Fiorella Macchioni e le sue Icone al Museo d’arte sacra di San Donnino

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Una mostra di splendide Icone dell’artista Fiorella Macchioni, ha riaperto i battenti del Museo di arte sacra presso la chiesa di Sant’Andrea a San Donnino, dopo i recenti lavori di restauro che lo avevano obbligato alla chiusura per un’anno e mezzo. L’umidità che da tempo aveva minato la struttura del museo ha portato alla scoperta, fra l’altro di un luogo di sepoltura nei sotterranei, un cimitero concesso solo alle ricche famiglie, situato sotto la chiesa di Sant’Andrea che risale al 1276. L’ala trasformata a museo era probabilmente un loggiato del 1365 e sotto di essa è stata individuata una stanza piena di ossa ( esattamente sotto l’ex chiostro). Ricordo che il museo accoglie anche il Trittico raffigurante la Madonna con Bambino ed i santi Caterina, Antonio Abate , Margherita d’Ungheria e Giuliano, un’opera del Maestro di Barberino e Giovanni del Biondo attribuita al tardo trecento, che è stata richiesta anche dal Governo Giapponese per una mostra.
Ma passiamo alla mostra di icone, una serie di tavole in legno pregiato che prima di essere dipinte sono state trattate con una serie di coperture di tela in cotone e lino a più strati fino ad uno strato di gesso per poi essere dipinte, con eccezionale maestria, utilizzando colori assolutamente naturali legati con l’uovo, una antichissima tecnica che conferisce all’icona una particolare preziosità, legata appunto all’attesa, come una preghiera lunga, pensate, ben 18 mesi, che si vanno a sommare ai 5 mesi che sono necessari per finire lo strato di copertura che poi gli conferisce l’aspetto lucido e brillante.
I soggetti dei dipinti sono sensazionali, guardando le icone si viene avvolti dalle figure fino ad entrarvi dentro e ci si sente immersi nelle sensazioni che l’artista ha provato nel creare queste magnifiche opere.
Non essendo un conoscitore d’arte, non posso dirvi di più se non consigliarvi vivamente di visitare il museo, lasciandone traccia sul libro delle visite all’ingresso, come dimostrazione e ringraziamento per questa donna che ha saputo riunire arte, sentimento e puro spirito. Nella foto Fiorella Macchioni con Don Momigli e l’assessore alla Cultura del Comune di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi.

In allegato troverete il commento dell’artista; un grazie a Fiorella per il suo intervento che esprime pienamente l’esatta passione che pone nelle sue opere.

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5 Risposte a “Fiorella Macchioni e le sue Icone al Museo d’arte sacra di San Donnino”

  1. fiorella macchioni Dice:

    La parola greca eikon significa immagine, da qui deriva il nome di icona, immagine di fede.
    L’iconografo leggendo il Vangelo raccoglie le immagini che poi in seguito “scriverà” sul legno.
    Preferisco scrivere su legni antichi dove è già stata impressa la storia dell’uomo; porte, tavole, scuri,pianali di pianoforte, che rimandano ad anni diversi da questi che sto vivendo e che si raccontano…
    Dopo il restauro del legno, tagliata la tavola nelle dimensioni volute, la si incide a losanghe affinchè possa ricevere nel modo più appropriato la colla di coniglio francese debitamente sciolta in acqua nelle giuste proporzioni.
    Così calda va stesa sulla tavola per almeno tre mani.
    La quarta mano è volta ad accogliere la tela di cotone o di lino bianca che la riveste anche sui bordi,ricordando così le fasce della nascita e della morte.
    Ma se la morte non è altro che una successiva nascita, il bianco delle fasce sta ad indicare una illuminazione, una festa per la vita di poi.
    Si procede poi con stesure successive ( una per giorno per diciotto giorni)di gesso di medon unito in giuste proporzioni ad acqua, olio di lino, aceto di mele,e sapone .
    Soltanto dopo venti giorni si potrà iniziare ad incidere le imagini sul gesso.

