Archivio per luglio 2010

Al Parco IQBAL per ricordare Mashic ed i 10 anni del parco

30 luglio 2010

L’Associazione Culturale Scarabeo, comunica che per motivi tecnici la manifestazione Per ricordare Iqbal Masih,prevista per oggi, venerdì 30 luglio 2010, è stata rinviata a data da stabilire.

Questo pomeriggio dalle ore 18.00 alle 23.00 presso il Parco IQBAL di Campi Bisenzio, ritorna, come ogni anno la manifestazione commemorativa di IQBAL Mashic che si svolge all’omonimo Parco Cittadino gestito dalla Associazione Scarabeo di Campi, che propone una serie di iniziative rivolte ai nostri bambini, con la partecipazione del Comune di Campi Bisenzio. Un momento di gioco, di gioia ma soprattutto una occasione per stare con i nostri figli. In questa epoca in cui l’infanzia è troppo protetta ma anche spregiata e vilipesa a Campi Bisenzio nel 2000 l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Scarabeo hanno deciso di realizzare un parco per i bambini, dedicato proprio a loro e di intitolarlo alla memoria di Iqbal Masih, nato nel 1983, assassinato nel 1995. Come si ricorderà Iqbal Masih è il bambino che a quattro anni venne venduto come schiavo dal padre ad un fabbricante di tappeti, il quale lo faceva lavorare incatenato al suo telaio, per più di dodici ore al giorno. E’ uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan. Quando si ribellò e fece sentire la sua voce al mondo, la mafia lo uccise. Aveva solo dodici anni. E’ diventato il simbolo dell’infanzia negata. Da 10 anni si fanno in questo parco iniziative ludiche e di insegnamento. Feste come la Rificolona o il Carnevale, la Festa di Primavera ecc… ma anche laboratori e attività varie. Programma della festa

“L’acqua pubblica è una conquista”

29 luglio 2010

Mentre stilavo la cronostoria di Latina, che può sembrare comica quanto tragica ma purtroppo reale, mi sono venute in mente alcune riflessioni che non possono passare inosservate ed è per questo che ho scritto un altro post, al quale ho voluto dare questo titolo eloquente.
“L’acqua pubblica è una conquista”
L’acqua è un bene primario ed indispensabile, è importante tenerlo ben presente, perché siamo troppo abituati a considerarla quasi cosa scontata e dovuta, ma non è così. L’acqua costa, la si paga qua come in una qualsiasi “oasi del Sahara”.
Si, l’acqua costa; e questo è un fatto che fino ad ora la cosiddetta opulenza della nostra società ha quasi del tutto trascurato, ma non dobbiamo scordarci che l’acqua pubblica è soprattutto una conquista.
E adesso che spirano venti, anzi .. veri e propri “tornado di crisi”, quella stessa imprenditoria rapace, che non ha saputo prevedere il proprio declino e che purtroppo lo ha spesso accelerato, fuggendo nei paesi “più facili”, ora non trova altra soluzione di sopravvivenza che avventarsi su quelli che sono i nostri beni “irrinunciabili”.
Ma c’è di più perché questi predatori, si alleano con una classe politica, che nel migliore dei casi dobbiamo definire sprovveduta e colpevole, quando per parte sua abdica ai doveri insiti nel mandato conferito dai cittadini.
Il balletto delle cariche, dei ridicoli ruoli di “controllo”, che questi personaggi si ritagliano ad esclusivo loro tornaconto, fa parte dello scandalo, che non è ancora stato completamente svelato, relativamente a questi ultimi trent’anni di sprechi. Una voragine economica che hanno voluto scavare a danno dei cittadini, a vantaggio un tempo dei potentati ed oggi invece per consentirne il lucro di lobby ben individuate, che hanno scoperto nella formula del “pubblico-privato” o nella magia dei “project-financing” la nuova alchimia per spendere poco, guadagnare molto e girare ai bilanci pubblici (e quindi alle tasche dei cittadini) i propri debiti ed i propri clamorosi errori di gestione.
Questa è la storia e noi non dobbiamo accettare che questa prosegua ancora verso questa strada, quindi l’opporsi alla privatizzazione dell’acqua pubblica è un segnale forte che dobbiamo necessariamente dare.
Mi rallegra la notizia giunta mentre l’altro post era in redazione, che le firme raccolte per il referendum sono già state consegnate alla Cassazione, durante un presidio, nella misura di ben “1 milione e 400mila”, con l’obiettivo di portare 25 milioni di italiani a votare i tre si contro la privatizzazione del servizio.
Lasciatemi dire che sono veramente tante e forse per la Veolia saranno arrivati i “tempi grami .. “

