30 Milioni di Euro per risarcire le vittime delle nano particelle

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ROMA, 18 DIC – ”Abbiamo approvato un provvedimento che prevede in tre anni lo stanziamento di 30 milioni di euro per risarcire le vittime dell’uranio impoverito e delle nano particelle”. Lo afferma il Ministro delle Difesa Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Abbiamo modificato – prosegue – un provvedimento che apparteneva al governo precedente, in particolare era una proposta di Rifondazione, trasformandolo in un regolamento che prevede dunque tempi e modi per le cause del personale in servizio impiegato in missioni”. Il provvedimento approvato, ha spiegato La Russa, e’ il ”regolamento sui termini e le modalita’ di riconoscimento delle cause di servizio per il personale impiegato nelle missioni all’estero, nei conflitti e nelle basi militari nazionali: in pratica stiamo parlando delle vittime dell’uranio impoverito e delle nano-particelle”. ”Nei tre anni – ha aggiunto – avremo 30 milioni di euro che, giustamente, vanno a risarcire le vittime dell’uranio e delle nano-particelle. E’ una cosa che era molto attesa da un numero limitato di persone, ma quando io parlo di grande attenzione a chi presta la propria opera al servizio della nazione significa che non bisogna guardare ai numeri, ma ai singoli casi”. (ANSA)
Quindi il , Ministro Ignazio La Russa sancisce, una volta per tutte, la reale pericolosità di questi “proiettili invisibili che uccidono anche in modo ritardato”, come definisce le nanoparticelle la scienziata Antonietta M. Gatti dell’Università di Modena, cui si deve la ricerca alla base del provvedimento risarcitorio.
Questi proiettili letali, non sono però di appannaggio esclusivo delle bombe all’uranio e al tungsteno. Nelle città sono “sparati” anche dai più moderni termovalorizzatori/inceneritori e dal traffico. La differenza è che le bombe producono nanoparticelle in modo saltuario e concentrato, mentre i termovalorizzatori emettono nanoparticelle più diluite ma in modo continuo e non esistono filtri che possano trattenerle.
Le nanoparticelle colpiscono sia la persona, a tal proposito sono numerosi ormai nella letteratura medica i lavori che mostrano i gravissimi danni cardiovascolari, tumorali , allergici causati dalla loro esposizione, ma anche la fauna e la flora.
E’ quindi da irresposnsabili perseverare nel proporre la politica letale dei termovalorizzatori quando esistono delle soluzioni a tossicità zero, per una corretta e moderna gestione dei rifiuti, come quelle verificate nella recente Relazione congiunta redatta dai tecnici della Commissione istituita a Campi Bisenzio, voluta dopo il Referendum contro l’inceneritore del 2 dicembre 2007.

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