Far del bene con le multe, diamo alle ONLUS i ricavi delle contravvenzioni

vigile1.jpgPrendo spunto da una lettera apparsa su un quotidiano locale di alcuni giorni fa, per parlare di multe e degli introiti derivanti da queste. Talvolta inserite nelle voci di pareggio dei bilanci comunali, le multe non rappresentano più il principio ispiratore del codice, ossia “prevenire prima di sanzionare”, servono invece a spingere all’iperattività gli addetti della polizia municipale, sostenuti dall’imposizione di un budget di multe. Comportamento che alla fine si traduce in una applicazione deviata del codice stradale, poichè si finisce per multare l’infrazione più facilmente sanzionabile, trascurando quindi quella meno raggiungibile. La conseguenza è che si distraggono le forze utili a garantire la sicurezza stradale con il solo beneficio del bilancio comunale. Tutti i nostri amministratori, chiaramente, negano questa evidenza, tuttavia la voce multe è scritta con svariati zeri e quando è inserita in un bilancio preventivo, guai a non rispettarla.
Perchè non impiegare diversamente questi introiti ? rendiamoli alla popolazione sotto forma di servizi necessari e socialmente utili; la donazione alle ONLUS che operano su diversi settori importanti potrebbe essere una soluzione veramente corretta, non trovate ? Invito tutti a riportare questo appello per provare a cambiare questo assurdo modo “di far soldi”.

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3 Risposte a “Far del bene con le multe, diamo alle ONLUS i ricavi delle contravvenzioni”

  1. Alex Dice:

    Sarebbe bello… almeno qualcuno ne godrebbe realmente!!

  2. campibisenzio Dice:

    L’articolo 208 del codice della strada prevede i possibili impieghi del 50 per cento degli introiti al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale, alla redazione dei Put e dei Piani per la viabilità extraurbana, per la fornitura dei mezzi tecnici per i servizi di polizia locale, per gli interventi per la sicurezza stradale, in particolare per i soggetti deboli: pedoni, ciclisti, anziani, bambini e disabili. Un’altra parte delle contravvenzioni, nella misura del 50 per cento, dovrebbero essere utilizzati per lo svolgimento di corsi di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado. Il cittadino utente può verificare la destinazione delle somme introitate per l’applicazione di contravvenzioni stradali. E’ molto semplice. Le amministrazioni comunali devono deliberare annualmente in via preventiva sui criteri di ripartizione delle quote dei proventi da contravvenzione stradali e sulla destinazione delle quote stesse ai diversi impieghi previsti dal codice della strada. Gli enti, esclusi quelli con popolazione fino a diecimila abitanti hanno l’obbligo di comunicare periodicamente a Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’effettiva destinazione dei proventi.

  3. Alex Dice:

    solo con quello che entra dagli autovelox… dovrebbero esserci vigili (o altri addetti) in ogni scuola tutti i giorni dell’anno…

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