Ai Gigli con il “Villaggio Vacanze” un mondo a dimensione bambino in Corte Tonda

27 luglio 2010

Al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio, fino al 28 agosto, sarà aperto il “Gigli Villaggio Vacanze” in Corte Tonda.
Con l’estate arriva una irresistibile voglia di vacanze e il centro commerciale I GIGLI propone alternative a chi resta in città, soprattutto ai più piccoli. Fino al 28 agosto il “Gigli Villaggio Vacanze” sarà disponibile ogni giorno d’apertura a partire dalle 9 del mattino in Corte Tonda dove sono stati allestiti nuovi gonfiabili e la novità del 2010: un percorso acquatico attraverso una jungla per bambini che si può attraversare a bordo di canoe.
Presso l’area gonfiabili continua l’iniziativa “Rigiocattolo”; la raccolta dei giocattoli usati per i bambini dell’Africa a cura della Comunità di Sant’Egidio. Da maggio ad oggi sono stati raccolti più di un migliaio di giocattoli. E per visitare l’intero centro commerciale c’è il trenino Gigli express che parte dalla stazione in Corte Lunga.
Già da ieri, primo giorno di apertura del Villaggio Vacanze, le strutture hanno registrato il gradimento dei più piccoli. Il Villaggio Vacanze sarà aperto al pubblico anche domenica 1° agosto, giorno di apertura del centro commerciale in occasione della prima domenica del mese.

Curiosità storiche su Campi Bisenzio, un panorama da cartolina del 1939

27 luglio 2010


Una curiosità che mi era rimasta nella memoria del blog e che propongo con piacere, anche per interrompere la lunga serie di post che vedono negli ultimi giorni, quasi un monologo informativo. La cartolina è datata 1939 e rappresenta indubbiamente uno scorcio di via Santo Stefano. Non si capisce molto bene se si tratti di una foto colorata artificialmente o se sia un disegno veramente ben eseguito. Comunque sia un’altra immagine storica della nostra città che merita di essere inserita nell’album di famiglia.

Incontro sul Centro di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) – 27 luglio a Villa Montalvo

26 luglio 2010

L’argomento CIE a Campi, negli ultimi giorni sta diventando una nota fissa anche su questo blog, tanto da momopolizzarne anche troppo spesso le pagine, ma non posso fare diversamente, sia perchè sono tanti gli interventi che mi pervengono e poi perchè ritengo giusto e doveroso divulgare l’argomento, proprio nell’ottica della massima informazione e della partecipazione, senza tralasciarne l’importanza essenziale ed intrinseca legata al risvolto umano.
Proprio a questo proposito, voglio segnalare l’iniziativa a cura del Sindaco, di domani, martedì 27 luglio alle ore 21 nel giardino del Pozzo a Villa Montalvo (entrata lato biblioteca), dove si terrà un’incontro sul tema CIE alla presenza dei rappresentanti di tutte le associazioni del territorio ed alla quale potranno partecipare anche tutti i cittadini.
Una occasione per dialogare direttamente con la nostra amministrazione locale e per confrontarci sulla decisione del Ministro degli Interni Roberto Maroni, che ha individuato nel nostro Comune, più precisamente nell’area ex hangar di Sant’Angelo a Lecore, il sito dove realizzare il Centro di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) per immigrati, decisione che divide sia l’opinione pubblica che il mondo politico per tutti gli aspetti oscuri che si celano dietro queste tre lettere.



IO E IL CIE .. facciamo chiarezza !

26 luglio 2010

Non si sono fatte attendere le repliche e quella di Paolo Lombardi la trovo molto esplicativa per capire realmente cosa sono i CIE, a cosa servono e per chi. Quattro domande che tutti ci siamo posti ed alle quali nessuno ha mai dato una risposta completa e precisa. Queste sono le realtà dei CIE alle quali non ci possiamo sottrarre ma che possiamo impedire almeno qui a Campi Bisenzio.

