Pietro Trapassi mi informa, di avere conseguito un premio al II °concorso nazionale di “Poesia tarc Pagliara”: Lo scrigno dei Ricordi”, con la poesia ” Giorni di zagara e di sole”. La premiazione è avvenuta lo scorso otto gennaio a Pagliara (ME) presso la Chiesa Parrocchiale dei SS Pietro e Paolo. Ancora un riconoscimento per questo autore campigiano che racconta sapientemente le sue origini.
I miei personali complimenti per questo grande risultato e tanti auguri per il nuovo anno 2011.
Archivio per gennaio 2011
Pietro Trapassi vince il premio al II Concorso Nazionale di Poesia tarc Pagliara
10 gennaio 2011Ancora sull’acqua, su “chi decide” e “chi guadagna che”
9 gennaio 2011
Forse ricordate la faccenda dell’acqua all’arsenico; ne abbiamo parlato proprio su questo blog. Se ne riparliamo è proprio perché gli sviluppi della vicenda non solo apportano materiale divertente, ma anche istruttivo, sul fatto di come la gestione delle famose società miste pubblico-private genera sia enormi imbrogli e conflitti di interesse; sia guadagni privati (lauti); sia perdite (queste tutte pubbliche, perciò ripianate dagli utenti). Ed ecco la storia.
La vicenda si svolge a Roma e dintorni. A Roma l’acqua è gestita da Acea ed è ottima (non è merito di Acea; era ottima anche prima). Nella zona dei Castelli Romani però è un disastro, perché le percentuali di arsenico sono fuorilegge, e sono riportate nei limiti solo miscelando assieme acque di altre zone. Una zona di possibile importazione di acqua sarebbe l’acquedotto del Simbrivio, zona a sud di Roma dove però il servizio idrico è pessimo, perché l’acquedotto perde da fare paura (capirete, è degli anni Venti e non ha avuto manutenzione). La manutenzione, secondo il solito ritornello che ha portato alla legge Galli e all’affidamento della gestione dell’acqua pubblica alle famose e funeste società miste, non può essere che fatta dai privati, gli unici che hanno i capitali necessari, perché i comuni non hanno più un euro (per forza, dopo i tagli). Dunque anche l’acquedotto del Simbrivio, dopo il 2003, viene affidato in gestione ad Acea e nel frattempo si dispone di liquidare il consorzio pubblico del Simbrivio. Liquidatore viene nominato Massimo Sessa; sarà un caso, ma è un amico di Massimo Balducci (quello delle inchieste sul G8, per intenderci, sulla protezione civile e sui vari affari di Bertolaso). Nel 2005, però, viene fuori che anche nelle acque del Simbrivio c’è un alto asso di arsenico; si rende necessario nominare quindi un secondo commissario, stavolta all’emergenza idrica. Chi viene nominato? Sempre Sessa, che così cumula due cariche. Ma, combinazione bestiale, anche il vicecommissario alla liquidazione cumula due cariche; è Marco Mattei, che oltre che vice-commissario è anche assessore all’ambiente della giunta Polverini. Il 21 dicembre 2010, la regione Lazio affida alla gestione del consorzio del Simbrivio una nuova fonte, quella del Pertuso (che alimenta l’Aniene); ricordate che, a causa della percentuale di arsenico occorre miscelare le acque… Quindi la nuova concessione viene fatta dall’assessore all’ambiente al commissario all’emergenza che per combinazione è anche, nel ruolo di commissario alla liquidazione… il suo capo. In tutti questi intrecci c’è da perdere la testa, se si tiene conto che anche uno dei dirigenti della segreteria tecnica operativa che ha il compito di controllare la gestione del sistema idrico, Massimo Paternostro, ha anche lui un doppio incarico: siede infatti nel collegio commissariale di liquidazione del Simbrivio, che fa capo a Sessa. Quindi il controllore è sua volta subordinato del controllato. In pratiche le stesse persone si danno concessioni e si controllano… da sole.
Ma, potreste obiettare, dov’è lo scandalo? Ed ora arriva la cosa interessante: la concessione di sfruttamento dell’acqua di Pertuso è stata data a un consorzio che è…in liquidazione. Dunque veramente la concessione viene offerta su un piatto di argento ad Acea, che difatti si prepara a venderla nella zona dei Castelli Romani (a un euro al metro cubo) dove, a causa dell’alto contenuto di arsenico, miscelare le acque è diventato indispensabile.
