I frutti dell’estate: IL COCOMERO

By campibisenzio

Chi di noi non si è già mangiato una succulenta fetta di cocomero ? … avete fatto bene, in questa torrida stagione con il suo elevato contenuto di liquidi, l’anguria è un dissetante naturale, amico della salute e della linea, chiamato in molte lingue melone d’acqua. Ma spesso ci chiediamo se sia più corretto chiamarlo Anguria o Cocomero ? non c’è problema, sono comunque il simbolo delle serate all’aperto. Per essere precisi “cocomero” è un termine toscano, mentre anguria è la variante settentrionale. A Napoli, sia chiama anche melone d’acqua. E’ così lo si chiama in molte altre lingue: per esempio melòn de agua in spagnolo, water melon in inglese e wassermelone in tedesco, a ricordare la ricchezza di acqua che ne fa un tipico e perfetto alimento dissetante della stagione calda.
Il nome scientifico del frutto ma anche della pianta è Cuccumis Citrullus o Citrullus Lanatus Vulgaris. La pianta è un’erbacea strisciante a ciclo annuale ed appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, come il melone, il cetriolo, la zucca e la zucchina. Originario dell’Africa tropicale, sembra che a coltivarla per primi siano stati gli antichi Egizi, circa 5000 anni fa. Giunse in Estremo Oriente verso il decimo secolo e nel ‘200 fece la sua comparsa anche in Europa, in seguito alle Crociate. La maturazione avviene da fine maggio-inizio di giugno sino a fine agosto, ma ance fino a settembre per alcune varietà. Le principali regioni produttrici Italiane sono: Lazio, Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Sicilia e Campania, per un totale di 100.000 cocomeri annuali. La qualità più diffusa è la crimson sweet, tonda e di colore verde chiaro con striature di tonalità più scure; la sua polpa è di colore rosso tenue ma soda e croccante con un’alto contenuto zuccherino ed un peso di 10 fino a 14 kg. Altrimenti la sugar baby, più piccola e massimo fino a 5 kg, con una buccia lucida e sottile di colore verde molto scuro. La sua polpa è molto rossa con pochi semi.
Come dicevo dissetante, ma senza appesantire. Mangiando cocomero si combatte la disidratazione ed il relativo senso di debolezza. Il Cocomero è composto per oltre il 93% di acqua, il rapporto più alto tra i frutti (la pesca ne contiene circa il 90% e la mela l’85%). Ma la sua capacità di togliere la sete è dovuta anche alla presenza di potassio, un’elemento che il corpo perde con il sudore, e ad una quantità di zuccheri molto limitata. Il sapore dolce è infatti dovuto a sostanze aromatiche presenti. Contiene inoltre vitamina A e C. Le calorie apportate da 100 gr sono 15, una quantità ideale per chi non vuole ingrassare.
La specie è una ma le varietà sono molte, avendo creato numerosi ibridi, che si differenziano per i colori anche della polpa e della buccia. Ad oggi si riescono a produrre cocomeri che vanno dai 2 ai 12 kg, ma anche 15 kg anche se questi ultimi sono caduti in disuso. Ad arricchire le varietà già esistenti, sono arrivate da pochi anni le angurie apirene , ovvero senza semi (seedless in inglese), sviluppate fino dagli anni ‘80 negli Usa, dove vanno molto di moda, che hanno fatto la comparsa anche sul nostro mercato italiano avendo avuto una buona accoglienza anche per la loro elevata qualità di gusto. Fra le apirene troviamo anche le mini-angurie con il peso di circa 2-3 kg, saporite e comode da trasportare essendo anche meno ingombranti nel frigo e più adatte quindi ad un consumo familiare.
Ma come si conserva il cocomero ? basta mantenerlo al fresco di una cantina oppure in frigo per parecchi giorni (anche fino ad un mese). Dopo averlo aperto è consigliabile consumarlo per intero altrimenti dovrà essere chiuso bene con una pellicola da cucina e conservato in frigo per un massimo di 1-2 giorni. Un’ultimo consiglio, prima di servirlo si consiglia di lavare la buccia con acqua e di asciugarla.

Ed ora via auguro una gustosa e succulenta scorpacciata di cocomero !! a presto.
(tratto da Speciale News)

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