Nell’ottica di un cittadino comune, nella vicenda del CIE, c’è un po’ di confusione; chi è a favore sembra che sia contro, e così via. Proverò a fare, tanto per dare (se ci riesco) un po’ di chiarezza, con quattro punti che rappresentano le principali domande sui CIE:
1 . Che cosa è un CIE?
Sono strutture sorte in base all’art. 12 della Legge 40/1998, primi firmatari i compagni Turco e Napolitano (lo so già che questo farà arrabbiare qualcuno) poi modificata dalla Legge 189/2002 (c.d. Bossi-Fini) e dalla Legge 11125/2008 che ha dato loro la denominazione attuale (prima si chiamavano Centri di Permanenza Temporanea). Queste strutture servono per rinchiudere le persone sottoposte a provvedimenti di espulsione, oppure di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera” nel caso in cui il provvedimento di espulsione non sia immediatamente eseguibile. Ma attenzione: queste strutture hanno anche lo scopo di permettere l’identificazione di persone potenzialmente passibili di provvedimenti di espulsione. Questo significa che possono essere rinchiuse in un CIE persone che non hanno commesso alcun reato, ma che mancano, semplicemente, di un foglio: il permesso di soggiorno. Da qui, prima chiarificazione: i CIE non servono per combattere la delinquenza – per questo ci sono le carceri. In questi Centri, ci finisce non per qualcosa che si è commesso, ma per qualcosa che si è: ossia un clandestino. Anche qui, però, piano con le parole: clandestino, secondo il dizionario Sabatini-Colletti significa “che ha carattere di segretezza in quanto difforme dalla legge o dalle norme sociali; nascosto, segreto”. Dunque clandestino è qualcuno che ha violato una norma e che perciò è costretto a nascondersi; non qualcosa che è costretto a nascondersi…prima ancora di aver violato una norma giuridica. Nella perversione linguistica che attribuisce la qualifica di clandestino ai reclusi del CIE sta una perversione del diritto; e infatti queste brutte leggi hanno introdotto in Italia qualcosa che non c’era, e che neanche avrebbe mai dovuto esserci: la possibilità di privare della libertà personale chi non aveva commesso alcun reato penale. Si potrebbe obiettare: ma i CIE ci sono in tutta Europa. Peggio: questo dimostra solo che il male è tanto grande che va oltre i confini nazionali. Da qui, seconda chiarificazione: il c.d. reato di clandestinità è un campanello di allarme che non suona per i soli “clandestini”. Oggi si decide che essere clandestini è un reato, a prescindere dalla propria effettiva condotta; che cosa impedisce che domani diventi un reato essere cocchieri, mendicanti, alpinisti, ebrei? Qui c’è poco da ridere; è già successo. Quindi la campana suona per noi.
2 . Chi ci finisce nei CIE?
Ho provato a chiederlo ad alcune persone incontrate per caso alla stazione. Nel più gran novero dei casi, a parte qualcuno che ha azzeccato la risposta: i clandestini, i più hanno risposto: gli extracomunitari. Falso: anche un cittadino statunitense (o canadese, se preferite) è un extra-comunitario. Nessuno però si aspetta di vederlo finire in un CIE – perché se succede, ecco l’ambasciata che interviene e lo fare liberare. Ci finisce dunque nei CIE chi non ha un’ambasciata che interviene, perché a nessuno gliene frega niente. Chi sono costoro? I poveri. Dunque nei CIE ci finiscono i poveri (non i delinquenti poveri, che invece vanno in galera – a meno che non siano deputati o sottosegretari; ma in tal caso non sono poveri). Ma nemmeno questa è la risposta giusta.
La risposta giusta è che nei CIE ci vanno le persone – uomini e donne con storie personali, a volte dolorosissime, che per qualche motivo, di solito non bello, hanno lasciato il proprio paese. Quando parliamo di “extracomunitari”, di “clandestini”, noi parliamo in modo troppo astratto. Parliamo di etichette. Ciò che veramente condannato come reato, sono queste povere storie. A titolo di esempio, eccone una: Faith, nigeriana ventitrenne, fuggita dal suo paese nel 2006 dopo aver subito un tentativo di strupo; difendendosi, aveva trovato un oggetto contundente e aveva rotto la testa del suo violentatore (il padrone, o, come si dice ora, il manager ). La Nigeria è un paese corrotto; è perfino più corrotta dell’Italia. Per la famiglia del manager, ricca e potente, è uno scherzo ottenere una condanna a morte. Così la ragazza scappa, e rifugia (si fa per dire) a Bologna. Scusate se non c’è stato tempo per ottenere un regolare visto di soggiorno. Però qui, nel 2010, una nuova tragedia: un secondo tentativo di stupro. Ancora una volta Faith si ribella, e le urla richiamano la polizia. Nei guai, però, ci finisce Faith; lo stupratore va in carcere (e NON viene espulso), lei al CIE di via Mattei a Bologna, non avendo documenti e nonostante avesse già avviato la sanatoria per le badanti. Viene espulsa martedì 20 luglio (e lo stato italiano le frega pure i 500 euro della sanatoria) per la Nigeria, dove, con ogni probabilità, l’aspetta l’impiccagione. Ecco chi sono i clandestini.