Così la mancanza assoluta di manutenzione negli acquedotti (che invece i famosi privati dovevano intraprendere) è diventata -attraverso un sistema di gestione e di controllo che è nella migliore delle ipotesi opaco- una ricchezza per Acea e una perdita secca per gli utenti, che dovranno pagare di più. Non è una bella storia?.. per chi non abita nei Castelli, si capisce.
Ora andate e dite che non c’è un buon motivo per sostenere il futuro referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua che, si spera, metterà un freno definitivo a questo mercato delle vacche…pardon… delle acque.
Miracolo a Napoli
7 gennaio 2011Se non siete già stufi, c’è ancora qualcosa da dire sulla faccenda dei rifiuti a Napoli. Punti che non sono stati chiariti o che non sono stati affrontati. Li riassumiamo per sommi capi:
1) Inceneritori. La storia dell’impianto di Acerra l’abbiamo già raccontata: un impianto inaugurato dal presidente del Consiglio (anzi dal PresdelCons) in persona e giudicato il toccasana di tutta la faccenda. In realtà, l’impianto non funziona, e se funziona è un giorno sì e l’altro no- tra l’altro, il suo progetto è vecchio di cinquant’anni. Il toccasana, insomma, non sana; perciò si sono previsti altri TRE inceneritori, a Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa. A favore di questi tre impianti, o meglio ancora, a favore della concessione degli incentivi Cip6 (senza i quali gli impianti non sarebbe possibile costruirli), hanno votato massicciamente anche i parlamentari del PD, anche se la concessione di quei contributi per gli inceneritori è una pratica che l’Europa ha messo al bando. E il segretario regionale del PD campano, Tino Iannuzzi, si è apertamente vantato di questo voto su La Repubblica del 6 agosto 2008. Questo per dire che una politica diversa sui rifiuti da quella del “miracolo” berlusconiano il PD non ce l’ha. Forse non ce l’ha nemmeno su tante altre cose…
2) Differenziata. Che è il vero motivo per cui ora quegli impianti SEMBRANO necessari (senza esserlo). La differenziata a Napoli è al 19%. Eppure, credeteci o no, in Campania ci sono 25.000 addetti al ciclo dei rifiuti. Com’è possibile che con una tale massa di dipendenti non si faccia la raccolta differenziata e che a raccogliere i rifiuti tocchi chiamare l’esercito? Ma a questa pletora di dipendenti, di solito assunti a tempo determinato (in particolare all’Asia di Napoli), spesso in periodi elettorali, non è corrisposto un altrettanto grande investimento in impianti. Mezzi vecchi, stazioni ecologiche e impianti di compostaggio inesistenti. Se non si è investito, è perché si era deciso fin dall’inizio di puntare sul termovalorizzatori. E in quest’ottica più rifiuti ci sono per strada, più emergenza c’è, meglio è. Prima Acerra, poi si scopre che non basta ed ecco che gli impianti diventano 4. Niente male come affari per gli “amici” chiamati a gestire la faccenda. Quanto al personale assunto, non importa che faccia la differenziata; verrà buono per le scadenze elettorali. Insomma, la situazione di Napoli è stata voluta esattamente così com’è. Quando a Salerno hanno affrontato il problema, in UN ANNO sono passati dal 14% al 70%. O sono geni loro e a Napoli sono scemi; oppure c’è un ‘altra spiegazione.
3) La gestione del ciclo. Potrà sembrare incredibile, ma dopo 14 anni di emergenza nessuno ha pensato di ridurre i rifiuti alla fonte. Avete sentito a Natale gli appelli ai napoletani a tenere gli imballi a casa. Nessuno ha pensato a chiedere al settore commerciale e produttivo di ridurre gli imballi. Forse quei rifiuti si volevano per strada. Anche perché a Napoli ci son ormai circoli, associazioni comitati di cittadini che avrebbero potuto e dovuto essere coinvolti e che avrebbero potuto dare una valida mano per impostare una corretta gestione dei rifiuti. Ma forse un approccio democratico, partecipato, informato al problema dei rifiuti non lo voleva nessuno; meglio gestire tutto a livello di tecnici, amministratori e politici che “decidono di decidere”. Tanto poi l’emergenza resta ai cittadini, e comunque qualcuno ci guadagna anche con quella.Soprattutto con quella.
Al consiglio comunale del 13 gennaio 2011 la lista civica Noinceneritore ha presentato un Ordine del Giorno per la realizzazione di un protocollo con la distribuzione per la riduzione degli imballi. E’ l’avvio di un percorso, che si spera continui con il coinvolgimento sempre maggiore dei cittadini, chiamati non solo a condividere ma a realizzare politiche di difesa del loro territorio.
