avvenire entro maggio.
“L’ingresso del Fondo nel mercato della casa toscano – dice Stefano Tossani di Fht – aprirebbe un’opportunità concreta. L’intento di noi promotori è quello di creare uno strumento aperto ad altre realtà, come i Comuni e la Cassa depositi e prestiti, che si è già dichiarata interessata alle iniziative di sviluppo che metteremo in campo. E non dimentichiamo che i Fondi sono strumenti che permettono di coinvolgere anche altri investitori come le fondazioni bancarie, che possono puntare sui rendimenti etici del sistema dei Fondi”.

“I gatti più belli del mondo” sono alla Mostra Felina dello Spazio Reale il 19 e 20 marzo 2011

19 marzo 2011

Sabato 19 e Domenica 20 marzo 2011, “I gatti più belli del mondo” arrivano a Campi Bisenzio presso lo Spazio Reale di San Donnino e rappresentano una attrattiva alla quale appassionati, amanti e bimbi non possono sottrarsi. La Manifestazione è ufficiale dal Libro Genealogico del Gatto di Razza Pregiata. Orario al pubblico ore 10,00-19,00. Per informazioni 347 2619758.

Campi Bisenzio tributa Rolando Panerai nel suo Teatro Dante con un concerto in suo onore

18 marzo 2011

Rolando Panerai al teatro DanteDomani, sabato 19 marzo alle ore 21 presso il Teatro Dante, in occasione del 150° dell’Unita’ d’Italia si terrà un concerto in onore del Maestro Rolando Panerai, il famoso baritono campigiano che fiero delle sue origini ha portato alto in tutto il mondo il nome e l’amore per la sua città natale. Il concerto si svolgerà al Dante, teatro che lo vide esordire nel 1946, poco più che ventenne, nella Lucia di Lammermoor, dando inizio alla sua scalata al successo che lo ha portato ad essere uno dei più famosi e quotati baritoni di tutti i tempi. Conta nel suo repertorio oltre 150 titoli e, negli ultimi vent’anni, è stato anche acclamato regista di numerose opere liriche.
Il concerto organizzato dall’Associazione O.M.E.G.A. e dall’Associazione CAMPI LIRICA, sponsorizzato dal Centro Commerciale I Gigli e patrocinato del Comune di Campi Bisenzio, è un tributo alla carriera del grande Maestro che fra l’altro parteciperà attivamente alla manifestazione. Faranno da cornice allo spettacolo, l’orchestra Sinfonica NUOVA EUROPA che con il suo direttore stabile Alan Freiles, ormai noti al pubblico campigiano per aver allestito varie opere ed eseguito numerosi concerti al Teatro Dante, accompagnerà sia il maestro,  che alcuni giovani cantanti suoi allievi presso il Concorso Illica di Castell’Arquato di cui è il Presidente: il soprano Renata Campanella e il basso Jihoon Kim. Interverranno anche il soprano Maria Gaia Pellegrini e il tenore Gabriele Munaò ed il repertorio della serata sarà dedicato alla musica esilarante del Risorgimento. L’orchestra si esibirà in alcuni brani popolarissimi come la Sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi, la Norma di Vincenzo Bellini, oltre ad accompagnare il Coro della Cattedrale del Duomo di Prato che eseguirà Fratelli d’Italia, Va’ pensiero dal Nabucco e Oh Signore da tetto natio di Giuseppe Verdi. Al termine concluderanno insieme, coro, cantanti, Panerai e orchestra in un canto patriottico, insieme anche alla Filarmonica Michelangiolo Paoli di Campi Bisenzio.
Presenterà la serata Bruno Santini insieme alla nota regista Vivien Hewitt, la quale curerà l’aspetto storico della serata, facendo rivivere il cammino che portò all’Unità d’Italia attraverso la musica, rapportandola ad alcuni momenti della vita del Maestro e della sua carriera.
Biglietti: Posto unico euro 16 interi, euro 14 ridotti per i soci O.M.E.G.A. e CAMPI LIRICA.
Prevendita presso Teatro Dante Piazza Dante 23, aperto venerdì e sabato ore 16 / 19 e i giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo e circuito Box Office. Info: tel. 055 8940864, 055 210804 Cell. 339 7232068 www.omegamusica.org