3 . A che cosa servono i CIE?
Almeno qui, la risposta sembra scontata: a combattere l’immigrazione clandestina nell’ambito di una politica migratoria comune tra gli stati UE. Anche qui, ciccia; niente di più falso. Secondo il XV rapporto Caritas sull’immigrazione, a fronte di 105.662 provvedimenti di espulsione nel 2004, solo 7.895 persone presente nei CIE sono state rimpatriate, a fronte di un costo di 500 milioni di Euro. E’ facile dedurne che il sistema dei CIE non funziona, non raggiunge nemmeno gli obiettivi per cui è nato, e ha un costo esorbitante. Già questo dovrebbe chiudere la partita: perché tenere in piedi un sistema che è in palese contraddizione con la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo e con la Costituzione Italiana; che è assolutamente inefficace; che ha costi enormi, esorbitanti? Io non dubito del diritto del governo, se ritiene che l’emigrazione sia un problema sociale, di darsi degli strumenti per affrontare tale problema. Si può però dire che il sistema dei CIE è contrario al diritto, contrario alla ragione, contrario all’efficienza e contrario al buon senso? Che i 4 nuovi CIE richiesti dal governo (che aggiungerebbero si e no altri mille numeri a queste cifre) non servirebbero a nulla? O c’è il politichino di turno che si incavola e protesta che lui si informa, mica fa tre chiacchiere al bar??
4 . Chi è contrario al CIE a Campi?
E qui incominciano le dolenti note a farmisi sentire. Qualche posizione netta c’è, a dire al vero tutte contrarie, e tutte leggibili su questo Blog. Ma per il resto, profondo rosso – anzi profondo rozzo. Chi ha incarichi istituzionali, infatti, avrebbe anche il dovere di maggior chiarezza. Ma se l’assessore Nadia Conti, dopo la notizia della richiesta governativa di aprire un CIE a Campi, non seppe fare di meglio, in un intervista radiofonica del 14 luglio 2010, che protestare varie forze politiche (e in particolari sindaci dei comuni adiacenti) si siano espressi a favore di tale localizzazione del Comune di Campi Bisenzio, decidendo per conto e in nome di altro territorio, il sul Manifesto del 22 luglio 2010 (pagina 15) il sindaco Chini dichiarò “Non sono contrario a priori ma sono sicuramente contrario ai CIE così come sono, ovvero indegni di un paese civile”. Ossia la difficoltà sollevata da Chini riguardava non i CIE in sé, come luoghi di incarcerazione di innocenti, ma le condizioni di vita in essi. Come devono dunque essere i CIE degni di un paese civile? Lo stesso Chini l’ha spiegato in un lungo intervento pubblicato sul sito del Comune:
- che sia di piccole dimensioni
- che veda coinvolte, per tutte le varie esigenze di gestione, le associazioni di volontariato che operano in campo sanitario e sociale sin dalla fase iniziale
- che siano garantite al massimo condizioni di vita degne di qualunque essere umano sul piano dei diritti che delle libertà, per esempio con appositi spazi per i diversi culti religiosi
- che sia dotato di un efficiente servizio sanitario che preveda servizi ed attività di tipo culturale, come biblioteche .
Ancora una volta, siamo sul piano della totale astrattezza (a volte si ha l’impressione che questi politici non sappiano nulla di ciò di cui parlano). Parliamo di persone vere e poniamoci sul caso reale della nigeriana Faith: se avesse avuto uno spazio per il suo culto religioso e una biblioteca, avrebbe cambiato qualcosa della sua immensa disperazione? Chi sta per essere rimandato alla fame, alla guerra, alla miseria, trarrebbe un beneficio da tutto ciò? Una biblioteca o un’infermeria cambierebbero qualcosa nelle scene di disperazione che avvengono in questi giorni nel CIE di Torino o di Milano? Anche un bambino di due anni lo capirebbe. Perciò a nulla serve rivendicare un modello toscano più umano e più civile, se non a intorbidare le acque a favore di politici furbacchioni e a confondere i cittadini in una notte hegeliana in cui tutte le vacche sono grigie. Di fronte a problemi che hanno risvolti umani così pressanti, è giusto chiedere a queste forze di deporre ogni doppiezza e di dire sì, se è sì, no se è no, senza nascondersi dietro l’alibi del più umano. Ciò che è in più viene dal diavolo. A Faith, donna nigeriana che invano aveva cercato tra di noi scampo dallo stupro, dovete almeno questo.
Paolo Lombardi

