La migliore tecnologia possibile

by

Non voglio speculare su quanto accade in Giappone, ma il testo di Paolo Lombardi e la mia stessa volontà di affrontare questo importante argomento, mi inducono a rompere il silenzio su di un sistema anomalo, dettato troppo spesso da luoghi comuni, che è diventato regola di scelte nel nostro paese. Noto che è entrata a far parte in modo preponderante la frase “di ultima generazione” per giustificare scelte assurde e spesso mai sperimentate, che sono mirate solo ed esclusivamente a speculazioni economiche. Forse varrebbe la pena definirle a fondo “quelle che pensiamo possano essere le migliori”, perché troppo spesso sono riferite a tutto ciò che può essere dannoso per la salute, ma che si vuol far passare in tutti i modi come “migliori di prima” in assoluto, senza avere la minima cognizione di quello che porteranno.

Quando si cerca di persuadere i cittadini ad accettare sul proprio territorio infrastrutture pericolose, non di rado si ricorre a due argomenti: lo sviluppo e l’impiego della migliore tecnologia possibile.
A pensarci bene si tratta di due argomenti capziosi. L’infrastruttura è pericolosa, inquina, ruba spazio e tempo ai residenti? Però in compenso assicura lo sviluppo di tutti, e quindi i residenti non devono mica essere egoisti. Ma, a parte il fatto che se i residenti si oppongono è perchè non gli migliora mica la vita, e quindi lo sviluppo non è di TUTTI, ma di QUALCUNO; ma anche l’assunto iniziale che le infrasttutture, magicamente, assicurino lo sviluppo è una solenne fesseria, almeno per chi voglia vedere le cose oltre a quel breve orizzonte temporale che di solito per i politici coincide con la prossima rielezione.. Volete una dimostraziome migliore del Giappone di questi giorni? Giappone che, per assicurare lo sviluppo si è riempito di infrastrutture nucleari, al grido “Non vogliamo essere i presidenti del declino”. Finchè è andato tutto bene, nulla quaestio. Ma cosa accadrebbe, ed è nella possibilità di questi giorni, se il Giappone, che dopo queste scelte sciagurate dipende per l’80% dei propri consumi elettrici dalle centrali nucleari (perché avendo assicurato lo sviluppo, che motivo c’era di investire nelle rinnovabili?) fosse costretto a chiudere tutte assieme le centrali nucleari come ha già chiuso quella di Fukushima? Cosa accadrebbe se la Francia, che ospita 58 impianti nucleari, fosse improvvisamente costretta, per motivi di sicurezza, a spegnerle? Non ricadrebbero immediatamente nel sottosviluppo? Dite che non può accadere? Ci dicevano anche che una nuova Chernobyl non era possibile, ed eccoci qui a Fukushima. E magari ora in Giappone si augurerebbero di averlo avuto, in passato, qualche presidente del declino. Questo per dire che lo sviluppo giapponese si è basato su un azzardo, o se preferite su un sogno; ora il sogno è finito, ed è il momento di pagare il conto. Ed è salato.
Quanto alla migliore tecnologia disponibile, argomento sempre ricorrente in bocca ai politici (soprattutto a quelli che non sanno di che cosa parlano), è un altro mito che, se si guarda bene, poco ha di solido. Eppure illustri (si fa per dire) esponenti governativi si sbracciano a dare a intendere che la tecnologia dei reattori nucleari è diversa è più sicura. Allora, tanto per fare un po’ di chiarezza, ecco una storia: il 24 febbraio 2009, l’Enel firma con l’Areva francese un protocollo per la fornitura di 4 reattori nucleari EPR (European Pressurized Reactor) nell’ambito del programma governativo italiano.
E’ la famosa tecnologia migliore, quella buona di fronte a quella giapponese che è cattiva (peccato che sia più o meno la stessa). Ora, si dà il caso che ci sia un unico reattore EPR in costruzione in Europa; è in Finlandia, dove il cantiere va avanti da anni. Il motivo per cui va avanti da anni si trova in un rapporto di Greenpeace del 2008: l’ente per la sicurezza nucleare finlandese si accorse che il costruttore (l’Areva medesima) usava cemento con troppa acqua per costruire la gabbia del nucleo, e che anche le saldature non erano affatto a norma. Di qui la necessità di ricominciare; ed ecco il perchè dei ritardi e soprattutto dell’enorme lievitazione dei costi (in Finlandia, quando hanno rivisto i conti, si sono molto pentiti delle scelte). Non vi ricorda qualcosa questa storia…tipo,,,l’Aquila? Che cosa sarebbe successo se un simile reattore fosse stato costruito in Italia, dove terremoti e tsunami non sono fenomeni sconosciuti (il terremoto di Messina ricorda qualcosa a qualcuno)?
E qui c’è la lezione più dura di questi giorni: la garrula superficialità con la quale la classe dirigente italiana -a tutti i livelli- insiste nel voler realizzare infrastutture pericolose in luoghi dove vivono centinaia di migliata di persone senza né prendere in esame alternative né riflettere minimamente su che cosa accadrebbe in caso di disastro.
Prendiamo l’aereoporto di Peretola. Un disastro aereo (che speriamo non accada mai ma che in un aereoporto affollato è sempre possibile) è una cosa molto grave. Un disastro aereo in città è una cosa doppiamente grave. Un disastro aereo in una città e in un parco (ossia in un luogo dove si portano le famiglie) è triplamente grave. Ci sarà un motivo per cui di solito gli aereoporti internazionali si costruiscono lontano dai centri abitati più grandi. Credete che nella famosa variante al PIT ci sia una riga in merito?
Non c’è però motivo di essere del tutto pessimisti. Credo che, a differenza di quello che sosteneva Gaetano Mosca, ormai i cittadini siano di gran lunga migliori di coloro che hanno la pretesa di volerli governare. Spesso sono più informati, più riflessivi e più dotati del buon senso del padre di famiglia di cui parla il codice civile e che risolverebbe (da sé) tanti problemi. Senz’altro sono meno arroganti. Tra qualche mese (verosimilmente il 12 giugno) ci sarà il secondo referendum sul nucleare. E’ un buon modo per sconvolgere i piani dei vari presidenti dello sviluppo. Quanto ai problemi di casa nostra e della Piana, è ora che siano i cittadini a far sentire la propria voce. Invito tutti coloro che abbiano ancora amore per il proprio territorio, non vogliano vederlo svenduto e abbiano qualche ora da buttare via a lasciare un recapito come commento a questo post. Organizzamoci insieme. Non bruciamoci il futuro.
Paolo Lombardi

Etichette: , , , , , , , ,

Una Risposta a “La migliore tecnologia possibile”

  1. Energia Nucleare: tutto quello che c’è da sapere prima del Referendum .. « Campi Bisenzio Notizie Blog Dice:

    [...] Allego il link di un post precedente: La migliore tecnologia possibile [...]

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.