Miracolo a Napoli

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Se non siete già stufi, c’è ancora qualcosa da dire sulla faccenda dei rifiuti a Napoli. Punti che non sono stati chiariti o che non sono stati affrontati. Li riassumiamo per sommi capi:
1) Inceneritori. La storia dell’impianto di Acerra l’abbiamo già raccontata: un impianto inaugurato dal presidente del Consiglio (anzi dal PresdelCons) in persona e giudicato il toccasana di tutta la faccenda. In realtà, l’impianto non funziona, e se funziona è un giorno sì e l’altro no- tra l’altro, il suo progetto è vecchio di cinquant’anni. Il toccasana, insomma, non sana; perciò si sono previsti altri TRE inceneritori, a Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa. A favore di questi tre impianti, o meglio ancora, a favore della concessione degli incentivi Cip6 (senza i quali gli impianti non sarebbe possibile costruirli), hanno votato massicciamente anche i parlamentari del PD, anche se la concessione di quei contributi per gli inceneritori è una pratica che l’Europa ha messo al bando. E il segretario regionale del PD campano, Tino Iannuzzi, si è apertamente vantato di questo voto su La Repubblica del 6 agosto 2008. Questo per dire che una politica diversa sui rifiuti da quella del “miracolo” berlusconiano il PD non ce l’ha. Forse non ce l’ha nemmeno su tante altre cose…
2) Differenziata. Che è il vero motivo per cui ora quegli impianti SEMBRANO necessari (senza esserlo). La differenziata a Napoli è al 19%. Eppure, credeteci o no, in Campania ci sono 25.000 addetti al ciclo dei rifiuti. Com’è possibile che con una tale massa di dipendenti non si faccia la raccolta differenziata e che a raccogliere i rifiuti tocchi chiamare l’esercito? Ma a questa pletora di dipendenti, di solito assunti a tempo determinato (in particolare all’Asia di Napoli), spesso in periodi elettorali, non è corrisposto un altrettanto grande investimento in impianti. Mezzi vecchi, stazioni ecologiche e impianti di compostaggio inesistenti. Se non si è investito, è perché si era deciso fin dall’inizio di puntare sul termovalorizzatori. E in quest’ottica più rifiuti ci sono per strada, più emergenza c’è, meglio è. Prima Acerra, poi si scopre che non basta ed ecco che gli impianti diventano 4. Niente male come affari per gli “amici” chiamati a gestire la faccenda. Quanto al personale assunto, non importa che faccia la differenziata; verrà buono per le scadenze elettorali. Insomma, la situazione di Napoli è stata voluta esattamente così com’è. Quando a Salerno hanno affrontato il problema, in UN ANNO sono passati dal 14% al 70%. O sono geni loro e a Napoli sono scemi; oppure c’è un ‘altra spiegazione.
3) La gestione del ciclo. Potrà sembrare incredibile, ma dopo 14 anni di emergenza nessuno ha pensato di ridurre i rifiuti alla fonte. Avete sentito a Natale gli appelli ai napoletani a tenere gli imballi a casa. Nessuno ha pensato a chiedere al settore commerciale e produttivo di ridurre gli imballi. Forse quei rifiuti si volevano per strada. Anche perché a Napoli ci son ormai circoli, associazioni comitati di cittadini che avrebbero potuto e dovuto essere coinvolti e che avrebbero potuto dare una valida mano per impostare una corretta gestione dei rifiuti. Ma forse un approccio democratico, partecipato, informato al problema dei rifiuti non lo voleva nessuno; meglio gestire tutto a livello di tecnici, amministratori e politici che “decidono di decidere”. Tanto poi l’emergenza resta ai cittadini, e comunque qualcuno ci guadagna anche con quella.Soprattutto con quella.

Al consiglio comunale del 13 gennaio 2011 la lista civica Noinceneritore ha presentato un Ordine del Giorno per la realizzazione di un protocollo con la distribuzione per la riduzione degli imballi. E’ l’avvio di un percorso, che si spera continui con il coinvolgimento sempre maggiore dei cittadini, chiamati non solo a condividere ma a realizzare politiche di difesa del loro territorio.
Perché una cosa il miracolo di Napoli ce l’ha insegnato: la politica del territorio non è mai una questione di impianti, di scelte tecniche, di tecnologie. I problemi impiantistici di Napoli derivano tutti da una precisa volontà politica che è tremendamente simile a quella che qualcuno vorrebbe realizzata a tutti i costi qui. Il testo è stato redatto da Paolo Lombardi.

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Una Risposta a “Miracolo a Napoli”

  1. Napolibit »  Miracolo a Napoli « Campi Bisenzio Notizie Blog Dice:

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