Perché una cosa il miracolo di Napoli ce l’ha insegnato: la politica del territorio non è mai una questione di impianti, di scelte tecniche, di tecnologie. I problemi impiantistici di Napoli derivano tutti da una precisa volontà politica che è tremendamente simile a quella che qualcuno vorrebbe realizzata a tutti i costi qui. Il testo è stato redatto da Paolo Lombardi.
Le Sorelle Materassi in scena al Teatro Dante (8 e 9 gennaio 2011)
6 gennaio 2011Sabato 8 gennaio ore 21 e Domenica 9 gennaio ore 17, torna al Teatro Dante di Campi la commedia in vernacolo le SORELLE MATERASSI di Aldo Palazzeschi. Un libero adattamento della riduzione teatrale di Oreste Pelagatti, a cura di Marco Toloni e Paolo Biribò, con la regia di Paolo Biribò e Marco Toloni.
“Nei dintorni di Firenze, nella frazioncina di Santa Maria, vivevano una quarantina di anni fa Teresa e Carolina Materassi, due zitelle sui cinquanta, notissime per la loro arte di ricamatrici”.
Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione EsTeatro, è il risultato dell’adattamento alla celebre riduzione di Oreste Pelagatti da parte di Paolo Biribò e Marco Toloni che ne firmano anche la regia a quattro mani. Da sempre abituate ad amministrare con rigore la loro attività di “ricamatrici di bianco” così come la loro stessa vita, Carolina e Teresa Materassi hanno un punto debole: il nipote Remo, cui non riescono a negare nulla. La giovinezza, la bellezza, la disinvoltura del ragazzo spingono le zie, entrambe innamorate segretamente del nipote, a cambiare le loro vite e a dilapidare, nel giro di poco tempo, i risparmi accumulati in anni di duro lavoro. Solo Giselda, la terza delle sorelle Materassi, sembra realizzare che Remo finirà col rovinare entrambe ma ogni suo avvertimento, ogni sua rimostranza cadono nel vuoto davanti all’abilità con cui il giovane conduce il suo folle gioco. Fa da contrappeso alle relazioni fra i quattro personaggi Niobe, devota cameriera, che cerca con grande affetto e a fatica di mantenere la pace in famiglia. Una messa in scena asciutta e rigorosa, che focalizza l’attenzione sulle figure amare e allo stesso modo poetiche delle due anziane signorine, simboli indifesi di un tempo passato e dell’ordine di una vita intera minato alla fondamenta da un’altalena continua di emozioni in equilibrio tra nuovi costumi, folli entusiasmi e profonde nostalgie.
A tracciare le figure delle protagoniste la bravura delle due brillanti interpreti principali, Manuelita Baylon e Adelaide Foti, divertenti e affiatate nel far rivivere patemi d’animo, civetterie e battibecchi domestici di Carolina e Teresa.
Con loro in scena le brave Niobe/Valeria Vitti, fedele domestica di casa Materassi e Giselda/Anna Collazzo, la vivace sorella in costante polemica con le due maggiori e ancora il fascinoso e spregiudicato nipote Remo/Fabio Rubino e lo stesso Palazzeschi in veste di narratore interpretato da Marco Predieri. (La foto si riferisce ad altre due artiste Lauretta Masiero e Isa Barzizza).
Posto unico numerato intero 15€/Ridotto 13€ (over 65/under 26) I prezzi indicati non comprendono i diritti di prevendita.
Biglietteria Teatro Dante, Piazza Dante 23 Campi Bisenzio (FI) – Tel. 055.8940864 -e-mail: promozione@teatrodante.com – www.teatrodante.it
Apertura: venerdì e sabato 16-19 (i giorni di spettacolo da un ora prima dell’inizio dello spettacolo)
Biglietti in vendita anche sul Circuito Box Office e sul sito www.boxol.it
La Befana Birichina arriva in Piazza Palagione a Capalle
4 gennaio 2011
Come ogni anno la Befana arriva il 6 Gennaio anche in Piazza Palagione a Capalle, purtroppo però, essendo questa una befana un pò birichina (ad essere onesti sembra più un “brutto befano” a vederla dalla foto), non ci è dato sapere con quale mezzo ed in che modo arriverà !
Distribuirà le calze a tutti i bambini presenti, e come di consueto, prima dell’arrivo della Befana, verso 15.30 circa, il Parroco di Capalle impartirà la Benedizione a tutti i bambini presenti.
Anche lei visiterà gli ospiti della Rsa La Mimosa. La Befana a Capalle è una iniziativa della Associazione Amici per Caso.
