Rocco Papaleo reduce dai recenti successi cinematografici sia con«Che bella giornata» di Checco Zalone, che con il film da lui diretto «Basilicata coast to coast», a teatro ha preferito un autore, ormai classico, a lui affine, Eduardo De Filippo. Eduardo: più unico che raro! tratto dagli atti unici di Eduardo De Filippo è l’atteso spettacolo con Rocco Papaleo, che sta riscuotendo grande successo nei palcoscenici italiani e che concluderà la stagione del Teatro Dante di Campi Bisenzio, venerdì 11 e sabato 12 marzo alle 21.
Il regista Giancarlo Sepe, avvalendosi di un nutrito cast formato anche da Giovanni Esposito, Pino Tufillaro, Elisabetta D’Acunzo, Angela De Matteo, Antonio Marfella, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito porta in scena quei piccoli capolavori di Eduardo De Filippo.
“Gli atti unici di Eduardo – spiega Sepe – sono stati sempre una lettura e basta per me, o meglio non li ho mai affrontati, leggendoli, per metterli in scena. E ora mi trovo a che fare con una minuzia di personaggi che si dibattono in spazi angusti e depositari di umori a volte fugaci, surreali, focosi e poetici. Come se tutti i protagonisti delle opere più importanti avessero in questi brevi componimenti la loro radice emotiva, il loro pensiero inconfessabile, la loro perversione fatta di gelosia e vendetta. Sembrano appunti e note scritte dall’autore velocemente, dopo aver assistito a un curioso accidente, a un fatto familiare, a cronache ridicole di storie ridicole riportate su colorite gazzette locali. Per un napoletano la lettura degli atti unici è come un affaccio su di una viuzza piena zeppa di persone che s’incontrano, si parlano addosso, si amano e si spiano, persone che cantano e si disperano, mentre la vita scorre dando l’impressione di non aver bisogno di esseri così comuni e così vittime di quelle piccole tragedie quotidiane fatte di niente e di tutto. Beckett scrive: “non c’è nulla di più comico dell’infelicità.” Penso che specie negli atti unici Eduardo e Beckett parlino la stessa lingua.” Come il titolo fa intendere non si tratta di una vera commedia, ma di un collage di opere che il grande drammaturgo napoletano scrisse in un decennio a partire dal 1928, l’anno in cui decise di mettersi in proprio facendo Compagnia con i fratelli Peppino e Titina. Quattro brevi componimenti («Il Dono di Natale», «Filosoficamente », «Pericolosamente» e «La Voce del Padrone») dove si ride molto e si medita.
Sabato 12 marzo alle 18 gli artisti incontrano il pubblico nel foyer del teatro Dante, conduce Bruno Santini.
Biglietti:
Platea e Palchi di Platea 24€ e 21€
Palchi I° ordine 16€ e 14€
Palchi II° ordine 11€ e 9€
Info www.teatrodante.it
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