“Far West Cinese” le fotografie di Paolo Woods alla FNAC dei Gigli, dal 26 luglio

25 luglio 2010

Negli ultimi anni, la Cina è partita alla conquista del continente nero. Dalle campagne impoverite nel cuore della Cina alle poltrone in cuoio dei ministri africani, le foto di Paolo Woods raccontano l’avventura dei cinesi partiti per costruire, produrre e investire in una terra che l’occidente giudica ormai buona solo a ricevere aiuti umanitari. Sono immagini rare a causa degli ordini di Pechino, che non vuole clamore intorno alla sua conquista. Queste foto danno un volto ad un fenomeno che non è solo un prodotto della globalizzazione ma forse il suo più inaspettato compimento. La Cinafrica, è la terra in cui Serge Michel e Michel Beuret – seguiti dall’obiettivo fotografico di Paolo Woods – hanno viaggiato per oltre due anni, regalandoci il primo reportage illustrato dal cuore del futuro asse economico mondiale.
Paolo Woods fotografo, ha vinto nel 2004 il Word Press Photo Award per i reportage in Iraq. Il Saggiatore ha pubblicato Pianeta petrolio. Sulle rotte dell’oro nero (2004) di Paolo Woods, Serge Michel e Serge Enderlin.
A Paolo Woods per il reportage Il Far West Cinese è stato assegnato il Premio Ponchielli 2008, con la seguente motivazione: “La Giuria ha deciso di premiare il progetto di Paolo Woods che affronta, con una narrazione di straordinaria efficacia, un tema di grandissimo  interesse giornalistico: la Cina alla conquista del continente africano. La sua fotografia riesce a combinare alta qualità estetica e precisione giornalistica”. Il Premio Amilcare G. Ponchielli è dedicato al ricordo di uno dei primi photo editor italiani.
Paolo Woods, 34 anni, nato in Olanda da padre canadese e madre olandese. Cresce in Italia. Vive a Parigi. Ha lavorato nella fotografia pubblicitaria e di moda. Inizia a occuparsi di reportage nel 1998. Fotografa in Italia, Francia, Haiti, Vietnam, Marocco, Egitto, Kossovo, Albania. A partire dal 2001 si dedica in particolar modo all’Iran, al Pakistan e all’Afghanistan. Nel 2003 per l’editore Le Seuil (Parigi), insieme ai giornalisti Serge Michel e Serge Enderlin, realizza un libro sul mondo del petrolio Un Monde de Brut che lo porterà a lavorare tra l’altro in Angola, Russia, Kazakhastan, Iraq. Nel 2004, sempre per Le Seuil, pubblica insieme a Serge Michel American Chaos un lungo reportage sull’Afghanistan e l’Iraq. I libri sono editi in Italia da il Saggiatore e da Contrasto. I suoi reportage sono pubblicati su Time, Newsweek, Stern, Le Monde, e numerose altre riviste internazionali. Ha esposto in Francia, Italia, Spagna, Stati Uniti. Sue fotografie sono conservate alla Biblioteca Nazionale di Francia, nella collezione della FNAC e nella collezione dello Sceicco Saud Al- Thani in Qatar.
“Far West Cinese” – Fotografie di Paolo Woods presso la Galleria Fnac Firenze nel Centro Commerciale I Gigli, dal 26 luglio al 18 settembre 2010.

