Alcuni consigli da Cna, Confcommercio e Confconsumatori. Per gli esercenti l’invito è ad esporre, secondo quanto previsto per legge, i prezzi pre e post saldo. Per i clienti il suggerimento è di fare acquisti nei negozi di fiducia per verificare l’effettiva applicazione dello sconto.
Grande attesa per il 7 gennaio, quando cominceranno ufficialmente, i saldi invernali. Ecco qualche informazione o consiglio da parte di Cna, Confcommercio e Confconsumatori per esercenti e acquirenti :
Innanzitutto, in base alla Legge Regionale 26/99 e sue modificazioni, l’inizio dei saldi deve essere comunicato al Comune almeno cinque giorni prima, specificando anche la durata; occorre poi indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo in etichetta in base alla normativa di legge, cioè le merci devono essere esposte con l’indicazione del prezzo praticato prima della vendita in saldo, la percentuale di sconto e il nuovo prezzo scontato.
E’ necessario separare nettamente la merce in saldo da quella non in saldo e i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda. Durante il periodo dei saldi è inoltre vietato il rifornimento di ulteriori merci da destinare ai saldi. In caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto si applicano le ordinarie norme in materia di garanzia.
Questi, invece, i consigli per i clienti: comprare preferibilmente in negozi abituali, per verificare più agevolmente se vi è l’effettivo taglio del prezzo per i saldi; controllare sempre la presenza dell’etichetta e la sua conformità alla legge (composizione del capo, lavaggio, etc.). Quanto alla possibilità per i clienti di provare i capi in saldo questa spetta per diritto, fatta salva la biancheria intima, o almeno così dicono Cna e Confconsumatori, mentre Confcommercio sottolinea che la possibilità di far provare i capi al cliente è lasciata alla discrezionalità dei commercianti.
Anche la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (articolo 1519 ter del Codice civile introdotto da Decreto legislativo numero 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
Da ultimo il pagamento: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
Anche gli acquisti on line, precisa poi la Confconsumatori, prevedono il diritto di recedere, senza alcuna penalità e senza specificare il motivo, entro 10 giorni dall’acquisto, come ogni altra vendita di beni a distanza. Ad ogni modo, per qualsiasi problema, il consiglio è di rivolgersi ai vigili urbani o all’assessorato comunale per il commercio, oltre che alle associazioni dei consumatori più vicine.
Due ultime raccomandazioni dalla Confconsumatori. La prima è di fare attenzione ai saldi superiori al 50%, perché potrebbero nascondere fregature, come per esempio la vendita di merce dell’anno precedente (che potrebbe essere ugualmente un buon affare, ma purché il negoziante informi il cliente). In secondo luogo attenzione all’ “effetto sforamento”, ovvero a non lasciarsi prendere dall’euforia dei saldi spendendo di più di quanto si crede di risparmiare. Utile, suggerisce Confconsumatori, sarebbe fare una lista degli acquisti in anticipo e tenerla poi sott’occhio nel fare compere.
Tag: saldi, saldo, consigli, fregature, attenzione, prezzi, negoziante
7 Gennaio 2008 alle 10:17 am
Questa mattina al centro commerciale non sembrava nemmeno aria di saldi… brutto affare direi!!
7 Gennaio 2008 alle 5:38 pm
Ciao Alex, ti dirò che anche io ho avuto la stessa impressione al centro commerciale qui vicino. Oltretutto, girando un pò fra i negozi ho notato che come al solito le cose migliori ancora sono nei magazzini, mentre ciò che è in vetrina o sugli scaffali sono rimanenze varie con una richiesta minima da parte dell’utente e di dubbio piacimento (almeno da parte mia) si vede che la mercanzia negli scaffali non è quella che era presente fino a pochi giorni fa, anche mia moglie ha girato un’altro centro commerciale a Sesto con lo stesso risultato.
Poi non credo che ci siano le condizioni per potersi dare alla pazza gioia, nella mia famiglia 1000 euro al mese per la spesa mangiereccia e 500 di mutuo mettono un bel freno anche ai saldi…e visti i tempi che ci sono non credo di essere l’unico …