La prima eclisse parziale di sole del 2011 è il 4 gennaio .. i consigli per l’osservazione
2 gennaio 2011
Il carissimo amico Vito Lecci, puntuale gestore del sito Sidereus Nuncius ed attento appassionato di astronomia, mi segnala un evento che desta sempre un certo alone di mistero, come lo creava nel passato, dove presagiva catastrofi o altri auspici negativi, essendo un fenomeno piuttosto raro. Da un punto di vista degli eventi astronomici questo nuovo anno inizia quindi decisamente bene, tralasciando le vecchie e fin troppo antiquate credenze popolari.
Nella mattinata di martedì 4 gennaio avremo una eclisse parziale di sole visibile da tutta Europa, dall’Africa settentrionale, Medio Oriente e parte della Cina e dell’India.
Qui dall’Italia la Luna coprirà il disco solare per oltre il 60% della sua estensione, con leggere differenze tra l’Italia meridionale e quella settentrionale.
Gli orari dei principali istanti sono i seguenti:
- 07:54 (ora italiana) Primo contatto: il bordo della Luna tocca quello del Sole (inizio eclisse);
- 09:20 (ora italana) Centralità: la Luna copre la massima percentuale possibile del disco solare (come nella ricostruzione in basso);
- 10:47 (ora italiana) Ultimo contatto: la Luna abbandona il disco del Sole (fine eclisse).
Ovviamente questi orari, pur essendo calcolati per il Parco Astronomico SIDEREUS, con qualche piccola approssimazione possono essere considerati validi anche per il resto della nostra Penisola.
CONSIGLI PER L’OSSERVAZIONE:
Se volete godervi lo spettacolo non dimenticate che la luminosità del Sole è potenzialmente pericolosa per i nostri occhi, quindi NON guardatelo MAI senza una adeguata protezione.
NON usate vetri anneriti sulla fiamma della candela, NON usate la parte annerita delle radiografie, NON usate la parte bruciata dei rullini fotografici, NON usate nessun altro tipo di filtro dalla dubbia efficacia. Questi sistemi infatti pur permettendovi una osservazione “comoda” tuttavia NON proteggono i vostri occhi dalla radiazione ultravioletta e infrarossa del sole, che causerebbe danni irreversibili alla vostra retina. Potete utilizzare invece filtri appositamente concepiti allo scopo oppure anche i vetrini per le maschere da saldatore, che potete trovare per circa 1 euro in qualsiasi ferramenta. Questo filtro vi permetterà di vedere il Sole di colore verde, potrete osservare tutte le varie fasi dell’eclisse in assoluta sicurezza.
Non ci rimane che sperare che le condizioni meteo ci permettano di osservare il fenomeno.
Mi associo a Vito Lecci nell’augurio di una BUONA OSSERVAZIONE e commentate la vostra visione dell’evento.

Mostra fotografica sulla Visita studio a Münster dal 3 al 27 gennaio 2011 il Giorno della Memoria
1 gennaio 2011
Già dagli ultimi giorni di dicembre e nuovamente dal 3 gennaio sarà possibile visitare la Mostra Fotografica sulla Visita Studio a Munster rappresentata nelle foto di Simone Matteucci. Un’iniziativa di memoria attivata nel percorso del Progetto Storia e Memoria, realizzato con il contributo dell’Unione Europea. Una delegazione di studenti, operatori della Fondazione Spazio Reale, professori delle scuole del territorio, i ragazzi che hanno partecipato alle missioni di solidarietà insieme all’assessorato a Munster nel maggio scorso.
Una città visitata perchè presente la “Villa Ten Hompel” determinante, per le incredibili atrocità umane perpetrate durante la seconda guerra mondiale, che non possono e non devono essere scordate. Una realtà di un secolo e la storia delle vittime, dei carnefici ma anche degli spettatori silenti e indifferenti delle atrocità del nazi-fascismo. La villa di proprietà comunale e nel 1953 ha ricevuto da parte dei familiari delle vittime il tributo che la memoria chiede alla storia, cioè: la verità e la condanna.
Storia e Memoria è un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Campi Bisenzio e Fondazione Spazio Reale in partnership con Villa Ten Hompel (Münster-Germania) e Docs, Youth & Society (Repubblica Ceca), proposto nell’ambito del Programma Europeo Europe for citizens 2007-2013 ed approvato lo scorso ottobre 2009 dall’Eacea.
La finalità generale dell’azione progettuale, sintetizzata nel sottotitolo Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo, è di tenere viva la memoria storica e collettiva per non dimenticare le vittime e gli orrori dei regimi totalitari europei e riaffermare il principio di libertà, i valori della democrazia nonché dei diritti fondamentali dell’uomo.
