La Commissione formata dagli ingegneri Bonari e Lippo, nominati dal Comune e da Banchi ed Ercolini, incaricati dei Comitati che hanno seguito il Referendum, ha stilato il programma delle “visite” per “testare” le “buone pratiche” (tra le quali le “buone pratiche impiantistiche” per il trattamento del “residuo”) prevede una visita in Piemonte per prender visione dell’applicazione nei supermercati del “progetto ECOLOGO” (assunto dalla Giunta Regionale e da tre catene di grande distribuzione) e dell’esperienza di RD del Comune di NOVARA. Altre visite sono previste in Veneto presso il Consorzio Priula ( in particolare per l’applicazione virtuosa della tariffa puntuale) e all’impianto di riciclaggio di VEDELAGO. Altre visite sono previste a Bellusco in provincia di Milano dove opera una stazione di Riparazione-Riuso di beni durevoli e se possibile al Comune di Monza che applica in modo efficace la normativa sugli “acquisti verdi”. Naturalmente non mancherà la visita al vicino Comune di Capannori. Per quanto riguarda le “pratiche impiantistiche a freddo” sono stati concordati gli impianti di TUDELA in Navarra (Paesi Baschi) dove opera un impianto dotato del sistema NIR (Near Infrared Recover) per recuperare carte e plastiche oltre che della digestione anaerobica per le frazioni biodegradabili e che “denuncia” un buon tasso di sottrazione del residuo dalla discarica (di tecnologia ROS-ROCA) e di AMIENS dove fin dal 1985 opera un impianto di digestione anaerobica della VALORGA che è certamente tra le aziende con più esperienza nella progettazione e gestione dei sistemi di trattamento anaerobico. Ad Amiens non esiste alcun inceneritore. Come inizio appare promettente. Naturalmente questo scenario (peraltro interlocutorio) non sarebbe stato pensabile senza la vittoria nel referendum contro l’inceneritore del 2 dicembre scorso.
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9 Gennaio 2008 alle 09:23
E perché non fare un giretto anche in Sicilia dove pare sia in funzione un impianto di riciclo denominato THOR?
Thor permette, volendo, di non effettuare la raccolta differenziata e comunque, non avendo camere di combustione, può essere acceso e spento senza problemi (a differenza dell’inceneritore che deve lavorare 24h/24h o almeno stare acceso tutto quel tempo).
La soluzione naturalmente migliore sarebbe quella di triturare solo il residuo derivato dalla raccolta differenziata. Da questo impianto si recuperano combustibile non inquinante (dice simile al bio-diesel), vetro e metalli vari.
La trascrizione completa del comunicato stampa del CNR è presente su http://www.sestofiorentino.info dove si sta accendendo un dibattito interessante.