L’Italia Unita passa dal Blog di Campi Bisenzio .. record di accessi nel 150° anniversario

18 marzo 2011

L’Unità d’Italia dopo 150 dalla sua istituzione si ritrova sulla rete internet e sono estremamente soddisfatto ed orgoglioso di essere stato un tassello di questa importante giornata con il Blog di Campi Bisenzio. Il post sul programma di eventi a Campi per l’anniversario, nella sola giornata di ieri, è stato letto da ben 2758 visitatori, che poi hanno visionato tutte le altre notizie sulla nostra città per un totale di 6466 pagine lette .. in un solo giorno . Un avvenimento importante per me, che mai avevo registrato un numero così consistente di accessi, offrendo quindi anche una ampia visuale  anche per le innumerevoli realtà della nostra città.
Sento quindi di aver contribuito, e non solo in questa importante giornata, ad aver unito ancor di più il nostro paese e l’Italia stessa.
Viva l’Italia sempre più unita !! e grazie a tutti voi per la preziosa collaborazione.

Oggi 18 marzo alle ore 21 .. “Campi s’è desta” con Annita Garibaldi al Teatro Dante

18 marzo 2011

Sarà presente anche Annita Garibaldi, pronipote dell’eroe del Risorgimento alla presentazione del libro Campi s’è desta. La storia del Risorgimento in un borgo alle porte di Firenze (1841 – 1882) realizzato in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
L’opera è il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori campigiani formato da Renzo Bernardi, Sergio Goretti, Fabrizio Nucci e Vincenzo Rizzo che hanno condiviso anni di ricerche per giungere alla sintesi di questo volume che ripercorre tutto il periodo risorgimentale attraverso le vicende accadute nella nostra Campi Bisenzio.
Il risultato è un libro pieno di sorprese e di notizie inedite che fanno capire come i fatti risorgimentali siano stati vissuti con piena consapevolezza da parte della piccola comunità campigiana: una consapevolezza testimoniata innanzitutto dal numero di volontari campigiani che hanno preso parte alla “patrie battaglie”. In pratica non c’è un grande evento del Risorgimento cui non abbiano preso parte da protagonisti anche giovani volontari campigiani che hanno sparso il loro sangue fin dall’epica battaglia di Curtatone e Montanara del 1848 (in quell’occasione morirono due giovani volontari campigiani).
La ricerca mette a fuoco la temperie sociale e culturale della Campi Bisenzio di metà Ottocento  spiegando il motivo di fondo di questa sensibilità dei campigiani nei confronti del Risorgimento: un motivo che risiede nella precoce industrializzazione dovuta alla lavorazione della paglia che aveva portato al formarsi di una vera e propria borghesia aperta ai nuovi ideali risorgimentali.
Lungi da essere lo stereotipo del villaggio rurale alle porte della grande città, Campi a metà Ottocento era una cittadina industriosa e dedita al commercio, un vivace centro di scambi nel quale trovarono terreno fertile le idee e gli ideali del Risorgimento. Non fu quindi un caso se troviamo campigiani che presero parte alla spedizione dei Mille come Tito Zucconi (straordinaria figura di letterato e precettore di Gabriele D’Annunzio di cui poco si sapeva fino ad oggi), altri che rimasero feriti al fianco di Garibaldi a Monterotondo, altri ancora che parteciparono alla presa di Roma.
“Campi s’è desta” ricostruisce le biografie di tutti questi personaggi, li inserisce nel contesto della Campi dell’epoca e ci offre un affresco interessante e coerente di un’epoca decisiva per le sorti della storia italiana. Non solo. L’ultimo capitolo del volume è dedicato alla ricostruzione delle figure di grandi personaggi campigiani che vissero in età risorgimentale a cominciare dallo scienziato Felice Matteucci, inventore del motore a scoppio, per proseguire poi con il chimico Fausto Sestini, l’architetto Mariano Falcini, il letterato Vittorio Bacci, il pittore allievo del Fattori Ruggero Panerai: una generazione straordinaria, figlia di un’epoca altrettanto straordinaria.
Il volume, edito dalla casa editrice Nte, sarà distribuito per l’occasione al costo di euro 11.