“Dai peso al tuo peso”, prorogata fino a dicembre la campagna contro l’obesità lanciata dalla Fratellanza di S.Donnino

25 luglio 2010

La Fratellanza Popolare San Donnino, traccia il bilancio della campagna sull’obesità gratuita avviata nel mese di giugno denominata “Dai peso al tuo peso”.
L’iniziativa si pone come strumento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi che l’obesità e il sovrappeso possono comportare sulla persona. “A distanza di circa due mesi dall’ avvio della campagna” spiega il Dott. Carlo Bergamini che sta conducendo la campagna di prevenzione, “sono state visitate oltre 60 persone, di età tra 17 e 65 anni. Innanzitutto ringrazio i medici di medicina generale della Fratellanza e di via Botticelli che stanno collaborando alla buona riuscita dell’iniziativa. Sul piano clinico i dati sono ancora largamente preliminari per i bassi numeri in gioco ma si può comunque affermare che sembra emergere una forte motivazione all’ottimizzazione del proprio equilibrio nutrizionale già in molti in soggetti solo in sovrappeso, e non necessariamente obesi o obesi gravi. Questi ultimi sembrano decisi ad effettuare un controllo clinico a 360° e non solo dietetico-nutrizionale quando edotti sui rischi e sulle influenze da parte dell’obesità nel sistema cardiocircolatorio. Molto ricorrente è risultata la forte predisposizione familiare verso il problema dell’obesità”.
“Prevenire è uno dei punti fermi della nostra missione” dice Alessio Ciriolo, Presidente della Fratellanza. “Con questa iniziativa, totalmente gratuita per i cittadini, tra le prime condotte da una Pubblica Assistenza, l’Associazione sta cercando, in un momento nel quale poche persone possono permettersi esami preventivi, di tutelare la salute dei cittadini” “ La campagna ha avuto un’ottima riuscita, ben sopra le attese, ed è per questo che verrà prorogata fino a fine Dicembre. Tutti coloro che vorranno potranno fissare il loro appuntamento totalmente gratuito contattando il Poliambulatorio al numero 055 899211” affermano Lisa Bagnoli e Sergio Bonanni, responsabili del Poliambulatorio.
Oltre la campagna di prevenzione la Fratellanza continua ad offrire servizi innovativi: “Siamo molto fieri che anche il nuovo macchinario inaugurato a Giugno per l’esame della retina OCT sia già stato utilizzato da oltre 100 persone che altrimenti avrebbero dovuto iscriversi a lunghe liste di attesa” conclude Ciriolo.
Il Poliambulatorio della Fratellanza non chiuderà mai nel periodo estivo e saranno fornite tutte le prestazioni specialistiche .
Per ogni informazione 055 899211 o www.fratellanzasandonnino.it

campagna contro l'obesità della Fratellanza Popolare S.Donnino

Alessandro Benvenuti, seleziona attori toscani non professionisti per lo spettacolo di prosa “Benvenuti in casa Gori”