La mostra fotografica di Simone Matteucci ripercorre i principali momenti di condivisione e di riflessione dei giovani studenti campigiani delle scuole medie Garibaldi-Matteucci e Verga e del Liceo Scientifico Agnoletti che hanno visitato Villa ten Hompel a Münster.
L’edificio fu il luogo in cui venne deciso e organizzato lo sterminio di ebrei, sinti, rom, socialdemocratici, comunisti, preti e uomini con disabilità fisiche o psichiche. Dal 2001 è diventato sede di una mostra permanente multimediale pche ricorda i crimini perpretari dalla Polizia di ordinanza (ORPO) e dalla sua branca amministrativa negli anni della dittatura nazionalsocialista. Ospita una mostra intitolata “Il compito della riparazione” ed è la prima nel suo genere. Cerca di dare una risposta alle molte domande sulle colpe e sulle responsabilità di chi “comandava seduto a tavolino” che, con il suo asservimento alle autorità del sistema, contribuì all’ecatombe di milioni di essere umani.
La mostra è visitabile presso la Sala del Biliardo a Villa Rucellai negli orari degli uffici comunali e sarà visitabile fino al 27 gennaio 2011.
3 gennaio 1944 – 3 gennaio 2011, 67° anniversario della Battaglia di Valibona
1 gennaio 2011Il 3 gennaio ricorre il 67° anniversario della Battaglia di Valibona sulla Calvana, che ha contraddistinto il campigiano partigiano Lanciotto Ballerini, per la quale è stato insignito della medaglia d’oro al valore alla memoria, per aver affrontato e respinto 150 uomini (un reparto del Battaglione Muti comandato da Duilio Sanesi, un folto gruppo di camicie nere e i carabinieri di Calenzano) per circa 3 ore, con un gruppo di 16 partigiani al suo comando. Lanciotto Ballerini viene colpito alla testa e muore sul colpo. Dei 17 Lupi Neri cadono, oltre a Lanciotto, Vladimir Andrej (vivo al termine della battaglia, ma massacrato a sangue freddo immediatamente dopo) e Luigi Giuseppe Ventroni. Il 6 gennaio il quotidiano La Nazione, in mano ai fascisti, scrive: … dei ribelli alcuni riuscirono a fuggire, ma sul terreno rimasero uccisi tredici e sei si arresero e furono catturati.
Lanciotto Ballerini sarà il nome di una delle più attive divisioni partigiane che parteciperanno alla liberazione di Firenze. La “Lanciotto” verrà formata attorno ad alcuni degli scampati a questa battaglia e sarà inizialmente comandata da Renzo Ballerini, fratello di Lanciotto.
Oggi Lanciotto Ballerini giace nel cimitero di Campi Bisenzio e viene ricordato quale eroe nazionale della Resistenza. Approfondimenti sulla Battaglia di Valibona.
La trama: dall’America, dove è emigrato da piccolo con la famiglia, il ventenne Francesco torna in Italia, a Pontedera per visitare e fare compagnia al nonno Alceste, vittima di un incidente al braccio. Francesco fatica ad inserirsi nei ritmi di vita del piccolo centro, dove tutti si conoscono. Scopre poi che il nonno, operaio per una vita alla Piaggio, ha una autentica passione per la Vespa, di cui tiene alcuni modelli anche in camera da letto. Alceste poi é geloso del coetaneo Beppe, che ha una badante ucraina molto vistosa con la quale scorazza per il paese, invidiato da tutti. Dopo qualche esitazione, Francesco accetta un posto di lavoro alla Piaggio, poi conosce Claudia e comincia ad inserirsi nella vita quotidiana. Alceste invece non riesce a controllarsi, e un giorno, chiuso in casa con lo scappamento delle vespe acceso, si sente male e muore. I tempi sono cambiati, e Francesco e Claudia ora vanno a loro volta in America. Ma con la Vespa. Ingresso € 5,00 – omaggio fino a 12 anni.Un modo nuovo di andare al cinema. “La marea silenziosa. (Quelli della Vespa)”, è il titolo del nuovo film della Flying Dutchman Produzioni, una pellicola uscita in estate che ha avuto moltissimo successo e che sta suscitando un interesse internazionale soprattutto per la particolare modalità di distribuzione. E’ infatti il film con cui Lorenzo Minoli della Flying Dutchman Produzioni porta in Italia, dagli Stati Uniti (dove ha vissuto per vent’anni producendo film con successo ed ha vinto tra l’altro un EMMY), un nuovo modo di fare distribuzione cinematografica.


















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