Ho estrapolato queste considerazioni, dall’ottimo lavoro di elaborazione dei dati della consultazione popolare contro l’inceneritore della Piana Fiorentina, dello scorso 2 dicembre 2007, svolto da Antonio Esposito. Tali considerazioni si rendono necessarie a fronte di affermazioni illusorie di un presunto “flop” sul profilo della partecipazione. Considerato che soventemente si usa la base delle elezioni amministrative o politiche, va detto che i dati ufficiali ai fini della percentuale di affluenza, non riflettono il dato reale dei cittadini di Campi che solitamente partecipano appunto alle amministrative e alle politiche, perché ci troviamo di fronte a circa 4429 iscritti, rappresentati dalla comunità straniera e dai minorenni, che solitamente non hanno diritto al voto. Per cui, il dato effettivo rilevato dai dati dell’amministrazione comunale di 35261 cittadini aventi diritto si porta a 30832; un dato molto significativo perché sposta notevolmente la percentuale dei votanti dal 31,11% dichiarata al 35,58% di affluenza sull’intero territorio di Campi Bisenzio. Oltre a ciò devono essere considerati anche altri aspetti che hanno limitato notevolmente questa percentuale, quali : l’informazione sul NO e sui luoghi di consultazione che, per mancanza di fondi, ha dovuto ripiegare su di una campagna porta a porta molto artigianale; un numero esiguo di seggi in confronto a quelli istituzionali; la modalità di organizzazione della consultazione, che ha fatto perdere una parte di ufficialità ed ha aggiunto difficoltà legate alla lontananza dal seggio per anziani e disabili; nonchè le barriere psicologiche dei seggi ospitati in strutture con una precisa connotazione politica, dati che si possono verificare numericamente dal lavoro di Esposito. Teniamo conto poi che questo referendum è stato anche propagandato come un avvenimento riduttivo da tutte le amministrazioni locali (Regione, Provincia e Comune) con la motivazione che non sarebbe servito a niente; sia perché l’inceneritore è stato definito come innocuo, sia perchè il luogo dove dovrebbe sorgere non è sul territorio del comune di Campi. Nonostante tutto ciò, ne è emersa una situazione completamente opposta da quella che si è prospettata agli occhi delle prime stime, se si considerano anche i dati prendendo in esame le zone di voto in proporzione alla lontananza dal sito dell’inceneritore, è evidente che solo nella zona centrale del paese (punti di consultazione da 1 a 8), avente una distanza media inceneritore-centro zona di 1,2 Km, il dato di affluenza sale alla media del 45% con delle punte di oltre il 60% ed il 91,50% di NO. Ciò è normale, perchè più ci allontaniamo dall’inceneritore meno si sente la preoccupazione del pericolo e quindi scende la percentuale di affluenza, fino a giungere, per esempio, al punto di consultazione di Sant’Angelo a Lecore avente una distanza media di 6,3 Km, ed una percentuale di affluenza del 17,3 %. E’ logico quindi che la consultazione ha avuto maggiore partecipazione dove viene più sentito il problema inceneritore, ma teniamo conto che siamo comunque in presenza di un dato significativo, perché rileva delle situazioni di estrema partecipazione al voto. I dati ci inducono, senza il minimo dubbio, ad essere molto soddisfatti di questi risultati, che vanno visti anche in virtù del lavoro volontario che è stato profuso da tanti cittadini, talvolta con forze limitate anche sotto l’aspetto economico; possiamo quindi affermare che la consultazione ha avuto un successo notevole. Non ci rimane che pensare alle interpretazioni che alcuni rappresentanti di istituzioni, hanno dato ai risultati di questa consultazione, che vengono oggi confutate con questo magistrale lavoro basato essenzialmente sui dati effettivi. La relazione di Antonio Esposito in formato PDF
Tag: amministrative, analisi, antonio, aventi, dati, diritto, esposito, Inceneritore, politiche, referendum, votanti