25 luglio 2010

Alessandro Benvenuti, direttore artistico del Teatro Dante di Campi Bisenzio, seleziona attori toscani non professionisti per uno spettacolo, diretto dallo stesso che debutterà al Teatro Dante il 17 – 18 e 19 dicembre 2010 e che verrà replicato al Teatro di Rifredi di Firenze nell’ultima settimana di dicembre. La partecipazione da parte degli attori selezionati sarà gratuita, non sono infatti previsti compensi o rimborsi (è comunque assicurato il versamento di contributi assistenziali e previdenziali previsti per legge).
I ruoli di Adele e Gino sono già stati assegnati rispettivamente a Anna Meacci e a Carlo Monni.
Benvenuti cerca attori per i ruoli di:
- Bruna, sorella minore di Adele (età compresa tra 45 e 55 anni)
- Libero scherzoso marito di Adele, infortunato alla gamba destra (età compresa tra 45 e 55 anni)
- Annibale, padre novantenne di Adele e Bruna sulla sedia a rotelle (età compresa tra 60 e 90 anni)
- Sandra figlia di Bruna e Libero (età compresa tra 35 e 40 anni)
- Luciano marito di Sandra (età compresa tra 40 e 45 anni)
- Danilo figlio di Adele e Gino (età compresa tra 20 e 35 anni)
- Cinzia fidanzata di Danilo (età compresa tra 20 e 35 anni)
L’età indicata è relativa al personaggio e non all’età anagrafica del candidato, quindi ai fini della selezione verrà presa in considerazione principalmente l’età “apparente”.
Limiti di età: la selezione è aperta a tutti gli attori toscani professionisti e non, che alla data del 30 novembre 2010 abbiano compiuto il 18° anno di età.
Modalità di ammissione: la selezione è subordinata alla presentazione di domanda di partecipazione (da compilare sull’apposito modulo che può essere scaricato anche dal sito www.teatrodante.it) che dovrà contenere le generalità del richiedente, recapiti telefonici e telematici, curriculum professionale con la segnalazione di eventuali specializzazioni ed una dichiarazione di disponibilità per il periodo di prove e di spettacolo come riportato nel piano di lavoro provvisorio sotto indicato. Domanda di partecipazione (25.13 KB)
Documentazione richiesta:
1. Breve curriculum vitae in cui siano evidenziate le esperienze formative e professionali più rilevanti a giudizio del candidato.
2. Una breve lettera in cui il candidato risponde a questa domanda: in quali giorni della settimana e in quali orari della giornata saresti disponibile per eventuali prove personalizzate?
3. Due foto recenti: una in primo piano ed una a figura intera.
4. Fotocopia di un documento di identità in corso di validità.
5. Materiale video in formato cd-rom di lavori teatrali / cinematografici / televisivi del candidato che contribuiscano a dare una prima impressione delle caratteristiche artistiche dello stesso (si precisa che la mancata produzione di tale materiale video non pregiudicherà in nessun caso l’esito della selezione).
La domanda e la documentazione dovranno pervenire entro il 31 agosto 2010 per posta a: Accademia dei Perseveranti SpA, piazza Dante 23 Campi Bisenzio (FI) apponendo sulla busta la dicitura “Partecipazione provini BENVENUTI” oppure via e-mail all’indirizzo accademiaperseveranti@teatrodante.it indicando nell’oggetto “partecipazione provini BENVENUTI”.
Criteri di selezione: una prima selezione sarà effettuata in base alla documentazione richiesta. Entro il 10 settembre 2010 i candidati ritenuti idonei a sostenere i provini saranno contattati dallo staff del Teatro per sostenere la prova pratica di palcoscenico presentando a memoria un brano scelto per loro da Alessandro Benvenuti, che verrà indicato entro il 10 settembre. I provini avranno luogo a partire dalle ore 10 del 18 settembre 2010 presso il Teatro Dante.
Piano di lavoro: le prove sono previste dal 1° al 16 dicembre 2010 dalle ore 18 alle ore 24. Alessandro Benvenuti si riserva la possibilità di individuare con i candidati prescelti ulteriori giorni per prove personalizzate.
Lo spettacolo debutterà al Teatro Dante di Campi Bisenzio il 17 dicembre 2010 con repliche il 18 e 19 dicembre 2010. Sono previste anche repliche al Teatro di Rifredi nell’ultima settimana de dicembre.
Info: www.teatrodante.it

Ancora sul CIE a Campi: la posizione del Sindaco Chini e la relazione di Medici Senza Frontiere

24 luglio 2010

Riprendo quanto dichiarato dal sindaco Adriano Chini riguardo alla possibile realizzazione di un CIE a Campi Bisenzio. Una panoramica su questa ipotesi già accreditata dal Ministro Maroni, ma controversa per una questione umana e per una logistica. Fornisco quindi il punto di vista del primo cittadino ed accludo anche una relazione di Medici Senza Frontiere, sulla situazione di questi Centri di Espulsione sparsi nella nostra penisola. Una panoramica che ci fa capire le reali condizioni di questi luoghi considerati dei rimedi alla clandestinità, ma che in realtà sono dei veri e propri Lager.

