Continuano gli articoli proposti dal Circolo Didattico di Campi Bisenzio, oggi si parla di Scuola dell’Infanzia.

La Scuola Materna nasce con la legge 18 Marzo 1968 n° 444; all’articolo 1 si sintetizzano i suoi caratteri e le sue finalità “…accoglie i bambini nell’età prescolastica da tre a sei anni (…) detta scuola si propone fini di educazione, di sviluppo della personalità, di assistenza e di preparazione alla frequenza della scuola dell’obbligo, integrando l’opera della famiglia. L’iscrizione è facoltativa ; la frequenza gratuita”. L’articolo 4 della legge regolamenta sezioni ed orari: le scuole non possono avere più di 9 sezioni; le sezioni non possono avere meno di 15 bambini o più di 30 e l’orario giornaliero di apertura non può essere inferiore a sette ore; ad ogni sezione è assegnata una insegnante, ad ogni scuola un’assistente, laddove ci sono tre o più sezioni è prevista un’insegnante aggiunta. Per facilitare la frequenza sono istituiti servizi di trasporto gratuito. Le insegnanti hanno la responsabilità educativa della sezione che è stata loro affidata, le assistenti coadiuvano le insegnanti nella vigilanza e nell’assistenza dei bambini. (Nel 1978 viene eliminata la figura dell’assistente e dell’insegnante aggiunta e vengono assegnate due insegnanti ad ogni sezione e le funzioni dell’assistente vengono in parte svolte dalle insegnanti medesime :assistenza alla mensa, servizio sugli scuolabus e assistenza nei servizi igienici…). La legge regolamenta anche le attività didattiche ed educative suddividendole come segue: Educazione religiosa; Educazione affettiva, morale e sociale; Gioco ed attività costruttive e di vita pratica; Educazione intellettuale; Educazione linguistica; Libera espressione grafico pittorica e plastica; Educazione musicale; Educazione fisica; Educazione sanitaria. Nel 1991 vengono definiti i Nuovi Orientamenti nei quali invece “la determinazione delle finalità della Scuola dell’Infanzia (alias Scuola Materna) deriva dalla visione del bambino come soggetto attivo, impegnato in un processo di continua interazione con i pari, gli adulti, l’ambiente, e la cultura. In questo quadro la scuola materna deve consentire ai bambini e alle bambine che la frequentano di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia e alla competenza. Da qui nasce un vero e proprio progetto educativo che prevede una precisa programmazione curriculare e “l’organizzazione delle attività si fonda su una continua flessibilità ed inventività operativa e didattica in relazione alla variabilità individuale, dei ritmi, dei tempi e degli stili di apprendimento oltre che delle motivazioni e degli interessi dei bambini.” Le nuove linee guida dell’attività didattica, educativa e formativa vengono stabilite
dai Campi di Esperienza Educativa: Il corpo e il movimento, I discorsi e le parole, Lo spazio, l’ordine e la misura, Le cose il tempo e la natura, Messaggi, forme e media, Il sé e l’altro, Con la Riforma Moratti del 2003 viene parzialmente, anticipata l’età di ingresso dei bambini alla scuola dell’infanzia, che “concorre all’educazione allo sviluppo affettivo, psico-motorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia,creatività, apprendimento e assicurando una effettiva eguaglianza delle opportunità educative ; nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori…”; a tal fine vengono riviste e ridefinite le linee guida previste dai Campi di Esperienza: Il sé e l’altro; Corpo, movimento, salute; Fruizione e produzione dei messaggi Esplorare, conoscere e progettare; Nel 2007 sulla base delle indicazioni della sperimentazione; del curricolo, prevista dal nuovo Ministro, anche la scuola dell’Infanzia (pur rimanendo non obbligatoria) diventa parte fondante di un processo educaticoformativo, che parte dai tre anni e prosegue fino ai 14 anni. Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’Offerta Formativa, nel rispetto delle finalità, di traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni . Il curricolo si articola attraverso i Campi di Esperienza nella Scuola dell’Infanzia e attraverso le Discipline nella Scuola del primo ciclo. I nuovi Campi di Esperienza sono stati pertanto così ridefiniti: Il sé e l’altro (le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme); Il corpo e il movimento (identità, autonomia, salute); Linguaggio, creatività, espressione (gestualità, arte, musica, multimedialità); I discorsi e le parole (comunicazione, lingua, cultura); La conoscenza del mondo (ordine, misura, spazio, tempo, natura).
Maria Castellani
Circolo Didattico di Campi Bisenzio, Via Prunaia – 50013 Campi Bisenzio (FI), Tel/Fax: 055 8962201, email: fiee16000b@istruzione.it
Tag: Scuola, circolo, infanzia, elezioni, Bambini, genitori, consiglio, alunni, periodico, famiglie, mamma, insegnanti, pof, ata, insegnante, materna, castellani
6 Settembre 2008 alle 09:18
E’ una fortuna che non siano stati cambiati gli “orientamenti del 91″.
Speriamo che non lo facciano altri ministri poiché li ritengo perfetti.
Questi orientamenti hanno capacità sia di proiettarsi nel futuro sia di attingere da esperienze del passato.
Dovrebbero essere intoccabili poichè son rivolti, non al bambino di un periodo storico o di un determinato luogo, ma al bambino di sempre e di ovunque.
La capacità di adattare il contenuto e la guida spetta agli’Insegnanti, ai Dirigenti e ai Ministri, non hai bambini. Quindi è esplicitamente precisato che, conoscendoli bene, ogni problematica infantile puo essere risolta e superata.
Sono una insegnante di Scuola dell’Infanzia , ma precaria e trovo queso argomento interessante soprattutto per la crisi dei valori che l’umanità ha subito nell’ultimo ventennio(come in molti altri periodi del passato).
I bambini del 91 , o meglio, del 94- 95 dovrebbero essere osservati attentamente ( confrontando con alcuni bambini educati in altro modo)per appurare se tali orientamenti, ben applicati, siano stati davvero perfetti come io e altre insegnanti affermiamo che siano.
Un insuccesso non mi farebbe cambiare idea, ma osservare è utile per poter considerare la validità di questi “ORIENTAMENTI DEL 91″.
Trovo questo argomento veramente interessante ed attuale.
Cordiali saluti: Maria