    I colori : terre, ossidi e pietre preziose sono uniti all’uovo (a volte l’albume a volte il tuorlo) a seconda della necessità dei pigmenti.
    La prima stesura per me è quella degli incarnati che hanno un colore bruno e che suggeriscono la materia di cui è fatto tutto il genere umano.
    Il fango a cui fu dato il soffio vitale.
    Poi i successivi schiarimenti fino al completamento.
    Il bruno iniziale fino all’ultimo schiarimento rappresenta il percorso che l’umanità percorre fino ad arrivare alla luce fine e ricerca del suo viaggio interiore.
    Nella stessa maniera si procede per le vesti per le montagne …
    Si ascoltano “parole”che acquistano una particolare valenza e ci si addentra in un simbolismo arcaico ormai dimenticato.
    Il sottile filo gettato dall’icona può essere trasformato in un libero ed appassionato legame.
    La prospettiva inversa concorre ad aumentarne la suggestione, i punti di fuga non sono all’interno della rappresentazione , ma investono lo spettatore che se ne sente abbracciato e custodito.
    Armonia dell’icona ,armonia dei corpi trasfigurati, armonia delle montagne che sono poderosi/sottili gradini di ascesa, armonia nei colori e nei gesti nei quali si legge la forte simbologia.
    Così che le figure “scritte”sull’icona hanno una tale valenza che i corpi paiono essere supporti per l’anima.
    L’iconografo non firma l’icona perchè presta la propria mano a qualcosa più grande di lui
    C’è una preghiera che recita l’iconografo prima del suo paziente lavoro:

    Tu, Signore divino,
    di tutto ciò che esiste,
    illumina e dirigi l’anima
    il cuore e lo spirito del tuo servo;
    guida le sue mani perchè possa rappresentare
    degnamente e perfettamente la tua immagine ,quella della Tua Santa Madre e quella di tutti i santi, per la gloria, la gioia e la bellezza della Tua Chiesa.

    E’ per me una viva gioia essere stata accolta nel museo di Sant’Andrea in San Donnino e di questo ringrazio don Momigli e tutta le persone che ho conosciuto e che avrò l’opportunità di conoscere.

    Fiorella Macchioni

  2. fiorella macchioni Dice:

    Aggiungo che che per giungere a compimento dell’opera dopo circa i due mesi che intercorrono tra il restauro del legno e la fine della “scrittura”, dovranno passarne altri sette perchè possa ricevere l’olifa, che è olio di lino mineralizzato e che stabilizzerà i colori per sempre.

  3. I cinque anelli di Fiorella Macchioni in un libro di poesie « Campi Bisenzio Notizie Blog Dice:

    [...] in un libro di poesie By campibisenzio Vi ricordate Fiorella Macchioni e le sue splendide icone esposte al Museo di Arte Sacra di San Donnino ? Fiorella ci riprova ad emozionarci stavolta con un libro di poesie che presenterà a Firenze il [...]

  4. Fiorella Macchioni e le sue Icone nuovamente in mostra a Scandicci « Campi Bisenzio Notizie Blog Dice:

    [...] sua altissima dote artistica, prosegue il suo cammino con una nuova mostra delle sue splendide Icone (in foto la presentazione a Campi nel maggio 2008), in collaborazione con il Comune di Scandicci il [...]

  5. Claudia Dice:

    Sono una allieva di Fiorella,e con lei ho trovato non solo una ottima insegnante ma anche una carissima amica. Oramai sono al 6 anno di studio con lei inizio i primi passi da sola, ma ho in lei un amato e solido rifeirmento. L’icona ha arricchito la mia fede in Dio e la ritengo un immenso dono di cui Fiorella è stata il sentiero, e la umile e semplice insegnate. Grazie Fiorella e attraverso a te grazie a Dio.
    Claudia

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