L’ipotesi del CIE a Campi Bisenzio – Adriano Chini Sindaco

Rispetto all’ipotesi di realizzare un Centro di identificazione ed espulsione per immigrati a Campi Bisenzio, non sono contrario a priori ma chiedo al Ministro Maroni ed al Presidente Rossi di tenere conto della storia e delle specificità di Campi Bisenzio, città che da sempre ha fatto dell’accoglienza un modo di vivere riuscendo a governare, così, anche i fenomeni più complessi limitando al massimo tensioni e conflitti sociali. Non abbiamo letto, né mai lo faremo, l’immigrazione come fenomeno di ordine pubblico. Questo mi fa dire che non sono contrario a priori ma sono sicuramente contrario ai Cie così come sono, ovvero indegni di un paese civile. La capacità di governo del fenomeno dell’immigrazione cinese, dimostrata fattivamente in circa venti anni di politiche attive, non può essere messa tra parentesi né derubricata a ordinaria amministrazione, anche perché tra i protagonisti ha visto, oltre al Comune, soggetti istituzionali, del volontariato e del privato sociale, senza il cui apporto nessuno sarebbe stato in grado di raggiungere risultati di cui ci vantiamo. Se è garantito questo metodo siamo disponibili a discutere ipotesi di strutture sul nostro territorio ma soltanto secondo questo modello. Ogni fenomeno migratorio, al pari di molti altri fenomeni complessi, non può che essere gestito e governato dalla politica.
Dunque se il Ministero degli Interni ha deciso di costruire in questo Comune il Cie della Toscana, io pongo queste imprescindibili condizioni:
1) che sia di piccole dimensioni
2) che veda coinvolte, per tutte le varie esigenze di gestione, le associazioni di volontariato che operano in campo sanitario e sociale sin dalla fase iniziale
3) che siano garantite al massimo condizioni di vita degne di qualunque essere umano sul piano dei diritti che delle libertà, per esempio con appositi spazi per i diversi culti religiosi
4) che sia dotato di un efficiente servizio sanitarioche preveda servizi ed attività di tipo culturale, come biblioteche
Tutto ciò, è ovvio, presuppone avanti a tutto la prima condizione imprescindibile: che il Comune sia coinvolto, da assoluto protagonista, e fin da ora, in tutto il percorso, dalla progettazione alla gestione della struttura.
Inoltre, rispetto all’ipotesi dell’area ex hangar di Sant’Angelo a Lecore, faccio presente due questioni che rappresentano problemi enormi:
A) l’area, ex campo di addestramento dell’esercito, deve essere bonificata da eventuali bombe o munizioni inesplose (a quali costi?)
B) l’area, per l’Autorità di Bacino, è una cassa di espansione con un battente idraulico di 2 metri (a quali costi la messa in sicurezza con l’elevazione corrispondente? O lo Stato infrange ogni regola di legge e di sicurezza?)
Sono convinto che di fronte all’ipotesi centro di accoglienza da realizzare a Campi Bisenzio, non bisogna scappare né aver paura ma essere, una volta di più, capaci di raccogliere una sfida di civiltà. Ritengo che il Comune di Campi Bisenzio sia in grado di fare tutto ciò. Al contrario, se le condizioni di cui ho detto, non saranno rispettate, siamo pronti a dare battaglia per ottenere il rispetto dei diritti e dei doveri per tutti. Entro luglio al Ministro Maroni arriveranno il contributo della Regione Toscana e quello del Comune di Campi Bisenzio, a cui chiediamo siano date risposte precise. Intanto sull’ipotesi del Cie all’ex hangar abbiamo già convocato per martedì 27 luglio alle ore 21 a Villa Montalvo una assemblea con tutte le associazioni del territorio.

“Al di là del muro” un viaggio nei centri per migranti in Italia

Ho ricevuto e pubblico con piacere il link ad un documento che di fatto rappresenta una reale verità sui CIE in italia, un viaggio nei servizi scarsi e scadenti, dove mancano beni di prima necessità. Atti del convegno sul sistema dei centri per migranti che si è tenuto giovedì 4 febbraio 2010 a Palazzo Marini, nella Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati a Roma. Vi lascio alla lettura ed alle considerazioni.
“Al di là del muro” un viaggio nei centri per migranti in Italia a cura di Medici Senza Frontiere